Brand Journalist: chi è e cosa fa

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Con il termine Brand Journalist si definisce il giornalista esperto in Brand Journalism, colui che ha scelto il giornalismo d’impresa come massima espressione della sua deontologia professionale. Per Brand Journalism si intende, infatti, quella tecnica comunicativa attraverso la quale non si racconta semplicemente una notizia ma un brand. Sono le aziende, i brand, a diventare notizia e, pertanto, come ogni news che si rispetti, hanno anch’esse bisogno di un reporter che dia loro voce.

Chi è

Il Brand Journalist, come affermato in precedenza, è un giornalista a tutti gli effetti. Non importa se sia iscritto all’albo dei Pubblicisti o dei Professionisti: può essere definito Brand Journalist solo colui che ha scelto il giornalismo come professione.

In Italia, differentemente che all’estero, quella del brand journalist è una professione ancora giovane: sono relativamente pochi, infatti, i giornalisti che, fino ad oggi, hanno scelto questa specializzazione ed è anche per questo motivo che fare brand journalism si rileva un’opportunità non solo per le imprese, ma anche per il professionista stesso.

Quando si parla di giornalismo della marca spesso i puristi del settore storcono il naso: il giornalista non può “sporcarsi” con il marketing poiché violerebbe il codice deontologico professionale.

Nella Carta dei doveri, sottoscritta dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa nel 1993, si fa infatti veto al giornalista di confondere il suo messaggio con quello pubblicitario.

In particolare, nel documento si legge che: “I cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli. I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni”. Un concetto ripreso altresì dall’articolo 4 del contratto di lavoro giornalistico in cui si sottolinea che “i messaggi pubblicitari devono essere chiaramente individuabili come tali e quindi distinti anche attraverso apposita indicazione, dai testi giornalistici”.

Fare Brand Journalism non significa, però realizzare marchette ovvero il classico articolo a pagamento con il quale le imprese si fanno pubblicità in modo più o meno preconfezionato sulle testate giornalistiche, ma informare relativamente ai valori di una marca/brand.

In questo caso il codice deontologico giornalistico viene in aiuto all’impresa dal momento che il Brand Journalist, grazie alla sua imparzialità e alla sua professionalità, garantisce al lettore del brand magazine un contenuto reale, coerente e veritiero.

Inoltre, anche i brand reporter, sono tenuti a rispettare il Testo unico dei doveri del giornalista che prevede tra gli altri:

  • Libertà di espressione sancita dalla Costituzione italiana e regolata dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963.
  • Rispetto dell’identità personale, del diritto all’oblio, del trattamento dei dati personali, delle differenze di genere e nei confronti dei minori.
  • Il dovere del controllo delle fonti e della presunzione di innocenza.
  • Il dovere di rettifica in caso di notizie inesatte e di replica.
  • La necessità di distinguere i fatti dalle opinioni personali.
  • L’incompatibilità con altri incarichi o responsabilità in contrasto con la professione.
  • Il rifiuto ad aderire a società segrete.
  • La cura dell’aggiornamento professionale che deve essere continuo.
  • L’applicazione dei principi deontologici anche nell’uso degli strumenti digitali tra cui i social network.

Cosa fa

Il compito del Brand Journalist, come affermato in precedenza, è quello di informare circa i valori e le notizie di un brand. È la voce informativa aziendale, colui che comunica attraverso i canali proprietari del brand (blog, house organ online o cartacei) le informazioni relative all’universo del brand stesso. Non parliamo quindi di prodotto, ma di mission, vision e “perché”.

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Un brand journalist deve essere un professionista del giornalismo, della scrittura e della comunicazione ovvero un esperto del suo settore e non dell’azienda per cui presta servizio.

Non è necessario che il giornalista conosca ogni aspetto specifico della nicchia di mercato in cui produce l’azienda per cui opera: saranno le sue capacità comunicative a trasferire il giusto know how al pubblico di riferimento. È la sua specializzazione che va ricercata non quella dell’impresa che si serve del suo operato.

Il brand journalist è infatti in grado di:

  • Cercare notizie, scovare storie e approfondimenti anche quando apparentemente non vi sono spunti rilevanti per dare vita a contenuti di valore.
  • Essere obiettivo. Grazie alla deontologia professionale che lo accumuna, il brand journalist non andrà mai ad esaltare caratteristiche non veritiere dell’azienda che rappresenta e nasconderà la marca a favore di un punto di vista informativo di insieme.
  • Realizzare articoli in linea con il contesto di riferimento non risultando quindi fuori tempo e fuori luogo.
  • Trovare fonti e testimoni attendibili e veritieri per aumentare la brand awareness dell’azienda.
  • Saper realizzare un reportage multimediale.
  • Aver la capacità di costruire un racconto in linea con il Tone of Voice dell’azienda che rappresenta.
  • Avere un buon network di riferimento.

Quanto guadagna

I compensi di un brand journalist sono più simili a quelli di un copywriter esperto che a quelli del giornalista tradizionale. Un giornalista, oggi, guadagna molto poco.

Stando alle indagini condotte da FNSI, Federazione Nazionale Stampa Italiana, oltre il 50% dei giornalisti non guadagna più di 5.000 euro l’anno (la maggioranza rientra nell’albo dei pubblicisti e spesso si accompagna ad un altro lavoro). I giornalisti professionisti, invece, si dividono, sempre secondo la FNSI in due fasce principali: la prima, circa il 10%, guadagna dai 5mila ai 10mila euro, mentre la seconda, circa il 19%, guadagna dai 10mila ai 25mila euro. C’è anche chi guadagna dai 25mila euro fino a 50mila euro, ma si tratta di giornalisti molto affermati, esperti dei propri settori e di caratura internazionale.

È complicato riuscire a fare una stima precisa del guadagno di un brand journalist dal momento che si tratta di un accordo commerciale tra impresa e professionista. A determinare l’importo è l’esperienza e il grado di “anzianità” nel settore del Brand Journalist: si va da un minimo di 12mila euro annui fino anche a 50mila euro. Un articolo redatto in brand journalism viene pagato da un minimo di 50 euro ad un massimo di 250 euro.

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