Come leggere la bolletta dell’energia elettrica?

Nel mondo delle bollette  elettriche non è sempre facile districarsi tra i tanti dati, importi e termini tecnici riportati. Scopriamo quindi come leggere la bolletta elettrica. Se solitamente leggendo la bolletta, finisci con abbandonare l’idea di capire e semplicemente ne programmi il pagamento. Questo articolo è quel che fa per te: comprendere dalla A alla Z la bolletta elettrica, per affrontare con padronanza la lettura della bolletta della luce.
Ma come leggere la bolletta della luce e comprendere tutti i termini  delle spese da pagare?

Come, sicuramente saprai, l’energia elettrica vera e propria pesa meno del 50% della bolletta. Credo sia utile comprendere anche le altre voci della bolletta stessa per diventare un consumatore consapevole. A tal fine, è possibile consultare  la rete ma attenzione, trovare  informazioni autentiche, non è facile;

Le informazioni davvero complete e veritiere, a mio avviso, si possono ottenere dall’Autorità dell’Energia 

Il grafico di seguito [Autorità dell’energia] ti da la suddivisione in percentuale della bolletta elettrica.

spese in percentuale

Cosa ci racconta questo grafico a torta? Innanzitutto che i costi di distribuzione energia elettrica coprono una fetta rilevante della nostra bolletta, precisamente il 17,39% (che include anche i costi per dispacciamento). Nel grafico sono definiti “servizi di rete” perché l’attività di distribuzione energia elettrica, è quell’attività che consiste nella gestione e manutenzione delle reti elettriche, a livello locale. Si tratta di un’attività ancora gestita in monopolio e diverse società sono titolari di concessione per l’erogazione di tale servizio.

I distributori sono i proprietari delle reti elettriche locali e degli stessi contatori. Sono coloro che realizzano i nuovi allacci (ad esempio quando./ ci sono nuove urbanizzazioni) o le manutenzioni in caso di guasti e interruzioni o ancora tutte le attività di gestione del contatore. In particolare, il Distributore è responsabile delle letture del contatore e anche della corretta tenuta dell’anagrafica dei contatori.

Tornando alla lettura e alla comprensione della bolletta, nella prima parte della bolletta, troviamo tutta una serie di dati informativi: un codice che identifica la fornitura, ossia il POD (Point of delivery)  Il codice POD è un codice alfanumerico che identifica in modo univoco il punto fisico in cui sul territorio nazionale l’energia viene prelevata dal cliente finale, la tipologia di pagamento scelto, la potenza impegnata e potenza disponibile, tensione di fornitura  e il totale da pagare con gli estremi della bolletta. Ma guardiamo nel dettaglio come vengono suddivise tutte le spese comprese nel totale da pagare.

Le voci principali in fattura sono:

  1. spese per la materia prima;
  2. spese per il trasporto e la gestione del contatore;
  3. spese per oneri di sistema;
  4. totale imposta e iva;

Conoscere tutte le spese nel dettaglio, ci permette di leggere in modo corretto la bolletta e di capire cosa stiamo pagando e perché, la bolletta non è  basata solo sui  consumi e sulle fasce orarie (F1, F2, F3) stabilite dal contratto che abbiamo sottoscritto.  Come per esempio, la spesa aggiunta oramai dall’anno 2016, legata al canone Rai, che aumenta notevolmente la nostra bolletta elettrica. L’importo da pagare, pari a 90 euro, viene suddiviso in rate bimestrali, oppure secondo accordi, a partire da gennaio e fino a ottobre. Senza di essa la nostra bolletta sarebbe molto più leggera.

Una domanda nasce spontanea, è possibile evitare tutte queste spese in bolletta?
Ebbene no.
Il fornitore non decide, per conto suo, cosa fatturare,
tutte le spese in bolletta vengono stabilite dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ed è per questo che sfuggirne sarebbe impossibile. Ma il modo per abbassare la bolletta c’è: fare attenzioni ai prezzi e ai consumi.

Oggi, parleremo dei 4 punti, anticipati nell’indice dei contenuti, qualora ci siano domande, oppure non sia chiaro qualcosa, per favore poni le tue domande ed io risponderò!

Spesa per la materia energia

La spesa per la materia energia è composta da diversi costi. Il costo che hai stabilito con la tua compagnia di energia elettrica per ogni KWH consumato più altri costi che di solito non si conoscono abbastanza.

