quali sono gli sport per disabili

Quali sono gli sport per disabili ?

Gli sport per disabili sono tutte le attività svolte, a qualsiasi livello, da persone che hanno un handicap di tipo fisico o cognitivo.
La prima volta in cui lo sport è entrato in questo mondo risale alla fine della Prima Guerra Mondiale come metodo di riabilitazione alternativa per veterani mutilati e feriti.
In poco tempo, però, questa attività uscì dagli ospedali e vennero fondati i primi Comitati e Federazioni, dando il via così anche alle competizioni agonistiche.

Nella seconda metà del 900’ il mondo Paraolimpico si è notevolmente sviluppato grazie alla nascita di numerosi sport per le persone con delle difficoltà motorie  o intellettive, predisponendo regole adatte alle varie tipologie di handicap. Così, già dal 1960 venne istituito il primo Comitato Internazionale con il fine di organizzare manifestazioni tra le quali le Paraolimpiadi, ovvero la versione analoga alle Olimpiadi dedicata agli atleti disabili. 

Anche dal punto di vista delle attrezzature sportive si sono fatti numerosi passi avanti, molti dei quali dovuti anche al lavoro degli stessi atleti che hanno sperimentato le tecnologie migliori per realizzare carrozzine e ausili sempre più competitivi.
Questo ha permesso la diffusione delle discipline all’interno degli stati e il conseguente innalzamento del livello agonistico. 

A discapito della poca attenzione mediatica, questi tipi di sport non hanno nulla da invidiare a quelli per normodotati.
Infatti, se ci si ferma un attimo ad osservare, si può capire la difficoltà tecnica e la necessità di un duro allenamento per poter acquisire le basi necessarie per svolgere in modo appropriato una competizione.
Sebbene in alcuni casi vengano create norme specifiche, nella maggiorate delle attività vengono ad essere utilizzate le stesse regole vigenti nei sport classici. 

Esiste tutta via un altro elemento inedito degli sport per disabili da sottolineare: la classificazione.
Questo termine indica la suddivisione degli atleti in categorie a seconda della tipologia di disabilità,  ma anche in base alle capacità residue dell’atleta.
Tutto ciò viene fatto non per discriminare qualcuno.
Al contrario, è un indispensabile strumento ideato per permettere a chiunque, nonostante la gravità della sua condizione, di poter dare il proprio contributo, nel caso si parli di sport di squadra.
Per gli sport individuali come l’atletica e la scherma, invece, tale sistema permette di non far gareggiare insieme persone con disabilità troppo diverse.

Ora, per completare questa breve introduzione al mondo Paralimpico andrò a descrivere sinteticamente alcuni esempi di attività per disabili che hanno visto affermarsi nel corso del tempo come ad esempio:

  • Atletica Paraolimpica;
  • Basket in carrozzina;
  • Paracanoa; 
  • Paraciclismo per disabili;
  • Scherma per disabili. 

Atletica paraolimpica 

L’atletica paraolimpica è composta, come nella sua analoga, da gare su pista, salti, lanci o prove combinate come pentatlon o triathlon.
Questa tipologia di sport per disabili è rivolta ad atleti con differenti tipologie di disabilità come quella motoria, sensoriale o intellettiva.
La caratteristica più interessante di questo sport , a mio parere, riguarda le modalità specifiche con le quali vengono effettuati i gesti tecnici dagli atleti. Infatti, una prima classificazione che può essere fatta divide i praticanti di questa disciplina sportiva in tre macrocategorie in base alla tipologia generale di disabilità:

  • Atleti in carrozzina;
  • Atleti standing;
  • Atleti Ipovedenti.

Per quanto riguarda gli atleti in carrozzina, è necessaria una speciale carrozzina a tre ruote, ideata e creata in modo specifico per questo sport.
Questo strumento si differenzia molto da quelle che vengono utilizzate solitamente nel quotidiano, infatti presenta una struttura con una anteriore e due posteriori.
Inoltre, si nota anche la diversa impostazione dei cerchi di spinta, più piccoli e centrali rispetto a quelli delle altre carrozzine, adatti per facilitare il movimento e per evitare perdite di potenza durante la spinta. 

Gli atleti standing, invece, sono coloro che possono correre in posizione eretta in quanto reduci, nella maggiorate dei casi, da amputazioni o problematiche a livello degli arti inferiori.
Per svolgere le attività, quindi, vengono generalmente utilizzate delle protesi fatte in materiali molto leggeri, come il carbonio, ma anche molto resistenti. 

