Nuova legge Sabatini: che cos’è e come fare domanda

La Nuova legge Sabatini è una misura di finanziamento agevolato promossa dal Ministero dello Sviluppo economico. L’agevolazione permette alle aziende di acquistare macchinari, attrezzature e tecnologie informatiche a condizioni vantaggiose. In questo articolo esamineremo nel dettaglio le caratteristiche della misura e il suo funzionamento e spiegheremo come fare per presentare domanda.

Nuova legge Sabatini: cos’è

La Nuova legge Sabatini è un’opportunità di finanziamento per le piccole e medie imprese (PMI) che intendono investire nell’acquisto di macchinari ed attrezzature.

La legge prende il nome da Armando Sabatini, il deputato che la ideò nel 1965, cioè oltre 50 anni fa. Si tratta di una delle misure di finanziamento più durature in Italia, nata per favorire la modernizzazione delle aziende attraverso l’acquisto di “beni strumentali d’impresa“.

Inizialmente la legge aveva un funzionamento molto più complesso, che considerava anche i rapporti tra impresa e fornitore e prevedeva l’uso delle cambiali. Nel corso degli anni, però, la normativa è stata semplificata, e di molto, fino ad arrivare alla sua forma attuale: la Nuova legge Sabatini, o più semplicemente “Nuova Sabatini” è entrata in vigore nel 2014. Da allora, il funzionamento rimane quasi identico di anno in anno, ma tra il 2018 e il 2021 la norma è cambiata per favorire gli investimenti in tecnologie innovative e sostenibili.

L’agevolazione permette alle piccole e medie imprese italiane di ottenere dalle banche convenzionate un finanziamento agevolato per acquistare macchinari, attrezzature e impianti nuovi di fabbrica. Inoltre, la Nuova Sabatini finanzia anche l’acquisto di tecnologie digitali, hardware e software.

Il finanziamento, anche in leasing, può coprire fino al 100% dell’investimento, ha una durata massima di cinque anni ed è compreso tra un minimo di 20.000 euro e un massimo di 4 milioni di euro. Possono presentare domanda le piccole e medie imprese di qualsiasi settore, escluse quelle del settore assicurativo e finanziario.

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In che cosa consiste l’agevolazione sul finanziamento? In sintesi:

  • È un contributo a fondo perduto che riduce del 2,75% il tasso di interesse applicato dalla banca a cui l’impresa si rivolge per ottenere il finanziamento sull’acquisto dei beni.
  • La percentuale aumenta al 3,575% nel caso in cui l’azienda acquisti particolari macchinari o attrezzature tecnologicamente avanzati. I beni ammissibili sono elencati negli allegati 6/A e 6/B della circolare n. 14036, pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) il 15 febbraio 2017.
  • Dal 2021 in poi, il MISE eroga il contributo in un’unica soluzione e non più in cinque anni, come succedeva in precedenza.

Per quanto riguarda le attrezzature e i macchinari che possono usufruire del contributo maggiorato, si tratta di specifici macchinari a tecnologia avanzata (le cosiddette “tecnologie 4.0“) e/o di macchinari dedicati alla pesatura e al tracciamento dei rifiuti. Oltre a comparire nei due allegati citati, perché l’azienda possa usufruire del contributo a condizioni vantaggiose tali macchinari devono essere:

  • a controllo numerico (CNC) e/o con controllore logico programmabile;
  • collegati ai sistemi informatici di produzione con controllo remoto e/o part program;
  • dotati di un’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva;
  • integrati automaticamente con il sistema logistico dell’azienda o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • adeguati ai più recenti criteri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro.

Si tratta di cinque caratteristiche obbligatorie valide per la maggiorazione del contributo nella Nuova Sabatini, ma anche per tutte le altre agevolazioni promosse dal Ministero per lo Sviluppo Economico che prevedano l’acquisto di beni strumentali tecnologicamente avanzati.

