mostra a torino dal 17 luglio 2019 al 6 gennaio 2020 facce emozioni

Mostra a Torino dal 17 luglio 2019 al 6 gennaio 2020: FacceEmozioni

La mostra a Torino FacceEmozioni ha avuto luogo dal 17 luglio al 6 gennaio, per raccontare l’evoluzione della fisiognomica nell’arco di cinque secoli.

L’esposizione trae spunto da una collezione del Museo Nazionale del Cinema e ci conduce alla scoperta del legame tra il volto e l’emozione.

La mostra a Torino tratta il viso come una sorta di mappatura della nostra anima e lo fa ispirandosi agli studi di Cesare Lombroso, considerato il padre della moderna criminologia.

Uno degli aspetti più interessanti della mostra è comporre un quadro di come ciò che proviamo dentro di noi si rifletta all’esterno e come questo sia condiviso da tutti.

La fisiognomica (considerata una pseudoscienza) studia appunto la connessione tra la parte spirituale e l’aspetto corporeo.

Fu il filosofo Aristotele a usare questo termine e, dopo più di duemila anni, Cesare Lombroso arricchisce di nuovi significati la disciplina.

Il criminologo fu uno psichiatra che si interessò in seguito all’antropologia e alla giurisprudenza e diventò un punto di riferimento anche nel campo della medicina legale.

Fu lui a coniare l’espressione del criminale per nascita: il comportamento criminale è congenito e si può riscontrare nelle caratteristiche anatomiche.

Il nostro viso riflette la nostra psiche, secondo queste tesi, ma trova riscontro anche in ciò che affermava Platone:

Gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Mostra a Torino: FacceEmozioni

La mostra è stata inaugurata il giorno del World Emoji Day: per l’occasione, l’ingresso era stato fissato a 1 euro e si erano organizzate attività per bimbi e adulti.

L’esposizione, a cura di Donata Pesenti Campagnoni e Simone Arcagni, presenta 180 opere (fotografie, volumi, installazioni); montaggi video e app completano la mostra.

Il percorso segue la cronologia di sviluppo della fisiognomica servendosi di forme artistiche differenti, tra cui teatro e cinema.

L’iter prosegue con performance e studi scientifici per arrivare a nuove forme di comunicazione, come le animazioni avanzate, le emoji, gli avatar.

Si parte dalle tavole della collezione di fisiognomica del museo, per arrivare all’Aula del Tempio e la Rampa Elicoidale, dove si sviluppa il racconto vero e proprio.

Meravigliosa l’idea di fare delle mostre temporanee all’interno del Museo del Cinema, allestito presso la Mole Antonelliana.

Si potrebbe parlare anche di “messa in scena delle opere”, talmente l’effetto è originale e accattivante: si sviluppa a spirale verso l’alto e su più livelli, quasi fosse l’allestimento scenico di un film.

Vuoi farti promuovere ne LeROSA?

Contattaci

Ma torniamo alla mostra a Torino.

Dai cataloghi di Giovanni Battista Della Porta, alchimista e commediografo, e Johann Kaspar Lavater, filosofo e teologo, allo studio dei volti di Charles Le Brun, pittore a Versailles.

Dai vetri per lanterna magica ai manuali per l’attore, dal morphing (la trasformazione graduale tra due immagini differenti) al face tracking (sistema di riconoscimento facciale).

E ancora: dagli studi sul volto al processo di animazione dei cartoni animati, dalle emoji ai software che riescono a ricostruire i tratti somatici.

Tutti questi studi creano un fil rouge che si dipana nell’arco di ben 500 anni e congiunge lo studio più anatomico di base a tecnologie d’avanguardia.

Un contributo alla mostra a Torino, FacceEmozioni, è senza dubbio la selezione di fotografie “I 1000 volti di Lombroso”, parte dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso”.

Questa sezione ripercorre le fasi delle sue ricerche ed è stata la prima occasione in cui le fotografie sono state rese pubbliche.