Infine i regolamenti prevedono un aiuto differente per chi appartiene alla terza categoria, ovvero gli ipovedenti.
In tale caso è consentita, infatti, la presenza di una seconda persona, chiamata guida, che va ad assistere coloro i quali hanno problemi di vista. Nel caso specifico della corsa, essi corrono insieme agli atleti impedendo loro di uscire dalle corsie e concentrarsi  solo nel gesto tecnico. 

Basket in carrozzina 

Questo sport per disabili può essere considerato uno di quelli che hanno avuto una maggiore evoluzione e successo nel corso del tempo, anche grazie alla sua longeva storia.
L’alba della pallacanestro per disabili risale infatti al Secondo Dopoguerra, quando il neurologo Ludwig Gutmann introdusse la palla a spicchi nei reparti di fisioterapia dei veterani feriti. 

Nonostante gli atleti siano tutti seduti su carrozzine, le regole di questo sport non sono molto diverse da quello che si vede in televisione giocata in posizione eretta.
Infatti, i principali fondamenti della disciplina come l’altezza del canestro, la palla, le dimena suoni del campo e l’organizzazione degli incontri sono le stesse dell’attività per normodotati. 

Le uniche differenze che sono state apportate sono sostanzialmente due.
La prima riguarda la regola dei passi la quale è stata tradotta in spinte, le quali non possono essere più di due per non commettere infrazione.
L’altra differenza risiede nella possibilità di effettuare un palleggio continuato senza l’obbligo del passaggio una volta eseguito l’arresto, pensata per rendere più fluido il gioco e ovviare alla maggiore difficoltà che si presenta nella fase del movimento con la carrozzina. 

Un altro aspetto caratteristico di questa attività è la classificazione.
Ogni valutazione assegna un punteggio che può variare da 1 fino ad un massimo di 4.5.
Tale decisione viene presa principalmente in base alla gravità della problematica, ma anche dalla capacità di eseguire determinati compiti specifici come il palleggio, raccogliere la palla da terra e il tiro. 

L’ultimo punteggio, ovvero il 5, è riservato in modo esclusivo a chi non ha problematiche fisiche ma che si cimentano lo stesso nella pratica di questo sport. Questi punteggi sono importanti durante una partita, in quanto la somma totale non può essere superiore ad una determinata soglia stabilita annualmente dalla federazione e che, nel campionato maggiore italiano, è di 14,5.
Ciò da la possibilità anche ai giocatori con disabilità più grave di essere schierati in campo

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Paracanoa 

Parliamo ora della Paracanoa. Questo sport per disabili è riservato ad atleti con disabilità fisiche, come ad esempio paraplegie e spine bifide.
Rispetto alle discipline presentate fino ad ora è relativamente giovane, come testimonia anche la data del suo ingresso nel mondo dei Giochi Paralimpici: il kayak lo vediamo per la prima volta ai giochi di Rio del 2016; mentre la canoa entrerà a pieno titolo solo nella prossima edizione di Tokyo 2020.

Per prima cosa è importante dire che all’interno di questa disciplina rientrano due imbarcazioni con le quali si può gareggiare ovvero il kayak e la canoa. La differenza principale risiede nell’utilizzo di due pagaie differenti.
Nel primo caso essa presenta due pale alle estremità, mentre nella seconda è presente solo da una parte.
Nel caso della Paracanoa, inoltre, si ha un secondo elemento di diversità. Infatti, in questo sport si ha una canoa particolare chiamata va’as, caratterizzata da una presenza di un galleggiante, presente al fine di aumentarne la stabilità. 

Anche in questa disciplina paraolimpica la classificazione risulta essere molto importante ai fini dell’agonismo e, per quanto riguarda il kayak, esistono esistono tre casi particolari a seconda della localizzazione della disabilità:

  • KL1;
  • KL2;
  • KL3.

La categoria denominata KL1 è riservata agli atleti che, per la propria patologia, non hanno adeguato controllo del busto e per cui utilizzano in modo esclusivo la forza della braccia. La seconda categoria invece riguarda le persone le quali riescono a trarre forza ed equilibrio dagli muscoli addominali e dorsali. Infine, troviamo chi presenta una disabilità tale da riuscire ad utilizzare anche le gambe, seppure in modo parziale.

Per quanto riguarda invece la canoa, l’ICF (International Canoe Federation) ha predisposto di recente una classificazione provvisoria che prevede in modo analogo al kayak tra categorie VL1, VL2, VL3. Esse non mostrano eccessive differenze usando gli stessi criteri generali visti sopra.

