creazione verso reazione

Creazione verso Reazione

Le parole “creazione” e “reazione” sono simili, differiscono solo per la presenza o l’assenza della lettera “c” che pur essendo “solo una lettera” in realtà fa una differenza enorme.

Le parole veicolano nella nostra testa significati (pensieri), che generano emozioni, che ci spingono ad agire in un certo modo e questo ci porta ad ottenere determinati risultati. Detto questo, “creazione” veicola il trovare soluzioni, cogliere opportunità, porsi domande stimolanti. Un creatore è come un allenatore professionista che:

  • prepara la gara (obiettivo da raggiungere) nei minimi dettagli,
  • studia l’avversario (eventuali problemi),
  • studia ogni giocatore (punti di forza, punti deboli),
  • studia gli schemi (le migliori azioni da mettere in campo).

Crea!

Al contrario reazione veicola l’aver subito un qualcosa di spiacevole e l’essere costretti a cercare di contrastare quella cosa.

Una persona costantemente in reazione è un po’ come un allenatore dilettante o poco motivato, non si preparerà al meglio e tenderà appunto a reagire a ciò che capiterà.
Reagisce!

L’eccellenza in ogni ambito non si rincorre, si crea con costanza, impegno, passione, direzione, scopo, FATICA!

Pianifichiamo, decidiamo, strutturiamo, in questo modo saremo artefici e protagonisti della nostra vita. E ricordiamo sempre che una persona che non sceglie, di fatto sta continuamente scegliendo.

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La Creazione e il pensiero costruttivo

Ci sono situazioni e problemi che sembrano impossibili da superare.

Eppure è possibile non arrendersi mai. Se non ci fermiamo, e facciamo un passo alla volta non falliremo. Qualche giorno fa ho ascoltato un’intervista fatta a Will Smith. L’attore, raccontava che quando era ragazzino suo padre ha buttato giù un muro di mattoni e ha detto a lui e al fratellino, di ricostruirlo.

Entrambi dissero che era impossibile ma il padre spiegò loro qualcosa di fondamentale: non avevano da costruire un muro, bensì poggiare nel modo migliore possibile un mattone.

Un singolo mattone, nulla di più. Così i due iniziarono a mettere un mattone per volta e diversi mesi dopo, il muro era finito.

Anche noi, di fronte a cose che sembrano troppo grandi da affrontare è bene che non guardiamo al muro, che non pensiamo alla sfida e che non ci concentriamo sulle cose complicate da fare immaginandoci quanto sarà difficile. Prendiamo un primo mattone, un solo mattone, e posizioniamolo bene. Tutto qui.

Poi ne prenderemo un altro. Tutto qui. E alla fine ci ritroveremo ad aver costruito un muro meraviglioso e solido senza quasi averci fatto caso.

Qual è il primo mattone che possiamo poggiare ora per realizzare il muro che desideriamo costruire?

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Mara Carraro

Mara Carraro

Sono Advanced Professional Counsellor Positive Think, Counsellor in Biologia Karmica, Coach, Trainer di Pensiero Positivo, Facilitatrice avanzata Psych-k® e Chinesiologa Emozionale. Sono moglie, mamma di Matteo e Claudia e di due cani Ziva e Turco.

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