Come funziona la Nuova Sabatini

Al funzionamento della Nuova legge Sabatini partecipano tre soggetti differenti, oltre all’impresa:

  • Il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico: l’istituzione che gestisce (e ha più volte rifinanziato) la misura. È il Ministero a erogare il contributo a fondo perduto che riduce l’interesse del prestito richiesto dall’azienda per acquistare i beni.
  • CDP – Cassa Depositi e Prestiti: l’istituto che mette a disposizione delle banche le risorse economiche per erogare i finanziamenti concessi.
  • Gli intermediari finanziari convenzionati: banche o società di leasing che hanno aderito alla convenzione tra il Ministero per lo Sviluppo Economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti. In Forza della convenzione, gli intermediari finanziari si rendendosi disponibili a erogare i finanziamenti della Nuova legge Sabatini. 

Nel funzionamento della Nuova legge Sabatini è coinvolto anche il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese: su richiesta, il fondo può emettere una garanzia a copertura dell’80% del finanziamento.

I ruoli di ciascun soggetto sono definiti nel dettaglio dalle circolari che illustrano le procedure per ottenere l’agevolazione. L’iter inizia quando un’azienda presenta richiesta di finanziamento e domanda di accesso al contributo a uno degli istituti intermediari convenzionati.

La Nuova Sabatini è una misura snella, veloce e molto richiesta: a fronte di un interesse per l’agevolazione mai diminuito nel tempo, le banche si sono attrezzate. Oggi tra gli intermediari finanziari autorizzati ci sono i principali istituti di credito italiani, ma anche tante banche piccole o medio-piccole a carattere locale.

Prima di iniziare la procedura è sempre una buona idea contattare l’istituto. In questo modo, l’impresa può anticipare l’intenzione di richiedere un finanziamento e illustrare il progetto che intende attuare. Così facendo, è anche più facile ottenere assistenza dai funzionari, che spesso danno indicazioni di massima all’azienda per la corretta compilazione dei documenti.

Cosa succede dopo la presentazione della domanda? L’iter prevede tre fasi:

  • L’istituto di credito verifica prima di tutto che la domanda sia stata presentata in maniera corretta e completa. Passa poi alla valutazione del merito di credito e controlla che l’azienda richiedente abbia i requisiti per definirsi “piccola o media impresa”. Infine, trasmette al MISE la richiesta di prenotazione del contributo.
  • Non appena il MISE conferma la disponibilità delle risorse, la banca o la società di leasing autorizza il finanziamento e trasmette copia della delibera al Ministero, che adotta il provvedimento di concessione. L’atto indica l’ammontare dell’investimento e del contributo e gli obblighi per l’impresa riguardo alla realizzazione e rendicontazione dell’investimento.
  • A questo punto, banca (o società di leasing) e impresa sottoscrivono il contratto di finanziamento. Gli investimenti previsti devono essere obbligatoriamente completati entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto.

Abbiamo visto come si sviluppa nelle sue linee generali il percorso per richiedere l’agevolazione: nel prossimo paragrafo spiegheremo  nel dettaglio come presentare domanda.

Come fare domanda per la Nuova legge Sabatini

La domanda di agevolazione alla Nuova legge Sabatini si presenta compilando un modulo in pdf scaricabile dal sito del MISE.

Nella prima parte del modulo vanno indicati alcuni dati generali. Tra questi:

  • il nome e la PEC dell’intermediario finanziario a cui si presenta la richiesta;
  • i dati anagrafici dell’impresa e della persona che firmerà digitalmente la domanda (di solito si tratta del legale rappresentante);
  • l’indirizzo della sede legale dell’impresa e della sede aziendale dove avverrà l’investimento (ovviamente, possono anche coincidere);
  • la persona di contatto interna da contattare in merito alla pratica di finanziamento in corso.

La sezione seguente chiede di indicare l’ammontare totale dell’investimento e quello del finanziamento richiesto. Le cifre vanno suddivise tra investimenti ordinari e investimenti in tecnologie avanzate. Devono essere indicati anche la data di inizio e la data di fine previste per la realizzazione del progetto.

