10 cose da fare quando si porta a casa un gatto

Se avete ormai capito che non potete più vivere senza, ecco le dieci cose da fare quando si porta a casa un gatto!
La decisione è presa, state contando i giorni che vi separano dall’avere una palla di pelo in giro per casa, benissimo, allora è tempo di preparare tutto per l’arrivo del micio. Ecco quindi un pratico decalogo di suggerimenti e informazioni utili per un inserimento sereno del gatto e per rispondere ai principali dubbi che sorgeranno.

Piattini per gatti
Finalmente la ciotola giusta per il muso dei gatti (che i mici adoreranno usare!)

1 – Preparare la casa a misura di gatto

Numero uno tra le 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto è occuparsi dello spazio in cui vivrà. Come ogni nuovo membro della famiglia che si rispetti, anche il micio ha bisogno di un’accoglienza adeguata, a cominciare dall’ambiente (perché occorre tenere sempre a mente che non è stato il gatto a chiedere di venire a vivere con noi, ma il contrario). Delle necessità materiali e degli oggetti da procurare abbiamo già parlato, vediamo dunque come utilizzare al meglio il corredo per rendere la nostra casa a misura di gatto. Ecco di cosa dovrete occuparvi:

  • cuccia;
  • ciotole;
  • acqua;
  • lettiera;
  • graffiatoio;
  • sicurezza;
  • danni.

Quando portate a casa il micio, dovete fornirgli un luogo dove stare, quindi va prevista una cuccia, meglio più di una, ad altezze variabili. Il gatto vive in tre dimensioni e ama stare in alto perché è un predatore, quindi abituato a sorvegliare il territorio, ma ama anche i nascondigli, i luoghi appartati perché lo fanno sentire sicuro. Ci sono cucce meravigliose di ogni forma, colore e dimensione, e certamente almeno una va prevista. Quanto spendere dipende dal budget ma ricordate che i gatti sono tipetti particolari, un classico è portare a casa un oggetto lussuoso e vedere il gatto snobbarlo a favore di una scatola di cartone.
Per cominciare, un cestino di vimini che avete in casa con un morbido cuscino andranno benissimo, i gatti adorano i cestini, più contenitori o scatole imbottite andranno anche meglio. Posizionatele in luoghi diversi, meglio se in posti strategici e riservati, e osservate quale gradisce di più (ma non stupitevi se preferirà sempre e comunque letti e divano).

Pensate, poi, all’area pasti. Consiglio: meglio piattini da frutta spaiati che le simpatiche ciotole a forma di gatto Silvestro delle quali micio non se ne farà nulla. La spiegazione è semplice. Il muso del gatto, al contrario di quello del cane, è corto e i gatti odiano sporcarsi. L’ultima cosa che gli serve è una ciotola in cui affondare la testa, urtando i bordi con i sensibilissimi baffi (vibrisse). In commercio esistono appositi piattini per gatti poco più grandi di quelli da caffè che costano circa 3/4 euro, acquistatene almeno due, di ceramica, vetro o acciaio, non di plastica perché sono facili da rovesciare e poco igienici.

Non dimenticate che un gatto beve, non come un cane, ma beve. Lasciate sempre dell’acqua fresca a disposizione in una piccola ciotola bassa e larga, oppure acquistate una fontanella per gatti, molto funzionali perché a loro piace l’acqua che scorre. Importante posizionare le ciotole di acqua e cibo lontane dalla lettiera, in due ambienti diversi.

Preparate la lettiera in un angolo appartato e considerate che sono momenti molto privati anche per i gatti, dunque se la mettete in bagno, evitate per i primi tempi la coabitazione. Non tarderà il momento in cui pretenderà di farvi compagnia proprio lì.
La scelta della lettiera è ampia, quella classica, rettangolare con coperchio e porta basculante, andrà benissimo perché offre discrezione e limita gli spargimenti del contenuto. Per la sabbia c’è l’imbarazzo della scelta, più è costosa e più sarà efficace, ma qualsiasi materiale sceglierete, non sottovalutate la pulizia. I gatti sono animali estremamente puliti, se trovano la lettiera maleodorante o sporca possono inscenare plateali proteste e andare a fare i bisogni dove proprio non vorreste. Anche se è un sottocapitolo delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto, è un punto importantissimo. Umano avvisato, mezzo salvato.

