Instagram per food blogger

Food blogger, (in erba e non), disorientata dalle tante informazioni che trovi in giro per il web? Benvenuta su Instagram per food blogger la mini guida che, passo dopo passo, ti mostrerà come creare e rendere appetitoso il tuo “profilo” su Instagram, e magari cominciare a guadagnare …

Se hai già le conoscenze per “operare” su Instagram, fantastico; sicuramente starai già facendo cose davvero interessanti con questo social.
Ma se sei “atterrata” su quest’articolo in cerca di qualcosa che ti aiuti a cominciare (o migliorare) la tua avventura personale e/o professionale su Instagram, continua a leggere perché troverai tante informazioni utili.

L’applicazione nata per condividere foto (Insta = istantanea, gram = telegram), negli anni si è trasformata in un network dedicato alla comunicazione; una stima eMarketer 2020 indica il traguardo dei 1074 miliardi di profili nei primi del 2021.

Va detto che per sfruttare appieno l’avventurosamente creativa vita su Instagram, prima o poi ognuno di noi – che voglia in qualche modo fruire delle opportunità che questo social offre – deve o dovrà prendere una serie di decisioni chiave.

Ecco una lista indicativa degli ingredienti per la “ricetta di base”:

  1. Un buon nome per il profilo: uso personale, blog, sito o prodotto?
  2. Un pizzico di colore: hai scelto la palette che ti caratterizzerà?
  3. Una tazza di consapevolezza: account gratuito o professionale?
  4. Una bella presa di immagini personali – La foto del profilo avrà un tuo ritratto o il logo del tuo brand/blog? Ce l’hai il logo, vero?
  5. Una carriola di foto appetitose – Quanto tempo e cura dedichi alle immagini dei tuoi capolavori gastronomici? Rendono l’appetitosità che si meritano?
  6. Una buona manciata di considerazioni – Promozione dell’account o solo traffico organico? Quando e quanto postare? Ma quante hashtag ci metto?
  7. Tempo e sudore q.b. – E di tempo ce ne vuole taaantooo!

Cosa ti servirà nell’immediato? Prima di iniziare la lettura di quest’articolo, ecco cosa ti servirà:

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  • ​ una sedia o poltrona confortevole, nella tua stanza preferita; magari con un tavolo (o tavolino) così stai comoda per prendere appunti.
  • Un quaderno medio-grande dove prendere appunti – righe o quadretti scegli tu; (sì, mi piace ancora lavorare sulla carta, è molto più riposante per gli occhi).
  • Un paio di penne, pennarelli colorati ed evidenziatori (così hai la riserva se qualcuno non va);
  • la telefonia a portata di mano così non ti devi alzare solo per rispondere;
  • un buon caffè (o tè), qualche biscottino e tovaglioli (nel caso versi qualcosa, speriamo di no).

Cominciamo.

Crea il tuo profilo Instagram

È arrivato il momento di creare il tuo profilo Instagram, e la scelta di un nome è il primo passo.
Un blog di food non deve necessariamente contenere parole come “cucina, cibo, ricette”, ma dovrebbe includere un elemento descrittivo chiaro, in modo che i lettori possano immediatamente capire di cosa tratta. A meno che non sia il tuo di nome, e poi elabori nella bio.

C’è quindi la mini biografia con foto. Considerato lo spazio disponibile dovrai fare un grande esercizio di sintesi. Mi raccomando sii rilassata, la puoi sempre cambiare/modificare/migliorare in corso d’opera (idem per la foto).
Segue l’URL del sito/blog e la scelta del tipo di account.
Instagram per food blogger | foto: souvik banerjee unsplash

Setup: nome, bio, foto, tipo di account

Si comincia con lo scaricare e installare l’applicazione sullo smartphone (do per scontato che tu abbia già raggiunto una certa desterità a riguardo).
La parte della registrazione è semplice: puoi scegliere di registrarti con un indirizzo email, o numero di telefono, dove ti verrà inviato un codice di conferma. Quindi dovrai creare il nome utente (username) e la password.

  • Assicurati di inserire correttamente il tuo indirizzo email;
  • scegline uno a cui solo tu puoi accedere;
  • crea una password complessa e dedicata all’account di Instagram.
  • Oppure puoi usare l’account di Facebook (dovrai effettuare il login del social, nel caso non sia già collegato).

Nota bene!
A ogni social la sua password, mi raccomando! NON usare la password per tutto, sii creativa, ne va della sicurezza dell’account.

Diamo inizio alla personalizzazione del profilo.

