analisi delle skills

Bilancio delle competenze: cos’è?

In questo articolo ti introdurrò al tema del Bilancio delle Competenze definendone caratteristiche e utilità, ambiti d’applicazione e spendibilità all’interno della tua strategia di ricerca attiva del lavoro.

Nella mia esperienza professionale diretta lo considero uno strumento integrabile in interventi strutturati ma soprattutto un percorso di esplorazione, d’analisi e di consapevolezza. Generalmente è associato al mondo dell’orientamento e aperto a target differenti per aspetti demografici e obiettivi di studio o professionali. E’ utilizzato anche in ambito aziendale in progetti di valutazione del personale dipendente e di outplacement.

Adoperato la prima volta in Francia, negli anni 80, dove fu introdotto su richiesta unanime di dipendenti e datori di lavoro. Rispondeva all’esigenza di soggetti adulti e con un’esperienza lavorativa significativa. In Italia si è presentato poco più tardi, negli anni 90, e ha acquisito fin da subito un ruolo strategico nelle consulenze di orientamento e sviluppo di carriera. Si tratta di un percorso articolato su almeno due incontri e spesso può prevedere oltre al lavoro con il consulente un impegno individuale a casa. E’ diretto all’analisi e valutazione delle conoscenze, abilità ed esperienze formative e professionali di un individuo. L’approfondimento è rivolto con pari rilevanza alle competenze tecniche tanto quanto a quelle trasversali.

Attualmente è possibile effettuare un bilancio di competenze privatamente o presso enti che offrono servizi per il lavoro, accreditati con le regioni, che dispongono di un sistema di politiche attive strutturato. Trattandosi di un programma che comprende più strumenti ogni professionista in base alla propria formazione, al modello di riferimento e alle risorse economiche e di tempo propone il proprio percorso. Il consulente dovrà comunque essere un esperto di orientamento e un attento conoscitore del mercato del lavoro di riferimento. Personalmente ho creato un mio strumento frutto degli ultimi 10 anni di esperienza nel settore che in qualità di psicologa integro sulla base delle esigenze del mio cliente con test e soluzioni in linea agli obiettivi di valutazione ma soprattutto di risultato condivisi.

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A cosa serve il bilancio di competenze

Il riconoscimento delle competenze maturate lungo l’esperienza lavorativa e la consapevolezza del proprio sistema valoriale e dei bisogni personali può rappresentare un valido aiuto per chi è chiamato ad elaborare un progetto di sviluppo professionale o vive una fase di transizione occupazionale o di impasse. Come spesso spiego ai miei interlocutori, durante le formazioni o i percorsi di carriera, il bilancio di competenze può essere prezioso per:

  • ricostruire la propria biografia personale e professionale;
  • individuare orientamenti e interessi professionali;
  • identificare le proprie competenze in termini di conoscenze, abilità e risorse;
  • ottenere una fotografia delle competenze professionali acquisite;
  • riflettere sui punti di forza e sulle eventuali aree di miglioramento;
  • mettersi in relazione al mercato del lavoro di riferimento;
  • fissare degli obiettivi e stimolare la propria progettualità.

Sulla base degli strumenti proposti dal consulente e dell’esperienza individuale è possibile migliorare il proprio senso di autoefficacia, di orientamento all’obiettivo e il tutto in una relazione protetta in cui sono favoriti il confronto e l’autenticità. Ecco perché è utilizzato negli interventi finalizzati a:

  • riqualificazione professionale;
  • piani di reskilling finalizzati a colmare gap formativi;
  • ricerca di un primo o di un nuovo impiego;
  • avvio di un’attività imprenditoriale;
  • valutazione del personale dipendente per progetti di incoming, job posting, piani di sviluppo di carriera, outplacement.

Il bilancio di competenze è un’opportunità per conoscersi meglio e per prendere coscienza del proprio valore aggiunto e distintivo.

Come redigere un bilancio delle competenze

In questa fase ti fornirò alcuni elementi su cui iniziare a riflettere, poi, starà a te scegliere il consulente più adatto per intraprendere il personalissimo percorso. In occasione del primo incontro, generalmente, l’orientatore presenterà il programma illustrando le modalità di svolgimento. Ci sarà spazio anche per una condivisione di curiosità, dubbi, e non ultime le aspettative. Creare una relazione positiva e improntata alla fiducia reciproca contribuirà a incrementare le possibilità di successo dell’intero percorso. Per ricostruire la storia professionale dell’individuo si raccolgono le informazioni attraverso:

  • colloqui di orientamento e motivazionali;
  • interviste sugli interessi professionali;
  • questionari e test su abilità, competenze e tratti di personalità;
  • dinamiche individuali e di gruppo;
  • esercitazione e simulazioni su compiti e/o situazioni.

Come ti anticipavo ogni professionista si affida a tecniche e materiali differenti ma quel che accomuna un po’ tutti gli strumenti sono le batterie di domande. Volte principalmente a esplorare e descrivere. Definito il percorso e gli obiettivi si passa agli strumenti scelti. A questo punto si invita la persona a fare un lavoro su di sé individualmente o in presenza del consulente o a casa. Un bilancio di competenze al suo termine, in occasione del feedback, produrrà:

  • un profilo in grado di raccontare fedelmente la persona fotografandone i suoi tratti distintivi;
  • il cosiddetto “portafoglio di competenze”;
  • un progetto di sviluppo di carriera con le azioni da compiere e valutare in follow-up con il proprio consulente.

Quando inviare il bilancio delle competenze

Un bilancio di competenze al suo termine può essere utilizzato, come detto sopra, per esigenze differenti di valutazione del personale. Nel caso specifico di chi ricerca attivamente un nuovo impiego può essere adoperato per intero o parte di esso per dare valore alla propria candidatura.Come? Scegliendo degli estratti potrai disporre di descrizioni accurate ad esempio di:

  • competenze tecniche e trasversali;
  • conoscenza di programmi o macchinari;
  • certificazioni, abilitazioni e titoli professionali;
  • aspettative e disponibilità orarie, economiche e contrattuali.

Potrai far presente in occasione dei colloqui di averlo e condividerlo al bisogno con il recruiter. Ti consiglio di non utilizzarlo come presentazione o documento da abbinare all’invio del cv data la ricchezza di informazioni parte delle quali non necessariamente pertinenti al processo di selezione. Con il tuo consulente potrai valutare come adoperare questo strumento e soprattutto come integrarlo nella tua ricerca attiva di un lavoro.

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Claudia Campisi

Claudia Campisi

Mi piace definirmi un distributore pulsante di motivazione e idee.  Chi si rivolge a me lo fa perché è alla ricerca di una ridefinizione degli obiettivi personali e lavorativi o vuole rilanciare la strategia commerciale del proprio business. Il mio blog Lavoro con Stile   è un sogno che si è trasformato in un progetto editoriale.