Netiquette: guida completa di regole di comunicazione e convivenza online

Fin da bambini ci insegnano le regole di buona educazione e rispetto. Pre-requisiti del vivere comune, valide sia che si tratti della vita reale sia che si tratti di quella virtuale.

Anche se purtroppo sembra ormai evidente che, soprattutto su Internet, non sono rispettate.

La libertà di espressione e l’anonimato, che caratterizzano la navigazione on line, consentono a tutti di esprimere opinioni e dissensi in modo molto più diretto. Ma sempre più spesso con toni offensivi o inappropriati.

La comunicazione nella realtà virtuale è un’oralità scritta, che si differenzia da quella cd. vis a vis per la mancanza di informazioni accessorie come il tono di voce o il timbro della stessa, la velocità delle parole, lo sguardo, la postura, la gestualità, la mimica facciale etc.

Per cercare di evitare fraintendimenti si ricorre agli emoticons (noti già ai tempi degli sms) e agli stickers, si abusa dei segni di punteggiatura come punti esclamativi o punti di sospensione.

Un tentativo di trasmettere in tal modo emozioni e modificare la percezione che gli altri possono avere di noi e di quello che esprimiamo.

Nonostante tutto ciò esistono regole di comunicazione e di convivenza online e(seppur non siano obbligatorie) , conosciute con il termine “Netiquette“: unione del termine inglese “Net”, cioè Rete, e quello francese “Etiquette”, buona educazione.

Si tratta di una parte del Galateo dedicata alle comunicazioni virtuali, attraverso chat, email, social network oppure newsgroup e forum.

Molti non le conoscono, ancor di più probabilmente le ignorano intenzionalmente, obbligando gli amministratori e i moderatori a vigilare continuamente per assicurarne il rispetto.

La loro formalizzazione nella RFC 1855 Netiquette Guidelines, di cui vi consiglio la lettura.

La netiquette passo a passo: Le buone regole di convivenza e di conversazione in internet
Come comportarsi in internet nelle più svariate situazioni?Quali sono le regole che dobbiamo seguire per poter relazionarci con gli altri? La spiegazione completa dello RFC 1855. Oltre alla lettura di Antonella Bruzzone, ti raccomandiamo di leggere questo libro

Sono altresì vigenti anche i termini di servizio fissati da chi fornisce l’accesso ai servizi di rete (provider, istituzione pubblica, datore di lavoro, ecc.) e quelli di chi è proprietario di un sito, profilo social, canale o gruppo.

Nel caso di brand che lavorano in determinati settori “sensibili”, oppure che vantano milioni di followers, avere una netiquette interna alla pagina o al sito può limitare i comportamenti sgraditi e consente di segnalare allo staff del social network gli utenti scorretti.

Infine impossibile non menzionare Bill che, con le sue vignette, ci regala delle vere e proprie pillole di saggezza: indicazioni puntuali di quali sono i comportamenti ideali da avere nel mondo virtuale.

Ma a meno di tutte le regole che si possono fissare, a mio avviso la regola principale è molto semplice: prima di agire online bisognerebbe fermarsi un secondo e farsi domande del tipo “Come mi sentirei se questa azione fosse rivolta a me?”, “Sono in grado di dissentire senza litigare o ignorare atteggiamenti irrazionali o violenti?” oppure “Cosa accadrebbe se tutti gli altri utenti della rete facessero questa azione?”.

Suggerimento peraltro valido anche al di fuori della Rete.

Ma cerchiamo adesso di vedere in concreto quali sono le regole di Netiquette universalmente riconosciute, quantomeno su quei canali si comunicazione maggiormente utilizzati nella nostra quotidianità.

Dove stiamo assistendo a un vero e proprio abuso delle parole che comportano un’ondata di notifiche sui nostri cellulari già fin dalle prime ore del mattino. Forse troppo invasive e spesso costituite da contenuti di poco valore.

La posta elettronica

Mai come in questo periodo abbiamo assistito a un vero e proprio abuso delle e-mail, soprattutto in ambito lavorativo dove si assiste spesso a veri e propri disturbi compulsivi.

Rendendo di fatto la loro lettura e scrittura un vero e proprio “secondo lavoro” a cui ci dedichiamo al di fuori dell’orario lavorativo e con inevitabili inevitabili implicazioni nella sfera privata.

Basti pensare che, secondo uno studio del 2008 dell’Università della California, a fronte di una distrazione, necessitiamo di ben 23 minuti e 15 secondi per tornare a svolgere i compiti che abbiamo interrotto.

Vediamo più nel concreto qualche regola di “buon comportamento”:

  • l’oggetto della e-mail dovrebbe già contenere gli elementi essenziali che si andranno a sviluppare;
  • scrivi e-mail chiare e concise, in modo che siano il più efficaci possibile;
  • concentrare nelle prime righe della e-mail le informazioni essenziali;
  • scrivere in minuscolo: va ricordato che in Rete il maiuscolo viene utilizzato come equivalente di un urlo o comunque di una parola pronunciata ad alta voce;
  • sì a sigle e acronimi, purché già sdoganati e non di nostra invenzione;
  • sì alle emoticon, da usare però con moderazione e solo se il contesto del messaggio lo consente;
  • evita di fare spam: invia esclusivamente informazioni che ritieni essere di interesse e valore per il destinatario;
  • evitare allegati di dimensioni eccessive (se necessario, utilizzare sistemi di condivisione che rendono raggiungibile il documento tramite un link);
  • prima di inserire qualcuno in copia conoscenza alla nostra e-mail, domandiamoci sempre se la sua presenza è davvero necessaria;
  • evitiamo di mettere in copia conoscenza il destinatario della e-mail;
  • se non è richiesta estrema formalità, al momento dei saluti essere gentili senza modi di dire stantii (es cordiali e distinti);
  • firmarsi in ogni e-mail inviata (in molti pensano erroneamente che il mittente del messaggio è già chiaro, a partire dall’indirizzo e-mail).

