Alimentazione del gatto: guida completa

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gattino

Alla base della sopravvivenza dell’uomo e degli animali vi è l’alimentazione. A seguire vi è la riproduzione, che permette ad ogni specie animale di non estinguersi al mondo. Questa è una conseguenza dell’alimentazione. Ogni specie animale ha esigenze nutrizionali diverse. In questa guida troverete tutte le informazioni necessarie sull’alimentazione del gatto: dalle differenze tra alimentazione industriale e casalinga ad una disamina dell’alimentazione del gatto nelle varie fasi della vita sia nell’ambito fisiologico che patologico.

Prima di iniziare a parlare di alimentazione del gatto è doveroso fare un inciso su come allestire la zona in cui mangia e beve. Sono indispensabili almeno due ciotole: una per il cibo ed una, più grande, per l’acqua.

Ricordate di cambiare spesso l’acqua nella ciotola: il gatto gradisce acqua fresca e pulita. I gatti amano molto l’acqua corrente. Si possono disporre anche delle fontanelle, che mimano il movimento dell’acqua che scorre. Questo è un modo per stimolare il vostro gatto a bere di più.

Le ciotole sono disponibili in diversi materiali. Sono preferibili quelle di acciaio, perché sono più resistenti e facili da pulire, o di ceramica, che mantengono la freschezza dell’acqua. Meglio disporle non troppo vicine tra di loro, in modo da evitare che parti di cibo finiscano nella ciotola dell’acqua. Vanno disposte lontano dalla lettiera e in una zona tranquilla della casa, in cui il gatto possa mangiare e bere senza essere disturbato.

Se avete una casa disposta su più livelli dovrete disporre più ciotole su ogni piano. Ricordate che i gatti amano stare su ripiani sopraelevati: potreste disporre una ciotola anche su uno di questi. Può essere una buona soluzione se avete cani e gatti che convivono in casa. Il cane è attratto dal cibo del gatto, ma se lo disponete su piani sopraelevati eviterete che il cane arrivi a mangiarlo.

Se convivono più gatti insieme, dovrete creare più zone individuali per i pasti e permettere a tutti di mangiare nella propria privacy. Questo permetterà di evitare che si instaurino tensioni per la competizione per il cibo.

Alimentazione del gatto casalinga

Alimentazione commerciale o casalinga: qual è la migliore per il gatto? Non esiste un’alimentazione migliore in assoluta tra le due. Sia l’alimentazione industriale che casalinga hanno pregi e difetti. Negli ultimi anni è aumentata la richiesta, da parte dei proprietari di pet, di formulazioni di diete casalinghe. Questo perché riporta verso un’alimentazione naturale.

L’alimentazione del gatto deve essere sana ed equilibrata. In quanto carnivoro stretto, i suoi fabbisogni nutrizionali sono incentrati sulle proteine più dei cani. La razione non dovrà solo contenere carne, ma anche carboidrati, verdure, grassi con integrazione mineral-vitaminica. Attenzione ai quantitativi di taurina presenti nella dieta. I gatti non sono in grado di sintetizzarla. Una sua carenza può causare l’insorgenza di diverse patologie a carico della muscolatura, degli occhi e del sistema nervoso centrale. Possono subentrare problematiche cardiache, riproduttive o oculari, come la cecità.

I punti di forza di un’alimentazione casalinga sono:

  • utilizzo di materie prime fresche;
  • consapevolezza degli ingredienti utilizzati;
  • maggior appetibilità della razione;
  • possibilità di variare e personalizzare la razione.

I punti di debolezza sono:

  • minor conservabilità rispetto alle crocchette;
  • volume maggiore della razione giornaliera;
  • necessità di almeno un integratore da aggiungere alla razione.

L’alimentazione casalinga vede la formulazione di una dieta dai volumi maggiori rispetto alle crocchette. Questo perché il cibo cucinato presenta volumi di acqua maggiori, rispetto all’industriale. Seguite sempre i dosaggi indicati dal vostro veterinario esperto in nutrizione. Questi vi aiuterà nella formulazione di una dieta completa e priva di carenze nutrizionali.

