Philippe Starck L’Enfant Terrible e il design

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del francese Philippe Starck detto anche “L’Enfant terribleche ha rivoluzionato il mondo non solo del design ma anche della progettazione. Probabilmente anche tu avrai in casa o in giardino un oggetto nato dalla sua genialità. Eh si, perché parlare di Philippe Starck significa parlare di un genio rivoluzionario nel suo campo.

Philippe Starck e la progettazione

Cosa dire su Philippe Starck e la progettazione? 10.000.

Credo che la risposta migliore che si possa dare è un numero. 10.000 infatti sono i progetti del famoso designer tra opere realizzate e non.

Al di là della quantità e qualità dei suoi progetti, ho sempre ammirato Philippe Starck per la sua missione e per i il suo ideale: rendere il design accessibile a tutti e migliorare la vita delle persone che entrano in contatto con le sue produzioni. Materiali, forme e dimensioni sono la conseguenza della sua filosofia.

Rispettoso del patrimonio umano e naturale è determinato a cambiare il mondo attraverso le sue opere come il cestino per ufficio Elise realizzato con bioplastiche (premiato con un Eco-Design Award) o la sedia Zartan (anagramma di Tarzan per il suo aspetto “selvaggio”) realizzata con materiali bio e riciclati.

Ma non solo negli oggetti di uso quotidiano, il suo amore per la natura e il suo impegno su un mondo più equo è reso molto chiaro nel progetto delle case P.A.T.H. (Prefabricated Accessible Technological Homes) definite anche case a energia positiva. Sono abitazioni modulari prefabbricate realizzate con materiali high-tech e con sistemi di tecnologie ecosostenibili che riescono a produrre più energia di quanta ne consumano, anche il 50% in più.

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L’innovazione, oltre alla tecnologia, sta nel fatto che possono essere personalizzate e scelte su un catalogo come qualsiasi altro prodotto. Possono svilupparsi su un solo piano o massimo due ed hanno le facciate a vetri oppure in parte opache. Le dimensioni variano in base all’esigenza del cliente, in catalogo ci sono ben 34 modelli da cui prendere ispirazione. Il cliente finale non deve far altro che consultare il catalogo, optare per il modello preferito, comporre la soluzione più adatta anche in base ai mq, scegliere la copertura tra quella a falde e quella piana ed ecco che il preventivo è pronto e si può effettuare l’ordine.

Ma sono le produzioni in plastica danno man forte a Philippe Starck che è sempre stato attratto dall’idea democratica di design, dall’accessibilità non solo all’élite e dall’economicità del pezzo in tutto il processo di produzione fino al packaging. Tutti devono poter accedere al bello e poter avere oggetti di design. Le sue parole “Migliorare la qualità cercando di renderla accessibile al maggior numero di persone, a prezzi accessibili” lo descrivono in modo preciso.

Tra i pezzi da segnalare la lampada Miss Sissi progettata per Flos in plastica biodegradabile e la Broom Chair per Emeco realizzata con un composito innovativo e sostenibile ottenuto da scarti industriali.

Gli oggetti

Da quanto già detto sulla figura di uno dei più rivoluzionari e non convenzionali artisti del mondo contemporaneo è facile intuire che, per Philippe Starck, gli oggetti devono essere utili prima che belli. Possiamo prendere in prestito la frase più famosa legata all’architettura “la forma segue la funzione”, coniata da Louis H. Sullivan nel 1896, ma sempre attuale e utilizzata da molti grandi nomi nel mondo della progettazione.

E se dovessi dirti un oggetto che è passato alla storia del design per la sua forma o eccesso di forma rispetto alla funzione (come alcuni lo definiscono) e per l’utilizzo di materiali economici mi salterebbe subito in mente lo Spremiagrumi Juicy Salif progettato per Alessi nel 1990. Un oggetto che tutti, o quasi, hanno visto, usato o ne hanno sentito parlare.

