Educazione digitale: cos’è e perché è importante

L’educazione digitale si basa sul presupposto che, ogni giorno, ciascuno di noi viene in contatto con le novità che le tecnologie digitali ci offrono coinvolgendo tutti gli aspetti della vita quotidiana: famiglia, casa, istruzione, lavoro, tempo libero, salute, servizi di pubblica utilità e di pubblica amministrazione.

Del resto viviamo un mondo che punterà sempre più sui dati e sull’intelligenza artificiale e nel quale siamo totalmente immersi.

Una trasformazione digitale che è in atto da tempo, a prescindere che se ne sia vissuto o meno il suo inizio. Che non si limita alla adozione delle tecnologie ma porta con sé profonde implicazioni sociali, culturali ed etiche.

Educazione digitale cos’è

Le tecnologie digitali sono una grande opportunità da cogliere ma possono altrettanto influire sul benessere psicofisico e sull’inclusione sociale così come possono celare dei rischi.

L’educazione digitale si pone come obiettivo proprio quello di far si che ciascuno di noi apprenda tutti quegli strumenti tecnologici e culturali necessari a vivere al meglio questa trasformazione.

Sapendone cogliere le opportunità ma ben consapevoli dei rischi. Le parole chiave dunque sono spirito critico e responsabilità.

Spirito critico per saper valutare con attenzione la credibilità e l’affidabilità di quello con cui interagiamo, che si tratti di un sito web o di una notizia, di un profilo social o di una chat/mail/SMS, di un giocattolo o di uno smartwatch.

Responsabilità perché anche noi, con il nostro comportamento, contribuiamo a questo contesto digitale e ne siamo parte attiva.

Un contesto in cui restano valide le buone norme comportamentali, che devono essere conosciute e rispettate anche nella vita reale, così come restano valide le conseguenze (anche legali) qualora queste vengano trasgredite.

A tal fine basti pensare a quei termini entrati purtroppo nel glossario comune: cyberbullismo, body shaming, revenge porn e sextortion (reati ed estorsioni a sfondo sessuale), adescamento online (noto con il termine di grooming), furto di identità, challenge pericolose.

Perché sono importanti le competenze digitali

Quotidianamente navighiamo la Rete, fruiamo delle informazioni in essa disponibili e a nostra volta produciamo contenuti fruibili dagli altri.

È proprio questo duplice aspetto, di produttori e consumatori di informazioni, che ci impone di essere dei cittadini digitali consapevoli.

In possesso di tutte quelle competenze specifiche necessarie ad affrontare i cambiamenti quotidiani che le tecnologie digitali ci offrono. Acquisire una nuova competenza non è mai semplice ne tantomeno immediato, soprattutto se si ha una certa reticenza al cambiamento. Un supporto importante viene senz’altro offerto dalla formazione.

Una formazione che:

  • non avrà mai fine e che evolverà all’evolversi della tecnologia;
  • è destinata a tutti, a prescindere dall’età;
  • deve essere in grado di offrire spunti di riflessione, idee e consigli pratici;
  • alla teoria sappia affiancare momenti di sperimentazione e confronto.

Tipologie di educazione digitale

Qualsiasi cosa è ormai digitalizzazione ma questa sarà percepita in maniera differente a seconda dell’età, delle competenze e dell’esperienza di ciascuno noi.

Questo è essenziale da tenere presente nel trattare l’educazione digitale, che dunque non sarà la stessa per chiunque.

Fino ad oggi abbiamo imparato facendo o per imitazione, basandoci sull’osservazione del comportamento degli altri o la consultazione di Internet.
Metodologie di apprendimento che, se coerenti e sapientemente utilizzati, rappresentano senz’altro un canale di formazione importante.

Nel caso de i giovanissimi, però, richiedono senz’altro di essere affiancate da un percorso formativo ed educativo idoneo a livello scolastico.

Una scuola che deve lavorare in sinergia e con coerenza con i genitori e più in generale con tutta la comunità educante, ovvero con tutti i soggetti coinvolti nella crescita e nell’educazione dei minori.

Una formazione che deve avere come obiettivo quello di accompagnare i ragazzi in questo cambiamento.

Senza limitarsi a indicare i rischi che il digitale e le nuove tecnologie implicano.

Del resto l’approccio alla scrittura, alla lettura e alla condivisione è cambiato. Così come si è assistito a un abbattimento vertiginoso dell’età media in cui il bambino entra in possesso di uno smartphone (intorno ai 9 anni) e inizia ad utilizzare i videogiochi online.

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Per rispondere a questa esigenza, a partire da questo anno scolastico l’Educazione Civica Digitale diviene disciplina obbligatoria in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado.

Una materia a cui andranno dedicate non meno 33 ore l’anno, soggetta a valutazioni periodiche e finali, e che verte su tre assi fondamentali:

  • Cittadinanza digitale;
  • Costituzione;
  • Sostenibilità.

Non solo uno studio degli strumenti digitali ma anche dei nuovi mezzi di comunicazione, affinché possano essere usati con consapevolezza e responsabilmente.

Educazione digitale per la scuola dell’infanzia

Si tratta di una fase propedeutica in cui insegnare concetti base come la conoscenza e il rispetto delle differenze proprie e altrui, la consapevolezza delle affinità e i concetti di benessere e salute. Necessari per favorire una prima riflessione attorno ai dispositivo digitali.

Vista l’età degli studenti a cui ci si rivolge, la formazione all’educazione digitale per la scuola dell’infanzia dovrà essere condotta necessariamente tramite la didattica ludica, fatta di fumetti, storie, giochi ed esercizi progressivi a complessità crescente che sappiano coniugare il gioco e il divertimento al piacere della scoperta, alla curiosità per i nuovi concetti.

Numerose le app che si possono utilizzare per lo scopo, orientate a stimolare la fantasia e l’immaginazione e perlopiù legate al mondo dei colori, della musica, delle forme, del racconto e degli animali.

Educazione digitale per la scuola primaria

In questa fase occorre coniugare le conoscenze didattiche al piacere e al divertimento con quiz e giochi.

Ecco dunque disponibili delle app in grado di far sviluppare le abilità logico-deduttive e la creatività.

Si tratta perlopiù di app dedicate alla matematica e alla geometria, alle lingue straniere, alla scoperta dello Spazio e della Terra, ma anche alla programmazione (anche noto come coding) che portano alla creazione e realizzazione di un progetto.

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Educazione digitale per la scuola secondaria

I giovani in questa fascia di età sono autonomi nell’uso della tecnologia. Scelgono da soli quali app scaricare e si informano a scuola, tramite la cerchia di amici, dei titoli maggiormente in voga.

Utili le app di approfondimento di argomenti scolastici, spesso rappresentate esclusivamente in videogiochi (dai puzzle-game, alle avventure grafiche, finanche a giochi di ruolo).

A partire dalla scuola secondaria di secondo grado sarà possibile inserire dei momenti di confronto sui rischi insiti nella Rete e la responsabilità della condivisione.

La raccomandazione, a prescindere dalla fascia di età, resta comunque di affiancarli sempre in questa scoperta del digitale e di non esporli agli schermi per tempi troppo prolungati.

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