Impronta ecologica: glossario ambiente

Eccoci a un nuovo appuntamento con il glossario ambientale de LeROSA: la voce che esploreremo oggi è impronta ecologica.

Io credo profondamente nel potere delle parole: possono dare origine a malintesi e divisioni, ma possono anche creare ponti, condivisione, scambio, comunione, fino a generare azioni, e azioni per il bene di tutti.

Il senso di questa rubrica è tutto qui: dare un piccolo contributo alla costruzione di un lessico veramente condiviso, che ci aiuti a fare scelte consapevoli nel nostro rapporto con l’ambiente, sia come persone singole che come comunità.

[E qui , come sapete, voglio che sentiate nella vostra testa una musichetta di sottofondo, tipo sigla di Quark… no, anzi: esattamente la sigla di Quark!]

Photo by Anika Mikkelson on Unsplash

Impronta ecologica, cos’e?

L’impronta ecologica è un indicatore quantitativo che stima la quantità di risorse naturali utilizzate da noi esseri umani per soddisfare i nostri bisogni, in tutte le fasi del processo:

  • dalla produzione dei beni e dei servizi che utilizziamo
  • all’assorbimento delle emissioni dovute alla loro produzione e al loro uso
  • fino allo smaltimento dei rifiuti che derivano dal nostro stile di vita.

Più precisamente, l’impronta ecologica misura in ettari le aree biologiche produttive del pianeta Terra, compresi i mari, che sono necessarie per rigenerare le risorse che consumiamo.

In pratica, ci dice di quanti pianeti abbiamo bisogno per sostenere il nostro stile di vita.

Si calcola confrontando le risorse naturali consumate da un singolo individuo con lo spazio che egli occupa.

Secondo la Commissione Mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo, ognuno di noi ha a disposizione 1,7 ettari di Terra da cui trarre le proprie risorse e su cui riversare i propri rifiuti: questo valore è il riferimento che consente di confrontare le impronte ecologiche delle diverse popolazioni. Se lo superiamo, significa che il nostro stile di vita è insostenibile.

Attualmente, l’impronta ecologica mondiale supera la capacità bioproduttiva della Terra: stiamo consumando le risorse più velocemente di quanto dovremmo, intaccando il capitale naturale e mettendo a rischio la disponibilità futura di risorse, per noi e per chi verrà dopo di noi.

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Paradossalmente, un’emergenza mondiale come quella causata dal Coronavirus ha temporaneamente alleggerito la nostra impronta ecologica, grazie alla riduzione drastica, durante la pandemia, delle emissioni prodotte da auto, aerei, industrie e attività produttive.

Non dobbiamo certo augurarci altre epidemie, per alleggerire la nostra impronta ecologica, ma è il caso di ricordare che

“Non viviamo un solo giorno senza avere un impatto sul mondo circostante. Ogni azione fa la differenza, sta a te decidere quale tipo di differenza vuoi fare”.

[Jane Goodall, etologa]

[E a questo punto riparte la sigla di Quark!]

Se vuoi approfondire questo argomento, puoi leggere anche l’articolo “Impronta ecologica: cos’è, come calcolarla e come ridurla“.

A presto, con una nuova parola!

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