Format podcast di successo

I 7 format podcast più di successo

Quali sono i migliori format per un podcast? Una domanda pertinente, se stai pensando di usare il podcast come strumento di content marketing. Se ti è già capitato di ascoltarne qualcuno, probabilmente avrai notato che esistono diversi modi per costruire contenuti audio.

Il format di un podcast possiamo definirlo come lo schema o la struttura con cui è creato. Per intenderci, è quell’insieme di regole e procedimenti che lo rendono riconoscibile a chi lo ascolta.
È un po’ come la compagine di un programma radiofonico: ci sono speaker che parlano in conversazione libera, altri che raccontano storie di artisti, e poi i monologhi, le interviste e così via.

Nella progettazione di un podcast, una delle prime fasi è proprio quella di definirne il format. A seconda di come si intenderà esporre i contenuti, si delimiteranno tutta una serie di elementi che riguarderanno, ad esempio, il sound design, l’eventuale partecipazione di ospiti o la scelta della strumentazione necessaria.

Nulla vieta di modificare qualcosa in corso d’opera, ma è sempre meglio mantenere un lineare stile di conduzione nei vari episodi. In questo modo, il podcast sarà facilmente identificato dal pubblico perché esso saprà già cosa aspettarsi.

Dunque, su quali format podcast puntare? Io ne ho identificati 7 tra quelli di maggior successo.

Intervista

L’intervista è uno dei format podcast più utilizzati e che il pubblico apprezza. Spesso è il miglior modo per approfondire specifiche tematiche grazie al contributo dell’ospite esperto in quel settore, oppure per condividere esperienze utili agli ascoltatori direttamente dalla voce del protagonista.

L’interazione tra conduttore e ospite crea un clima colloquiale che coinvolge l’ascoltatore come se stesse partecipando alla conversazione. Se le domande sono ben poste e intercettano i bisogni del pubblico, creano interesse e curiosità.

La scelta dell’intervista come format per un podcast è strategica se i tuoi obiettivi sono:

  • ampliare il tuo network: potrai entrare in contatto con nuove figure professionali;
  • fare brand awarness: aumenterai la visibilità raccogliendo il tuo pubblico e quello del tuo ospite;
  • accrescere la tua autorevolezza, ospitando nomi conosciuti e apprezzati del tuo settore.

Tra i podcaster italiani che usano spesso interviste per i propri episodi, posso suggerirti Giulio Gaudiano in “Strategia Digitale” e Andrea Ciraolo in “Passione Podcast“.

format podcast intervista

Repurposed content

In parole semplici, il repurposed content è il riutilizzo di contenuti già divulgati attraverso altri canali. Molti Youtuber stanno intraprendendo questa strada, estraendo gli audio dai propri video e pubblicandoli sotto forma di podcast.

I “puristi” del podcasting non amano definire podcast questa modalità di format, per il semplice fatto che decade l’aspetto inedito che li contraddistingue. Ma non sono stati i primi: in realtà, già le radio facevano ― e fanno ― questo pubblicando le repliche di programmi andati in onda nei loro palinsesti.

In ogni caso è un ottimo modo per raggiungere una audience diversa e più ampia, che altrimenti non potresti avvicinare. Un programma in diretta trasmesso in orari lavorativi, difficilmente potrà essere ascoltato da chiunque. Stessa cosa per i video: Youtube ti costringe a tenere attivato lo schermo per seguire i contenuti, a meno che non sottoscrivi un piano a pagamento.

Il podcast supera tutti questi limiti: non è un gran vantaggio?

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Monologo

Da ascoltatrice, il monologo si annovera tra i miei format podcast preferiti insieme a quello narrativo. Ciò che maggiormente apprezzo è la relazione che si crea tra speaker e ascoltatore: è un po’ come se il podcaster ti parlasse in una conversazione del tutto informale ma allo stesso tempo intima.

Il modo di argomentare, gli spunti di riflessione, la logica di esposizione, la condivisione di esperienze e persino il tono di voce dello speaker diventano un elemento distintivo di comunicazione che coinvolge chi ascolta.

I podcaster più disinvolti non usano nemmeno lo script durante la registrazione, così da essere ancora più naturali nell’esposizione e catturare l’interesse. Certo richiede buone capacità espositive e di argomentazione, ma è una palestra incredibile per migliorare il public speaking.

Per cosa scegliere questo format podcast?

Molti professionisti lo usano per raccontare la loro attività, farsi conoscere al pubblico, creare interesse verso un loro prodotto o servizio e quindi fare content marketing.

Come esempio, ti segnalo lo show “Content Marketing Italia” di Alessio Beltrami. Ricercandolo tra le principali piattaforme di ascolto, troverai solo la puntata 200, l’ultima. Le precedenti 199 sono sparite: capirai il perché ascoltando l’episodio.

Conversazione libera

Se ti piacciono le chiacchiere tra amici, il free-talk è il format podcast che fa per te. Ricorda alcune trasmissioni radiofoniche in cui gli speaker parlano tra di loro su argomenti di vario genere: l’atmosfera è colloquiale e informale.

