Claude Monet, pittore, biografia

Claude Monet è uno dei pittori più studiati e apprezzati della storia dell’arte moderna. Con i suoi dipinti di paesaggio en plein air è uno dei personaggi più illustri della corrente impressionista. In questo articolo potrai conoscere le opere e i quadri che hanno reso Monet così celebre, ma non solo. Ripercorreremo insieme i fatti più importanti della sua vita, quelli che lo hanno fatto diventare il pittore illustre che è stato, e scopriremo le frasi che più lo rappresentano e i libri che meglio lo raccontano.

La vita

Il pittore francese Claude Monet nasce a Parigi nel 1840 ed è considerato il padre dell’impressionismo. La sua biografia è strettamente legata a questa corrente artistica e a una sua opera in particolare, “Impressione, sole nascente” che vedremo nel dettaglio più avanti.

Claude Monet scopre la propria passione per la pittura già nell’adolescenza. Da giovane il pittore si dedica principalmente alle caricature, che gli permettono di guadagnare qualche spicciolo. In quel periodo incontra Eugène Boudin, un pittore già affermato, che gli insegna le basi per dipingere la natura e gli trasmette l’amore per la pittura all’aria aperta.  Il giovane Claude Monet decide di lasciare presto Le Havre, il paese in cui i suoi genitori si erano trasferiti quando era bambino, per trasferirsi a Parigi con i pochi risparmi guadagnati con le caricature. L’esperienza però si interrompe bruscamente: il pittore viene chiamato per il servizio militare che all’epoca durava sette anni.

Viene inviato in Algeria ma dopo soli due anni si ammala di tifo ed è costretto a tornare in patria. Tornato a Parigi, Claude Monet entra a far parte dell’accademia di Charles Gleyre. Il pittore si distingue per il suo stile e per le emozioni immediate che trasmettono le sue opere. A Claude Monet però le regole della pittura tradizionale in studio stanno strette e decide di dipingere all’aria aperta. Ma non era il solo: Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley e Frédéric Bazille si uniscono a lui alla ricerca di qualcosa di nuovo. Il percorso degli impressionisti è un percorso molto arduo: le opere dei pittori infatti non vengono comprese e raramente vengono acquistate. Claude Monet non si arrende e continua a dipingere.

Nel 1870 il pittore si trasferisce in Normandia, a Gliverny, con moglie e figlio. Anche in questo caso gli imprevisti sono dietro l’angolo: scoppia la guerra franco-prussiana e il pittore, per evitare di essere arruolato, si rifugia a Londra. Torna in Francia un anno dopo, dove approfondisce la sua amicizia con Pissarro e pone le basi dell’età d’oro dell’impressionismo.

Dopo pochi anni finalmente tiene la sua prima mostra personale alla galleria Petit di Parigi: con questa mostra il pittore ottiene il successo che si merita. Nonostante questo successo improvviso, il pittore non lascia il paese di Gliverny e continua a dipingere all’aria aperta, in particolare opere che rappresentano covoni di grano. Dopo una vita fatta di viaggi ed esperienze, trascorre gli ultimi anni nel suo amato giardino di Giverny dipingendo incessantemente la serie delle ninfee.

Periodo artistico e opere più famose

Ci sono artisti talentuosi, capaci di intuire i desideri delle persone e di soddisfarli. Sono quegli atisti che diventano ricchi e famosi. Poi ci sono gli artisti visionari, che anticipano i tempi e per questo non vengono compresi dai loro contemportanei. Diventano famosi solo dopo la morte, ma restano nella storia. Claude Monet è un mix di questi due profili: diventa famoso solo in tarda età e da giovane deve lottare con la povertà e gli istinti suicidi causati dall’insuccesso.

Le opere più famose per cui ricordiamo Claude Monet sono:

  • Le ninfee: Non parliamo di un solo quadro, ma di una serie di 250 opere. Quella di Claude Monet è una vera e propria ossessione che inizia nel 1883 a Giverny e si conclude solo con la sua morte. Ci troviamo davanti a un pittore sempre insoddisfatto delle sue opere, che ripete ossessivamente questo soggetto con luci e stagioni diverse.
  • La cattedrale di Rouen: Anche qui parliamo di una serie di dipinti, a cui il pittore lavora incessantemente per cogliere le varie luci e le varie impressioni. In questo caso la serie è compsta da soli 31 quadri.
  • Impressione, sole nascente: Il quadro rappresenta una veduta del porto di Le Havre nel momento in cui sorge il sole. La scena è essenziale e libera da elementi superflui, caratterizzata da pennellate rapide, che mettono in risalto solo gli elementi più imprtanti del porto, senza attirare l’attenzione. Il colore è utilizzato come sostituto del disegno, che di fatto scompare insieme alla prospettiva geometrica e alle linee di contorno. All’artista non interessano le forme e lo spazio, ma solo ciò che l’occhio coglie istintivamente. Claude Monet presta grandissima attenzione ai vari effetti della luce e vuole cogliere l’impressione di un attimo, diversa in ogni istante. Il pittore dà sfogo all’interiorità lasciandosi indirizzare dalle emozioni del momento, che vengono fissate sulla tela atraverso colpi di colore decisi, sfumati, accostati o sovrapposti. Nel dipinto sono accostati colori caldi e freddi che rendono molto bene il senso della nebbia del mattino. Da questo manto spunta il sole, il cui riflesso sul mare viene abilmente rappresentato da pennellate incisive.

