Tech confidential

Usiamo quotidianamente la tecnologia, lo smartphone è ormai la nostra appendice digitale, ma spesso non ne conosciamo gli aspetti più tecnici e funzionali.

Si ritiene erroneamente che questo sia argomento da professionisti di settore e l’intuizione con cui questi strumenti possono essere utilizzati spesso non ci fa soffermare nemmeno sulle poche informazioni subito disponibili.

In realtà conoscere le più recenti innovazioni e funzionalità in termini più tecnici e funzionali rispetto a quanto facciamo abitualmente è essenziale per comprenderne i rischi e scegliere con consapevolezza quale sia l’uso che ne vogliamo fare, così che non ci intimorisca bensì diventi una nostra alleata.

Tech confidential: la definizione

Il celebre cuoco Anthony Bourdain, nel suo romanzo “Kitchen Confidential”, ha raccontato il dietro le quinte delle cucine.

Da questo nasce Tech Confidential, il dietro le quinte del mondo tech.

Perché conoscere la tecnologia è essenziale per limitarne il suo utilizzo e l’influenza che ha sulle nostre vite.

Un obiettivo non semplice da raggiungere, ma necessario per non sentirsi sopraffatti dall’invadenza delle tecnologie digitali.

Sono impostazioni predefinite che se non conosci e non sai gestire opportunamente potrebbe mettere in pericolo la riservatezza dei tuoi dati.

A queste si aggiungono quelle impostazioni e autorizzazioni che imposti a fronte di un messaggio a cui spesso presti poca attenzione e che appare sullo schermo (ad esempio quando si installa una nuova app).

Digital skills. Capire, sviluppare e gestire le competenze digitali
In questo libro trovi un quadro di riferimento originale per lo sviluppo delle competenze digitali, basato su maturità e abilità digitale

Consapevole di questo, attiverai la connessione Wi-Fi solo quando sarà strettamente necessario, presterai attenzione alla rete a cui ti starai connettendo e durante questa connessione eviterai di connetterti a siti con cui scambiare informazioni riservate

Lo stesso farai con il Bluetooth in cui le impostazioni predefinite sono spesso preimpostate per consentire agli altri di connettersi al dispositivo a tua insaputa.

Questi sono solo alcuni dei molti esempi di quello che potrebbe sfruttato da sapienti criminali.

Come evitarlo? Iniziando a porsi delle domande e non limitandosi ad essere utilizzatori passivi.

Perché dalla curiosità nasce il desiderio di ricerca e approfondimento e rispetto al passato le informazioni non mancano, anzi.

Ma tra queste da quali attingere? Come discernere tra una fonte e un’altra senza cadere nella trappola delle fake news?

Sarà il nostro spirito critico a guidarci nella scelta delle informazioni su cui focalizzare l’attenzione e su cui costruire le nostre competenze digitali.

Prima di questa emergenza sanitaria, il rapporto Ocse- Skills Outlook del 2019 collocava l’Italia negli ultimi posti per alfabetismo digitale (ovvero saper usare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie di informazione e comunicazione). Davanti solo a Cile e Turchia.

A cui si aggiunge, visto anche l’alto numero di anziani in Italia, l’analfabetismo informatico (incapacità di utilizzare un dispositivo tecnologico) .

Sono le competenze a consentire di tradurre le opportunità potenziali in benefici concreti.

Nel caso delle tecnologie, se queste mancano, le persone, o le regioni, rischiano di essere lasciate indietro e la tecnologia rischia di diventare un fattore di disuguaglianza.

Basti pensare a quanto accaduto con la didattica a distanza (DaD) che ha evidenziato il divario digitale tra le persone e le città e regioni italiane.

Ed ecco perché le competenze digitali sono ormai rilevanti come lo scrivere e il fare di conto.

Da acquisire in contesti formali (come le scuole, in cui è stata introdotta l’Educazione Civica Digitale come materia obbligatoria) o informali (come una cena tra amici). Di persona o mediati tramite uno schermo.

Possibile, a meno del contesto e della modalità di fruizione, grazie all’incontro, al confronto e alla condivisione continua.

I vantaggi del tech confidential

Potrei dirti che la rete Wi-Fi del bar a cui ti stai collegando automaticamente con il tuo smartphone, e che credi essere una connessione privata, in realtà è un mio dispositivo nelle vicinanze che finge di essere quella Wi-Fi e che mi consentirà, con il tuo consenso, di accedere alle tue informazioni personali (password comprese).

E no, non ti ho raccontato una storia fantascientifica. È pura realtà ed è ben nota ai malintenzionati.

Gli smartphone e i laptop infatti hanno impostazioni predefinite per fare in modo che siano cercate automaticamente le reti WiFi cui ci si può collegare; e spesso si collegano automaticamente alle reti
cui si erano già collegati in passato.

Sono impostazioni predefinite che se non conosci e non sai gestire opportunamente potrebbe mettere in pericolo la riservatezza dei tuoi dati.

A queste si aggiungono quelle impostazioni e autorizzazioni che imposti a fronte di un messaggio a cui spesso presti poca attenzione e che appare sullo schermo (ad esempio quando si installa una nuova app).

Digital skills. Capire, sviluppare e gestire le competenze digitali
In questo libro trovi un quadro di riferimento originale per lo sviluppo delle competenze digitali, basato su maturità e abilità digitale

Consapevole di questo, attiverai la connessione Wi-Fi solo quando sarà strettamente necessario, presterai attenzione alla rete a cui ti starai connettendo e durante questa connessione eviterai di connetterti a siti con cui scambiare informazioni riservate

Lo stesso farai con il Bluetooth in cui le impostazioni predefinite sono spesso preimpostate per consentire agli altri di connettersi al dispositivo a tua insaputa.

Questi sono solo alcuni dei molti esempi di quello che potrebbe sfruttato da sapienti criminali.

Come evitarlo? Iniziando a porsi delle domande e non limitandosi ad essere utilizzatori passivi.

Perché dalla curiosità nasce il desiderio di ricerca e approfondimento e rispetto al passato le informazioni non mancano, anzi.

Ma tra queste da quali attingere? Come discernere tra una fonte e un’altra senza cadere nella trappola delle fake news?

Sarà il nostro spirito critico a guidarci nella scelta delle informazioni su cui focalizzare l’attenzione e su cui costruire le nostre competenze digitali.

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