Il nome

Per il nome c’è da considerare sia l’username (il nome-utente che verrà segnalato nel link: instagram.com/username/) che il nome del profilo. Idealmente dovrebbero coincidere, così è più facile trovarti!

Le possibilità sono tante e dipendono da quello che vuoi fare (sperando che sia ancora disponibile).

  1. È uno spazio personale dove posti quello che fai, quando lo fai? Avrà il tuo nome (o il tuo “nom de plume”, lo pseudonimo, o un acronimo).
  2. È per il tuo blog? Allora userai il nome del blog.
  3. Oppure è un profilo dedicato a una nicchia particolare, o a un argomento specifico?

Se trovi che il nome che volevi è già preso, prova ad aggiungere

  • un articolo (il/un blog di…);
  • o un pronome (la mia/nostra storia o cucina…);
  • dei trattini tra le parole (food-blogger-eccetera);
  • dei sinonimi più o meno specifici a quello che fai o vorresti fare.
  • Altre parole interessanti, anche in lingua straniera (alfabeto latino please).
Social Media Marketing: La Guida Definitiva per Avere Successo su Facebook ed Instagram
Saper utilizzare Instagram e Facebook correttamente non significa solo stare al passo con la tecnologia, ma soprattutto saper utilizzare due potenti strumenti, fondamentali per la crescita di un brand, personale o aziendale.

La bio

La bio dovrebbe includere informazioni relative a te e ai contenuti che pubblichi su Instagram.

Il tuo account sarà principalmente una raccolta di immagini e/o video ricette (per costruire una community); oppure un profilo vetrina di scatti professionali, perché hai deciso di dedicarti maggiormente alla food photography; ecc.?
In tutti i casi, indicalo nello spazio dedicato alla bio.

Puoi anche inserire un paio di hashtag pertinenti al tuo settore, per rendere il tuo account più facile da trovare per gli utenti che cercano contenuti simili.

“In sostanza, gli hashtag sono il modo migliore per classificare i tuoi post. Ti aiutano a raggiungere il pubblico di destinazione e, cosa più importante, aiutano il tuo pubblico di destinazione a trovarti.” (Caroline Forsey)

La parte più complessa di una bio su Instagram è il conteggio delle parole: lo spazio a disposizione è limitato a 150 caratteri. Dovrai necessariamente comunicare il concetto base del tuo profilo in modo chiaro e conciso. Magari includi qualche emoji per esprimere uno stato d’animo o per sostituire qualche parola.

Giusto sotto la bio c’è la possibilità di inserire il collegamento al tuo sito (qui è dove metti l’URL) così i lettori più motivati potranno venirti a trovare a “casa”.

La foto del profilo

È arrivato il momento di aggiungere la foto del profilo. Hai diverse opzioni per caricare la tua foto:

  • puoi scegliere dalla gallery del tuo smart;
  • scattarti un selfie;
  • importarne una da Facebook o Twitter (gli account dovranno essere collegati).
  • Se il profilo è riservato al blog/sito, carica il logo.

Lo spazio dedicato alla foto è circolare: da mobile sarà grande circa 110×110 pixel, mentre da desktop 180×180 pixel. Chiaramente servono delle immagini quadrate (1:1) di almeno 200x200pixel, la dimensione minima per una qualità chiara.

Ricorda che “Un’immagine vale più di mille parole”, anche quella del tuo profilo conta molto.

“La tua biografia su Instagram rappresenta il tuo biglietto da visita, il portfolio e la home page del tuo sito, tutto in uno.” (Monique Thomas)

Il tipo di account

Personale o professionale (profilo aziendale o creator)? L’account personale è per coloro che, in genere, condividono storie e post sulla loro vita quotidiana, senza una particolare destinazione d’uso. È un album fotografico da condividere.

Per i profili professionali c’è quello aziendale (business) o il creator. Hanno entrambi accesso alle sezioni di approfondimento come:

  • i dati statistici (analytics);
  • la categoria professionale;
  • come essere contattato, con la possibilità di filtrare i messaggi diretti nelle caselle: principale, generale e richieste. Più nuove funzionalità come l’annullamento dell’invio del messaggio.
  • Accesso a “Creator Studio” di Facebook, che naturalmente offre ancora più funzionalità.

Tra le differenze, nel business troviamo l’accesso a servizi di applicazioni di terze parti; non può essere “privato”; puoi taggare/vendere i prodotti e integrare collegamenti a piattaforme di e-commerce, e/o l’indirizzo del negozio.

Il profilo creator, per il momento, non concede accesso via terze parti e, come specificato nell’app, si rivolge principalmente a personaggi pubblici, produttori di contenuti, artisti, o influencer. La lista delle professioni tra le quali scegliere è lunga.
Con funzioni molto simili all’aziendale, si rivolge a figure professionali teoricamente slegate rispetto ai modelli di business più tradizionali.