Libri su Claude Monet da leggere

La pittura di Monet è stata una pittura rivoluzionaria, che precorreva i tempi. Per apprezzare appieno e comprendere fino in fondo questo artista, ti consiglio alcuni libri che risponderanno ad ogni tua doomanda.

“Monet o il trionfo dell’impressionismo” di Daniel Wildenstein è una biografia che rende giustizia a questo artista straordinario e offre numerose riproduzioni e fografie d’archivio corredate da commenti dettagliati.

“La donna col vestito verde” di Stephanie Cowell è ideale per te se non ami la saggistica. È un romanzo costruito intorno alla sua biografia che ci racconta la parte più intima di Monet. “Non riesco a credere che quel critico d’arte abbia definito il mio “Impressione, sole nascente” lo schizzo preliminare per una carta da parati…Ha mai visto sorgere il sole sul mare? Perchè certe persone prive di talento si ostinano a perdere tempo dicendo sciocchezze sugli altri? Come diavolo si permette di dire a me, che ho trascorso quasi tutta la vita al mare, che aspetto dovrebbe avere un’alba?” Durand-Ruel sorrise e fece passare una custodia d’argento contenente dei sigari piccoli ed eleganti. “Quel critico vi ha fatto un favore, Monet. Ha dato un nome a voi tutti: Impressionisti”. È questo uno dei passi più belli del romanzo la Cowell perchè svela l’origine della definizione del movimento artistico al quale appartengono alcuni dei nomi più significativi della storia della pittura. La donna col vestito verde è Camille Doncleux, ritratta da Claude Monet nel 1866. Questo romanzo racconta la loro storia passionale e drammatica durante gli anni nei quali si affermò, fra difficoltà di ogni genere. Monet conosce Camille in una libreria di Parigi e da subito scatta la scintilla. Camille condivise con il pittore la vita piena di speranze e delusioni degli inizi della sua carriera, con periodi nei quali i debiti erano così tanti, da costringerli a continui trasferimenti per sfuggire ai debitori. La vicenda prosegue poi tra tira e molla, sofferenze, riappacificazioni e successo fino alla morte di Claude Monet nel 1926.

“Ritratti d’artista” di Susan Vreeland è un inno ai sentimenti, ai tormenti e ai pensieri delle donne dei pittori. Mogli, amanti, nutrici, figlie e madri. Ma non è corretto parlare di “donne dietro ai pittori”: è un errore pensare che Camille Doncleux non possa esistere senza essere ricordata come “la prima moglie di Claude Monet”. Che cosa pensava, com’era la sua vita prima di conoscere Claude Monet? Queste domande vanno oltre il fatto di essere “moglie di”: il pregio di questo libro è portare in primo piano le vite di una serie di donne nella Parigi della seconda metà dell’Ottocento.

“Ninfee nere” di Michel Bussi è un giallo ambientato a Giverny, il piccolo villaggio della Normandia dove Claude Monet ha vissuto e dipinto i suoi capolavori più celebri e dove una serie di omicidi rompe la calma. La vicenda inizia con l’omicidio di Jérôme Morval, un uomo ricco e appassionato di arte e di donne. In tasca ha una cartolina del famoso quadro le “Ninfee nere” che Claude Monet dipinge prima di morire. Al centro della vicenda troviamo il giovane detective Sérénac e la passione attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet. Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. Durante l’indagine i confini tra realtà e illusione e soprattutto tra passato e presente sfumano di continuo. Quaeto libro non è una biografia su Monet, ma Bussi ci parla del pittore con uno strategemma diverso, attraverso il paesino che ha tanto amato, dove tutto parla di lui, e attraverso le sue opere.

Frasi celebri e aneddoti

Le frasi celebri legate a questo pittore sono strettamente collegate alla natura e al talento. Tra le più belle ricordiamo:

“Io dipingo come un uccello canta.”

“Il mio giardino è il mio capolavoro più bello.”

“Il giardinaggio è un’attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore.”

“Ognuno discute della mia arte e finge di capire, come se fosse necessario capire, quando è semplicemente necessario amare.”

“Il soggetto è secondario, quel che voglio riprodurre è ciò che si trova tra il soggetto e me stesso.”

“Ciò che farò qui avrà almeno il merito di non rassomigliare a nulla, perchè sarà l’impressione di ciò che avrò sentito, soltanto io.”

“Non ho mai avuto uno studio e non capisco la necessità di chiudersi in una stanza. Per disegnare, sì, per dipingere, no.”

“Sono costretto a continua trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. Insomma, a forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente.”

Claude Monet: perché amarlo

Quello che colpisce e affascina di molti quadri di Claude Monet, è l’immediatezza. Nelle sue opere i colori e le emozioni sembrano esplodere. Quello che conta nelle sue opere è cogliere l’atmosfera di un attimo nella vita reale e non raccontare qualcosa di eterno e immobile. Se ci pensiamo, è quello che facciamo quotidianamente con lo smartphone: vogliamo catturare la magia e l’emozione del momento, un momento che non tornerà mai più. Claude Monet lo faceva già a fine Ottocento. Questo è già un motivo valido per amarlo e intuirne la genialità.

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