Le elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura hanno creato non poco dissenso a causa dell’assenza di donne tra i 21 Consiglieri laici eletti.

Abbiamo chiesto a Ilaria Bartolucci, consulente legale per LeROSA, Presidente e socio fondatore della Camera Minorile di Padova e avvocato in diritto civile e internazionale con specifico riferimento alle problematiche di diritto commerciale internazionale, societario e della famiglia, il suo parere che riportiamo di seguito.

Non amo l’8 marzo e la festa della donna. Non ho mai ritenuto che fosse necessaria una tutela di genere nel lavoro. Ho sempre pensato che le persone fossero uguali a prescindere dal sesso. Nella mia professione, quella legale, ho cominciato quando le donne erano poche. Oggi siamo la maggioranza, sia tra gli avvocati che tra i magistrati. Non conosco le percentuali dei notai.  Quindi, mi chiedevo, che necessità c’è di una tutela di genere? Ce la siamo presa con il numero ed essendo noi intelligenti, sapremo anche farla valere.

E invece no. Oggi noi donne giuriste italiane scopriamo che i segni, che ci sono e che vanno letti, sono contrari.

Oggi sono stati eletti i 21 Consiglieri laici, ovvero non magistrati, del CSM e dei Consigli di Presidenza della Giustizia amministrativa, tributaria e della Corte dei Conti. Per le 21 posizioni disponibili sono stati scelti, 21 uomini.

Nessuna donna. Ripeto, nessuna donna.

I quotidiani di oggi riportano “Lo “stupore” e la “preoccupazione” per questa scelta, ha spinto professoresse ordinarie e associate di diritto costituzionale delle università italiane a scrivere una lettera aperta alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, e a quello della Camera Roberto Fico.”

Più di 60 giuriste si sono mobilitate chiedendo alle istituzioni di “avviare una seria riflessione, all’interno delle Assemblee da Voi presiedute, sulle cause che hanno portato a tale grave vulnus costituzionale e sugli interventi, anche regolamentari, necessari per evitare che una simile situazione, oggettivamente incomprensibile in Italia nel 2018, possa ripetersi in futuro”.

Analogamente la conferenza nazionale delle commissioni pari opportunità di regioni e province autonome si è appellata al Presidente Mattarella perché “Ci muove l’urgenza di politiche e interventi che diano piena attuazione agli articoli egualitari della Costituzione – spiega la coordinatrice nazionale – da qui, soprattutto, la scelta di rivolgerci al Presidente della Repubblica, perché faccia quanto in suo potere per superare una ferita che non riguarda solo il CSM o la democrazia interna alla Magistratura, ma lo stesso ruolo della donna nella società italiana.”

Personalmente sono stupita, anche se non dovrei, di questa deriva che faccio fatica, ma devo indicare come maschilista.  Da donna cresciuta dopo il ‘68 e il femminismo militante, ho creduto, ho sperato, che il tempo della battaglia fosse finito e che un’educazione aperta fosse sufficiente.

I segni sono contrari, almeno nel nostro paese. Osservo ciò con dolore ma ferma volontà di andare avanti nella difesa del diritto all’uguaglianza di ogni persona, uomo o donna che sia.

Ilaria Bartolucci

Ilaria Bartolucci

Avvocato

Laurea in Giurisprudenza, esercita a Padova dal 1985 come Avvocato in diritto civile e internazionale, Socia AIGLI Associazione Internazionale Giuristi di Lingua Italiana e Presidente e socio fondatore della Camera Minorile di Padova, associazione di avvocati aderente all’UNCM Unione Nazionale Camere Minorili. Consulente Legale esterno de LeROSA

 

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