La spesa per la materia energia è quel costo presente in tutte le bollette della luce, che comprende il costo della materia energia, più altre “voci”. Tali costi sono: la PCV, prezzo commercializzazione vendita, gli Oneri di Sbilanciamento, le Perdite di Rete ed il Dispacciamento. Tutte queste voci messe insieme formano la voce nella bolletta elettrica denominata: Spesa per la Materia Energia. La spesa per la materia energia come detto sopra è composta dalle seguenti spese:

  • costo della materia energia al KWH;
  •  prezzo commercializzazione vendita, PCV,  legata alla gestione dei clienti;
  • oneri di Sbilanciamento;
  • dispacciamento il servizio che garantisce in ogni istante l’equilibrio tra la domanda e l’offerta di energia elettrica;
  • perdite di Rete
  • più eventuali importi fatturati relativi alle componenti dei meccanismi distribuzione dei costi di approvvigionamento;

La spesa per la materia energia che tu ci creda o no è formata da tutti questi costi!

Il 99% delle bollette racchiude tutte queste voci dentro la voce materia energia

La concorrenza tra i diversi fornitori ruota proprio intorno a questa voce. La spesa per la materia energia si riferisce agli importi fatturati in relazione alle diverse attività svolte dal venditore, per fornire l’energia elettrica al cliente finale.

Questa voce di spesa della bolletta luce comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire l’energia elettrica al cliente finale. Oramai, il mercato energetico è diventato un mercato libero quindi alcuni costi relativi alla materia prima sono decisi dalle società di vendita e specificati nel contratto di fornitura. Proprio per questo motivo questa voce in fattura, è la spesa su cui i fornitori si fanno un’effettiva concorrenza.

Le perdite di rete e il dispacciamento vengono decisi trimestralmente dall’Ente che regola il mercato dell’energia elettrica, bisogna fare attenzione a queste voci, perché alcune aziende aggiungano alcuni centesimi, questa pratica è illegale, ovviamente. Qualche trucchetto per abbassare l’importo della spesa in materia di energia:

  1. ottenere la miglior offerta, quindi una o due volte all’anno fatti preparare un’ offerta da un altro fornitore e verifica, rispetto al prezzo che paghi;
  2. PVC, prezzo commercializzazione vendita, è vero che è un prezzo stabilito dall’ente ma controlla che venga inserita in fattura, solo il prezzo stabilito, attualmente per i privati il costo della PVC si aggira intorno 63,43 € e 124,70 € per i costi aziendali:
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Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

La spesa per il trasporto e la gestione del contatore, è un costo sempre presente, sia nelle fatture dei privati, domestici e non, che nelle fatture commerciali.

Questa voce comprende un costo fisso annuale ed uno in base al consumo in kilowatt. Stabilito, anche questo costo dall’ARERA,  serve a coprire i costi per il trasporto dell’energia fino al contatore, a  livello nazionale , i costi di gestione dei contatori e i costi di lettura e comunicazione dei consumi.   Il prezzo indicato in bolletta comprende, inoltre, le componenti tariffarie trasporto, qualità commerciale,  l’eventuale componente relativa ai canoni comunali a copertura dei maggiori oneri derivanti dall’incremento dei canoni di concessione. Questo costo che è fisso,  viene riversato direttamente allo Stato. Questa spesa va a sostenere tutte le attività di trasporto dell’energia dalla centrale, dove l’ energia viene prodotta fino al distributore locale che fa sì che tale energia arrivi fino al tuo contatore. Oltre a questo, tale spesa copre la gestione dei contatori e le letture dei consumi che devono essere comunicate dal distributore al tuo fornitore. Per questo se per caso hai ricevuto un conguaglio di energia o delle fatture luce con una lettura stimata si possono  contestare.

Tu stai pagando un servizio di lettura del contatore e tale servizio ti deve essere fornito non con letture stimate, ma con letture effettive!

Il trasporto dell’energia elettrica su tutta la rete nazionale è sicuramente un lavoro incredibile da fare e sicuramente molto costoso. Oggi senza energia elettrica non si potrebbe fare praticamente niente in una civiltà moderna.

