In questo articolo parleremo dell’autonomia dei portatori di handicap e come affrontare le difficoltà che si presentano.

Iniziamo subito!

Nel  dizionario il significato della parola autonomia sta ad indicare la capacità di svolgere azioni e scelte in prima persona senza delegare altri soggetti.

Le azioni quotidiane che ogni singolo può svolgere in prima persona, hanno una ricaduta positiva sul benessere complessivo dell’individuo e, indirettamente, una ricaduta positiva sulla intera società.

Il primo obiettivo di uno Stato dovrebbe essere quello di perseguire il benessere dei suoi cittadini, tutti, e la sua priorità dovrebbe appunto andare in quella direzione.

Chi ha una minore capacità d’azione, come il portatore di handicap sa bene che la realtà non è sempre così, spesso chi è meno autonomo si trova in svantaggio nello svolgere le attività di routine quotidiana.

Gli ostacoli sono creati in gran parte dalla società, che si è dimenticata che esistono persone che si muovono su sedia a rotelle, si orientano con un cane guida o comunicano senza l’uso della voce.

Le barriere che si incontrano sono veramente tante da quelle comportamentali con atteggiamenti, pregiudizi,  da quelle ambientali con luoghi e servizi inaccessibili a quelle anche politiche con assenza di azioni inclusive…. senza tutto questo la disabilità, guarda un po’, non esisterebbe.

Anche la Convenzione ONU del 2006 si è espressa sul tema dei diritti delle persone con disabilità richiamando la centralità sulla persona , sulla libertà di compiere le proprie scelte e sulla piena inclusione nella società.

Nel 2013 il Governo italiano ha recepito questa Convenzione ma per rendere le persone con disabilità indipendenti e facilitarne l’integrazione c’è ancora tanto da fare.

I fondi stanziati sono pochi rispetto alle necessità di ogni portatore di handicap, molto viene fatto a livello regionale e  da associazioni private, ma in tante regioni d’Italia questi concetti sono ancora sconosciuti e questo crea senz’altro disparità.

Il welfare statale dovrebbe allargare le iniziative per aiutare le persone in difficoltà e creare le condizioni affinchè la vita delle persone diventi migliore. Allargare le iniziative favorendo la loro autonomia la loro voglia di libertà, anche attraverso l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche e sostenendo ed incentivando anche la mobilità individuale di chi ne sente la necessità.

Come affrontare gli handicap

All’inizio della sua storia l’automobile era considerata come bene di lusso, poi è entrata nel nostro quotidiano come comoda utilità ed è associata alle parole velocità ed indipendenza.

Anche per i portatori di handicap con forte identità indipendente, il poter condurre una autovettura dotata di tutta la tecnologia necessaria per effettuare una guida in sicurezza, può rappresentare un’opportunità concreta per una condizione di indipendenza ed autonomia negli spostamenti.

Una crescente richiesta da parte di persone con disabilità ha portato i costruttori di automobili allo studio e alla creazione di una banca dati ricca di elementi ed informazioni utili sui limiti psicomotori delle persone.

Hanno potuto mettere a punto autovetture sempre più all’avanguardia per aiutare i portatori di handicap a guidare in condizioni di estrema sicurezza.

L’iter burocratico per possedere la patente di guida speciale non è semplicissimo, (d’altronde siamo in Italia) ma è molto migliorato:  prima  si  doveva comprare un automobile, far fare l’allestimento personalizzato in modo da poterla guidare in base alle proprie disabilità, provare a superare l’esame  e sperare di riuscire nell’impresa.

Oggi invece grazie alla tecnologia e alle aziende attente alle esigenze dei propri clienti ci sono scuole giuda che ti forniscono il mezzo già equipaggiato, ti fanno sostenere l’esame e poi in un secondo momento puoi acquistare l’auto attrezzata a seconda delle proprie necessità.

