Il fico: proprietà, storia e ricette

Il fico è il falso frutto (siconio) della pianta Ficus carica che matura da luglio a settembre. Ne esistono molte varietà sia per forme che colori e nell’area mediterranea si ha la più  grande concentrazione delle diverse specie.

La specie Ficus carica ha due sottospecie, che possiamo definire semplicemente maschio e femmina, anche se la distinzione sarebbe  molto più complessa:

  • Ficus carica sativa fiori (fico domestico);
  • Ficus carica caprificus ( fico selvatico o caprifico),

Le varietà di fichi sono tante e le più comuni sono:

  • il Dottato con la buccia verde chiaro, utilizzato per ottenere dei fichi secchi;
  • il Brogiotto molto comune, con buccia tendente al viola;
  • il Verdino è il più diffuso, buccia verde, polpa rossastra e molto dolce.

Tra queste varietà di fichi ci sono alcuni Presidi Slow Food come il:

  • Monnato di Prigliano Cilento, presidio Slow Food;
  • Mandorlato di San Michele salentino, fa parte dell’Arca del Gusto Slow Food;
  • Secco di Carmignano, presidio Slow Food della provincia di Prato;
  • Secco reale di Atessa, seccati interi o tagliati a metà poi farciti con un gheriglio di noce,presidio Slow Food;

Il frutto del fico è molto versatile in cucina. Anche se è molto dolce si accompagna bene anche al salato. A conferma di questo il detto: “pizza e fichi “, un connubio  che sta a significare che non è una cosa da poco. Il frutto del fico può infatti essere usato anche con la selvaggina, per accompagnare i formaggi e il prosciutto crudo.

Possono essere consumati freschi quando è stagione, secchi nel resto dell’anno e cotti nelle varie confetture, gelatine e conserve. Può essere congelato quando ce n’è in abbondanza e una volta scongelato può essere usato per preparare confetture, dolci o crostate.

Non c’è da stupirsi che questo meraviglioso frutto che con le sue foglie coprì le nudità di Adamo ed Eva, fosse presente in abbondanza sulle tavole degli Etruschi e dei Fenici, come su quelle dei Romani, come testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio e di Platone.

Scopriamo insieme le prorietà, la storia e alcune ricette per gustare questo delizioso alimento e come conservarlo.

Proprietà

Il fico è un frutto molto importante per la nutrizione dei bambini  e degli adulti, del quale si conosce solo generalmente l’apporto calorico.

Il frutto fresco apporta per 100 g di poco meno di 50 calorie. È un frutto autunnale molto ricco di vitamine del gruppo A, B1, B2, PP, C e la B6 che insieme alla B9 è chiamata la vitamina del buon umore. È inoltre ricco di minerali come il ferro e calcio e di antiossidanti, ha proprietà antinfiammatorie e lassative in caso di assunzione esagerata del frutto.

Ovviamente è diverso l’apporto nutritivo del fico secco, iniziando dall’apporto calorico ben superiore a quello fresco, valutato in misura di 249 Kcal per 100 gr.

Le proprietà e i benefici dei fichi freschi sono numerose:

  • hanno un potere lassativo per la ricchezza di fibre contenute e sono più efficaci se mangiati a stomaco vuoto;
  • sono ottimi da inserire nella dieta degli sportivi per l’apporto di zuccheri come il fruttosio ed  i sali minerali;
  • sono importanti per la salute di ossa e denti, grazie al loro apporto di calcio;
  • aiutano a prevenire la pressione alta, visto che sono poveri di sodio;
  • rafforzano il sistema immunitario;
  • come antinfiammatorio per la pelle, aiutano a risolvere molti problemi della pelle e a smaltire le tossine che si accumulano;
  • rinforzano il cuoio capelluto.

Anche i fichi secchi contengono molte proprietà nutritive sopra elencate in forma concentrata ma sono più calorici, e le persone con obesità, diabete e problemi glicemici e metabolici ne devono limitare l’uso. Rispetto all’uva e ai mandarini i fichi sono meno calorici e alleati per il benessere di pelle, occhi, apparato digerente e apparato cardiaco.

Per gli induisti e i buddhisti i fichi simboleggiano la verità e la conoscenza.

Ricette

Il frutto del fico è molto versatile in cucina. Anche se è un frutto molto dolce si accompagna bene anche al salato. Pizza e fichi è un abbinamento famoso usato anche nel linguaggio popolare per dire che non è una cosa da niente.

Può essere abbinato con:

  • formaggi freschi, (ricotta e fichi);
  • cioccolato, sia come copertura che farcitura;
  • arance, la loro acidità bilancia la dolcezza;
  • selvaggina e in particolare quella da cortile (oca e anatra, ma anche lepre);
  • fegato e prosciutto crudo;
  • frutta secca;

Torta con fichi

Ingredienti per uno stampo 30 x 11.5 x 7 cm, per 8 persone:

  •  250 g di farina 00;
  • 250 g di zucchero;
  • 3 uova;
  • 16 g di lievito per dolci;
  • 125 g di olio di semi di girasole;
  • 125 g di latte;
  • 1 limone grattugiato.

Preparazione

  1. Preriscalda il forno.
  2. Monta le uova con lo zucchero fino ad avere un composto spumoso.
  3. Aggiungi l’olio di girasole, il latte e il limone grattugiato.
  4. Setaccia le farine con il lievito.
  5. Metti le farine nel composto mescolando brevemente.
  6. Ungi uno stampo da plum cake.
  7. Versa il composto nello stampo.
  8. Aggiungi i fichi tagliati a spicchi (cadranno all’interno).
  9. Cuoci in forno a 160°C per 40/50 min.
  10.  Sforna dopo aver controllato la cottura con uno stecchino.
  11. Lascia raffreddare su una gratella;
  12. Decora con frutta e/o zucchero a velo.