Informazioni sulla mostra a Torino dal 17 luglio al 6 gennaio

FacceEmozioni ti porta per mano attraverso un viaggio di ben cinque secoli, alla scoperta di tutto quello che può nascondere il volto umano.

La mostra a Torino stupisce per la ricchezza di opere presenti: 82 riproduzioni fotografiche, 55 opere originali, 43 tavole dalla collezione fisiognomica del Museo, 42 montaggi, 4 app, 8 installazioni.

Perché è così importante la fisiognomica in questa nostra analisi?

La fisiognomica riteneva di poter dedurre le caratteristiche psichiche (e psicologiche) partendo unicamente dai tratti del volto.

Considerata una pseudoscienza perché priva di fondamenti scientifici, questa disciplina assume dei tratti affascinanti per tutte le implicazioni culturali successive.

In un’epoca dove il desiderio di apparire esteticamente belli e giovani ha la meglio sull’interiorità, potrebbe essere interessante capire di più questi meccanismi.

La prima parte dell’esposizione ha come tema le Emoticons, le ormai famosissime faccine nate nel 1982 e usate anche per tradurre romanzi decisamente lunghi.

La visita continua con il discorso sulla fisiognomica, grazie alle teorie di Giovanni Battista Della Porta e Johann Caspar Lavater.

Della Porta sosteneva che alcuni caratteri umani dei visi si potessero paragonare a quelli di alcuni animali, e che potessero addirittura rispecchiarne le caratteristiche morali.

Kaspar Lavater pensava che tutti i dettagli del volto (e pure del corpo) fossero collegati al comportamento dell’individuo.

Charles Le Brun era più propenso ad analizzare le emozioni e le espressioni corrispondenti disegnando degli schemi prefissati sui volti umani.

Dalle sue teorie arrivano alcuni trattati di recitazione.

Dalle “maschere” indossate dagli attori, si passa alle maschere vere e proprie, usate nel teatro, soprattutto nella commedia dell’arte.

La parte finale vira sul cinema d’animazione e i suoi personaggi; la sezione sulle nuove tecnologie di riconoscimento facciale chiude l’interessante mostra.

La mostra FacceEmozioni è stata arricchita da una seconda esposizione sulla fisiognomica, “I 1000 volti di Lombroso”, appartenente al Museo di Antropologia Criminale dell’Università di Torino.

Inaugurata il 25 settembre 2019, è finita il 6 gennaio 2020.

In mostra alcune delle 7000 fotografie dell’archivio e alcuni apparecchi utilizzati dagli studiosi di fisiognomica.

Completano la mostra alcune ricostruzioni facciali che servivano a definire i tratti di delinquenti e psichiatrici.

A questo proposito, un testo interessante è il trattato più conosciuto di Cesare Lombroso, “L’uomo delinquente”, considerando però che il suo valore è principalmente storico.

Vuoi scrivere all’espert* di questo articolo?

Contattaci

Condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su email
Veronica Curvietto

Veronica Curvietto

Autrice del blog Scoprire l’altro, con il quale voglio contribuire a far scoprire la bellezza e la ricchezza dentro ognuno di noi. Vorrei portare il sorriso nella vita di chi la vede grigia. Nella mia vita non possono mancare: la scrittura, i viaggi, la musica, la scoperta di  nuovi tipi di cucina. La mia frase preferita: non è mai troppo tardi.

QUESTO BLOG NON COSTITUISCE UNA TESTATA GIORNALISTICA.
NON HA CARATTERE PERIODICO ED È AGGIORNATO SECONDO LE DISPONIBILITÀ E LA REPERIBILITÀ DEI MATERIALI.
PERTANTO NON PUÒ ESSERE CONSIDERATO IN ALCUN MODO UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N.62 DEL 2001.

Sei dei nostri?

vuoi conoscere le nostre attività? Leggi la nostra newsletter.

Iscriviti ora