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Spesso non ci rendiamo conto che il fatto che quando abbiamo bisogno della luce, essa sia sempre disponibile non è così scontato. Tutta l’infrastruttura ha sicuramente dei grandi costi e tali spese vengono sostenute con questa voce nella bolletta.

ARERA ha stabilito in questi i termini che le persone o aziende devono pagare per la spesa trasporto e gestione del contatore:

Attualmente si paga 20,28 euro all’anno per ogni contatore.
La Quota Potenza di paga in base alla potenza impegna del proprio contatore in kW/€ all’anno. Attualmente il costo è di 21,29 euro all’anno per ogni kW impegnato.
La Quota Energia si paga in base ai consumi che facciamo in €/kWh. Oggi il costo fissato da ARERA è di 0.00798 €/kWh.
Questi valori sono entrati in funzione dal 2019, prima c’erano dei costi variabili tra residenti e non residenti. Oggi queste spese si sono uniformate.

Spesa per oneri di sistema

Tra le tante voci “incomprensibili” della bolletta una delle più incomprese è quella relativa alla spesa per gli oneri di sistema: un insieme di costi che, per la luce, rappresentano da soli il 20% della spesa annua. Cerchiamo di capirne qualcosa di più, non sono eliminabili, sono pagati, comunque, da tutti i clienti residenti e non, a prescindere dal fornitore e dal tipo contratto sottoscritto.

Questi costi extra rappresentano circa il 20% del totale da pagare per l’energia. Purtroppo sono aumentati dal 2010 al 2019 da 5 a 10 miliardi di euro. Poiché si “aggregano” ai tanti costi diversi, sono diventati,  per i consumatori,   una sorta di contenitore di chissà quale e quante “tasse” misteriose.

Una errata convinzione che si è diffusa, che negli oneri di sistema siano inclusi gli importi non pagati dai clienti morosi.

Leggendo direttamente dal sito di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) la definizione degli oneri di sistema:

Sono gli importi fatturati per coprire i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico.

Tali importi sono pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico.

In particolare per:

messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale;

✓ i incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate;

✓ copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario;

✓ sostegno alla ricerca di sistema;

✓ copertura del bonus elettrico (non viene pagato dai clienti cui è stato riconosciuto il bonus sociale);

✓ copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia;

✓ integrazioni delle imprese elettriche minori e promozione efficienza energetica.

Gli oneri di sistema, dunque, sono stati introdotti per far fronte a specifici obiettivi collettivi che riguardano il sistema elettrico.

Totale imposte e IVA

Le imposte pagate in bolletta per quanto riguarda l’energia elettrica, esistono due tipologie di imposte: le accise e l’IVA. Vediamo insieme in cosa consistono e perché si pagano in tutte le bollette della luce a prescindere dal fornitore.

La differenza principale tra le due imposte è che l’IVA dipende dal valore economico (€) del servizio mentre l’accisa dipende dalla quantità del bene acquistato dal cliente, ossia l’energia elettrica (in kWh) .

L’Accisa sull’energia elettrica ossia un imposta indiretta sul consumo, chiamata anche accisa, è un’imposta che viene applicata alla quantità di energia consumata, indipendentemente dal contratto oppure dal fornitore scelto.

L’ Accisa è gestita dall’Agenzia delle Dogane ed è destinata allo Stato. Le accise sono differenziate per tipologia di consumi: civili o industriali. Per i clienti con uso domestico è prevista un’agevolazione se l’abitazione è di residenza anagrafica in caso di bassi consumi, precisamente fino a 1800 kWh/anno.

In tabella che ne spiega il calcolo.

accise

L’IVA sull’energia elettrica, ossia l’imposta sul valore aggiunto, l’IVA, è invece applicata al costo complessivo del servizio, compresi tutti i corrispettivi della bolletta della luce (di potenza, punto di prelievo e di energia) e compresa l’accisa. Attualmente l’aliquota applicata dipende dal tipo di fornitura.

Usi domestici: IVA al 10%

Altri usi: IVA al 22%

Le imposte, l’accisa e l’IVA, prendendo in considerazione un cliente domestico tipo servito nel mercato di maggior tutela, hanno un peso sul costo totale della bolletta del 13,3%

Spero di averti chiarito un po’ la destinazione di questi costi, inseriti in bolletta, qualora avessi dei dubbi, oppure qualche domanda, non esitare a scrivermi!

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