Questo modo di comunicare facilita il coinvolgimento del pubblico perché intrattenuto in una vera e propria conversazione libera. Non ci sono testi scritti ma solo scalette di argomenti, quindi non richiede un particolare effort nella preparazione dei contenuti.

Puoi usare questo format se hai voglia di sperimentare l’audio come mezzo di comunicazione ma non ti senti pronto per affrontare questa esperienza da solo. Se hai un buon argomento da trattare e uno o più amici con i quali ti senti più in sintonia, potrebbe essere l’occasione per buttarti nel podcasting.

Narrazione

I podcast narrativi sono quelli che hanno determinato un momento importante nella storia del podcasting. In Italia, uno tra i primi e di maggior successo è stato “Veleno” di Pablo Trincia di cui ti ho parlato in un precedente articolo. Una storia di cronaca narrata nei dettagli che ti fa vivere personaggi e vicissitudini.

Ma voglio raccontarti un aneddoto. Già nel lontano 1929, Procter & Gamble sperimentò show radiofonici narrativi per lanciare il nuovo sapone “Oxydol”. Ogni puntata durava 15 minuti, durante i quali la voce di Virginia Payne raccontava storie che rendevano reali i personaggi e trascinava gli ascoltatori in emozionanti vicende. Divenne un appuntamento fisso che durò oltre 27 anni, ed ebbe così tanto successo che si registrarono più di sette mila puntate. Da quello show nacque il termine “soap-opera”.

Fu uno strategico strumento di marketing perché avvicinò il pubblico al prodotto, fidelizzandolo e catturandone l’attenzione. Che dici, puoi considerare anche tu il podcast narrativo come metodo di content marketing?

Il format narrativo immerge l’ascoltatore in un mix di storia e musica, coinvolgendolo in un racconto che tocca le emozioni. Perché piace tanto? Prova a pensare a quando eri bambina e ascoltavi le storie della buona notte raccontate da mamma e papà. Le storie ci appassionano perché ci fanno vivere un’esperienza nuova e stimolano l’immaginazione. L’audio è molto potente.

Vuoi ascoltarne un esempio? Cerca “Morgana” di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri su Spotify. Ogni puntata è dedicata alla storia di una donna che, come definisce la stessa Murgia, è fuori dagli schemi, controcorrente, esagerata e stronza. Un podcast che parla di donne che, con le proprie vite, hanno contribuito a colmare il gender gap.

Sceneggiato

Tra i format podcast è quello che richiede più competenze tecniche. Elaborato e ricco di effetti, lo sceneggiato sottintende una professionalità sia di doppiaggio che di montaggio e sound design. Anch’esso racconta storie, ma del tutto verosimili.

Lo sceneggiato si apre al mondo dei creative content, si muove nella fantasia e attraverso le storie lascia una morale. Alcune aziende hanno sperimentato questo format per creare branded podcast, attirando il pubblico verso i valori che li rappresentano e aumentandone quindi consapevolezza e autorevolezza.

Ne è un esempio la mini serie “Sbaglio strada e cambio vita” di Verti Assicurazioni, che sperimenta questo nuovo modo di comunicare attraverso la storia di tre sconosciuti che affrontano un viaggio verso un destino comune. Il messaggio del brand è velato nella cultura dei valori che esso stesso interiorizza.

Ibrido

Lo dice il termine stesso: il podcast ibrido è il mix di più formati che unisce monologhi, interviste, registrazioni audio esterne, sound design e tutto ciò che la fantasia suggerisce.
Sebbene misceli più schemi, lo stile non perde personalità. Al contrario, ciò che lo caratterizza è proprio il voler sorprendere l’ascoltatore con diversi tipi di contenuto audio.

Personalmente ho sperimentato sia il format ibrido che quello narrativo nella creazione dei miei podcast. Hanno richiesto capacità di realizzazione diversi e differenti stili di scrittura, ma entrambi mi hanno permesso di:

  • migliorare la comunicazione
  • liberare la creatività
  • aumentare la mia visibilità online.

La scelta del format di un podcast dipende molto dagli obiettivi che vuoi conseguire, dal budget che hai a disposizione e dal tuo personale modo di coinvolgere il pubblico. Il successo lo determini tu, in base a ciò che ti prefiggi di raggiungere.

Se questo mondo ti affascina e vuoi scoprire come usare il podcast per la tua promozione, sarò lieta di aiutarti.

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Ester Memeo

Ester Memeo

Content Creator e autrice di due podcast, La Gabbia e Zampe in Famiglia in cui ha sperimentato la scrittura narrativa, il sound design, l’editing e tutto il processo creativo. Un Master in Digital Marketing e un corso di Narrazione e Storytelling le hanno affinato le tecniche di comunicazione sul web. Ma è col podcast che ha espresso la sua creatività: dopo due corsi di Podcasting, tecnico e strategico, si è dedicata ai contenuti audio come strumento di Content Marketing. Crede nel potere delle storie e nel forte impatto emotivo che creano con le persone. Per lee comunicare vuol dire emozionare e dare voce alle parole. È parte dello staff organizzativo dell'annuale Festival del Podcasting e della più grande e numerosa community di podcaster del web in Italia.

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