Per i gatti farsi le unghie è una necessità. Se volete salvare mobili, tende e divani mettete almeno un graffiatoio in posizione di passaggio e in vista, in modo che lo noti subito. D’obbligo che il graffiatoio sia nuovo e non dell’amico il cui gatto non lo usa, perché sentire l’odore di un altro micio verrebbe vissuto come una minaccia.

Attenzione alla sicurezza. Balconi e finestre, non importa a che piano abitate, possono essere sempre fonti di pericoli per il gatto, soprattutto quando non si è ancora ambientato. Anche di questo abbiamo già parlato.

Infine, per proteggere l’ambiente da possibili danni, per i primi tempi togliete gli oggetti fragili in vista, le cose che non vorreste mai andassero distrutte. Starete più tranquilli ed eviterete di mettere in difficoltà il gatto.

2 – Istruire gli umani di casa

Secondo importante punto delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto, è mettere delle regole di convivenza e rispetto reciproco. Se modificare e aggiungere cose è stato un lavoro semplice, più difficile potrebbe essere contenere gli entusiasmi degli abitanti all’arrivo del gatto, soprattutto se ancora piccoli. Per tutti vale la regola: lasciate stare il gatto!
Spesso ci si dimentica che ciò che per noi è casa, per il gatto che entra per prima volta è territorio sconosciuto e potenzialmente pieno di pericoli, zeppo di rumori e odori mai sentiti, angoli dove potrebbe esserci un nemico in agguato, nonché abitato da esseri giganti che tentano di afferrarlo obbligandolo a un contatto che (ancora) non ama. Vi lancereste in effusioni e abbracci in un posto nuovo con persone mai viste? Ecco, ora moltiplicate per dieci la sensazione di fastidio che avete provato solo leggendo e avrete un’idea di come si possa sentire il gatto, se lo sottoponete a un’azione così invasiva della sua privacy. Va da sé che per i primi giorni vanno evitate le visite guidate con amici e conoscenti per vedere il nuovo arrivato, ci sarà tempo. Per partire con il piede giusto, spiegate bene a chi vive con voi che quando porterete in casa il micio, dovranno astenersi dallo stargli tutti intorno a emettere gridolini di gioia. Tenete conto che l’udito del gatto è molto sviluppato, un battito di mani per lui equivale a una porta che sbatte, una pentola che cade in cucina è una bomba. Spiegate ai bambini come accarezzare il gatto, giocate a fare pratica con un peluche e ricordate loro di quando non volevano proprio dare un bacio alla zia, cercando di farli immedesimare in quello che potrebbe provare il gatto. Ma rassicurateli anche che presto potranno interagire e giocare con il micio nel modo giusto e che, come per ogni nuovo amico, devono avere solo un po’ di pazienza. In un epoca di tutto-e-subito, educare al rispetto e all’attesa può rivelarsi utile.

3 – Siamo a casa: cosa fare il primo giorno

Arriviamo al punto cruciale delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto.
Ci siamo! Eccoci sul pianerottolo di casa pronti a iniziare l’avventura. Il gatto è nel trasportino, molto preoccupato guarda fuori col cuore che batte a mille, chiedendosi, e adesso?
Il suggerimento è portare il trasportino in una stanza, aprire lo sportello e uscire richiudendo la porta alle spalle (assicuratevi che le finestre siano chiuse!). E’ importante lasciare il micio nel suo trasportino, l’unica cosa che per il momento riconosce a livello olfattivo e che gli dà sicurezza. Lasciatelo lì tranquillo, andando di tanto in tanto a controllare, ma senza toccarlo. Se non lo trovate, nessun problema, non si è smaterializzato, si è solo nascosto e lì starà fino a quando non sarà sicuro che non ci sono pericoli. Non vi preoccupate di cibo o lettiera, un gatto in un territorio nuovo non mangia e non lascia tracce di sé. Ogni volta che tornate nella stanza parlategli sottovoce e avvicinate le mani lentamente, senza movimenti bruschi, perché senta il vostro odore e capisca che non ci sono minacce, ma non lo accarezzate e lasciate che sia lui, eventualmente, a strofinare la testa contro di voi. Se lo fa, ottimo segnale, ma se si ritrae e si infila sotto il divano, va bene uguale. Non tuffatevi a riprenderlo, non lo chiamate e per l’amor del cielo non cercate di stanarlo con la scopa! Lasciategli i suoi tempi e avvisate i conviventi che non c’è un timer. Piuttosto, nella stanza di “acclimatamento”prevedete la possibilità per il micio di salire sopra un mobile, in alto i gatti si sentono più sicuri e se il vostro nuovo amico sa che c’è questa possibilità, si sentirà meno stressato. Mettere una scala vicino a un armadio potrebbe essere ottimale, ad esempio. Quando vi sembrerà che sia più a suo agio lasciate la porta socchiusa in modo che possa sbirciare il resto della casa. Ai gatti piace esplorare, ma farlo tutto insieme potrebbe essere troppo, meglio un ambiente alla volta.

