cooperazione tra donne

Collaborazione tra donne: come ottenerla

La collaborazione tra donne sembra una chimera, in realtà è molto più frequente di quello che certi luoghi comuni ci lasciano immaginare. Si è parlato molto di donne al potere con comportamenti da ape regina.

La sindrome dell’ape regina, così chiamata da alcuni ricercatori del Michigan negli anni ’70 (Staines G., Tavris C., Jayaratne T.E. (1973) The Queen Bee Syndrome ), è la resistenza della donna al comando a gratificare le altre donne che lavorano con lei, arrivando quasi alla vessazione. Questo farebbe pensare che le donne non sono propense alla collaborazione, non solo, dà anche adito a giudizi negativi sui loro comportamenti. 
Siamo davvero sicuri che questo comportamento sia dettato dall’incapacità delle donne di sostenere e supportare le altre donne? 
I ricercatori olandesi dell’università di Leiden ci chiariscono meglio il concetto con una ricerca più recente condotta su 63 boss donna (Derks, Belle, et al. “Gender-Bias Primes Elicit Queen-Bee Responses Among Senior Policewomen.” Psychological Science, vol. 22, no. 10, 2011, pp. 1243–1249. JSTOR, www.jstor.org/stable/41320018). 

Dalla ricerca appare evidente che in un ambiente sessista e pieno di pregiudizi le donne al potere hanno comportamenti da ape regina nei confronti delle altre donne, questo perché un atteggiamento più morbido sarebbe interpretato come debolezza del capo. Al contrario, in ambienti sani, privi di pregiudizi e stereotipi falsi, le donne supportano e aiutano le altre donne.
E’ chiaro che dagli anni ’70 a oggi le cose sono molto cambiate, ma c’è ancora tantissima strada da fare, le disparità di genere sono visibili quotidianamente in ogni ambiente. Alla domanda “come ottenere la collaborazione tra donne” possiamo rispondere: abbattendo i pregiudizi di genere. Fino a quando le donne dovranno dimostrare che per stare al comando devono avere comportamenti maschili, la collaborazione tra donne non avrà le stesse potenzialità che potrebbe avere se ognuna si sentisse libera di agire senza alcun giudizio di genere. 

Oggi le donne sono realizzate a lavoro e, se non lo sono, hanno la possibilità di scegliere quello che più le soddisfi. Lavorare bene, con grande impegno in prima persona porta a circondarsi di persone che, a loro volta, si impegneranno molto.

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Collaborazione tra donne: esiste?

La collaborazione tra donne esiste e dà vita a sinergie bellissime. Noi donne siamo in grado di evitare la competizione, prerogativa tutta maschile, che non è funzionale alla crescita del singolo e del gruppo.
Collaborare è un modo meraviglioso per raggiungere il nostro obiettivo. Il punto di vista degli altri può essere molto stimolante ed, essendo diverso dal nostro, è un valore aggiunto a quello che è il progetto.
Nel mio lavoro di fisioterapista mi sono sempre circondata di persone di entrambi i sessi e con entrambi ho avuto rapporti di lavoro bellissimi, quelli speciali sono stati con le donne. Se vogliamo raggiungere un fine nel lavoro o in un progetto, qualsiasi esso sia: benessere economico, benessere psichico, gratificazione, se collaboriamo saremo in grado di raggiungere più velocemente la nostra meta. Il punto di vista degli altri, essendo diverso dal nostro, può essere un bello stimolo di confronto per arrivare all’ottimizzazione del risultato finale.

Come evitare la competizione tra donne?

Tra i pregiudizi di genere, oltre a quelli che noi donne siamo isteriche e il nostro umore legato al ciclo ormonale, che siamo meno raziocinanti degli uomini e molto più emotive, c’è anche il nostro ruolo di prede.
La visione della donna come preda dal punto di vista sessuale fa scattare la competizione tra le donne per essere la più bella, la più desiderata, la più attraente. Questo sfrutta la nostra debolezza.
Le donne che hanno una grande autostima, di solito, non hanno bisogno di entrare in competizione con le altre donne per affermare il loro valore. Anzi, sapendo che ogni donna vale molto, amano collaborare per creare qualcosa che porta beneficio al singolo e al gruppo.
La competizione non è insita nei comportamenti femminili, se crediamo in noi stesse e nel nostro valore non abbiamo bisogno di competere. Come dimostrato dalle ricerche sopra menzionate, un ambiente senza pregiudizi di genere, è un ambiente dove noi donne possiamo dare il massimo, collaborando con le altre donne.

Quali sinergie possono nascere dalla collaborazione tra donne?

La competizione è una lotta per dimostrare la propria superiorità. Se può essere accettata a livello sportivo, a livello sociale è da evitare. Sono le nostre competenze a farci eccellere, non c’è bisogno né di lotte, né di contrasti per dimostrare il nostro valore.
Sono proprio le nostre competenze in ogni settore a creare delle sinergie particolari con le altre donne, il progetto LeRosa è un esempio perfetto.  Il progetto ideato da Giulia Bezzi è la parte benefit di SeoSpirito.  LeRosa è un progetto per le donne. All’interno de LeRosa le donne parlano, ascoltano, creano. Ognuna mette a disposizione del gruppo le proprie competenze per aiutare le altre a promuovere e a migliorare il proprio business, senza competizione, senza invidia, senza cattiveria. LeRosa è nel suo piccolo il mondo che vorrei: le donne di ogni età e razza che si tengono per mano, si ascoltano, si sostengono.

Vi garantisco che è possibile.

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Rita Palazzi

Rita Palazzi

Autrice del blog Not Only Twenty. Appassionata da sempre di moda, superati i 50 anni ho deciso che era giunto il momento di dar voce alle donne over 50 per  riscattare un'età penalizzata dalla società. L’intento è quello di rendere manifesto che le donne over50 hanno progetti, amano vestirsi, sentirsi belle e desiderate. Vorrei che tutte le donne si sentissero belle per il loro vissuto, per le emozioni che provano e per l’unicità che rappresentano.