evento a torino dal 25 al 29 settembre il festival delle migrazioni

Evento a Torino dal 25 al 29 settembre: il Festival delle Migrazioni

Il Festival delle Migrazioni è l’evento a Torino che permette una conoscenza “diretta” di molte realtà straniere.  Alla sua seconda edizione, è stata una delle manifestazioni culturali più coinvolgenti per la città.

Nonostante la data dell’evento, ho ritenuto importante parlarne sia per l’attualità del tema sia perché questa edizione si è concentrata in particolar modo sulle migrazioni al femminile.

Grazie all’organizzazione congiunta di Almateatro, Tedacà e Acti Teatri Indipendenti, Torino ha potuto proporre questa bella manifestazione.

Dal 25 al 29 settembre, il capoluogo piemontese è stato luogo di incontri, workshop, spettacoli.

Quale città meglio di Torino poteva essere “teatro” di dibattiti e confronti su questo tema?

Una città che deve il suo fascino anche alla multiculturalità e alla convivenza, a volte pacifica e a volte critica, di diverse etnie.

Da sempre, l’uomo è migrato da un posto all’altro, per diverse ragioni. Nell’antichità, gli uomini si spostavano in modo massiccio per motivi legati all’agricoltura, all’utilizzo del ferro e del bronzo.

Dagli inizi di questo secolo, le migrazioni sono state caratterizzate spesso dalla necessità di migliorare la propria vita o per sfuggire a situazioni particolarmente difficili.

Le cause principali sono:

  • dittature;
  • guerre;
  • persecuzioni di diverso tipo;
  • situazione economica difficile.

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), le persone che si muovono sono circa 70 milioni. Gli sfollati nel proprio paese d’origine sono più della metà, mentre quelli fuggiti all’estero sono circa 27 milioni, secondo i dati di fine 2018.

La maggior parte delle migrazioni, però, avvengono nel Sud del mondo ed è là che molti profughi vengono accolti.

Distinguiamo tra gli immigrati “economici” che emigrano per scappare dalla miseria e i rifugiati che fuggono da status di discriminazione che non permettono la loro crescita come persona.

Per quanto riguarda invece i fenomeni migratori nel Belpaese, si tratta di un fenomeno presente da almeno 25 anni e che ha delle sue caratteristiche ben specifiche.

Qui l’immigrazione è arrivata ormai alla terza generazione; i flussi migratori effettivi sono avvenuti negli anni sessanta.

Evento a Torino: il Festival delle Migrazioni

Il Festival delle Migrazioni è stato un evento a Torino di grande impatto e importanza.
La manifestazione vuole essere un’occasione per incontrarsi e riflettere insieme sui concetti di accoglienza e comunità.

Il festival si propone di capire i meccanismi che sono alla base della paura e dei pregiudizi verso chi proviene da altri stati. Non solo: grazie ai dibattiti, si vuole far luce sui fenomeni migratori e fugare dubbi sulla natura degli stessi.

Per citare le parole di Beppe Rosso, attore e regista teatrale, e direttore di Acti Teatri Indipendenti:

La migrazione è un fenomeno che sta cambiando le vite del nostro Paese e dell’Europa.

Per Ilaria Caramia, rappresentante per le politiche sociali della fondazione Compagnia di San Paolo, la migrazione è un fenomeno in continuo movimento.

In questa edizione, diversi incontri sono stati incentrati sulla condizione delle donne, narrandone i vissuti e “tingendo di rosa” l’evento a Torino.

Questo è stato un modo per dar loro più voce, farle sentire meno sole e mettere in luce la loro forza e il loro coraggio nell’affrontare le difficoltà.

Secondo uno studio condotto da Amnesty International, le donne sono tra le figure contro cui l’odio si manifesta.

Da un’attenta analisi del barometro dell’odio, presentato dall’organizzazione, le donne risulterebbero prime.

La Cultura e, soprattutto, la cultura del dialogo, possono fare molto.

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Informazioni sul Festival a Torino dal 25 al 29 settembre

Il Festival delle Migrazioni ha accolto la stagione autunnale con una serie di appuntamenti, dal 25 al 29 settembre, a Torino.