4 – Capire l’indole del gatto: timido o spavaldo?

Delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto, questa è la più difficile perché non dipende a noi. La regola principale per capire l’indole del gatto infatti è che…non ci sono regole.
Sono imprevedibili e imperscrutabili per natura, riservati e al contempo socievoli, giocherelloni e permalosi insieme. A seconda del gatto possono prevalere alcuni aspetti piuttosto che altri e in funzione del carattere del micio potrà volerci più o meno tempo per entrare in confidenza. Sapere prima cosa farà è praticamente impossibile. Se avete deciso di adottare un gatto adulto in un rifugio, chi ve lo affida saprà dirvi di più sul suo carattere, ma anche sapendo se è timido o socievole non si può mai sapere come reagirà una volta a casa. Ci sono gatti che si adattano subito e in men che non si dica li troverete spaparanzati sul letto come fossero lì da sempre, altri che dopo un mese ancora vi scruteranno con aria dubbiosa rifiutando ogni approccio. Il carattere del gatto cambia anche se avete adottato un adulto o un cucciolo. Il primo sarà più guardingo, mentre i gattini sono più temerari perché incoscienti. Se avete bambini vivaci evitate di adottare gatti timorosi, più adatti a contesti tranquilli, mentre l’esuberanza incontenibile dei cuccioli potrà essere apprezzata dai piccoli di casa, a condizione che vengano educati a relazionarsi con il micio in modo corretto e rispettoso. Il carattere dipende molto anche dai genitori e dal contesto in cui è nato. Gatti da cucciolate casalinghe saranno più abituati al contatto umano e quindi più socievoli. Al contrario se adottate un randagio, un gatto abbandonato o un gattino recuperato da situazioni difficili, potrebbe volerci più tempo per trovare un equilibrio. In nessuno dei casi però la situazione iniziale rimarrà identica anzi, di solito i gatti a qualunque età (e a modo loro), mostrano di apprezzare il cambiamento in meglio. Adottare un gatto adulto in questo senso offre migliori garanzie in termini di equilibrio caratteriale. Anche il sesso ha una certa influenza sul comportamento, più dispotiche le femmine, più coccoloni i maschi, ma attenzione perché vale sempre la regola qui sopra!