La temperatura di somministrazione della razione è importante. Il gatto mangia soltanto dopo aver percepito bene l’odore di ciò che mangia. Riscaldare leggermente la razione permetterà al vostro gatto di percepire più facilmente gli odori ed essere invogliato a mangiare tutto.

gatto e ciotole

Cibo umido o crocchette

I prodotti alimentari industriali sono disponibili in formato crocchette o umido. Di quest’ultimo si possono trovare: bocconcini, straccetti o paté. Entrambi le tipologie possono essere formulate come alimento:

  • completo: la formulazione è completa. Non necessita di integrazioni e può essere somministrata senza associarla con altri alimenti;
  • complementare: la formulazione non è completa. Deve essere associata ad un altro prodotto, che permetta di ottenere una razione completa.

Le crocchette presentano un quantitativo di umidità pari all’8-10%. Vanno somministrati contenuti più ridotti, rispetto al cibo umido, per raggiungere il fabbisogno giornaliero del gatto. Sono meno appetibili rispetto al cibo umido. Esistono diversi tipi di formulazioni di crocchette a seconda dell’età del gatto, dello stato fisiologico o patologico. Le formulazioni sono diverse anche per tipo di fonte proteica e di carboidrati.

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L’umido è molto più appetibile rispetto alle crocchette. L’80%, però, è costituito da acqua. Viene utilizzato come primo alimento nello svezzamento del gattino, in quanto più facile da ingerire e più appetibile. Risulta un cibo da preferire, rispetto alle crocchette, quando si necessita di aumentare l’assunzione d’acqua.

I punti di forza di un’alimentazione commerciale sono:

  • certezza del raggiungimento del fabbisogno nutritivo giornaliero;
  • possibilità di poter somministrare facilmente la razione;
  • sicurezza sanitaria;
  • controllo del processo produttivo;
  • conservabilità;
  • facilità nel trasporto;
  • minor volume della razione giornaliera

I punti di debolezza sono:

  • minor appetibilità rispetto alla razione casalinga;
  • ridotta variabilità della razione giornaliera;
  • minor appetibilità.

Altra differenza tra alimentazione casalinga e commerciale è la produzione di feci. La dieta casalinga riduce il quantitativo di feci emesse. Questo perché è caratterizzata da ridotte sostanze inazotate. Non spaventatevi se il vostro gatto beve di meno mangiando cibo casalingo. Quest’ultimo presenta un quantitativo di acqua maggiore rispetto al cibo commerciale. Il vostro gatto tenderà a bere di meno, perché assume già un quantitativo sufficiente d’acqua dalla razione cucinata.

Per quanto riguarda il comportamento alimentare del gatto, ricordate che in natura è sia preda che predatore. Questa sua caratteristica, tipica dell’antenato selvatico, è rimasta anche nel gatto domestico. Generalmente effettua molti piccoli pasti giornalieri, anche più di 20. Questo comportamento gli permette di mantenere lo stomaco sempre poco repleto permettendogli di correre con più facilità. Se il gatto fa pasti piccoli e frequenti è  quindi normale.

Alimentazione a seconda dell’età

Non tutti i gatti hanno le stesse esigenze nutrizionali. Ogni soggetto è diverso dall’altro ed il piano nutrizionale deve essere “cucito” in base al paziente e alle sue peculiarità. Ogni gatto ha le proprie esigenze nutrizionali che variano a seconda di:

  • età,
  • sesso,
  • razza,
  • stato fisiologico,
  • attività fisica,
  • body condition score,
  • eventuali patologie presenti.

Di seguito una disamina dell’alimentazione del gatto, una guida completa, in tutte le fasi della vita.  Dall’alimentazione gattino a quella del gatto anziano, in condizioni fisiologiche e patologiche.

Gattino

Alla nascita, e nelle prime settimane di vita, il gattino dipende totalmente dalla mamma. Lo nutre con il suo latte, lo educa e lo stimola nella defecazione ed urinazione attraverso il lambimento delle regione anale e genitale.

Il gattino si nutre del latte materno fino alla quarta settimana d’età. Tra la quarta e la sesta settimana inizia lo svezzamento: è uno dei momenti più delicati della vita di un gatto. Va eseguito in modo graduale aggiungendo al latte materno del cibo umido per gattini che, nelle settimane successive, verrà man mano integrato con croccantini “kitten”.

Nei mesi verrà adattato il dosaggio a seconda del tipo di crocchette e del peso da adulto del soggetto. I controlli del peso sono molto importanti per valutare la curva di crescita del gattino. La dieta kitten, commerciale o casalinga che sia, va seguita almeno fino a 6-7 mesi d’età per poi passare al cibo per adulti.

gattino

Adulto

A circa 6-7 mesi da un’alimentazione kitten bisogna passare, gradualmente, ad una per gatti adulti (“adult“). Le esigenze nutrizionali di un gatto adulto sono influenzate dal peso corporeo, dalla sterilizzazione, dalla temperatura ambientale e dal temperamento. L’alimentazione del gatto adulto è meno energetica rispetto al gattino.

