Cosa fa un content creator

Un content creator si occupa dell’ideazione, creazione e produzione di contenuti digitali con l’intento di collegare un brand al suo potenziale pubblico.

Il content creator è un professionista consapevole che comunicare in modo efficace significa utilizzare anche il linguaggio delle emozioni.

Il contenuto prodotto è di tipo relazionale ed efficace perché è progettato per dare un impatto positivo sul pubblico di riferimento, la cosiddetta nicchia, generando lead, collegamenti ed interazioni.

Il content creator è un pianificatore esperto: scrive contenuti per il suo blog, crea contenuti per i propri canali social, produce video per ciò di cui è esperto, recensisce prodotti e servizi di aziende e promuove, remunerato, esperienze.

Investe nella sua evoluzione professionale, studia quali piattaforme si allineano con i contenuti prodotti, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e creare la propria community.

Generalmente lavora in autonomia poiché possiede competenze e abilità che gli consentono di svolgere le attività senza far parte di un team. Decidere di collaborare con altri professionisti in progetti collettivi significa accrescere la propria professionalità ed espandere la propria community.

E’ un imprenditore di contenuti a tempo pieno.

Google for creators ci ricorda, a proposito di creazione di contenuti, che:

Se possiedi i tuoi contenuti, possiedi il tuo pubblico

Scrive contenuti per il suo blog

Un content creator scrive contenuti per il suo blog partendo dal famoso mantra “scrivi quello che leggeresti”.

Per definire il proprio tono di voce, il content creator sviluppa l’abitudine di creare contenuti il ​​più spesso possibile.

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Un’attività costante e coerente che consente di pianificare una strategia attraverso la stesura di un piano editoriale per la diffusione dei contenuti. Questo prende forma attraverso le azioni strategiche che puntano ad un target e ad un obiettivo misurabile.

Nella sua strategia non ci sono regole rigide durante la creazione, generalmente produce contenuti di qualità, mirati e coinvolgenti rispetto agli obiettivi prefissati per attrarre il proprio seguito interessato.

Il flusso di contenuti prodotti per il proprio blog cambierà e si evolverà nel tempo man mano che si cresce e si acquisisce esperienza. Importante è capire come dare valore ad ogni singolo post prodotto e pubblicato. Il calendario editoriale è lo strumento che gli consente di organizzare, in maniera efficiente, la pubblicazione dei contenuti.

Il ruolo di un content creator è quello di raccogliere informazioni creative dal mondo, farsi contaminare da ciò che lo circonda, per poi trasformale efficacemente per ideare, sviluppare e condividere.

Organizzare l’intero processo di creazione dei propri contenuti richiede, per il content creator, impegno, concentrazione e ispirazione.

Il content creator si domanda: quali formati prenderanno i  contenuti? Video brevi? Post di blog di lunga durata? Infografica? Immagini statiche?

Crea contenuti per i propri canali social

Il content creator, anche partendo dai contenuti scritti per il proprio blog, costruisce la strategia per i propri canali social: è la chiave per coinvolgere il proprio pubblico perché ne potenzia gli effetti e favorisce la diffusione.

Il contenuto creato informa e coinvolge. L’attività di creazione di contenuti fotografici parte dal ricercare, trovare e usare, autorizzati, elementi  già esistenti. Oppure creare le proprie immagini da zero attraverso piattaforme progettate proprio per questo scopo. Altrimenti, valutare l’idea di scattare foto usando il proprio cellulare con fotocamera di alta qualità.

Il content creator definisce anche i propri asset digitali cioè crea e produce documenti digitalizzati di qualsiasi formato. Lo fa avvalendosi dell’uso di alcuni strumenti facilmente disponibili online, come gli editor di immagini gratuiti che funzionano su varie piattaforme.

Attraverso l’infografica creativa, il content creator aiuta il lettore a comprendere l’argomento a un livello più profondo, perché funzionano come un’estensione dell’articolo e aiutano a rafforzare il punto principale.

L’obiettivo è scrivere per l’utente, portare valore, essere creativo e generare attenzione e coinvolgimento.

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Produce video per ciò di cui è esperto

Il content creator produce video per ciò di cui è esperto, con l’obiettivo di trasmettere al proprio pubblico ciò che conosce in maniera approfondita.

Ha un piano dettagliato per le attività di produzione dei contenuti video, partendo dallo storyboard iniziale sino alla realizzazione e pubblicazione. A seconda del carico di lavoro, il content creator si occupa del montaggio video e delega attività come la grafica, ad esempio, ad altri professionisti.