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5 – Cosa fare di notte

Sembra un dettaglio, invece tra le 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto, il momento in cui si va a dormire e dunque non si può esercitare un controllo attivo, crea spesso ansia nei nuovi adottanti.
Superata la prima giornata, ecco quindi cosa fare di notte con un gatto. La risposta è facile: niente. Ovvero non ci sono cose speciali anzi, la notte è proprio il momento in cui il gatto sarà a suo agio, niente umani rumorosi in giro e campo libero per l’esplorazione. I gatti sono animali crepuscolari, il che significa che sono particolarmente attivi all’alba e al tramonto. Se siete tipi mattinieri, nessun problema ma se siete dormiglioni dovrete mettere in conto un periodo più o meno lungo di adattamento reciproco. Quando andate a dormire potete decidere di lasciare le porte aperte o chiuse, tenendo conto però che i mici odiano le porte chiuse e potrebbero grattare o miagolare. Unica eccezione, la porta della camera dove dormono eventuali neonati o bambini molto piccoli, che è meglio che resti chiusa per i primi tempi. Quando il gatto si sarà un po’ ambientato, mostrategli dove si trovano il cibo e la lettiera, lasciate acqua e un po’ di cibo secco come snack notturno. Controllate che le vie di fuga siano bloccate, assicuratevi che il coperchio del wc sia abbassato, lasciate le porte socchiuse e andate a dormire senza preoccuparvi di cosa farà il micio. Se poteste mettere delle telecamere a infrarossi ci sarebbe parecchio da divertirsi e anche da imparare sul comportamento dei gatti! In caso fosse stato rintanato la notte sarà il momento in cui finalmente uscirà, andando a mangiare e a fare tutto quello che non si è sentito sicuro di fare prima. Potete stare certi che mentre dormite lui girerà per casa prendendo sicurezza, strusciandosi sugli oggetti per marcare il territorio, esplorando e annusando. Prenderà pian piano i suoi nuovi punti di riferimento e si sceglierà dove dormire. Anzi. Se è un gatto socievole probabilmente lo troverete addormentato sul letto, se più timido si nasconderà quando la casa si sveglierà, ma in ogni caso è solo questione di tempo. Il gatto potrebbe anche sentirsi solo e piangere, provate a chiamarlo sottovoce per vedere se si calma. Accarezzatelo perché è molto probabile che lo accetterà. E se verrà a dormire con voi, il gioco è fatto!

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6 – Cosa aspettarsi dal gatto

Abbiamo visto alcune delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto ma, cambiando punto di vista, è lecito chiedersi anche quali siano i pensieri del nuovo arrivato. Se è comprensibile sperare in un rapido e felice adattamento, non è detto che accada nei modi e nei tempi che vorremmo. Molto dipende se l’adottato è un cucciolo, un adulto o un gatto anziano, perché sì, ci sono anche loro.

  • Il cucciolo. La tenera età (ricordate che per legge non si possono adottare gattini sotto i 60 giorni) li porta ad essere audaci esploratori, incuranti di pericoli e cadute. L’istinto di sopravvivenza li rende ingordi quando sono davanti alla ciotola, la loro è sempre una straziante richiesta di cibo, anche se hanno appena mangiato. La socializzazione non è quasi mai un problema, a meno che non abbiate preso un gattino non abituato al contatto umano, nel qual caso occorrerà armarsi di santa pazienza. Per contro un cucciolo va sorvegliato di più rispetto a un adulto e messo in condizioni di non farsi male o di infilarsi in posti irraggiungibili o pericolosi. Vanno tolte tutte le cose che potrebbe ingoiare, come gli elastici, i sacchetti di plastica, le cose appuntite che possono ferirlo e fare in modo che non possa arrampicarsi su finestre e balconi. Tolti i pericoli, vi aspettano giornate di pura allegria con il piccolo teppista peloso che ne inventerà una al secondo. Ogni oggetto diventerà gioco o potenziale nemico cui fare gli agguati e il cucciolo partirà con sonore fusa ogni volta che entrerà in contatto con voi.
  • Il gatto adulto. Aspettatevi tutta la gamma di possibili comportamenti tra un ospite curioso in giro per casa e un timidone che vi osserverà da sotto il divano prima di decidersi a uscire. Come abbiamo detto, infatti, il comportamento del micio dipende da diversi fattori, è piuttosto probabile che il nuovo arrivato resti sulle sue per un po’, quindi non vi preoccupate se non vi salterà subito sulle ginocchia facendo le fusa, lo farà. In realtà la prima cosa che il micio tenderà a fare non appena avrà realizzato che quello è il suo ambiente, sarà personalizzare la casa. Una strusciatina contro gli stipiti, un po’ di stretching, una strofinatina di muso sui divani o direttamente sugli abitanti della casa, significherebbe che vi ha adottati e vi sta imprimendo il suo personale codice di approvazione. Sul corpo del gatto, soprattutto sul muso e polpastrelli, sono infatti presenti ghiandole che rilasciano tracce olfattive, percepibili solo a lui, che fungono da segnale di riconoscimento di un territorio amico. Quindi se micio si metterà al lavoro su questa attività, significa che tutto procede per il meglio.
  • Il gatto anziano. Adottare un nonno è una cosa meravigliosa, per lui e per quello che potrà darvi, che sarà impagabile. Se avete preso la decisione di prendere con voi un gatto di 10 o più anni, significa che prima aveva un contesto e che per qualche ragione, spesso traumatica, ora non ha più. Ma questo non significa che non possa affezionarsi, anzi, di solito i gatti anziani sono molto tranquilli e riconoscenti. Una presenza affettuosa e discreta in casa che, per esempio, potrebbe essere apprezzata da chi non è più giovanissimo. In genere sono gatti di mondo, conoscono già la routine pappa – lettiera – sonno, si accontentano di un posto caldo e non fanno danni. Passato il primo periodo di adattamento, i gatti anziani saranno ben felici di passare un po’ di tempo da soli, di osservare cosa succede fuori da una finestra e aspettarvi quando tornate a casa per dormire sul divano insieme a voi.

