Fake non è vero ma ci credo di Daniele Aristarco

Fake non è vero ma ci credo di Daniele Aristarco: recensione

Fake non è vero ma ci credo di Daniele Aristarco parla del problema delle fake news, false notizie che diffondono troppo velocemente.

L’autore con una scrittura leggera ed ironica adatta ai ragazzi delle scuole medie, fornisce delle spiegazioni precise su come e sul perché informazioni non vere diventano notizie di attualità molto popolari.

In realtà ogni racconto contiene una certa quantità di menzogna che serve a rendere più accattivante la storia ma che a volte serve a manipolare la realtà e giustificare della azioni.

La maggior parte delle persone fanno proprie queste notizie senza porsi domande ed approfondire, perché l’uomo è da sempre alla ricerca di risposte facili a problemi complessi.

Le fake news sono spesso l’illusione che problemi complessi possono essere risolti velocemente e con poca spesa.

Dentro alle menzogne ci scivoliamo tutti, senza distinzione di età o di estrazione sociale, ma per le Fake news l’aspetto inquietante è la velocità con cui notizie false vengono diffuse come vere e la realtà diventa sempre più fumosa, influenzando le scelte e la vita dei nostri figli e nostra.

Con Fake l’autore ha voluto fornire uno strumento che aiuti ad orientarsi in un mondo di notizie spesso false e per stimolare ragazzi ed adulti al bisogno di attenzione alla realtà per riuscire ad orientarsi nella complessità.

È un libro da leggere in famiglia per parlarne e riderci sopra, cercando di imparare insieme a smascherare le notizie che vogliono “menarci per il naso”.

La trama di “Fake News non è vero ma ci credo”

Il racconto apre e chiude con la storia di un giovane ragazzo che vive in una tribù del Nord America. Nonostante viva in un società che crede alla magia lui non ci crede ed è invece molto perplesso sulla figura degli stregoni e sulla stregoneria.

In cerca di risposte  intraprende un viaggio alla ricerca della verità, ma durante il viaggio comprende che l’unica soluzione è quella di confrontarsi con la menzogna e decide di diventare lui stesso uno stregone.

Si rende conto a questo punto che pur sapendo che è tutto falso quello che sta facendo, le persone ci credono e guariscono con le sue cure da falso stregone.

Comprende quindi che la menzogna che c’è in ogni narrazione è un messaggio che gli uomini fanno circolare perché l’umanità ha bisogno di sogni e anche di bugie per sopravvivere.

La verità non si può possedere, mostrare o preservare ma è una ricerca da fare assieme giorno per giorno stabilendo insieme che cos’è la verità, come deve funzionare e qual verità è quella utile.

Nel racconto vengono trattati temi storici e fake attuali, dal finto attacco alla stazione radio tedesca utilizzata da Hitler come pretesto per scatenare la II guerra mondiale, al mostro di Lochness, ai cerchi sul grano lasciati dagli UFO, alle catene di S.Antonio che portano soldi o sfortune.

La nostra recensione sul libro “Fake. Non è vero ma ci credo”

Francesca Fughelli de LeROSA sul libro dice che:

questa settimana vi consiglio “Fake, non è vero ma ci credo”, di Daniele Aristarco. Questo libro risulta essere un saggio tanto interessante quanto brillante che spiega come funzionano le fake news e quali sono gli strumenti per smascherare le bugie in rete. Aristarco fa una carrellata di bufale-vintage: da Nessie, il mostro di Loch Ness agli avvistamenti UFO degli anni ’50, dagli avvistamenti di Elvis Presley vivo al finto attacco della Polonia alla Germania nazista; per mostrarci come sono costruite le bufale, da chi e per quali scopi.Nella seconda parte, invece, ci mostra come difendersi dalle fake news e come comportarsi nel caso in cui intercettiamo un fake sui social.Lo stile semplice e il linguaggio colloquiale ne fanno una lettura adatta anche ai ragazzi,  il libro è infatti indicato dai 13 anni in su.Cose belle del libro? Tante, a partire da Pinocchio in copertina.

 

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Francesca Fughelli

Francesca Fughelli

Mi occupo di comunicazione online efficace e coinvolgente per biblioteche, archivi storici e istituzioni culturali. Per molti anni mi sono occupata della sala ragazzi di una biblioteca di pubblica lettura. Da quell’esperienza è nato il mio blog Libringioco in cui racconto e recensisco i libri per ragazzi che leggo. Nel tempo libero scrivo, cucino, viaggio e vado a zonzo col cane.

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