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Spremiagrumi Juicy Salif
Se ami Philippe Starck, nella tua casa non può mancare l'iconico spremiagrumi

Nato quasi per caso da uno schizzo su una tovaglia di carta di una pizzeria sull’isola di Capraia, in provincia di Livorno, e oggi esposto al MoMA di New York nella mostra permanente.

Ma lo spremiagrumi è solo uno degli oggetti disegnati da Philippe Starck che hanno avuto un enorme successo. Molti lo conoscono per le sue sedie, sopratutto quelle realizzate in plastica insieme all’azienda italiana Kartell che ha fatto dei suoi progetti i suoi prodotti di punta. Basta entrare in un qualsiasi negozio Kartell per farsi un’idea.

Molti modelli di maggior successo sono quelli che fanno parte dell’era della plastica. Dalla Louis Ghost e Victoria Ghost, in policarbonato trasparente, alla Mademoiselle con varie finiture, dalla A.I., la prima sedia progettata dall’intelligenza artificiale e prodotta in serie, alla Hi-Cut, anch’essa in policarbonato con studiate combinazioni di opacità e trasparenza.

Starck ha progettato diversi modelli di sedie di design che oggi arricchiscono le cucine e non solo della maggior parte degli appartamenti in stile classico e moderno. Sedie comode alla pari di poltroncine e belle da vedere come la Master, realizzata per Kartell in tecnopolimero termoplastico riciclato che rende omaggio a tre sedie icone nel panorama contemporaneo: la Tulip Armchair di Eero Saarinen, la Eiffel Chair di Charles Eames, la Series 7 di Arne Jacobsen.

Trasparenti o in diversi colori, le sedie di Starck sono facili da abbinare in molteplici situazioni. Molte di loro le puoi trovare anche in affermati ristoranti o in bar chic e di tendenza.

Ma non solo oggetti destinati all’arredamento troviamo nel numeroso elenco delle progettazioni di Stack, ma anche re-design nel mondo delle due ruote. Sto parlando della motocicletta Aprilia Motò 6.5 degli ultimi anni ‘90. Il design è stato davvero innovativo ma non ha avuto molto riscontro dagli utilizzatori finali. Oggi è un oggetto da collezione ed è stata esposta al Museo Guggenheim durante la mostra “l’arte delta motocicletta”.

Gli edifici

Sebbene Philippe Starck sia conosciuto dalla maggior parte delle persone come un grande designer, lui si definisce più un architetto. Nel suo Curriculum si possono annoverare numerosi progetti di  edifici, abitazioni, hotel e ristoranti. Inizia negli anni ’80 con una serie di edifici in Giappone caratterizzati da forme innovative. Questa sua creatività fa si che gli venga conferito l’appellativo di leader dell’architettura avanguardista che conferma con le successive opere tra Tokyo ed Osaka nei primi anni ’90.

A continuare l’elenco dei suoi progetti relativi agli spazi abitativi arrivano delle commissioni degne di nota. In Francia, la sua patria, si occupa del progetto della torre di controllo dell’aeroporto di Bordeaux e dell’ampliamento dell’Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs nella capitale. Anche lo stilista Jean Paul Gaultier resta affascinato dello stile di Philippe Starck e gli commissiona il rinnovamento delle sue boutique nelle principali sedi di Parigi, Londra e New York.

Ma il vero boost ai suoi lavori di architettura è dovuto anche al presidente François Mitterrand che gli chiese di progettare una suite per il suo palazzo all’Eliseo donandogli una fama internazionale. Seguono infatti altre importanti commissioni come il progetto per il Museo di Groningen e l’ampliamento della Scuola d’Arti Decorative di Parigi.

La sua fama avanza sempre di più e il suo nome è sempre più ricercato. Continua a dedicarsi alla progettazione e all’interpor design sopratutto di Hotel in tutto il. mondo. Tra questi ci tengo a segnalarti il Paramount Hotel di New York per il quale è stato insignito, nel 1992, dell’ Honor Award dell’American Institute of Architetcts. Questo Hotel segna l’era della democratizzazione degli hotel. Stanze belle, di qualità e di design che vengono vendute per 100$ a notte e che fanno parte della sua filosofia che vede e lavora per una rivoluzione sociale ed economica.