Sono presenti i seguenti allergeni: latte, uova, glutine.

Fichi caramellati

Ingredienti per circa 5 barattoli piccoli:

  • 1 Kg di fichi non troppo maturi, ben sodi e con buccia integra;
  •  300 g di zucchero;
  • un limone non trattato;
  • un pezzetto di cannella;
  • 1 cucchiaio di rum (facoltativo).

Preparazione

  1. Pulisci sotto l’acqua corrente  i fichi senza sbucciarli.
  2. Disponi i fichi  in una casseruola oppure in una teglia, senza sovrapporli.
  3. Ora cospargi i frutti con lo zucchero e il limone tagliato a fettine e privato dei semi.
  4. Cuoci a fuoco bassissimo senza mai mescolare per circa due ore.
  5. Trascorse il tempo controlla la cottura dello zucchero che deve essere completamente sciolto. Se  lo sciroppo di zucchero avrà raggiunto una colorazione ambrata, significa che i fichi caramellati sono pronti.
  6. Con una pinza prendi i fichi e riponili all’interno dei vasi di vetro ben puliti.
  7. Passa lo sciroppo ancora bollente con uno setaccio prima di versarlo sopra i fichi all’interno del vaso.
  8. Non occorre sterilizzare perché lo sciroppo bollente crea il vuoto d’aria.

Questa ricetta non contiene allergeni.

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Storia

Il fico antropologicamente viene associato alla fecondità, alla carnalità, alla prosperità e alla ricchezza e persino alla lussuria.

Non c’è da stupirsi che questo frutto che con le sue foglie vennero coperte le nudità di Adamo ed Eva, fosse presente in abbondanza sulle tavole degli Etruschi, dei Fenici e dei Romani, come testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio e di Platone.

Platone era soprannominato mangiatore di fichi, perchè a suo dire il fico rinvigoriva l’intelligenza.

I Romani pensavano che i fichi  aumentassero la forza nei giovani e aiutassero la salute negli anziani. Al tempo dei romani il fico veniva gustato con sale, aceto e garum.

Per Galeno il fico doveva essere consumato all’inizio del pasto, avendo transito veloce, mentre a fine pasto ostacolerebbe la digestione, questa teoria venne confermata anche da medici francesi dal XIV al XVI secolo.

Nelle festività religiose degli ebrei nel Medioevo durante lo Yom Kippur ( festa dell’espiazione), si digiunava durante il giorno mentre a cena si rompeva il digiuno con laute cene ricchi di piatti curati tra i quali non mancavano mai i fichi.

Per la Scuola Medica Salernitana, il fico aveva delle proprietà erotiche e procreative.

La foglia del fico ha vestito non solo Adamo ed Eva, ma ha risolto interventi di censura soprattutto dopo che, nel 1565, il Concilio di Trento condannò le nudità nell’arte religiosa.

Tra le opere più famose censurate c’è Il Giudizio Universale di Michelangelo, che fu infatti ritenuto immorale da diversi esponenti di spicco della fede cattolica, tanto che alcune figure nude furono coperte da foglie di fico.

Uno dei più famosi atti di censura più recenti risale al 1995, quando la città di Gerusalemme rifiutò il regalo donato da Firenze: una copia del David di Donatello. La statua in seguito fu accettata, solo dopo che una foglia di fico coperse le parti intime.

Come conservare i frutti del fico

Il frutto del fico una volta raccolto deve essere consumato nel giro di pochissimi giorni, perchè si deteriora facilmente. È consigliabile conservare i frutti in un recipiente coperto in frigorifero e consumarli entro due o tre giorni.

Si possono congelare, privandoli della buccia e posizionando i frutti, ben separati, su una teglia che andrete poi a disporre nel freezer, magari cosparsi con un po’ di zucchero.

Una volta congelati potete poi riporli in un sacchetto e lasciarli nel freezer. In questo modo  si conservano fino a sei mesi. Al momento dello scongelamento, metteteli su della carta assorbente, che tenderà ad asciugare l’acqua in eccesso e una volta scongelati, potete utilizzarli per confezionare composte, decorare torte o preparare  dolci e crostate.

Un altro sistema è caramellarli con il miele e  utilizzarli come decorazione sui gelati.

Per conservare i fichi possiamo essiccarli.

Si prendono dei fichi non troppo maturi, si lavano e si asciugano con un panno, si posizionano su un asse di legno e si lasciano al sole coperti di una retina. Durante il giorno si devono girare spesso.

Un sistema più veloce è di farli seccare in forno ventilato ad una temperatura di 40°C girandoli spesso.

Possono essere conservati in barattoli ermetici, magari con all’interno una mandorla o un gheriglio di noce.

Altra preparazione utile per la conservazione è il lonzino di fichi.

Il lonzino di fichi è un piatto tradizionale della cucina contadina marchigiana,  PAT e  Presidio Slow Food.

Il nome è dovuto alla forma che assume dopo la lavorazione: un cilindro lungo 15/20 cm e circa 6 cm di diametro.

I fichi una volta raccolti vengono essiccati e poi lavorati insieme ad altri ingredienti come mandorle, noci, anice stellato, e Mistrà.

Viene lasciato a  riposare per un paio di ore e poi avvolto in foglie di fico e legato con un filo di spago e conservato per l’inverno.

È ottimo abbinato a formaggio molle.

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