Di solito a 6 mesi la gatta e a 7-8 mesi il gatto maschio vengono sterilizzati. Con la sterilizzazione il metabolismo rallenta e si consiglia di passare ad un tipo di alimentazione per gatti adulto sterilizzato o light. Questa è un tipo di alimentazione ancora meno energetica e atta a soddisfare l’aumento di richiesta di cibo del gatto adulto senza causare aumento di peso corporeo. Naturalmente tutto se si rispettano i quantitativi giornalieri raccomandati per un gatto adulto normopeso!

Un gatto sterilizzato outdoor è meno predisposto ad ingrassare rispetto ad un gatto indoor. Questo perché è più stimolato al movimento. Per questo risulta utile stimolare un gatto sterilizzato che vive prettamente in casa a giocare e a fare del movimento. Un escamotage può essere quello di porre le ciotole con il cibo su ripiani sopraelevati. In questo modo il gatto dovrà saltare e quindi farà del movimento.

Anziano

La nutrizione gioca un ruolo fondamentale nel controllo dell’invecchiamento, prevenendo o rallentando l’insorgenza di patologie associate all’età e migliorando la sintomatologia, qualità e durata della vita. Con il passare degli anni il metabolismo del gatto rallenta sempre di più, l’attività fisica svolta diminuisce e si ha una modificazione della composizione corporea, del tessuto grasso a favore del magro. Si ha una diminuzione fino al 30-40% del fabbisogno giornaliero.

L’apporto energetico si riduce ulteriormente, in una prima fase a circa 8 anni, onde evitare patologie come l’obesità o il diabete mellito, ma poi dovrà aumentare per contrastare la perdita di massa magra tipica dell’anziano. Questa seconda fase si intorno ai 13 anni, ma vi è comunque una certa variabilità soggettiva.

Con l’età diminuisce la motilità del colon predisponendo gli animali a stipsi e diminuisce l’eliminazione dei radicali liberi. Si rende quindi indispensabile l’utilizzo di sostanze e vitamine antiossidanti come la vitamina E nella dieta del gatto anziano.

gatto che beve

Alimentazione del gatto a seconda delle stagioni

L’alimentazione del gatto subisce alcuni cambiamenti a seconda delle stagioni. I gatti, come i cani risentono dei cambiamenti climatici e dell’ambiente in cui vivono. Questo perché la temperatura ambientale influenza il fabbisogno energetico giornaliero. Vediamo cosa cambia nel dettaglio.

Autunno – inverno

Con l’arrivo delle temperature fresche e, a maggior ragione, del freddo inverno, il fabbisogno energetico giornaliero del gatto aumenta. Questo soprattutto per il gatto outdoor, il quale si troverà a sopportare maggiormente le temperature rigide esterne. La termoregolazione richiede tanta energia e, quindi, la dieta del gatto deve essere più caloriche. Nel periodo invernale vanno scelti alimenti ricchi di grassi e proteine, meglio se derivati da fonti nobili come carne fresca o pesce.

Con il freddo, inoltre, il gatto tende a muoversi di meno. Di conseguenza consumano di meno, ma hanno bisogno di cibi altamente energetici.

Primavera – estate

In primavera, ma ancora di più in estate, si ha una diminuzione del senso di fame. Questo è correlato al fatto che, uno stomaco repleto, non può gestire nel migliore dei modi il caldo estivo. L’organismo in queste stagioni predilige cibi freschi. L’acqua in questa stagione deve essere cambiata più spesso.
Per quanto riguarda il cibo, in questo periodo, il gatto predilige ancora di più le proteine ed a seguire sali minerali, grassi e vitamine.

Alimentazione in gravidanza

La gravidanza nella gatta, come nella donna, è il momento più bello e delicato della propria vita. La gravidanza nella gatta dura circa due mesi. Un periodo breve, ma ricco di accortezze e controlli da effettuare. Una corretta gestione della gravidanza, correlata da una giusta alimentazione, porterà la gatta ad un parto ed al successivo allattamento nelle migliori condizioni fisiche. I benefici di una corretta gravidanza si rifletteranno anche sulla salute dei gattini.