Visual storytelling e acquolina in bocca

In un account di Instagram per food blogger, visual storytelling e acquolina in bocca sono il segreto del successo.

“Creare il mood del profilo con tonalità da storytelling che rendano “riconoscibile” il progetto che c’è dietro al vostro account.” (Andrea Antoni, Art Director)

Sembrerebbe scontato dire: “mi raccomando, scatta foto originali, ben fatte!”, ma credimi, è ancora una raccomandazione che seguono in pochi. Questo vale anche per quei profili, apparentemente molto curati, e che invece, spesso, si rivelano essere il risultato di uno scopiazzamento molto diffuso.

Per non parlare delle inquadrature. Ma te li immagini se i testi fossero tutti scritti nello stesso modo, perché si dice sia l”usus scribendi” del momento? Ma che noia!

E allora perché limitarsi a scattare immagini prevalentemente a 45° gradi (angolazione che dovrebbe simulare il punto di vista di chi sta a tavola) o solo in pianta (dall’alto)? Fatti ispirare certo, ma cerca un tuo stile.

​ Fotografia di cibo

Una “buona” fotografia di cibo è frutto di ricerca e approfondimenti, ma parte sempre dal trinomio: piatto (tipo di ricetta e impiattamento), punto di vista e illuminazione.

Scattare in situazioni di luce naturale è generalmente il modo migliore per iniziare, anche quando è nuvoloso: le nuvole infatti agiscono da diffusori.
Ma se di luce naturale proprio non ce n’è? Bisognerà inventarsi qualcosa: e allora largo a lampade o flash.

Diffida di chi dice che il cibo non viene bene se si usa luce artificiale. È sicuramente più complesso usarla, quindi? Bisogna studiare ed esercitarsi.
Ricordati che, sia online che offline, c’è un intero universo di appetitosissimi scatti (più o meno professionali) fatti con luce artificiale; pertanto, all’occorrenza, mettiti al lavoro, studia e prova.

Riguardo all’inquadratura, segui lo sfondo che hai (carta, tessuto, legno) e l’impiattamento. Se, per esempio, hai deciso di evidenziare il volume di un’insalata, (con il fondo un po’ stretto), uno scatto verticale, tra i 30º e 45° gradi, avrà l’effetto desiderato; la versione dall’alto sicuramente l’appiattirà.

E se non sei sicura di quale angolazione scegliere, prova (azzarda) prospettive diverse. Qui trovi alcuni approfondimenti su come fotografare il cibo.

A proposito di food styling

Tutto ciò che riguarda il cibo, dalla spesa alla preparazione e impiattamento, ricade nella categoria food styling. Un tuorlo d’uovo che cola su del pane tostato, una forchettata di spaghetti fumanti, o la mozzarella che fila da una fettina di pizza calda… Sono tutte immagini da leccarsi i baffi, dove le tecniche di food styling possono fare la differenza.

Quando si tratta di apparecchiare, trovare oggetti di scena e/o accessori, si parla di prop styling: taglieri, piatti e piattini, ciotole e insalatiere, posate e compagnia bella. Nel mondo del food blogging, bisogna saper fare un po’ di tutto.

Naturalmente occorre sapere anche di editing, il dopo scatto/ripresa. Quel momento della post-produzione che aiuta tantissimo a migliorare le immagini. Anche quelle scattate con lo smartphone godono di app di fotoritocco tipo VSCO, Snapseed, Fotor, Camera+, Adobe Lightroom, giusto per citarne alcune.

In sostanza:

  1. prepara tutto con cura
  2. impiatta ad arte
  3. dosa bene l’illuminazione.

E se sono foto golose di reportage, avvicinati e mostra i dettagli.

Pausa scatto! Sei ancora qui con me? Bene! Ce lo vogliamo fare un bel caffè (magari con un buon biscottino) e poi si continua a leggere.

Dove, come, quando, quanto, perché e cosa postare su instagram

Pubblicare su Instagram in modo costante e coerente è sicuramente il modus operandi ideale. Riuscirci è un’altra storia.

Dove e come si pubblica? Nell’ultima interfaccia di Instagram il segno + è il tuo punto di partenza. Da qui avrai varie opzioni: post, story, story highlight, reel, IGTV, live, guide… non necessariamente in quest’ordine.

Il passo successivo è scegliere l’immagine (o il video), da pubblicare. Puoi scattarne una al momento o selezionarne una o più (in caso di album) dalla gallery.