In linea generale, riduciamo al minimo le interruzioni nell’arco della giornata, spesso dettate più dalla noia rispetto a quello che si sta facendo che da una reale necessità.

Allochiamo dunque uno o più momenti della giornata in cui verificare le nostre caselle di posta e gestire le e-mail arrivate nel frattempo.

I social network

Secondo il report Digital 2021 di We Are Social e Hootsuite, in Italia trascorriamo 1 ora e 52 minuti sui social media.

L’importante è spendere questo tempo nel modo migliore possibile, sia che si tratti di intrattenimento che di lavoro. Ecco perché anche in questo caso lo stile comunicativo e l’interazione con gli altri utenti deve essere la migliore possibile.

Nel caso dei social network, quali sono alcuni punti cardine da rispettare?

  • attento ad ortografia e punteggiatura;
  • non essere troppo duro con chi commette errori ed evita di ridicolizzarlo davanti a tutti;
  • non usare caratteri maiuscoli che sul web, per convenzione, equivale ad urlare;
  • non pubblicare informazioni personali e dati sensibili di altri utenti e limita le tue allo stretto necessario;
  • quando chiedi il contatto a qualcuno, se non è un amico stretto, presentati;
  • richiedi il consenso prima di taggare gli altri su foto o video o pubblicare foto o video in cui sono riconoscibili;
  • non pubblicare foto che potrebbero mettere in imbarazzo un altro utente;
  • se pubblichi testi, foto o video provenienti da altri siti web cita la fonte;
  • non rendere pubblico un messaggio che ti è stato inviato privatamente;
  • non offendere gli altri o utilizzare termini denigratori;
  • se “entri” in una discussione fallo per portare un valore aggiunto dopo aver letto tutti i messaggi precedenti e sicuro di aver ben compreso l’argomento di discussione (non fermarti a titoli o foto);
  • non taggare, scrivere sulla bacheca altrui o rispondere solo per trovare visibilità/traffico nei confronti del tuo account/sito;
  • non invitare in massa i tuoi contatti ad applicazioni, giochi, pagine: seleziona quelli che potrebbero essere realmente interessate;
  • non fornire informazioni su attività o prodotti illegali, di qualsiasi natura siano;
  • non contribuire alla diffusione di fake news: verifica sempre le informazioni prima di condividerle;
  • se si scrive all’interno di una pagina o di un gruppo dedicato limitatevi a condividere informazioni d’interesse per quel gruppo;

Le chat

Ogni giorno, appena acceso il cellulare, veniamo invasi da chat del “buongiorno” che saranno solo il preludio di una giornata interminabile di vibrazioni e notifiche.

Che si tratti di chat private o di chat di gruppo poco importa (anche se quest’ultime, vista la numerosità dei partecipanti, possono diventare particolarmente fastidiose).

Sono continue interruzioni alla nostra giornata, che ci distraggono non solo nei momenti di noia ma anche nei momenti in cui dovremmo essere concentrati nelle attività da svolgere.

Alcune semplici regole da poter seguire sono:

  • evitare le catene;
  • evitare i messaggi nel cuore della notte, ricordando che ormai i cellulari hanno sostituito i telefoni di casa e, in qualità di unico recapito telefonico, possono restare accesi anche tutta la notte;
  • abituare le persone che la risposta ad una chat non è caratterizzata dall’immediatezza;
  • prestare attenzione alla grammatica;
  • non abusare di segni di punteggiatura, emoji, stickers e contenuti multimediali come foto, video e messaggi vocali;
  • non scrivere in maiuscolo o in grassetto un intero messaggio poiché online questo ha come significato quello di un urlo nei confronti dell’interlocutore;
  • evitare guerre personali: se è necessario un chiarimento meglio farlo con una telefonata anziché scrivendo migliaia di chat;
  • prima di inviare una chat domandati se quanto stai condividendo è di interesse e di valore per il destinatario.

Per proteggerci da tutto questo possiamo sempre ricorrere a silenziare la chat, disattivando anche tutte le notifiche. Nei casi più estremi, bloccare il contatto o abbandonare il gruppo.

Riusciremo a veder riconosciuto il “diritto alla disconnessione”, non solo in ambito lavorativo ma anche con quegli amici un po’ troppo invadenti?

Cosa è certo è che nel frattempo potremmo applicare il minimalismo digitale ovvero tutte quelle best practices atte a ridurre all’essenziale le informazioni che dobbiamo processare nell’arco della giornata.

Ricordandoci sempre che le cose realmente serie e prioritarie vengono gestite con una telefonata e non di certo con un messaggio.

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