7 – Cosa fare in caso di problemi

Delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto è una delle più difficili da praticare è cosa fare in caso di problemi. Naturalmente occorre innanzitutto definire “problemi”, perché non sempre il punto di vista felino e umano coincidono. Anzi quasi mai. Il primo consiglio in ogni caso è: calma e pazienza.

Nei primi giorni sarebbe bene che fosse una sola persona a occuparsi del gatto. E poi una volta abituato, entrerà in confidenza anche con gli altri membri della casa. Diversamente potrebbe non sentirsi affatto sicuro e aver bisogno di più tempo, sia per socializzare e sia per colonizzare la casa. Non abbiate fretta e non mettetela al micio, c’è tutto il tempo, l’importante è partire con il piede giusto.

Una cosa piuttosto comune che potrebbe accadere è che il gatto stia rintanato e rifiuti di mangiare o di usare la lettiera per giorni. L’istinto umano sarà quello di convincerlo ad avvicinarsi per poterlo rassicurare coccolandolo ma, sfortunatamente, non è quello che farebbe un gatto. Peggiorereste le cose, rischiando di spaventarlo e prendervi un morso o un graffio, innescando una serie di incomprensioni che non porterebbe niente di buono. Se vi capitasse un micio diffidente, avvicinatevi senza invadere il suo spazio, parlate sottovoce con tono rassicurante e magari offritegli del cibo, in modo che capisca che può uscire qualcosa di vantaggioso dalla relazione con voi. Potrebbe non mangiare subito, lasciate lì e tornate più tardi. Ognuno ha i suoi tempi, non abbiate paura, non morirà di fame.

Dall’altra parte potremmo avere a che fare con un gatto che scarica lo stress in attività come miagolare incessantemente, grattare le porte, fare i bisogni fuori dalla lettiera o manifestare comportamenti aggressivi, magari facendo agguati alle caviglie degli umani di casa. Tutte attività transitorie che possiamo accogliere come sintomi di comprensibile disagio iniziale. Un gatto che miagola, se non ha problemi di salute, è solo disorientato e va rassicurato accarezzandolo e parlandogli sottovoce. Se sporca in giro, pulite con alcool o detersivi al limone e portatelo con garbo davanti alla lettiera, se graffia gli stipiti potete accompagnarlo delicatamente al graffiatoio posizionandogli le zampine nel gesto di farsi le unghie. In tutti i casi, sgridarlo aumenterà il suo disagio senza risolvere il problema, non fatelo. Se vi attacca alle caviglie, non urlate ma distraetelo con un gioco o offritegli un peluche su cui indirizzare l’aggressività. Niente funziona all’istante, ma con un po’ di pazienza si otterranno i risultati.

8 – Abituare il gatto ai nostri ritmi

Un gatto non si educa, gli vanno solo fornite le cose di cui ha bisogno e all’ottavo punto delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto, dobbiamo parlare anche di ritmi. Magari ci vorrà un po’ di tempo, ma abituare il gatto alle nostre routine garantirà un ambiente tranquillo per tutti. “Io sono il gatto che se ne va da solo e tutti i luoghi sono uguali per me”, così parlava il gatto del celebre racconto di Kipling, per sottolineare l’indole estremamente indipendente della creatura. E non aveva torto. Ma dato che d’ora in poi dovrete convivere, sarebbe meglio sincronizzarvi almeno sull’alternanza giorno/notte. Ad esempio ricorrendo ad alcuni dei seguenti accorgimenti.