Durante la gravidanza

L’alimentazione durante la gravidanza è il punto cardine di questo delicatissimo periodo di vita. Affinché la gravidanza prosegua in modo ottimale, l’alimentazione della gatta deve essere particolarmente curata. Per una gravidanza ottimale la gatta deve arrivare al momento dell’accoppiamento in perfetta salute e con un peso corporeo ideale.

Gatte sottopeso o sovrappeso avranno:

  • minor possibilità di essere fertili;
  • maggior difficoltà al parto;
  • maggior possibilità di mortalità neonatale;
  • numero inferiore della prole.

Durante la gravidanza la gatta deve mangiare cibo di alta qualità, molto digeribile ed energetico. La quantità di cibo non va aumentata subito dopo l’accoppiamento, ma gradualmente dalla seconda settimana di gravidanza. Da questo momento, infatti, aumenta il suo fabbisogno energetico giornaliero. Il fabbisogno non dipende dal numero di feti presenti e aumenta gradualmente del 25-50% fino al parto.

gatta e gattino

Durante l’allattamento

Dopo il periodo delicatissimo della gravidanza arriva il parto e con esso l’allattamento. Una gatta ben gestita durante la gravidanza arriverà, come già detto, al parto in una condizione fisica ottimale. Questo si associa ad una buona produzione lattea. L’alimentazione deve essere ben modulata in questo periodo, per garantire una buona montata lattea per tutto il periodo dell’allattamento.

Tenete conto che le prime ore di vita del gattino sono importantissime. Deve al più presto fare il primo pasto di latte, perché nelle prime ore dopo il parto la gatta trasmette ai gattini una buona parte d’immunità attraverso il colostro. Sarà proprio questo a garantire protezione al gattino fino al termine del secondo mese di età, periodo in cui verrà effettuata la prima vaccinazione.

La gatta nei primi giorni dopo il parto sarà attentissima ai suoi gattini al punto tale di rinunciare anche ad alimentarsi, pur di prestare le cure più attente ai suoi piccoli. Questo dovremmo evitare che accada e stimolarla ad alimentarsi sempre. Durante l’allattamento la sua razione sarà energetica al punto tale di permettere e mantenere una buona produzione lattea. Ricordate di lasciare a disposizione sempre acqua fresca e pulita a disposizione.

gatta e gattini

Alimentazione per gatti con patologie

Diverse sono le patologie che possono interessare il gatto durante la sua vita. Alcune di queste sono correlate allo stile di vita e al tipo di alimentazione seguito, altre invece alla genetica o all’età. Un gatto che vive in casa ha di sicuro meno possibilità di muoversi e di mettere in atto le sue attività predatorie. Questo porterà ad un aumento di peso corporeo fino all’obesità, se non tenuto sotto controllo, e a patologie correlate a ciò.

Con l’età, invece, possono subentrare problematiche di tipo renale o tiroideo. Controllare periodicamente il vostro gatto con un check up annuale, sin dai primi anni d’età, è la miglior prevenzione che possiate fare. A questo associare la corretta alimentazione in base al suo stile di vita, al suo peso corporeo e al suo stato fisiologico permetterà di mantenere in salute il vostro gatto.

Di seguito una breve disamina delle principali patologie che possono interessare il gatto durante la sua vita.

Sovrappeso ed obesità

L’obesità è uno dei principali disturbi nutrizionali del gatto. Alla base dell’obesità vi è un’eccessiva assunzione di cibo o un utilizzo inadeguato dell’energia. Si parla di obesità quando vi è un accumulo eccessivo di tessuto adiposo che supera del 20% il peso ideale.

Un gatto tende a consumare meno energia se:

  • non ha accesso all’ambiente esterno e quindi limita la sua attività fisica;
  • non viene stimolato al gioco e all’interazione con il suo proprietario o gli altri amici a 4 zampe della propria famiglia;
  • è sterilizzato: con la sterilizzazione il metabolismo energetico rallenta;
  • mangia cibo eccessivamente calorico o la sua quantità giornaliera di cibo è eccessiva, eccesso di snack e/o fuoripasto;
  • alterato rapporto proprietario-gatto: spesso il proprietario non comprende il comportamento del proprio gatto. Basti pensare che traduce il semplice contatto del proprio gatto come una richiesta di cibo.

