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Intervista a Riccardo Rodella, esperto in Marketing Automation

I nostri appuntamenti con LeROSA Point of View ci arricchiscono tantissimo perché siamo certe che sia il miglior modo di lavorare all’abbattimento del gender gap, insieme donne e uomini. In questa intervista abbiamo ascoltato Riccardo Rodella, esperto in Marketing Automation e fondatore di Equinox Marketing Automation, società specializzata in Progetti di Marketing Automation per eCommerce.

Molti sono stati gli spunti di questa puntata:

  • come allontanare gli atteggiamenti negativi;
  • quali sono le difficoltà nella disparità di genere per l’uomo;
  • esempi di grandi figure che possono aiutare a cambiare i propri atteggiamenti in maniera propositiva;
  • perché le donne potrebbero spaccare il mondo.

Chi è Riccardo Rodella?

Riccardo Rodella è prima di tutto un grande esploratore di vita, una persona che si applica costantemente per migliorarsi e migliorare la sua esperienza.

L’ho letto come un uomo deciso, con obiettivi misurabili e raggiungibili, fortemente conscio delle sue possibilità e molto semplice da ascoltare.

In questa intervista di Assunta Corbo, Riccardo ci ha raccontato il suo punto di vista da uomo e imprenditore del digitale. Ci ha portato la sua personale esperienza su come acquisire soft skills ed imparare ad allontanare da noi atteggiamenti negativi, che possano pregiudicare la qualità della nostra vita.

Un esempio di comportamento distruttivo, purtroppo molto frequente, è quello del lamento.

Dal suo punto di vista Riccardo sostiene che lamentarsi non porta a nulla: nella vita ognuno ha i suoi problemi da risolvere. 

Spesso, lamentandoci, pecchiamo di presunzione e maleducazione, perché non poniamo attenzione al fatto che magari, la persona che abbiamo di fronte, ha problemi uguali se non più gravi dei nostri.

Riccardo ci racconta che da molti anni ha ormai smesso di criticare, lamentarsi o scrivere con accezione negativa. Il suo motto è “fai con quello che hai”.

Riccardo è convinto che se il mondo fosse governato dalle donne sarebbe un posto migliore, perché la donna riesce a guardare oltre, è più sensibile e concepisce bene il suo insieme, cose a cui l’uomo è meno predisposto.

I percorsi di crescita personale e consapevolezza sono stati, e sono tutt’ora, il vero motore del suo cambiamento: “Ero il più giovane in quei seminari, a 23 anni avevo iniziato a farmi domande che gli altri si facevano intorno ai 40 ed in aula avevo anche persone sui 60 tra cui docenti, imprenditori, psicologi. È stata tra le scelte migliori che potessi fare.”

Dal suo punto di vista sono percorsi che andrebbero inseriti nei piani di studio fin da giovani così come l’accademia teatrale, il public speaking e la vendita per diventare consapevoli della propria forza e delle proprie capacità.

Perché, al di là dello studio, quello che aiuta nella professione e nella vita, è il lavoro che si fa su stessi, per riuscire a capire dove si vuole andare ed avere la vera motivazione e le vere convinzioni che ci fanno uscire dalla nostra comfort zone.

Cosa fa Riccardo Rodella?

Dopo anni passati nel mondo dell’Advertising con grandissimi risultati, è uno dei sei Product Experts Ufficiali Italiani di Google Ads, è nella Marketing Automation che trova una nuova strada ancora poco battuta ma che fornisce molte risposte alle sue domande.

Implementa progetti di questo tipo fin dal 2014, ne studia pro e contro, ed ora è uno dei massimi esperti in Italia chiamato a parlarne,  come docente presso numerosi Master Universitari, al Laboratorio di Intelligenza Artificiale di IULM University e nei principali eventi Digital.

Ha fatto suo un saggio insegnamento di una sua docente di recitazione che era solita ripetere: “Stai con quello che c’è”. Che significava cose, contesto, persone ed emozioni. Ed ha portato nell’ambito lavorativo questa piccola grande frase perchéa fare con quello che servirebbe sono capaci tutti, per cui un vero professionista che fa la differenza, fa con quello che ha a disposizione.

Più che il piagnucolio con gli altri, può aver maggior senso uno sfogo momentaneo, preferibilmente con se stessi, per ritrovare la calma ed il giusto equilibrio.

Sappiamo bene tutti che non ci è possibile governare gli eventi esterni, ma è possibile agire ed intervenire sulla nostra reazione a quegli stessi eventi.

Questo cambio di prospettiva gli ha davvero rivoluzionato la vita e gli ha insegnato ad avvertire una maggiore responsabilità nei confronti del prossimo.

Riccardo, infatti, è convinto che se qualcosa non ha funzionato è perché non hai fatto tutto quello che potevi fare, o perché non hai comunicato bene con le persone dalle quali ti aspettavi qualcosa.

Assumersi la responsabilità delle cose non solo è un segno di maturità ma ti dà la grande opportunità di averne il controllo e di poter cambiare gli eventi.

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All’azione o affermazione di qualcuno, ogni persona può reagire diversamente, quindi il nostro comportamento è solo e soltanto una nostra responsabilità.

Non potendo, naturalmente, controllare tutto, l’unica cosa che possiamo riuscire a gestire è il nostro atteggiamento in determinate situazioni e capire come eventualmente migliorarlo. 

Anche perché spesso, i nostri modi di reagire altro non sono che il frutto di dinamiche automatiche che si innescano inconsciamente in situazioni spiacevoli, simili ad altre vissute in passato, che molto spesso non hanno niente a che vedere con la persona davanti a noi in quel momento.

