LeROSA progetto di Seospirito Socità Benefit S.r.l.

Coltivare lo zafferano a casa, in giardino o dentro un vaso è abbastanza semplice, basta avere alcune attenzioni come quella di dimenticarsi di innaffiarlo!

Il bulbo dal quale nasce il fiore che produce i pistilli di zafferano teme i ristagni di acqua, per farlo vivere bene è sufficiente quindi quella piovana.

Se si ha un pezzo di terreno inutilizzato, avviare una coltivazione di zafferano per incrementare le proprie entrate non è un’idea impossibile.

La richiesta è molta, sia per gli stigmi essiccati che per i suoi derivati come le conserve, le marmellate, la pasta, il miele e i prodotti per la cura della persona e della cosmetica.

Zafferano, tipo di coltivazione

Lo zafferano è il pistillo del crocus sativo che nasce da un bulbo e non da un seme.

All’interno di un fiore crescono tre filamenti arricciati, rossi e arancioni intensi, chiamati stigmi o stimmi.

I fiori durano solo per poche settimane in autunno e gli stigmi devono essere staccati a mano o con una pinzetta e messi ad essiccare.

Per ricavare 1 kg di zafferano servono circa 150.000 crochi, per fortuna per ogni persona sono sufficienti solo 3 filamenti, per dare sapore e colore. Abbondare con l’uso di questa spezia può avere un effetto negativo, lo zafferano ha infatti un retrogusto molto persistente e se si esagera con la dose può diventare amaro come una medicina.

Per avviare la coltivazione di zafferano questi sono i passaggi da compiere:

  • clima: si adatta senza problemi in tutta Italia.
  • Terreno: può essere un terreno universale ma deve essere esposto a cielo aperto, soleggiato e dove non si formino ristagni d’acqua. Quindi niente sottovasi se la coltivazione viene fatta in vaso o in cassette.
  • Acquisto dei bulbi: devono avere un diametro superiore ai 2 cm, la misura ottimale sarebbe intorno a 3,5 cm di diametro. I bulbi devo essere asciutti e senza marciume. Un bulbo intorno ai 3 cm costa tra i 30 ed i 60 centesimi. Meglio acquistare bulbi di produttori italiani, i bulbi economici sono anche poco produttivi, deboli nello sviluppo e nella moltiplicazione.
  • La coltivazione può essere annuale o poliennale: annuale significa che ogni anno alla fine di luglio bisogna togliere i bulbi dal terreno per conservarli un mese in un luogo buio e asciutto, per poi  ripiantarli a fine agosto in un nuovo terreno. Poliennale significa che questa operazione si può fare dopo 3 o 5 anni ma bisogna tenere pulito il terreno dalle erbacce che porterebbero parassiti e malattie.
  • Piantare i bulbi: tra fine agosto e primi di settembre. Bisogna scavare delle buche nel terreno della profondità doppia rispetto alla dimensione dei bulbi. Si metterà il bulbo nella buca con il ciuffo rivolto all’insù e dovrà essere coperto con la terra. La distanza tra un bulbo e un altro deve essere dai 5 ai 10 cm sia se la coltivazione viene fatta in vaso sia che venga fatta nel terreno.
  • Irrigazione: il crocus sativus non ha la necessità di essere innaffiato a meno che non ci sia una particolare situazione di siccità. Nei periodi in cui la pianta ha la necessità di essere irrigata vengono in nostro aiuto i temporali, cioè nel periodo della fioritura che avviene tra settembre e ottobre e in primavera (marzo), periodo in cui i bulbi si moltiplicano.
  • Rotazione colturale: lo zafferano può tornare ad essere coltivato nello stesso terreno solo dopo un intervallo di 6 anni.

Vuoi farti promuovere attraverso il nostro blog?

Quando raccogliere lo zafferano?

I bulbi iniziano a fiorire dalla fine di ottobre fino a tutto novembre.

Per avere la massima qualità della spezia, bisognerebbe raccogliere tutto il fiore il giorno stesso della fioritura quando è ancora chiuso. Vanno staccati petali ed il polline, tenendo solo i tre stimmi rossi che andranno poi essiccati.

Se si coltiva lo zafferano solo per il piacere di vedere sul proprio balcone questi fiori blu viola con all’interno i pistilli rossi, si può godere dei loro tre giorni di vita e staccare i pistilli prima che il fiore appassisca.

I fiori una volta secchi devono essere tagliati.

Essiccare lo zafferano

Dopo aver rimosso, con estrema delicatezza gli stimmi rossi dal fiore, devono essere messi ad asciugare.

A casa possono essere essiccati in un forno ventilato:

  • si prende la piastra del forno e si copre con un foglio di carta da forno
  • Disporre i pistilli sopra la carta staccati uno dall’altro.
  • Mettere la piastra nel forno acceso al minimo, lasciandolo un po’ aperto.
  • Quando i pistilli frusciano spostandosi sopra la carta sono pronti.

Attenzione, il tempo di questa operazione è breve ma dipende dal forno e dalle dimensioni dei pistilli, che non devono bruciare ma nemmeno rimanere umidi. Questa operazione può essere fatta anche con un essiccatore, che permette una essiccazione controllata garantendo risultati ottimali. Una volta essiccato lo zafferano si conserva in vasetti di vetro tenuti in un luogo fresco e preferibilmente al riparo dalla luce. Conservata in questo modo, la preziosa spezia può mantenere le sue proprietà e la sua bontà anche per qualche anno.

Stefy Olivieri de LeROSA, sullo zafferano dice:

ZAFFERANO FATTO IN CASA

(ci sono periodi intensi e periodi tranquilli anche in natura!)

Volevo condividere con Voi questa meraviglioso germoglio di Crocus sativus, meglio conosciuto come ZAFFERANO!!!!!.

qui a casa lo coltiviamo da circa 8 anni, in un angolo di casa.

A parte la bellezza di questo primo germoglio che posso condividere con Voi, lo stupore di casa viene dal fatto che quest’anno abbiamo rischiato di perdere il raccolto perché il tempo per trapiantarlo ha avuto dei contrattempi per altre priorità sorte in famiglia.

Eravamo quasi convinti che quest’anno non sarebbe uscito ed invece!!!! Eccolo!!!!

ATTENZIONE! non raccogliete crocchi nei paesaggi di montagna! un crocco molto simile e con la stessa sfumatura di violetto è potenzialmente mortale come è accaduto non più tardi di qualche anno fa ad una coppia di pensionati.

Stefania Olivieri

Stefania Olivieri

Gestisco a distanza idee, progetti e nuove avventure

Nella rubrica LeRosainverde, doniamo perle di conoscenza personale per un “pollice diversamente verde”.

In casa mia il giardinaggio, non è solo un fatto estetico, ma è terapeutico! Dalla lavorazione alla gioia del risultato, tutto ha un significato: con il ritmo della natura, impari ad affrontare le tempeste della Vita, a gioire del germoglio, a lottare, a guarire piano piano e ad accettare l’avvento delle stagioni.

 

Pin It on Pinterest

Shares