Gli incontri si sono svolti in alcuni spazi torinesi: Scuola Holden, Cottolengo ed ex cimitero di S. Pietro in Vincoli.

Suad Omar, Gabriella Bordin, Beppe Rosso, Vesna Scepanovic e Simone Schinocca sono stati gli organizzatori della rassegna anche per quest’anno.

La manifestazione ha avuto il sostegno da parte della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Piemonte dal Vivo; il patrocinio è stato da parte della Città di Torino e della Circoscrizione 7.

Numerose le collaborazioni con realtà che si occupano di migrazione (Emergency, Medici Senza Frontiere), il Cottolengo e la Scuola Holden, già menzionate.

Quest’anno il Festival è durato un giorno in più per presentare anche alcune proiezioni cinematografiche, in collaborazione con il Polo del ‘900.

Diversi incontri sono stati organizzati con Torino Spiritualità, il progetto del Circolo dei lettori incentrato sulla dimensione spirituale e morale dell’essere umano.

Oltre alla dimensione femminile di cui parlavo prima, il Festival ha trattato argomenti legati all’aspetto economico delle migrazioni e al problema della diffusione dell’odio.

Interessanti sono stati anche gli incontri sulle forme di disobbedienza e sulle comunità come accoglienza degli altri.

La serata del sabato è stata dedicata alla Cena delle Cittadinanze, un’enorme tavolata dove ognuno poteva portare delle pietanze del suo paese d’origine e condividerle con gli altri partecipanti.

Programma del Festival delle Migrazioni

La seconda edizione del Festival delle Migrazioni è stata inaugurata dalla rassegna cinematografica: tre proiezioni tra cui il film Rafiki, storia dell’amore tra due donne di Nairobi.

26 settembre:

  • “Le donne reggono il mondo. Migrazione femminile e lavoro”, per riflettere insieme su alcune storie di donne migranti.
  • “Cos’è cambiato in quest’ultimo anno”, per cercare di comprendere gli eventi in Italia a livello sociopolitico e le prospettive future possibili.
  • “Dispacci dal margine: periferie, fantasmi, penombre”, spettacolo dell’attore Ascanio Celestini.

27 settembre:

  • “Narrazioni, percezioni e uso corretto delle parole”, sul ruolo del giornalismo e dei media in generale riguardo i discorsi sull’odio.
  • “Al di là del Mediterraneo”, sulla situazione della Libia.

Sabato 28 settembre ho seguito l’incontro “I Mediterranei nel mondo”, una serie di riflessioni sull’idea di Mediterraneo visto secondo lo scenario globale e transnazionale.

Domenica 29 settembre ho seguito il dibattito “L’ostilità verso le Ong, perché?”, sulla delegittimazione e la denigrazione delle ONG, con testimonianze di volontari e operatori.

Entrambi gli incontri sono stati interessanti, ma devo ammettere che sono rimasta particolarmente colpita da quello sulle Ong.

Le Ong sono le Organizzazioni non governative, vale a dire che non dipendono dagli Stati e dalle organizzazioni che sono governative; si sostengono grazie a volontari e donazioni.

Le Ong rappresentate erano quelle che operano per mare e che rispondono a un precetto fondamentale, la legge del mare.

In mare ci sono solo naviganti e naufraghi e se ci sono delle persone in pericolo, bisogna salvarle.

Nel Mar Mediterraneo si muore gridando il proprio nome, non gridando “aiuto”.

Si grida il proprio nome per fare in modo che qualcuno lo senta, affinché i familiari sappiano dove si trova il corpo e possano piangerne la morte.

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Veronica Curvietto

Veronica Curvietto

Autrice del blog Scoprire l’altro, con il quale voglio contribuire a far scoprire la bellezza e la ricchezza dentro ognuno di noi. Vorrei portare il sorriso nella vita di chi la vede grigia. Nella mia vita non possono mancare: la scrittura, i viaggi, la musica, la scoperta di  nuovi tipi di cucina. La mia frase preferita: non è mai troppo tardi.

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