Questo diverso punto di vista, unito a serenità e resilienza, sono per Riccardo ciò che serve per riuscire a trascorrere la vita, che è unica e preziosa, nel modo più sereno e pieno possibile.

Una provocazione sul Gender Gap: anche l’uomo vuole la sua parte

La conversazione si sposta sul rapporto con l’altro sesso. In questa intervista Riccardo Rodella ci racconta che per lui la parità, almeno all’interno della coppia, si costruisce quotidianamente grazie alla partecipazione di entrambi alla gestione pratica ed economica della vita quotidiana.

Fortunatamente in molte parti del mondo è superato anche il retaggio culturale per il quale l’uomo è visto come portatore di reddito, mentre la donna come colei che è in casa ad accudire la famiglia.

L’essere il maggior portatore di reddito per l’uomo, nei casi in cui non esista un equilibrio di ruoli con parità di impegni e ragionamenti con la sua compagna, può portare ad un implicito ed inconscio ricatto morale.

Anche perché il maschio subisce fortemente, e non riesce a controllare, il potere della donna in quei casi in cui si sente inferiore ad essa.

Nel 2020, secondo Riccardo, non bisogna più continuare a dedicare energie a parlare di gender gap, perché il solo parlarne ed il voler forzatamente regolamentarlo è come se lo si legittimasse continuamente ad esistere.

Questo non significa far finta di niente o pensare che non esista,  occorre lavorarci affinché le pari opportunità lo siano per entrambi senza dover continuare a sventolare la problematica solo in un senso. E poi ci ha lanciato una bella provocazione che, però, non è per nulla sbagliata né fondata sul nulla.

Si potrebbe, estremizzando, parlare anche di gender gap “al contrario”, perché all’uomo, per cognizione culturale, viene richiesto di mantenere la famiglia, offrire la cena, fare regali costosi per dimostrare di avere uno status sociale adeguato, cercare lavori ad alto reddito per farlo ma, allo stesso tempo, non vengono ad esempio concessi  congedi parentali per più di 7gg, quindi nettamente inferiori a quelli della donna, per godersi l’arrivo del proprio bambino.

Ovviamente, provocazione in parte ma, quando dice “Pensate quanto la nostra vita sia altrettanto complessa e cosa succede quando disattendiamo ciò che ci si aspetta da noi.

Senza generalizzare tuttavia se un uomo non raggiunge un ruolo importante o non genera un reddito superiore alla media, non viene considerato una persona di successo o un esempio da seguire.La responsabilità implicita del mantenimento, continua ancora oggi a creare vere e proprie problematiche nella vita di un uomo. Ed è un peso sociale che sentiamo fortemente”.

La verità è che non è semplice, sia essere uomini che essere donne, ognuno con le sue difficoltà; quello che non dobbiamo mai realmente smettere di fare, è puntare sulla nostra unicità.

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Assunta Corbo – Riccardo Rodella

I maestri e le letture di Riccardo Rodella

In questa intervista Riccardo Rodella, ci parla anche delle persone che con il loro esempio lo hanno accompagnato durante il suo percorso di cambiamento.

Uno di questi è Gianni Fortunato, fisico e psicoterapeuta, che per primo nel 1978 ha portato in Europa e in Italia la Programmazione Neurolinguistica dopo essersi formato in California con i padri fondatori di questa disciplina. A lui Riccardo deve l’inizio della sua vera crescita e parte della sua evoluzione.

Randy Paush, invece, con L’ultima lezione, la Vita spiegata da un uomo che muore gli ha fatto capire cosa vuol dire essere presente, consapevole, ottimista e positivo. Gli ha inoltre insegnato come si chiede scusa veramente; le scuse sono composte da tre parti:

  1. Mi dispiace
  2. È colpa mia
  3. Cosa posso fare per rimediare

È il terzo punto a completare davvero una scusa, perché ci si impegna a correggersi ed a creare l’occasione per rimettere davvero le cose apposto.

Una delle frasi che Riccardo preferisce di Paush è

I muri che ci troviamo davanti non sono lì per impedirci di ottenere ciò che vogliamo, ma per dimostrare a noi stessi quanto vogliamo veramente quella cosa.

Randy Paush
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__ultima_lezione.php
https://www.youtube.com/watch?v=hgk9ksoyjWw 

Altro “maestro” ed esempio è Simon Sinek con il suo libro Trova il tuo perché. Questo saggio ci dà la possibilità di fermarci a riflettere sul perché delle nostre passioni. Le persone ci seguono non per quello che facciamo, ma grazie al perché lo facciamo.

Hal Elrod per la Miracle Morning Routine, l’importanza di adottare routine positive e di alzarsi molto presto al mattino.

Wim Hof per avermi fatto scoprire ed insegnato la terapia del freddo.

Robert Kiyosaki con Padre Ricco Padre Povero ed I quadranti del Cash Flow. Questo autore gli ha insegnato i modelli di lavoro e di revenue su cui puntare, per mettere in sicurezza finanziaria la nostra famiglia ed il nostro futuro.

Infine un ultimo ringraziamento a Giulia Bezzi, per essere una società Benefit ed averlo invitato a scoprire l’essenza del mondo LeROSA.

Mi piace tantissimo il progetto LeROSA, perché non è il “solito gruppo di donne combattenti”, ma nasce con lo scopo di moltiplicare i punti di vista e farsi forza l’una con l’altra, affinché ognuna, grazie al gruppo, riesca a trovare la consapevolezza, la sicurezza in se stessa, la propria strada in maniera indipendente.

Riccardo Rodella

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Simona Castaldi

Simona Castaldi

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