Desiderio sessuale femminile e piacere erotic come dialogano tra loro

Desiderio sessuale femminile e piacere erotico, come dialogano tra loro

Piacere e desiderio sessuale femminile non sono la stessa cosa ma dialogano costantemente tra loro, sono nella dinamica erotica.

Il desiderio sessuale è un’ambizione mentale e immaginativa circa il godimento di un piacere erotico e avviene tramite una forma di atto sessuale. Questo vale sia al femminile che al maschile.

La fase del desiderio anticipa il piacere sessuale. Da una parte attiva l’eccitazione e, dall’altra, aumenta la qualità e la quantità del piacere goduto. Infatti, qualunque atto sessuale risulta più piacevole quanto più è desiderato.

Il desiderio è variabile da persona a persona e di situazione in situazione: volontà di provare piacere, gusti sessuali, qualità della relazione, realizzabilità dei desiderata, ecc. Per una donna possono valere: fase del ciclo mestruale, gravidanza o menopausa.

Ciò avviene tramite il potere immaginativo del nostro cervello, il miglior sex toy al mondo! Quando il desiderio raggiunge una certa consistenza mentale, il fenomeno dalla psiche si espande al soma, investendo dunque il corpo.

Questo avviene attraverso l’eccitazione: il corpo inizia a vivere fisiologicamente il piacere. Nella donna, aumenta la sensibilità epidermica, cambia la sudorazione, la clitoride si dilata e la vagina si lubrifica; verso il culmine del godimento, l’intera zona si irrora di sangue.

In realtà è l’eccitazione stessa, talvolta, ad attivare il desiderio. Con particolare ricorrenza femminile, ci si può sentire prima eccitate e poi, come conseguenza, aspirare alla soddisfazione di tale pulsione psico-fisica.

Eccoci al piacere. L’esperienza è olistica: psico-somatica, spirituale ed emotiva. Il piacere si manifesta con lo stimolo del desiderio tramite l’eccitazione e si realizza, accompagna, alimenta durante tutto il processo erotico.

Col procedere dell’azione sessuale, il piacere si fa da sottile a grossolano, da percettibile a pervasivo. All’apice del piacere femminile, può esserci un orgasmo o un’ondata di picchi di godimento. Per alcune donne è anche possibile l’eiaculazione (squirting) che non sostituisce l’orgasmo ma, solitamente, lo segue. Lo squirting libera l’apparato spugnoso-muscolare dai liquidi accumulati durante l’eccitazione. Per lo stesso motivo, chi non eiacula, solitamente, deve fare pipì poco dopo essere venuta.

Accennata questa panoramica organico-fisiologica, investighiamo di più la prospettiva psicosomatica e relazionale, secondo gli insegnamenti di Esther Perel, Rosemary Basson, Emily Nagoski e la mia esperienza come love coach.

Cosa è il desiderio sessuale

In poche ed efficaci parole, il desiderio (sessuale) è il voler materializzare il piacere (erotico).

Il desiderio è un’espressione di volontà e non un bisogno. Quindi, soddisfarlo non è un atto di cura ma di affermazione. Ed è un bene! La cura è una falsa amica dell’affiatamento sessuale, mentre la volontà la sua radice. Il desiderio sessuale femminile, dunque, è una forma di auto-affermazione.

Il desiderio è quasi automaticamente sessuale, nel nostro parlare comune. E il sesso è una componente considerata fondamentale per la relazione amorosa. Eppure, per secoli il desiderio è stato svincolato dalla sessualità e il sesso è stato a lungo separato dall’amore. Per amore si avevano amanti, per passione si andava al bordello (se uomini) e quello che accadeva nella coppia sposata era la soddisfazione del bisogno riproduttivo.

In più, si è a lungo pensato che non esistesse un desiderio sessuale femminile da soddisfare, contrariamente al maschile. Per molto si è anche pensato che la piacevolezza del sesso, per chi lo provasse, fosse un extra rispetto alla missione riproduttiva dell’atto sessuale in sé. Oggi, con gli anticoncezionali e la crescita delle libertà relazionali, il sesso ha il ruolo principale di realizzare il piacere.