In base all’obiettivo prefissato, utilizza il giusto invito all’azione per ogni video prodotto, con l’obiettivo di capire cosa vogliono gli utenti in target e soddisfare le loro esigenze.

Il content creator non è un videomaker però possiede le abilità per produrre video, avvalendosi di tools che semplificano il processo di editing e produzione. E spesso, lo fa utilizzando il proprio cellulare e applicazioni specifiche.

Ogni content creator che produce video ha proprio un tono di voce che utilizza durante la fase di narrazione. I vantaggi sono misurabili:

  • le storie mantengono gli spettatori coinvolti più a lungo;
  • le persone hanno più facilità a relazionarsi con le storie;
  • i video basati su storie sono più economici da produrre, richiedono meno modifiche e sono più gestibili nella pubblicazione.

Recensisce prodotti e servizi di aziende

Il content creator sa che bisogna essere preparati a raccogliere le opportunità offerte dal mondo digitale. Collabora su richiesta con i brand che intendono proporre i propri prodotti e servizi per entrare in contatto con il pubblico. In alcuni casi, la recensione ha per oggetto prodotti e servizi utilizzati dallo stesso content creator nello svolgimento della propria attività.

Il content creator recensisce prodotti e servizi di aziende attraverso contenuti sponsorizzati che vengono creati, confezionati e presentati per dare risalto e valore al brand.
Questa può assumere diverse forme, dai contenuti testuali ai contenuti video. L’obiettivo è chiaro: raccontare per informare e coinvolgere.

Il content creator gestisce questa attività con l’intento di descrivere per istruire, consentendo alle persone di interessarsi ad un prodotto o servizio facendo leva sul soddisfacimento di un bisogno o soluzione di un problema. Quest’attività deve essere coerente con i valori e il tone of voice del brand e con gli interessi della sua audience, senza tradire la propria unicità di creator.

Promuove esperienze pagato

Il content creator che promuove esperienze utilizza metodi creativi per far conoscere alla propria community l’esperienza che sta vivendo. Crea i contenuti in base alla piattaforma, utilizza foto, video e audio per ideare, progettare e mettere in pratica una strategia di promozione efficace.

Il lavoro del content creator che promuove esperienze è un progetto, in parte concordato con il proprio cliente e in parte frutto della sua creatività, nella produzione e nel montaggio dei video e nella creazione dei contenuti. Promuovere un’esperienza è anche un modo per condividere, con tono autentico, una propria passione con la community.

Il lavoro prodotto prende vita sottoforma di guide dedicate, ebook, risorse: ad esempio se si tratta di esperienze di viaggi, si raccontano itinerari, luoghi da visitare e si suggeriscono servizi da acquistare.

Durante la pandemia, molti content creator hanno incorporato, nelle proprie strategie, l’uso di guide create ad hoc per affrontare, in modo responsabile, esperienze e sfide inaspettate e, persino, scoprire nuove prospettive di crescita e successo.

Concludendo: l’attività di creazione di contenuti sta crescendo a pieno ritmo.

Definire cosa fa il content creator diventa indispensabile per iniziare l’attività e proporsi al mercato digital. Ed è importante anche per le aziende che decidono di investire nelle risorse umane digital, per evitare scelte progettuali comunicative sbagliate o, peggio ancora, fallimentari.

Per avere una panoramica chiara di quello che fa il content creator, è importante anche definire cosa non fa, di cosa non si occupa.

Non è un venditore

Il venditore è una figura professionale che si occupa di commercializzare prodotti o servizi di una determinata azienda. La sua funzione principale è persuadere i clienti ad acquistare ciò che sta offrendo. Ha un contatto diretto e personale con i clienti, costruisce una relazione commerciale, e il suo obiettivo diventa l’obiettivo del team di cui fa parte.

Conosce il prodotto e la gamma di prodotti che vende nella sua totalità, dalle caratteristiche generali ai singoli dettagli tecnici, da ogni aspetto della manutenzione sino all’assistenza. E non solo conosce i prodotti che vende ma conosce, nei minimi dettagli, anche quelli concorrenti.

Il suo obiettivo non è solo quello di mostrare le caratteristiche del tuo prodotto, ma anche di convincere i clienti che queste caratteristiche potranno risolvere un problema o offrire un beneficio.

Si occupa di acquisire informazioni precise sui clienti, studia le tendenze di mercato, analizza le soluzioni offerte dai competitor. Questo gli consente di prendere decisioni proficue, coinvolgere i clienti in target e concludere le vendite.