Questa vena creativa dedicata al settore alberghiero trova il suo apice nel progetto “YOO – “residential design and development brand” che sviluppa insieme all’imprenditore John Hitchcox attraverso il quale realizzano oltre 50 appartamenti sparsi per il mondo.

Possono essere fortunati gli allievi che, negli anni 1986 e 1987, lo hanno avuto come docente. Infatti Starck, oltre ai suoi lavori inerenti la progettazione di oggetti o edifici, ha avuto modo di svolgere attività didattica sia alla Domus Academy di Milano che all’École des Arts Décoratifs di Parigi.

È lecito chiedersi a questo punto cosa non abbia fatto Philippe Starck e di cosa non si sia occupato direttamente.

Altri progetti da segnalare, oltre a quelli già citati:

  • Cafè Costes, Parigi (Francia), 1984;
  • Ristorante Theatron, Città del Messico (Messico), 1985;
  • Ristorante Manin, Tokyo (Giappone), 1987;
  • Ristorante Teatriz, Madrid (Spagna), 1990;
  • Boutique Hugo Boss, Parigi (Francia), 1991;
  • Delano Hotel, Miami (USA), 1995;
  • Mondrian Hotel, Hollywood, Los Angeles (USA), 1997;
  • … e molti altri!

Lo stile di Philippe Starck

“Sovversivo, etico, ecologico, politico, umoristico… ecco come vedo il mio dovere di designer“. Così può essere definito lo stile di Philippe Starck e nessuno meglio di lui in persona può descriverlo.

Oltre tutto questo, lo stile di Philippe Stark è minimalista, volto all’essenziale e alla praticità d’uso. Ne è una dimostrazione il progetto per il mega-yacht A a vela, lungo poco più di 142 metri con tre alberi da 90 metri ciascuno. Dimensioni che gli sono valse il titolo da mega-yacht a vela di lusso più grande del mondo.

Ma anche gli auricolari Zik progettati per Parrot, concentrato di tecnologia, sono simbolo del minimalismo del designer. Grazie ai suoi progetti che vanno dritti all’essenziale eliminando tutto il superfluo, Philippe Stark è stato il primo designer francese ad essere invitato alle conferenze TED (Technology, Entertainment & Design) accanto a nomi di notevole prestigio come Richard Branson.

Ma Philippe Starck è molto più di un designer, un architetto e un progettista, è una figura poliedrica che racchiude in sé anche un’anima da inventore, creatore e direttore artistico della casa editrice di Pierre Cardin.

La sua attività legata all’attenzione per l’ambiente non si ferma mai, prodotti nuovi e innovativi, a partire dai materiali, sono sempre dietro l’angolo. È sempre al lavoro su nuovi materiali ecosostenibili per superare l’utilizzo di plastica organica e riciclata.

Il materiale riciclabile o riciclato è una sua fissazione, lo dimostra sin dalla leggendaria sedia “Navy chair” realizzata tutta in alluminio e rifinita a mano, progettata per la Marina Americana ma utilizzata anche in molte scene di film. Il suo successo lo deve anche all’architetto Frank Gery che la utilizzò anche nelle sue ville. Gli piacque tanto questa sedia che ne ordino un quantitativo davvero alto in modo da poter arredare le ville che progettava.

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Sembra quasi che tutto quello che disegna e realizza Philippe diventa un prodotto cult amato da molti e destinato ad essere un pezzo che fa storia. Questi risultati sono ottenuti grazie alla sua immensa passione che mette in ogni progetto ma anche al fatto che un oggetto non è solo un oggetto da vendere. La sua etica, la sua filosofia e la sua mission sono sempre presenti e perfettamente coniugati in ogni fase della progettazione.

Non ci resta che chiudere questo articolo guardando al futuro. A cosa lavorerà Philippe Starck nel prossimo futuro e quale sarà il suo obiettivo?

“Offrire ai nostri figli un’altra storia, un nuovo romanticismo”.

Ed è proprio con le sue parole che ti saluto per darti appuntamento al prossimo articolo.

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