Il sesso ha e ha avuto molto a che fare col dovere: ad esempio la moglie che deve generare figli e soddisfare il marito. Quindi la donna deve essere desiderabile per l’uomo. A essere desiderabili, oltre che le mogli, devono votarsi tutte le donne. La desiderabilità era e rimane una caratteristica culturalmente connessa alla femminilità. Ma la desiderabilità non ha a che fare con il volere o con il desiderare, anzi.

Oggi si è sviluppata una nuova consapevolezza circa il desiderio come fenomeno umano, e non squisitamente maschile. La componente di piacere in una relazione è importante tanto quanto la connessione amorosa.

Il senso comune contemporaneo vede sia l’uomo che la donna come esseri desideranti e impegnati nella desiderabilità, seppur con disparità.

Cos’è il piacere erotico

Il piacere erotico è solitamente il macro-obiettivo dell’atto sessuale. L’obiettivo specifico può essere raggiungere l’orgasmo o provare piacere tramite questa o quella pratica. Ed è anche la materializzazione del desiderio e il risultato dell’eccitazione.

Si è spesso pensato (e si pensa tuttora) che, non esistendo il desiderio sessuale femminile, alle donne il sesso non interessi. Sarebbe più corretto dire che a molte donne non interessa il sesso a cui sono abituate.

Evidentemente, se l’esperienza sessuale dà piacere, si desidera nutrirla, accrescerla, ripeterla. Se l’esperienza non è soddisfacente, più difficilmente si cerca e si desidera l’occasione di viverla. E qui c’è la sintonia e la complicità di coppia, la conoscenza del proprio corpo e di quello altrui, la qualità della comunicazione riguardo al sesso e tanti altri fattori da tenere in considerazione. Ma c’è di più.

A tal proposito, c’è urgenza di colmare la generale ignoranza, sia tra uomini che donne, sul funzionamento del corpo femminile durante un rapporto sessuale. La mancanza di conoscenza della clitoride, ad esempio, è fonte di molta frustrazione e malcontento.

Non è mai troppo tardi per auto-educarsi sessualmente, esplorandosi. Poi esistono libri, podcast, corsi, gruppi e professionisti impegnati proprio in questo. Per quello che posso dire dalle mie constatazioni professionali, spesso quando uno dei due membri della coppia inizia un percorso di questo tipo ne beneficia la relazione tout court. Farlo in coppia è un’esperienza molto forte e totalmente diversa. Consiglio sempre di seguire alcuni percorsi insieme e altri in solitaria.

Uno dei punti di partenza per una ri-esplorazione del piacere sessuale è il non pensare che l’aver voglia di fare sesso sia indispensabile. Mi spiego meglio: il piacere erotico si attiva sì con il desiderio e l’eccitazione, come abbiamo visto prima, ma non solo. Ci si può arrivare anche tramite la volontà e l’apertura. Cioè si può non voler fare sesso e non provare eccitazione in quel momento, ma essere accoglienti a uno stimolo del partner, dando l’opportunità di realizzarsi in un’azione goduriosa.

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Come funziona il desiderio nella donna

Rinnovo l’invito a non considerare il mondo maschile e quello femminile come universi separati. Anche in termini sessuali, le differenze sono più nello stereotipo che non nella realtà. Il sesso e il genere contano, ma anche la storia personale, la relazione e molte altre variabili.

Infatti, quel che emerge dalle sedute su stereotipi come “è una donna e non vuole mai fare sesso” o “lui è un uomo gli interessa solo venire” è che proprio tali generalizzazioni fanno perdere il senso della realtà e pongono la responsabilità della cosa al di fuori della coppia.

Ad esempio, se un partner uomo non conosce lo svolgimento organico del ciclo del piacere femminile e la donna si lamenta dell’ignoranza maschile con altri sul tema, è difficile che il compagno possa migliorare. Forse la cosa potrebbe divenire fonte di consapevolezza per entrambi e non solo di rabbia, frustrazione e critica da parte di una verso l’altro. Certo bisogna parlarne ed essere disposti a imparare: che questo possa essere impegnativo, è un altro paio di maniche.

Per soddisfare i propri desideri e vivere al meglio il piacere, la coppia deve essere attiva da questo punto di vista e mantenersi in uno stato di vigilanza erotica e comunicativa.

Infatti, l’intelligenza erotica va coltivata sempre, anche nelle coppie più ferrate e nelle persone che si sentono più esperte. Essere eroticamente intelligenti vuol dire anche essere coscienti di imparare reciprocamente.