Il venditore non lavora in totale autonomia, è parte di un team di lavoro. Pertanto c’è sempre un allineamento tra i suoi obiettivi e quelli del team, i flussi di lavoro e la pianificazione delle attività sono collegate e interdipendenti. Il lavoro di squadra è fondamentale per il venditore.

L’arte del venditore è la negoziazione, un’abilità necessaria per concludere trattative o accordi di vendita.

Entra in gioco la comunicazione non verbale, che prende forma durante lo scambio comunicativo tra venditore e cliente. Un aspetto importante per la finalità di vendita.

Il venditore si occupa di concludere la vendita con il cliente, mostrando anche in questa fase l’abilità nella chiusura di un rapporto commerciale. Quindi, il cliente viene accompagnato, passo per passo, nel processo finale di vendita ossia l’accettazione dell’acquisto, raggiungendo gli obiettivi prefissati.

Il venditore non è un content creator.

Non è copywriter

Il copywriter è quella figura professionale chiamata dalle aziende e dai brand per usare lo strumento della scrittura con l’obiettivo di generare un interesse nel pubblico in target. L’obiettivo è coinvolgerlo sino al compimento di un’azione ossia l’acquisto di un prodotto o un servizio.

La sua specificità è scrivere testi persuasivi per materiali promozionali e di marketing. La tecnica che utilizza è quella del copywriting, che deriva dalla combinazione delle due parole “copia” e “scrittura”.

Per la stesura dei testi il copywriter, generalmente, utilizza tecniche di scrittura diverse a seconda degli obiettivi prefissati. Ad esempio, se il testo da produrre deve essere più lungo ed elaborato, applica una tecnica giornalistica chiamata delle 5 w. Sono cinque interrogativi che si pongono alla base del testo, e attorno ai quali si sviluppa tutto l’articolo.

Il copywriter applica queste regole di scrittura per scrivere, ad esempio:

    • newsletter;
    • inviti per eventi;
    • articoli di blog;
    • materiali pubblicitari;
    • pagine di e-commerce;
    • direct mail;
    • landing page;
    • azioni di email marketing;
    • lettere commerciali.

Durante l’attività di stesura del testo, il copywriter si occupa in maniera accurata di realizzare anche:

  • claim ossia slogan pubblicitario;
  • payoff ossia frase che accompagna il nome del brand che aiuta a comprenderne il valore;
  • naming ossia trovare un nome ad un prodotto.

Questi appena esposti, sono solo alcuni dei prodotti che nascono dalla penna del copywriter. Abbiamo detto che lavora in autonomia per singoli progetti. Il progetto comunicativo, però, è frutto di lavoro di squadra.

Il copywriter è inserito, comunque, all’interno di un team di lavoro composto da diverse figure che lavorano in comune per il medesimo obiettivo. Il SEO specialist, ad esempio, è una figura che collabora con il copywriter, perché mentre il primo lavora analizzando il mercato e ricercando le parole chiave competitive il secondo sviluppa i testi, studia le parole.

L’obiettivo è sempre quello di inserirsi nel mercato e intercettare il pubblico in target.

Il copywriter non è un content creator.

Non è SEO specialist

Il SEO specialist (SEO sta per Search Engine Optimization) è la figura professionale che si occupa di portare potenziali acquirenti sul proprio sito dal motore di ricerca.
Si occupa di tutte quelle attività volte a migliorare il sito web per avere maggiori opportunità di essere tra i primi risultati del motore di ricerca.

Il Seo specialist:

  • conosce i fondamentali tecnici per dare indicazioni a sviluppatori;
  • usa differenti tool, come SEMrush, per valutare la situazione del sito e dei competitor e studiare la corretta strategia;
  • valuta con gli altri attori di una strategia digital, cosa sia meglio fare per crescere la brand awareness;
  • crea una struttura contenutistica che risponda a tutte le richieste della persona che sta cercando su Google;
  • segue il team di web writer nella scrittura e ottimizzazione del testo;
  • incrementa le referenze al sito web attraverso un piano editoriale per la link building;
  • collabora con chi si occupa di pubblicità su Google per ottimizzare il budget SERP;
  • studia come far crescere la conversione da traffico organico insieme agli esperti, quantomeno, di User Experience, marketing automation, lead generation;
  • verifica periodicamente i risultati ottenuti e modificare la propria strategia se non porta ai risultati sperati.