Modifica sì o no? Puoi scegliere di ritagliare l’immagine, ingrandirla, correggerla, filtrarla… le varianti sono tantissime.

Per il format. Largo a foto orizzontali o verticali, non si è più limitati al solo quadrato iniziale.

I filtri di Instagram

I filtri offerti da Instagram (al momento) sono 25, con effetti e dominanti cromatiche per tutti i gusti.
In generale, tra quelli più usati al mondo, troviamo: Claredon, Gingham e Juno, seguiti da Lark, Valencia, ecc.

  • Claredon – Un filtro multiuso che illumina, evidenzia e raffredda le ombre.
  • Gingham – Consente di evocare il passato dando alle immagini quel certo non so che di vintage.
  • Juno – Conferisce intensità e ravviva le tonalità calde.

Per le immagini di food pare si preferiscano: Skyline, Normal e Helena, seguiti da Slumber, Aden, Brooklyn, ecc.

  • Skyline – Intensifica i colori. Ideale per chi vuole condividere l’arcobaleno.
  • Normal – Perché uno scatto fatto bene (luce ad hoc, punto di vista creativo e un food styling accurato) è importante tanto quanto qualsiasi filtro.
  • Helena – Per aggiunge contrasto e dramma.

Quando e quanto postare

Sul quando e quanto postare si sono scritti fiumi di parole; tuttavia non esiste la ricetta perfetta – come “non esiste l’ingrediente segreto” (Kung Fu Panda).

Ci vorrebbe una forma di programmazione flessibile, fatta di pianificazione e spazio per pubblicazioni dell’ultimo minuto.

  • Il quando lo puoi valutare consultando la sezione dedicata ai “dati statistici”, dove troverai tanti altri fattori, tutti importanti per lo sviluppo della tua pianificazione.
  • Il quanto dipende da te: da 1 volta a quante vuoi. Ricordati solo che una volta iniziato ci si aspetta che tu sia costante nel tempo.

L’Art Director Andrea Antoni, esperto in graffiti e Instagram, per un suo progetto pubblica 100 stories al giorno, tutti i giorni, ma non lo consiglierebbe a nessuno.

Perché e cosa pubblicare

Perché? Sicuramente è per condividere la tua passione per il cibo!
Instagram nasce come piattaforma/album di ricordi (fotografici), diventando poi nel tempo, un diario vero e proprio in cui condividere (anche con video e/o dirette) le tue avventure culinarie con il mondo intero.

Cosa postare? Immagini golose, naturalmente!
Dall’ingrediente al piatto (prove ed errori compresi). Qualche volta corredate dalla ricetta (2,200 caratteri max); altre volte con un elenco di alcuni degli ingredienti, qualche informazione utile e il rimando al “link in bio” per il resto.

Ti senti pronta per la pubblicazione? Bisogna sempre valutare una strategia relativa ai contenuti, unita a una forma di pubblicazione coerente che ti aiutino a capire/individuare quali sono gli argomenti che funzionano.

“Andiamo a creare e condividere dei contenuti che, alla fin fine, sono molto legati alla persona che li crea, all’argomento di cui si parla, al modo in cui li si crea e alle tempistiche, più o meno casuali, nelle quali queste saranno condivise sui social network.” (Andrea Antoni)

Instagram per food blogger | foto: alexander shatov unsplash

​Bacheca, storie, IGTV, reel, guide

La bacheca è il tuo biglietto da visita, la tua pagina di benvenuto, la landing page del tuo profilo/portfolio. Quello spazio dove accogliere gli ospiti che vengono a farti visita. Quindi, meglio se è accogliente e organizzata.

Ci sono tantissime app a disposizione per organizzare il feed, ma forse Creator Studio di Facebook è l’opzione più pratica. A parte essere i padroni di casa (con qualche facilitazione che ne consegue), puoi organizzare i tuoi contenuti (progetto/look), programmarli in modo consistente e per più profili.

Le storie sono istantanee in movimento. Usale con costanza, magari costruite intorno agli ultimi post del blog.
Potresti personalizzarle usando i modelli di Canva; ma ci sono tantissime altre app dedicate. Ricorda che la palette di colori scelta per raccontarti può fare la differenza nell’attirare l’attenzione.

Ci sono anche le storie in evidenza, quei momenti salienti da lasciare visibili per promuovere, informare e coinvolgere.

Riguardo Instagram TV – Popolarmente conosciuta come IGTV, è una funzione creata per condividere video di lunga durata: 15 minuti se carichi da mobile; fino a 60 minuti se carichi da desktop.
I video (specialmente quelli fatti bene e avvincenti) possono svolgere un ruolo cruciale nella promozione delle tue attività (che siano prodotti o servizi).

