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La libertà dell’altro: cosa preziosa da rispettare

La libertà significa anche lasciare all’altro, famigliari, figli, amici, la libertà di fare delle scelte, anche se a noi sembrano sbagliate!
Lo scorso venerdì ho tenuto una serata su due classici errori che distorcono la nostra autostima: i risultati e i paragoni.

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Durante l’incontro una partecipante ha espresso la sua difficoltà sia ad abbracciare i cambiamenti di visione proposti, che di mettere in atto le piccole azioni quotidiane a supporto della nuova visione.
Sicuramente fare quello che abbiamo sempre fatto ci è familiare, e ci viene più facile al di là che sia o meno più funzionale al nostro benessere.
Personalmente, dopo aver analizzato con lei sia tutti i pro e i contro della visione attuale che gli ipotetici pro e contro di un nuovo modo di porsi nei confronti degli eventi, avrei potuto “insistere” sul fatto che sperimentasse…cosa che non ho fatto.

Credo che noi esseri umani abbiamo una grande capacità di adattarci e abituarci ai cambiamenti.
Purtroppo spesso abbiamo in partenza un approccio che ci porta a rifiutarli. Dalla mia esperienza sia personale che professionale ho imparato quanto sia improficuo insistere per far fare qualcosa a qualcuno.
L’insistenza viene vista come imposizione e l’imposizione crea rifiuto.
Anche se non è nostra intenzione, se obblighiamo una persona a fare qualcosa creiamo un conflitto tra lei e quel qualcosa.
A mio avviso, la cosa più saggia da fare è lasciare all’altro la libertà di scegliere cosa fare, come comportarsi, come agire.
Viviamo le cose in cui crediamo senza imporle e lasciamo a tutti la libertà di scegliere. Se quel che proponiamo è davvero utile, costruttivo, buono, sarà solo questione di tempo.
Nel frattempo fungiamo da esempio concreto di ciò che riteniamo giusto e prima o poi chi vorrà veramente apportare dei cambiamenti lo farà.
Se invece forziamo, non solo creiamo opposizione, ma rischiamo anche di rovinare il rapporto con l’altro che per reazione tenderà a fare proprio il contrario di quello che gli diciamo.
E se stiamo male perché l’altro non ci ascolta è solo ed esclusivamente perché siamo nella pretesa che faccia ciò che vogliamo noi.
Voi che pensate?

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Mara Carraro

Mara Carraro

Sono Advanced Professional Counsellor Positive Think, Counsellor in Biologia Karmica, Coach, Trainer di Pensiero Positivo, Facilitatrice avanzata Psych-k® e Chinesiologa Emozionale. Sono moglie, mamma di Matteo e Claudia e di due cani Ziva e Turco.