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Nelle sezioni finali del formulario l’azienda dichiara di soddisfare alcuni criteri formali obbligatori per ottenere il finanziamento. Il più importante riguarda la dimensione dell’impresa: il beneficiario deve essere una piccola o media impresa (PMI), secondo i parametri della definizione europea di PMI. Per rispettare tali parametri un’azienda:

  • Deve avere meno di 250 dipendenti, calcolati in base alle ULA – Unità Lavorative Annue. Nel calcolo, i dipendenti assunti a part-time si considerano come “frazioni di ULA”: ad esempio, un lavoratore con un contratto a tempo parziale a 4 ore equivale a 0,5 ULA.
  • Deve avere un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro, secondo i dati dell’ultimo bilancio approvato.

L’azienda richiedente inserisce i dati numerici che permettono di verificare il rispetto dei requisiti in una specifica sezione del modulo di domanda. Quando un’impresa partecipa al capitale sociale di un’altra azienda, o è un’impresa partecipata o, ancora, è inserita nel bilancio consolidato di un gruppo, il calcolo si complica. In tutti questi casi, di chiede all’impresa di allegare al formulario un prospetto standard con alcune tabelle che consentono di determinare i parametri di riferimento corretti.

Oltre al prospetto per il calcolo delle dimensioni di impresa, se il contributo a fondo perduto richiesto è superiore a 150.000 euro, al formulario di domanda l’impresa presenta anche alcune autocertificazioni che attestano il rispetto della normativa antimafia.

Nel modulo l’azienda deve anche dichiarare se ha richiesto o ottenuto altre agevolazioni per gli stessi beni oggetto della domanda: in tal caso, i diversi contributi non potranno superare i limiti imposti regolamento de minimis.  Il regime de minimis è l’insieme delle norme europee che definiscono l’importo totale massimo ammissibile dei contributi ottenibili da un’impresa: la cifra non può superare i 200.000 euro in tre anni.

Il calcolo non è semplice anche perché spesso nella somma totale non va considerato l’intero ammontare di ciascun contributo. Di solito, quando le aziende devono calcolare il proprio de minimis, si fanno assistere da un commercialista: da qualche anno, però, è consultabile online il registro per la trasparenza. Si tratta di un database pubblico che riepiloga tutti i contributi “in regime di de minimis” ricevuti da ogni impresa italiana: questo semplifica notevolmente la faccenda.

Prima di inviare la domanda, l’azienda richiedente deve pagare un’imposta di bollo del valore di 16 euro. Nel modulo di domanda c’è una sezione dove inserire il numero identificativo della marca da bollo: l’impresa dovrà annullare con una sigla o un timbro la marca da bollo originale e conservarla negli archivi. Completata quest’ultima formalità, il modulo e gli allegati in pdf vanno firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e trasmessi via PEC alla banca o alla società di leasing.

La procedura per la richiesta di finanziamento, come abbiamo visto, è relativamente semplice e veloce, specie rispetto ad altre misure. Anche i tempi di delibera sono abbastanza rapidi: per questo la Nuova legge Sabatini è una delle agevolazioni più richieste dalle imprese.

Le cifre del MISE aggiornate a luglio 2021 lo confermano: dal 2014 ad oggi, le imprese hanno presentato più di 140.000 domande e solo nel 7% di casi le banche hanno rifiutato la concessione del finanziamento. Il dato è in crescita rispetto agli anni precedenti a causa della crisi, ma resta comunque una percentuale decisamente bassa rispetto ad altre misure.

Negli ultimi otto anni l’agevolazione ha permesso di sostenere investimenti per trenta miliardi di euro, adattandosi ai tempi e alle necessità delle imprese. La Nuova legge Sabatini rimane uno strumento agile e flessibile per le aziende che vogliono investire, innovare e diventare più competitive sul mercato.

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