Cosa sono le infografiche

Cosa sono le infografiche

Le infografiche sono diventate popolari negli anni e molte aziende (piccole, medie e grandi) hanno iniziato ad utilizzarle con maggiore frequenza, sia in formato digitale che su supporto cartaceo. Il motivo è presto detto: sono chiare, efficaci e capaci di rappresentare dati e informazioni in modo creativo, mai noioso e personalizzato, tenendo alta l’attenzione del pubblico. Grazie all’utilizzo di colori, spazi negativi e immagini, le infografiche sono la versione imbellettata di statistiche e diagrammi in grafiche memorabili e persuasive.

Le informazioni visuali sono semplici da capire e memorizzare.

A ciascun dato la sua infografica


Spesso le troviamo a corredo di articoli e ci permettono di individuare a colpo d’occhio le informazioni cui dare  più importanza. Possono essere utilizzate per rappresentare la storia, i prodotti, i dati finanziari, la vision e la mission, le offerte, i risultati raggiunti e gli obiettivi prefissati di un qualsiasi tipo di business, dalla multinazionale alla piccola/media impresa, dall’azienda a conduzione familiare fino alle ditte individuali.

Insomma, laddove ci sono numeri, possono esserci infografiche e in base al tipo di dati e di pubblico si può scegliere tra diversi tipi di rappresentazione: dall’informativa alla statistica, dalla procedurale alla comparativa, fino alla temporale.

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Perché usare le infografiche

Dai tempi delle caverne siamo abituati a riconoscere l’unico vero linguaggio universale dei cittadini del mondo: le immagini. Sappiamo ormai con certezza, da studi scientifici, che il nostro cervello elabora le immagini 60.000 volte più velocemente di qualsiasi testo. 

Ecco perché le infografiche dovrebbero essere il mezzo più utilizzato per rappresentare e condividere dati e numeri.

Nonostante i più che validi motivi per utilizzarle, elencati sopra, c’è però qualcosa che non torna: come mai le infografiche non sono ancora entrate a far parte della quotidianità delle comunicazioni in ogni ambiente e a tutti i livelli? 

Riflettendoci su, sono arrivata alle seguenti motivazioni:

  1. Il termine infografica è stato abusato nel tempo: ne troviamo riferimenti a iosa in alcune newsletter, nei siti di template grafici, nella ricerca per immagini di Google. La quantità di infografiche (di provenienza soprattutto estera) ha in qualche modo saturato la curiosità del pubblico. 
  2. La presenza di siti e luoghi digitali su cui poter caricare le proprie infografiche ha in qualche modo determinato una perdita di valore percepito e di interesse sul mezzo comunicativo, invece che un aumento di notorietà per lo strumento e per i realizzatori.
  3. L’improvvisazione di alcune realizzazioni ha giocato un ruolo fondamentale nella percezione di validità del mezzo: la presenza sul mercato di infografiche realizzate dalla traduzione di presentazioni aziendali, la forzata connessione diretta con i brand hanno determinato una rivalutazione collettiva – negativa – dello strumento. 

I vantaggi di un’infografica

Se utilizzate nei modi e nei tempi giusti, le infografiche possono davvero fare la differenza. 

Una volta creata e pubblicata sui vari canali di comunicazione (dai social, a Pinterest, alle newsletter, alle firme in calce alle email aziendali fino alle brochure o in videodiffusione), ogni infografica è portatrice sana di traffico al sito web a costo zero, soprattutto se (ri)utilizzata e (ri)utilizzabile nel tempo. 

Per sua stessa natura, un’infografica riduce le distanze comunicative tra aziende e pubblico e – se ben realizzata – induce alla condivisione spontanea, con conseguente visibilità per il Brand.

Le occasioni per usarle al meglio

Diciamoci la verità: un’infografica che rappresenta i dati finanziari della chiusura trimestrale di un’azienda può essere interessante per gli addetti ai lavori, per i competitor, per eventuali soci e finanziatori. Ma per il grande pubblico, per quanto la rappresentazione dei dati possa essere creativa e colorata, può essere decisamente meno stuzzicante e stimolante. 

Se realizzare o meno un’infografica lo decide non solo il tipo di dati da rappresentare ma soprattutto il pubblico di riferimento!

Perché possa aspirare a diventare popolare, l’infografica deve essere utilizzata per:

  1. Semplificare concetti complessi: spiegare come funziona una turbina, come montare un mobile, come il nostro cervello elabora le informazioni, come nasce la timidezza o come riconoscere un infarto sono argomenti articolati che possono essere resi alla portata di tutti e più facilmente memorizzabili grazie all’utilizzo della rappresentazione grafica.
  2. Visualizzare dati o risultati di sondaggi: definire il pubblico di un dato prodotto/servizio o delineare le motivazioni del suo (in)successo è più semplice da comprendere se riprodotto in modo creativo invece di dover leggere un testo con un sacco di numeri a corredo. 
  3. Diffondere (in)formazione: che si tratti di outfit ideali in caso di matrimoni e cerimonie, di proposte culinarie tradizionali per la vigilia di Natale, di consigli di bellezza e make-up, di esercizi di outfit, di regole per la valutazione di una mountain bike o di elementi irrinunciabili di una landing page, si potrà sempre trovare una forma creativa per essere utili al pubblico raccontando cosa e come fare per riuscire al meglio.
  4. Riassumere: è un po’ come tornare sui banchi di scuola, quando – dopo aver ascoltato una lezione – a casa ci si organizzava per schematizzare i concetti da tenere a mente e attorno ai quali costruire l’intera interrogazione. L’infografica può essere utilizzata anche per creare degli schemi di recap (come piace dire oggi) di un articolo o di una procedura produttiva da rendere accessibile ai più.
  5. Fare una lista: in casi come la lista dei 10 comandamenti, delle 8 regole d’oro per fare al meglio, dei 5 passaggi per raggiungere un obiettivo, dei 12 benefici d’uso o dei 17 motivi per fare qualcosa, l’uso di una listgraphic è quasi d’obbligo. Si sa: le liste piacciono e sono già una versione semplificata di concetti più complessi, ma la rappresentazione grafica delle liste può davvero mettere il turbo alla memorizzazione dei punti trattati!

Conclusioni

Abbiamo visto che le infografiche sono scientificamente più attraenti di un testo, hanno capacità virali perché parlano un linguaggio universale, aumentano la visibilità e la awareness dei Brand che le utilizzano e portano traffico al sito web. Se a questo aggiungiamo che le infografiche sono considerate nel 66% dei casi essenziali per le strategie di marketing, che sono il mezzo più performante nel 40% dei casi e che il 46% delle aziende online prevedono di puntare sul visual in questo cicciottoso 2020(*), direi che possiamo considerare fugato ogni dubbio sui motivi per incrementare il numero di infografiche da utilizzare sui siti e sui canali social (Pinterest su tutti!). 

E adesso a voi la parola: avete già integrato le infografiche nella vostra strategia di marketing? Quali tipologie avete utilizzato con maggior soddisfazione? Avete riscontrato risultati diversi da quelli riportati sopra? Vi aspetto nei commenti per condividere le esperienze e magari trovare nuovi spunti di realizzazione e confronto.

[fonte: Vengage]

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Cinzia Di Martino

Cinzia Di Martino

Blogger, CommunityManager & WeDeveloper Mi definiscono (e mi definisco) una persona, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.

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