I reel – Sono dei brevi video della durata di 15 secondi, con funzionalità ed effetti molto simili a Tik Tok. Una sorta di piccolo trailer promozionale (tipo lo Showreel degli attori) che metta in mostra le proprie capacità in una data sfera. Insomma, un portfolio personale in formato video dove la presentazione è tutto.

Le guide – Sono un nuovo format per condividere contenuti curati (curated content). L’app descrive le guide come “un modo per scoprire più facilmente consigli, suggerimenti e altri contenuti dai tuoi creatori preferiti, personaggi pubblici, organizzazioni ed editori su Instagram”.

Didascalie, hashtag, tag e… Interagisci!

A proposito delle didascalie – È uno spazio dedicato allo storytelling, da abbinare a foto/video. Devono essere comunicative, accattivanti e chiaramente creative.

Sono testi che, con hashtag mirati e qualche emoji, possono esserti di grande aiuto nel motore di ricerca di Instagram.
Non temere con la pratica si migliora.

Ricordati le CTA (Call To Action). Includi nelle tue didascalie un invito all’azione: anche per visitare il tuo link in bio. E usa l’hashtag #ad (o #adv) per i post sponsorizzati.

Circa gli hashtag # – Sono “parole” da gestire con molta cura. Rappresentano un tramite molto valido per l’ottimizzazione dei post, e usatissimi nella funzione di ricerca di Instagram.

“hashtag: parola (o sequenza continua di parole) preceduta dal simbolo #, usata nell’ambito dei social network per categorizzare e rendere ricercabili contenuti correlati.” (Accademia della Crusca, Elenco delle parole nuove)

Una volta individuata la tua nicchia, dedicati alla ricerca di hashtag pertinenti all’argomento, aggiungici i tuoi, e includili nelle tue pubblicazioni. Puoi inserirne fino a 30 – ma ciò non significa che devi.

Ricerca bene, perché non si vive di solo #yummy, o #foodblogger, o #foodphotography.
C’è da considerare anche dove posizionarli: tutti nella didascalia, o una parte lì e l’altra nei commenti?

Tagga @ amici e colleghi, cosi sia loro che i loro follower vedranno le tue pubblicazioni; per i professionisti del settore, o magazine, fallo responsabilmente, è fin troppo facile finire nel calderone “bloccati”.

Puoi anche aggiungere la tua posizione geografica e integrare qualche emoji: sono colorati, divertenti, intuitivi e possono rendere la tua didascalia più accattivante.
O condividere le tue pubblicazioni anche su altri social, collegati al tuo account di Instagram.

E se hai appena pubblicato qualcosa, e noti qualche errore nel testo, non farti prendere dal panico: correggilo.

Interagisci! Interagisci! Interagisci!

Appena hai del tempo (e se ne hai poco, programmalo), scorri i feed di Instagram (bacheca, stories, ecc.), e dedicati a scrivere commenti autentici su immagini e video dei profili che segui (e non).

Seleziona gli account da seguire, tra quelli che più ti ispirano e/o quelli che sono in qualche modo parte della tua “nicchia gastronomica”, e mi raccomando interagisci.

Trovare (e seguire) altri profili con interessi simili è un bel modo per trarre ispirazione (e prendere spunti). Commenta e contattali, anche tramite DM, condividendo ciò che hai da offrire.
Mi raccomando alla frequenza, qualità e quantità – è fin troppo facile passare per spam.

Instagram per food blogger: cosa fare in 6 mosse

  1. Pubblica foto appetitose;
  2. scrivi didascalie divertenti e coinvolgenti;
  3. sii scrupolosa nella scelta dei tuoi hashtag.
  4. posta ogni giorno: la coerenza è fondamentale;
  5. segui e interagisci con altri buongustai, e
  6. rispondi ai commenti, mi raccomando.

La fotografia è la rappresentazione di una frazione di tempo (il video ne concede un po’ di più) che deve raccontare cosa stia accadendo e/o quanto sia “buono” quello che c’è nell’immagine.

Dai priorità alla presentazione, e quando sei pronta per “dare alle stampe” le tue opere, fai clic su “condividi”. Ricordati però, che in caso di dubbio, è sempre meglio non pubblicare!

Forza food blogger, largo alla fantasia e scattate. Valutate tutte le angolazioni possibili: avvicinatevi, allontanatevi, differenziatevi!

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo” (Aristotele)

Trovate il vostro stile per un “visual storytelling” che racconti veramente quanto siete brave e quanto vi piaccia ciò che state facendo. E buon Instagram a tutte!

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