Il gatto, infatti, impara presto che questo contatto genera una ricompensa alimentare. Questo aumenterà la sua predisposizione all’aumento di peso che, a sua volta, può predisporre a patologie metaboliche. Corretta alimentazione e movimento permettono di tenere sotto controllo il peso corporeo del vostro gatto.

gatto obeso

Cistite

Le patologie delle basse vie urinarie sono un altro tallone d’Achille del nostro amico gatto. Sono predisposti maggiormente alla cistite i gatti maschi e sterilizzati. Più frequenti sono le cistiti idiopatiche e le urolitiasi nei gatti, soprattutto al di sotto dei 10 anni d’età.

Con l’esame delle urine è possibile determinare la causa della cistite ed improntare il giusto piano terapeutico e nutrizionale per il gatto. Diverse possono essere le cistiti da urolitiasi. Generalmente sono implicati fattori familiari, congeniti e/o acquisiti.

La sovrasaturazione delle urine è una delle principali cause di urolitiasi, spesso associata al tipo di alimentazione. Le urolitiasi più frequenti sono da struvite o da ossalato di calcio. Una corretta alimentazione atta a prevenire e sciogliere questi cristalli saranno il fondamento della terapia per il vostro gatto. Cibo specifico e aumento della quantità di acqua assunta saranno la base della strategia contro le urolitiasi.

Dall’altro canto la cistite può essere di natura idiopatica nel gatto. Difficoltà nell’urinazione e/o ematuria sono alcune delle manifestazioni di questa problematica. Le cause della cistite idiopatica non sono ben chiare, ma sembra esservi alla base una forte componente di stress. Per questo verrete guidati nella giusta attuazione di una dieta associata all’arricchimento ambientale. Questo per abbattere i fattori stressogeni per il vostro gatto.

Insufficienza renale

In ultima analisi, ma non meno importante, vi è l’insufficienza renale. Tipica patologia del gatto anziano. Si manifesta, infatti, soprattutto nei gatti di oltre 8 anni di età. La terapia dietetica è alla base del trattamento dell’insufficienza renale.

Importante è l’assunzione d’acqua. Il gatto con insufficienza renale presenta poliuria (urina di più) e polidipsia (beve di più), ma nonostante ciò deve assumere quantità maggiori d’acqua, onde evitare la disidratazione. Ideale è somministrare cibi umidi o aggiungere acqua e/o brodo all’alimento. Il gatto va stimolato a bere, come in caso di problematiche urinarie, mediante l’utilizzo di fontanelle o di ciotole diverse disposte in diverse parti di casa. Scegliete sempre le ciotole in ceramica, perché mantengono l’acqua più fresca.

Il gatto con problematica renale deve assumere la giusta energia per evitare il catabolismo proteico, che causa malnutrizione e uremia. La dieta del gatto con insufficienza renale sarà a base di carboidrati e grassi che, oltre a rendere la razione più appetibile, aumenteranno la densità energetica riducendo il volume di cibo da assumere. Il paziente renale man mano che si aggrava la malattia avrà sempre più nausea. Diminuire la quantità di razione a fronte di un aumento della densità energetica aiuterà a contrastare la nausea. Le proteine vengono nel tempo sempre più ristrette contemporaneamente al peggiorare della patologia. La dieta renale verrà realizzata a seconda dello stadio IRIS (International Renal Interest Society) d’insufficienza renale e ai gusti preferiti dal vostro gatto.

Ogni età, stato fisiologico o patologico del gatto prevede un tipo di alimentazione ad hoc, atta a prevenire o curare eventuali patologie. Se avete bisogno di una consulenza nutrizionale per una dieta casalinga, commerciale o mix casalinga-commerciale per il vostro gatto potete contattarmi. Sono disponibile per consulenze nutrizionali anche a distanza. Ricordate che la salute inizia dalla ciotola!

Giustina D.

Medico Veterinario libero professionista da sempre appassionata della medicina e degli animali. Da queste due passioni  ho costruito la mia professione e da 6 anni lavoro in una clinica di piccoli animali. Master di I livello in  "Nutrizione e Alimentazione del cane e del gatto". Ho una terza passione, sin da piccola, che è la cucina. Adoravo sporcarmi di farina aiutando la nonna a cucinare e proprio da lei ho imparato le prime ricette della cucina cilentana. Ho aperto da qualche anno un blog di cucina in cui condivido le mie ricette di famiglia,e non solo, attraverso il quale vorrei diffondere la cultura italiana culinaria.

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