  • Cibo: il gatto ha bisogno di molte energie per digerire, infatti dorme subito dopo aver mangiato. Ed è un animale notturno specializzato a individuare le prede anche al buio, ecco perché è molto attivo nelle ore serali e notturne. Ma se lo abituerete a mangiare poco prima della vostra ora di andare a dormire, potrete contare su alcune ore di sonno, sperando che la tranquillità notturna della casa faccia il resto. Almeno fino all’alba, altro orario topico per i gatti, perché è il momento in cui in natura si svegliano gli uccellini.
  • Giochi: quando tornate a casa dal lavoro, dedicate qualche momento a farlo giocare. Lanciategli palline e topini, invogliatelo a saltare con le apposite canne da pesca, nascondetevi e chiamatelo oppure utilizzate i premietti, tirandoli in modo che li insegua. Questa è un’attività che solitamente piace molto, attenzione solo a non tirarli ‘verso’ il gatto ma in direzione opposta, ricordiamo sempre che è un predatore e ama inseguire, non essere inseguito. Oppure lanciateli in aria in modo che possa saltare per prenderli.
  • Camera da letto: non giocate sul letto o in camera da letto, altrimenti assocerà le due cose e verrà a svegliarvi per essere intrattenuto. I gatti, infatti, memorizzano le attività e i luoghi, associandoli.
  • Intrattenimento: se il gatto rimane solo per molte ore, prevedete giochini e attività che lo possano intrattenere, o al ritorno a casa stanchi vi troverete un gatto annoiato caricato a molla che cercherà di attirare in ogni modo la vostra attenzione, come è giusto che sia. Potete anche lasciare scatole dove nasconderete croccantini, al gatto piacerà scovarli e giocare dentro ai cartoni. In generale dovreste essere voi a governare la situazione. O almeno provateci. Di solito in qualche settimana dovreste arrivare al risultato previsto.

9 – Gestire le relazioni con altri animali di casa

Altra tappa fatidica tra le 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto è quella che riguarda le convivenze. Perciò, se il gatto non è la prima creatura che portate a vivere con voi, diventa fondamentale gestire le relazioni con gli altri animali di casa. Il come dipende anche dal tipo di animale.

Partiamo dal più difficile, la convivenza con un altro gatto. Qui si aprono una serie di variabili infinite: gatto anziano residente vs gatto giovane new entry o viceversa? Indole? Sesso? Contesto di partenza? ecc. In ogni caso si può dire che la cosa migliore da fare è tenere i due mici separati per un po’ di tempo. Quanto? Dipende. Non possiamo sapere quanto impiegheranno se non a fare amicizia, almeno a sopportarsi, ma dovete agire nel modo giusto se volete che la cosa funzioni. Meglio quindi tenere il nuovo gatto in una stanza a parte con tutte le sue cose, avendo cura di non mettere cibo e lettiera vicini (a chi piacerebbe mangiare dove fa i bisogni?). Il gatto di casa capirà subito che in casa c’è “un altro” e andrà ad annusare la porta, che deve rimanere chiusa. Quando accarezzate il gatto nuovo andate poi dall’altro in modo che si abitui all’odore. Fate lo stesso con gli oggetti, scambiandoli, lasciando che li annusi e fate l’inverso. All’inizio soffieranno o faranno quello strano gesto di stare con la fauci semi aperte per analizzare un traccia olfattiva, noto come smorfia di Flehmen, è normale. Quando si saranno calmati, magari dopo due o tre giorni, potrete socchiudere la porta della stanza del gatto nuovo e lasciare che si vedano senza potersi toccare. Procedete gradatamente, pronti a tornare a porte chiuse se dovessero manifestare aggressività. Fondamentale per la buona riuscita dell’operazione: il tempo. Affrettate le cose e dovrete ricominciare daccapo. Quando saranno insieme, non preoccupatevi delle baruffe e non (ripetiamo non) intervenite. Troveranno il loro equilibrio, voi limitatevi a sorvegliare e a mantenere le due ciotole del cibo distanti e le due lettiere separate. Distribuite equamente le coccole e non dovrebbero esserci problemi per raggiungere un equilibrio felino.