Paraciclismo per disabili 

L’evoluzione del ciclismo in paraciclismo è nata grazie alla volontà di ciclisti ipovedenti che pensarono di utilizzare un tandem per svolgere tale attività in sicurezza e che, col tempo, sono riusciti a far inserire tale disciplina all’interno del programma delle Paraolimpiadi nel 1988, in occasione dell’edizione di Seul. Nei decenni successivi si è vista una notevole evoluzione fino al 2000, anno in cui molte più tipologie di categorie vennero inserite nei Giochi.

Anche per questo sport per disabili, come detto per l’atletica, analizzando le classificazioni presenti si può avere un’idea delle diverse modalità di svolgimento delle gare. A seconda della disabilità esistono degli strumenti specifici e delle modalità particolari per lo svolgimento delle attività. 

Una prima classe riguarda gli atleti, i quali non possono stare in posizione eretta: per loro sono state create delle apposite biciclette con i pedali da utilizzare con le mani. Questa categoria è molto nota al pubblico, anche grazie alla presenza al suo interno del pluricampione Alex Zanardi, ex pilota di automobilismo e vincitore di numerose medaglie nel mondo paraolimpico. 

Esistono altri due casi in cui non vengono usate le biciclette classiche e sono utilizzate, in un caso i tandem, mentre nell’altro i tricicli. Per quanto riguarda la prima, come detto in precedenza, i soggetti non vedenti utilizzano insieme alla propria guida il tandem e, così facendo, si da loro la possibilità di gareggiare.
I tricicli invece sono, come suggerisce il nome, delle bici a tre ruote in grado di dare maggiore stabilità, destinati ad atleti con maggiori problematiche. Infine, ci sono gli atleti che presentano una problematica relativamente lieve e che possono utilizzare le normali biciclette per poter competere 

Come avviene per l’atletica, l’assegnazione di un atleta entro le sottocategorie permette di evitare che le differenze tra le disabilità vadano ad essere troppo influenti nel risultato finale. Inoltre, rispetto allo sport classico non esistono molte differenze nelle distanze da percorrere. 

Scherma per disabili 

La scherma entra nel mondo della disabilità nello stesso periodo e nello stesso modo del basket, ovvero grazie allo stesso Gutmann, come metodo di recupero dei veterani.
La prima cosa importante da sapere su questo sport per disabili è che per la pratica dell’attività ogni atleta si siede su apposite carrozzine ancorate alla pedana in modo che formino un angolo di 110° tra loro, così da non consentire oscillazioni o movimenti. Le carrozzine per scherma non presentano inclinazioni particolari e somigliano alle carrozzine da passeggio. In più presentano solamente un sostegno su uno dei lati, dove l’atleta si tiene per poter avere maggiore equilibrio durante i movimenti e facilitare gli affondi.

Nella scherma in carrozzina non esistono regole particolari rispetto a quella tradizionale, infatti gli strumenti e i bersagli validi per i colpi sono sostanzialmente gli stessi.
Per questo motivo, sebbene ci siano delle classificazioni, anche i normodotati possono sfidare atleti paralimpici, naturalmente non in competizioni ufficiali.
Anche per quello che riguarda le tre tipologie di competizioni basate sulle tre classiche armi:

  • Fioretto;
  • Spada; 
  • Sciabola. 

Come gli altri sport per disabili, esiste una classificazione, la quale mira a dividere gli atleti in base alla funzionalità e non tanto in base alla patologia, andando a capire i tipi e la qualità di movimenti che possono essere espletati.
Secondo questi criteri si individuano tre classi:

  • A;
  • B;
  • C:

Nella classe A sono inseriti tutti coloro che hanno pieno controllo del busto e anche buon equilibrio, passando alla classe B invece la funzionalità del tronco è ridotta. Infine, la categoria C è riservata agli atleti che presentano difficoltà di movimento in tutti e quattro gli arti.
Al momento, inoltre, solo le prime due classi sono inserite nei programmi ufficiali dei Giochi.

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Andrea Castellani

Andrea Castellani

Sono un ragazzo laureato in Marketing e Comunicazione di impresa con ala grande passione dello sport. Nelle mie esperienze iniziali ho fatto nuoto tennis e pallamano, ma ormai da nove anni gioco a Basket in Carrozzina. Fin da subito ho capito l'importanza dello sport nella mia vita e cerco condividere con gli altri questa mia esperienza nella speranza possa essere utile per qualcuno

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