È facile che un uomo si accenda sessualmente per via di uno stimolo esterno. Nel caso della donna, è più frequente che il desiderio si accenda all’interno di essa, anche senza un input del contesto. Quindi si potrebbe dire che il piacere femminile sia più narcisistico di quello maschile e che la connessione tra la donna e se stessa sia un fattore praticamente necessario al raggiungimento dell’orgasmo.

Lo stimolo maschile, invece, può raggiungere l’orgasmo anche con gesti più meccanici, ma solo fino a un certo punto. Anche l’uomo è una creatura emozionale ed emotiva, che piaccia crederlo o no. Stiamo per scoprire qualcosa in più proprio su questo.

Come accrescere il piacere

Sulla base di quanto detto, per accrescere il piacere in una relazione è bene:

  1. essere consapevoli e conoscenti del corpo proprio, di quello altrui e del loro incontro.
  2. curiosare il piacere proprio, altrui e condiviso.
  3. Esplorare il desiderio come forma di espressione di sé, dell’altro e della coppia.

Consiglio vivamente di svincolarsi dalla marea di stereotipi di genere e di soffermarsi sulla nostra autoconsapevolezza e sulle qualità personali del proprio partner.

Se ci si vuole riferire a modelli generici di comportamento a cui ascrivere i propri e quelli del partner, vanno bene anche quelli di genere. Basta fare attenzione alle fonti di informazione e al non inciampare in false credenze o nel cercare solo sostegno per le nostre critiche ma con propositi costruttivi.

Ad esempio, connettere la ‘scarsa propensione’ della partner donna al sesso con la scarsità di piacere provato nel sesso più che come un fatto intrinseco della femminilità, sapendo che va ricreata un’esperienza piacevole e goduriosa affinché l’interesse e il desiderio si riaccendano. Questa dinamica va mantenuta nel tempo, per evitare di ricadere nella stessa ‘scarsità’.

Oppure riconoscere nella ‘frequente richiesta sessuale’ da parte dell’uomo il fatto che la dimensione sessuale non sia mero istinto di dominazione. Nel contesto occidentale, il rapporto sessuale è spesso per un uomo la sede in cui concedersi con libertà vicinanza, affetto e attaccamento. Quindi, dietro al voler fare sesso non c’è solo il desiderio di autosoddisfazione ma anche di riconoscimento e connessione.

Siamo tutti, anche i generi non menzionati qui, animali emotivi, sociali e relazionali e fare sesso non è mai solo ginnastica, anche quando si tratta di una toccata e fuga: ci sono significati, sentimenti e storie.

Esercizio

Per mettere alla prova quanto visto sul desiderio sessuale, in particolare femminile, e il piacere erotico nel loro dialogo reciproco, ecco un esercizio da sperimentare.

Datevi insieme al partner un appuntamento per il sesso (sexdate). Se siete single, l’incontro è tra voi e voi stesse. Procuratevi una mezzora, un’ora o una serata per questo e organizzate l’evento voi, care lettrici di LeRosa. Può essere qualcosa di molto informale o di molto strutturato, dipende tutto da voi.

Apritevi all’opportunità di mettere in gioco tutto quello che conoscete sulla vostra relazione per regalarvi e regalare piacere di qualità. Pensate a cosa vi accende e cosa accende l’altro e preparate il necessario. Ricordate, infine, che nessuna candela, musica, giocattolo sessuale o posizione del kamasutra vi può regalare qualcosa che la vostra autentica presenza non possa fare.

Circondatevi di ciò che desiderate e non dimenticate che gli unici ingredienti fondamentali per la riuscita del piacere siete voi.

Se vi va, fatemi sapere cosa vi ha portato quest’esercizio, ne sarò davvero lieta.

Buon piacere e buon desiderio sessuale al femminile.

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Elena A. Russo

Elena A. Russo

Trainer e coach esperienziale a tema di erotica, relazioni, trasformazione conflitti, soft skills e sviluppo potenzialità. Avventuriera nella vita, un po' matta e un po' saggia, creativissima problem solver ed entusiasta del cambiamento.

LeROSA è il mondo che si basa su tre pilastri: Ascoltare Collaborare Sorridere. Scopri come!

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