Per ottenere la patente di guida speciale BS, bisogna sottoporti ad un vista di idoneità presso la Commissione Medica Locale, presentando un certificato medico su apposita modulistica all’ufficio competente dell’ASL. I costi della visita sono a carico del candidato, non essendo previsti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Ottenuta l’idoneità dalla Commissione Medica Locale si procede alla preparazione degli esami teorici e pratici anche tramite scuole guide che dispongono di mezzi adattabili a queste specifiche richieste.

La patente speciale BS verrà rilasciata al termine della prova di guida superata positivamente.

Gratuitamente si può anche scoprire se si è in grado di guidare l’auto tramite centri creati da una nota casa torinese e gestiti da associazioni di volontari.

Dopo aver verificato per mezzo di un test le proprie capacità motorie si può provare a guidare vetture multi allestite. Il tutto a titolo gratuito e con ampio ventaglio di iniziative collaterali. Un bel progetto che aiuta a far superare barriere psicologiche e burocratiche e che fa onore alla famosa casa automobilistica.

Anche la nostra Valentina Tomirotti, coordinatrice de LeROSA di Mantova, personalità brillante ed indipendente ha deciso di cimentarsi in questa impresa.

Decidere di prendere la patente è un gesto coraggioso che delinea la sua forte voglia di autonomia.

Ma ci mette in guardia dalle insidie burocratiche, che a volte possiamo sconfiggere anche con una buona dose di c, che non è la vitamina!

Ciao a tutti, oggi voglio parlare insieme a voi di un argomento che mi sta molto a cuore , ed è la ricerca di autonomia.

Vi faccio subito un esempio pratico, ormai mi conoscete, sapete il mio grado di libertà e in questo periodo sto cercando di aggiungere, fare un salto in più,  a questa ricerca di libertà.

Sto cercando di prendere la patente.

Bene! Per i più, sembrerà una cosa normalissima anche forse fuori tempo visto che oramai ho 35 anni, però vi posso assicurare che è più facile camminare sulle braci utilizzate il 1 maggio per fare picnic, piuttosto che avere la facilità di conseguire la patente come chiunque altro.

Perchè ve lo dico, perchè molte volte ci dicono di pensare sempre positivo, che le cose si aggiustano, che volere è potere , basta fare pensieri positivi… no signori, torniamo un attimo con i piedi per terra! Va tutto bene perchè non abbattersi è il primo steep per andare avanti però, però il secondo steep è una buona dose di fortuna, pazienza, e gastrite! Che parlino tutte la stessa lingua e che cerchino di farvi fare sogni tranquilli.

Perchè questo. Perchè la burocrazia come sappiano uccide, o comunque rende più difficoltosa qualsiasi buona idea che ci può uscire dalla nostra testa.

Ecco perchè con questo video vorrei semplicemente spronarvi, sia ad avere idee e pensare a migliorarvi a stare meglio, però vorrei anche mettervi in avanti l’opzione degli ostacoli, che non è tutto così semplice, ma sicuramente ti fanno crescere.

Una serie di ostacoli fanno una gara bellissima e quando si arriva al traguardo, sudati, sfatti, la medaglia si assapora ancora meglio.

Quindi solo in questo caso, non bisogna davvero perdersi d’animo.

Per tutto il resto una buona dose del lato B è consigliata.

Vi lascio con questo dilemma, se è meglio il lato B o altro, se avete delle domande curiosità su questo mondo un po’  sbilenco ma che tutto sommato va dritto, chiedetemi pure, anzi commentate, commentate commentate…..

Al prossimo video!

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Le Rosa, ideato da Giulia Bezzi, è la parte benefit di SeoSpirito Società Benefit srl e nasce con la voglia di contribuire al benessere femminile e del territorio attraverso l’utilizzo di strumenti di diffusione online.
L’obiettivo è la ricerca di felicità e lo sviluppo del proprio business e talento fornendo supporto tramite contatti, informazioni e formazione tra le persone che aderiscono. Francesca Galasso, Letizia Grossi, Francesca Romagnoli, Genny Fogo, Simona Ciapanna, Gloria Paoloni scrivono per noi e per raccontare quello che facciamo tra LeROSA.

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