Un caso scuote l’Italia nella primavera del 1971. A Genova, giovedì 6 maggio 1971, alle ore 17 Milena Sutter, 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. È figlia di un ricco industriale della cera, famoso in tutt’Italia perché reclamizzato in televisione.

Il corpo, senza vita, della ragazzina viene rinvenuto in mare 15 giorni dopo.

Fin dall’inizio, il caso viene considerato un sequestro per motivi di denaro. La posizione economica della famiglia e la serietà della ragazzina fanno pensare proprio a questo.

Da subito, ad essere accusato del rapimento (e poi dell’omicidio) della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese.

Viene subito chiamato dai giornali genovesi il “biondino della spider rossa”, anche non è biondo, né magrolino.

Bozano viene assolto al processo di primo grado nel 1973; ma è condannato all’ergastolo nel 1975. Dopo oltre 41 anni di carcere continua a professarsi innocente.

A distanza di 47 anni da quella vicenda che ha come vittima una giovanissima donna, è uscito in libreria il primo libro che analizza il caso in tutti i suoi aspetti: “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, edito da Cacucci (Bari).

Gli autori, Laura Baccaro, psicologa e criminologa, e Maurizio Corte, giornalista e scrittore, hanno dedicato al caso una ricerca universitaria durata otto anni. Una ricerca condotta con il gruppo analisi dei media, ProsMedia, del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona.

Il Biondino della Spider Rossa

Il libro – a cui è stato dedicato un sito web (www.ilbiondino.org) – analizza gli indizi contro Lorenzo Bozano, la perizia medico-legale sull’epoca e le cause della morte della ragazzina, la personalità del giovane della spider rossa, il ruolo dei media e quello dell’amica del cuore di Milena,  mai ascoltata al processo.

“Il nostro obiettivo è stato quello di analizzare un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia e che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari”, spiega Maurizio Corte, docente di Giornalismo Interculturale all’Università di Verona. “Basti pensare che a metà maggio 1971, Lorenzo Bozano – rilasciato dopo il primo fermo di polizia – concede un’intervista televisiva alla Rai e fa una conferenza-stampa con i giornalisti per proclamare la sua innocenza”.

Grazie alle nuove tecniche di analisi e di ricerca messe a disposizione dalle scienze sociali, Laura Baccaro e Maurizio Corte hanno riletto da una diversa prospettiva (e senza pregiudizi) gli aspetti di una vicenda ancora tutta da comprendere. E sulla quale la verità storico-scientifica non è ancora stata scritta.

I diritti del libro sono devoluti all’Associazione Psicologo di Strada di Padova, presieduta da Laura Baccaro, che gestisce lo sportello contro la violenza di genere e lo stalking.

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