Un SEO specialist può decidere di ottimizzare la propria attività creando, a sua volta, un team SEO specialist, composto da almeno 5 risorse:

  • SEO strategist, che si occupa di coordinare il team, fare da referente con il cliente e gli altri attori della buona riuscita di un sito web;
  • SEO developer, che si occupa dell’ ottimizzazione tecnica di un sito;
  • Content manager, che studia i migliori contenuti per il sito dopo aver ricevuto l’ architettura dal SEO strategist e le indicazioni di ottimizzazione dei testi;
  • Esperto di Link Building, che lavora alla strategia di contenuti che non fanno parte del sito web ma che concorrono alla visibilità;
  • SEO analyst, un esperto di web analysis.

Il SEO specialist non è un content creator.

Non è social media manager

Il social media manager è figura professionale a cui è affidata la presenza sui social media di un prodotto, di un servizio di un brand o di un’azienda. Il settore definisce questa figura professionale come la “voce dell’azienda”. Non lavora in autonomia ma è parte di un team di lavoro.

Al social media manager sono affidate, generalmente, le attività tecniche di:

  • coordinazione e gestione dei canali social aziendali;
  • pianificazione, progettazione e sviluppo di social media strategy ossia quello che si andrà a fare sui canali social ufficiali a seguito di obiettivi definiti;
  • creazione e implementare di campagne innovative di brand awareness, brand equity, remarketing, lead generation e conversioni;
  • gestione budget attraverso social media tools per organizzare tutte le attività degli account;
  • analisi social media data per monitorare, filtrare e misurare risultati.

Il social media manager si occupa anche di engagement dei clienti e di reputation del brand, con l’obiettivo di far crescere il business.

Lavora per il coinvolgimento degli utenti della community, studia in maniera approfondita il target, ascolta il pubblico di riferimento, modera le conversazioni nei canali social. Quello dell’ascolto è un aspetto che contraddistingue l’attività del social media manager perché ascoltare e monitorare le conversazioni che coinvolgono il brand, i prodotti e servizi significa avere report analitici per misurare l’andamento e i progressi.

Il social media manager legge e interpreta correttamente gli insight che arrivano per trarne indicazioni su come ottimizzare la strategia.

Si occupa, quindi, delle fasi di ascolto, di comprensione, di analisi e di reporting.

Si occupa di strategia e creatività, con uno sguardo particolareggiato per la gestione della community e la moderazione delle pagine social.

Un ramo importante del social media marketing è la gestione delle campagne pubblicitarie online, un’attività svolta da un’altra figura professionale che possiede skill strategiche e tecniche specifiche.

Il social media manager non è un content creator.

Non si occupa di Advertising

Fare advertising significa occuparsi dello sviluppo di campagne pubblicitarie per la vendita di prodotti e servizi di brand e aziende clienti, partendo dallo studio del mercato di riferimento.
Il lavoro di un advertiser non è solamente quello di gestire una piattaforma pubblicitaria ma ottenere vendite, lead, prospect e fatturato.
L’advertising si integra nel piano di web marketing aziendale attraverso la strutturazione di una strategia che considera budget, obiettivi e target.

I suoi strumenti di lavoro sono disponibili direttamente sulle piattaforme social o motori di ricerca con relative modalità di fruizione, gratuite o a pagamento. L’obiettivo è duplice: aumentare il traffico verso i propri siti e convertire i visitatori da utenti a clienti.

Brand e aziende si rivolgono all’advertiser  per promuovere prodotti e servizi attraverso un sistema di inserzioni a pagamento. Quello più conosciuto ha il vantaggio di usare il cd. grafo sociale per la profilazione dell’utenza.

Il suo ruolo in una strategia di web marketing è anche quello di misurare le performance dei singoli strumenti utilizzati e i risultati ottenuti. Definisce gli obiettivi e imposta un’analisi delle keyword. Analizza il target per profilarlo nelle inserzioni.

Nello specifico, l’adversiter:

  • progetta la struttura inserzione;
  • definisce il pubblico di riferimento;
  • stabilisce il prezzo;
  • specifica campagna e programmazione;
  • sceglie la tipologia di inserzione che più si addice all’obiettivo;
  • realizza l’annuncio scegliendo titolo, testo ed immagine.

Queste sono alcune delle attività svolte dall’advertiser che mirano alla strutturazione di una campagna pubblicitaria che ottenga il massimo beneficio. Se questa comprende più canali, viene definito un piano di misurazione della campagna per ciascun canale.

Le fasi di lavoro dell’advertiser sono legate, generalmente, al testing e allo scaling ossia al testare e scalare gli annunci, tenendo sempre ben presente il pubblico, la strategia e la creatività. Studia, utilizzando gli strumenti di analitycs, come gli utenti interagiscono per poi applicare correzioni alla propria strategia.

Il content creator non fa advertising.

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