IL PROBLEMA NON È IL COLORE ROSA SIAMO NOI

Mi è difficile esprimere giudizi ma, oggi, dopo giorni in cui mi sono stati riportati messaggi particolari sulla disparità tra uomo e donna, ho visto tutto questo astio nei confronti degli uomini e messaggi da antica Bibbia “occhio per occhio, dente per dente” che ho sempre trovato difficili da digerire, ho tanta voglia di dire la mia.

Un anno fa, ho creato LeROSA con il desiderio di fare qualcosa per me, donna, e per le altre donne.

TED 2010, Sheryl Sandberg, COO di Facebook, sale sul palco e racconta quanto sia forte la disparità dei sessi ai piani alti negli Stati Uniti:

“Su 190 capi di stato solo 9 sono donne. Di tutte le persone che siedono in un parlamento il 13% sono donne. Nel settore degli affari, le donne al potere, in posizioni direttoriali o che siedono nei consigli d’amministrazione, si stagliano intorno al 15, 16%, I numeri non sono cambiati dal 2002 e stanno andando nella direzione sbagliata. Ed anche nel mondo non-profit un mondo al quale a volte pensiamo come ad uno diretto da piú donne, le donne al vertice sono il 20%”.

Esordisce così. Ma poi, non si accanisce contro gli uomini, no. Fa qualcosa che a me è rimasto per sempre dentro: il problema esiste, non chiediamoci cosa possono fare gli altri per risolverlo ma come possiamo affrontare noi questa differenza. Lo fa ponendosi delle domande:

Quali sono i messaggi che dobbiamo mandare a noi stesse? Quali sono i messaggi che dobbiamo mandare alle donne che lavorano con noi e per noi? Quali sono i messaggi che dobbiamo dare alle nostre figlie?

Ho voluto LeROSA, con questo nome così “denigratorio che ci ghettizza”, perché per me ha molti significati profondi, tra cui quello principale, quello del mio libro preferito da piccina “Il Piccolo Principe”, partendo proprio da queste domande.

Il problema non è il colore rosa, siamo noi.
Sto per caso affermando che il gap non ci sia? Sarei una grandissima idiota.
Sto dicendo però che ho smesso da tempo di vedere negli uomini il mio nemico e che ho voluto LeROSA per portare il mio pensiero di pace tra i generi, in Italia possiamo farcela, attraverso la collaborazione delle donne sul territorio, la possibilità di fare business tra noi, crescendo personalmente e umanamente insieme, insieme agli uomini. Partendo, però, dal nostro benessere perché le donne quando sono serene portano alla comunità grandi benefici.

Lo sto facendo dimenticandomi completamente di questo gap, ma parlando di comunità e persone. Le donne sono fonte di vita, sono portatrici di insegnamento per i nostri figli che, guarda caso saranno la comunità di domani, le donne sono capaci di aggregare e unire con la stessa forza con cui disgregano e dividono.

Quali sono i messaggi che voglio dare?

Maria Silvia Sanna, durante il TEDx di Cortina, riporta un dato del Wall Economic Forum “ci vogliono 196 anni per arrivare alla piena parità tra uomo e donna”.

Bene, io non la vedrò, non la vedranno Marta e Emma no. Nel mondo non la vedrò ma nella mia vita, la mia vita, io questa parità la vivo già, dopo aver deciso che nessuno mi avrebbe più detto “potevi dirmelo che volevi rimanere incinta” o “tu non puoi essere una SEO specialist, sei una donna” o in piena riunione “le donne dovrebbero stare a casa a far da mangiare”.

Per me, la vita è cambiata quando ho smesso di pensare a quegli uomini come “gli uomini” ma come delle “emerite teste di cazzo”.

Per me, la vita è cambiata quando ho deciso che non avrei avuto più paura di entrare in riunione e vedere solo uomini seduti, perché sono certa che abbiamo un vantaggio competitivo non indifferente, sappiamo leggere le persone prima che loro possano farlo con noi. A un tavolo di lavoro serve eccome.

Per me, la vita è cambiata quando ho smesso di pensare che sui palchi non venivo chiamata perché sono donna ma, perché non valevo tanto quanto gli altri relatori e che dovevo fare di più.

Per me, la vita è cambiata quando ho capito che non è celandomi dietro il muro di “noi donne” che il mio gap diminuisce, ma dicendo “io, Giulia” che faccio la differenza.

Per me, la vita è cambiata quando ho visto nella collaborazione tra uomo e donna, il più grande team che potesse esistere, perché sono convinta che soli siamo forti ma, insieme, non ce n’è per nessuno.

Infine, per me la vita è cambiata quando ho deciso di non voler avere a che fare con tutte quelle donne che hanno bisogno di “ricambiare con la stessa moneta” l’altro sesso e che, senza rendersene conto, fanno quello che allargherà ancora di più il gap: odiare.

Nella simbologia l’uva (che tanto amo perché senza di lei, il mio proverbiale amore per il vino non esisterebbe) ha anche significato di vita e di pace.

E allora, lunga vita a chi nella pace troverà la sua strada, nel suo piccolo (perché tanti piccoli fanno un grande) per tagliare fuori sto gap e godersi la bellezza di essere donna.

[NdR ogni messaggio di odio verrà democraticamente cancellato, ne ho piene le tasche, voglio essere positiva, questo è il mio profilo e non c’è spazio per sentimenti negativi]

Post preso dal profilo Facebook di Giulia Bezzi 

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Le Rosa, ideato da Giulia Bezzi, è la parte benefit di SeoSpirito Società Benefit srl e nasce con la voglia di contribuire al benessere femminile e del territorio attraverso l’utilizzo di strumenti di diffusione online.
L’obiettivo è la ricerca di felicità e lo sviluppo del proprio business e talento fornendo supporto tramite contatti, informazioni e formazione tra le persone che aderiscono. Francesca Galasso, Letizia Grossi, Francesca Romagnoli, Simona Ciapanna, scrivono per noi e per raccontare quello che facciamo tra LeROSA.

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