Per quanto non sembri, è più semplice accasare un micio se in casa avete già un cane, a patto ovviamente che accetti i gatti, anche se questo il nuovo venuto non lo sa. Valgono le stesse regole qui sopra, ma in questo caso è il cane che andrà protetto dai temibili artigli del gatto, se si sentirà minacciato. Niente di peggio di un gatto impaurito o in preda al panico, anche se è ancora un soldo di cacio. Di buono c’è che quando il gatto avrà capito che non ha niente da temere, il processo di affiatamento sarà assai più veloce rispetto al caso precedente. Se poi il vostro cane è un amabile bonaccione potrebbe persino essere bullizzato dal gatto, occhio perciò a prendere le difese di uno o dell’altro per non scatenare gelosie. I gatti sono speciali per le vendette a freddo.

Altri animali come conigli, cavie, volatili, tartarughe, rettili ecc. creeranno meno problemi, a patto di proteggerli dalla curiosità e dagli… appetiti del gatto. Un canarino potrebbe morire di infarto vedendo l’emulo di gatto Silvetro che lo osserva col muso contro le sbarre della gabbia. Un coniglietto potrebbe non gradire un assalto del gatto, una tartaruga grandicella non avrà niente da temere e un coniglio adulto saprà difendersi fin troppo bene. Insomma prudenza.

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10 – Rimedi naturali contro lo stress

Chiudiamo l’elenco delle 10 cose da fare quando si porta a casa un gatto parlando di relax. Se il micio stenta ad adattarsi o se vogliamo fare qualcosa in più per agevolare il processo di inserimento, possiamo infatti ricorrere a rimedi naturali contro lo stress che si dividono in fitoterapici, omeopatici o essenze floreali. Naturalmente il fai da te non è mai consigliato, alcune sostanze che sono alla base dei rimedi, per quanto naturali, possono non essere adatte ai gatti. Per essere sicuri di non peggiorare la situazione o di fare azioni inefficaci, è sempre meglio consultarsi con un esperto. Come indicazione generale è bene sapere che in commercio esistono alcuni rimedi utili, non è scopo di questo articolo suggerirne l’uso senza le opportune indicazioni.

  • Rescue Remedy, un rimedio basato sui Fiori di Bach, composto da un mix che viene utilizzato anche dagli umani per calmare gli stati di ansia, ma che deve essere formulato ad hoc per i gatti. Potrebbe essere sufficiente metterne qualche goccia nella cuccia e sugli oggetti che usa, per ottenere un certo rilassamento.
  • La melissa, una pianta che calma subito gli stati di agitazione. Si possono mettere alcune gocce nella ciotola dell’acqua o usare come integratore nella pappa per controllare la tachicardia dovuta all’ansia del trasferimento. Buona idea proporre il rimedio anche agli altri eventuali cani o gatti di casa per controllare meglio lo stress e facilitare il nuovo inserimento.
  • I feromoni spray, invece, imitano proprio le sostanze che il gatto rilascia quando si strofina felice su oggetti e persone per imprimere il suo odore rassicurante. Spruzzarne un po’ sulle mani quando vi avvicinate al gatto nei primi giorni, lo rassicurerà circa le vostre buone intenzioni.
  • I diffusori ambientali sono come i classici fornelli antizanzare, solo che rilasciano nell’ambiente gli stessi feromoni di mamma gatta. Perfetti per creare un clima piacevolmente rassicurante. Nessuno dei due rimedi qui sopra è percepibile dall’uomo.

Ormai avrete capito che per adottare un micio le migliori intenzioni non sono sufficienti e che molti luoghi comuni sui gatti sono appunto, solo luoghi comuni. Al contrario, il comportamento spesso indecifrabile dei gatti ha solidi perché, e conoscerli vi aiuterà a gestirli. Insomma ,vi siete portati a casa un piccolo delizioso tiranno che renderà la vostra vita più complicata e migliore, che vi offrirà un punto di vista inusuale su tante cose e del quale non potrete più fare a meno.

Abbiamo elencato le 10 cose da fare quando si adotta un gatto, metterle in pratica vi farà partire nel modo giusto, evitando gli errori più comuni e mettendo le basi per una lunga e felice convivenza, pardon, sudditanza con sua maestà il gatto.

 

 

 

 

 

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