le migliori universita italiane 2020

Le migliori università italiane 2020

Come ogni anno, il Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) ha pubblicato la classifica delle migliori università italiane del 2020.

Lo scopo di questa indagine è fornire uno strumento utile agli studenti che si apprestano a scegliere il proprio corso di studi universitario e, soprattutto, l’ateneo a cui affidarsi.

Si tratta in realtà di un complesso di classifiche, che concentrano la loro valutazione su aspetti leggermente differenti e considerano da un lato gli atenei, statali e non statali, e dall’altro la didattica (lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, statali e non statali). 

Questo contributo si concentrerà soprattutto sugli atenei statali, che sono suddivisi in:

  • Mega atenei: più di 40.000 studenti
  • Grandi atenei: da 20.000 a 40.00 studenti
  • Medi atenei: da 10.000 a 20.000 studenti
  • Piccoli atenei: fino a 10.000 studenti
  • Politecnici.

Quali sono gli indicatori considerati nella classifica delle migliori università italiane del 2020?

Le macrovoci oggetto di valutazione sono:

  1. borse: considera le borse di studio e i diversi tipi di contributi erogati in favore degli studenti (contributi alle spese di trasporto, prestiti agevolati e altro).
  2. Comunicazione: valuta la qualità della comunicazione dell’ateneo. Ad esempio, la facilità di trovare le informazioni sul sito dell’università, la tutela della privacy degli utenti, la presenza sui social network.
  3. Internazionalizzazione: indica il numero di studenti internazionali iscritti, i rapporti dell’ateneo con istituti stranieri, quanti studenti beneficiano del programma Erasmus e di progetti di mobilità, i corsi erogati in lingua inglese e la possibilità di conseguire doppie lauree.
  4. Servizi: comprende servizi mensa e gli alloggi (o contributi all’alloggio) in rapporto al numero di iscritti.
  5. Strutture: tiene conto del numero di aule e di posti in base al numero di studenti, nonché la valutazione degli studenti sull’adeguatezza degli spazi.
  6. Occupabilità: basato sul tasso di occupazione degli studenti a un anno dal conseguimento del titolo di studio.

Vediamo ora più nel dettaglio i primi posti della classifica.

Mega atenei

1. Università di Bologna

L’Alma Mater Studiorum di Bologna si classifica al primo posto tra i mega atenei con un punteggio generale di 91,5/100.

Un sicuro punto a favore dell’ateneo più antico d’Italia è la varietà della sua offerta: nell’anno accademico 2019-2020 erano attivi 91 corsi di laurea triennale, 117 corsi di laurea magistrale e 13 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, distribuiti in 5 diversi campus: Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini.

Difficilmente non troverete qui il corso che vi interessa.

Nella classifica del Censis, l’Alma Mater Studiorum si distingue nettamente per la cura della comunicazione e dei servizi online, che ottiene tra gli indicatori il punteggio più alto. Potrebbe sembrare poco significativo, ma non dimenticate: i siti universitari possono diventare nemici temibili per gli studenti che cerchino informazioni o che debbano compilare un piano di studi online. La piattaforma “Studenti Online” consente di immatricolarsi via internet evitando lunghe file.

Dal 2018, invece, è calato in modo abbastanza significativo il punteggio legato alle borse di studio e ai contributi erogati agli studenti, che passa da 90 a 83 su 110.

Al contrario, la voce delle strutture ha visto un netto miglioramento rispetto a due anni fa.

L’indicatore più basso (con 77/110) è quello relativo ai servizi, che riguardano in particolare vitto e alloggio. È noto che trovare casa nella città di Bologna può rivelarsi un’impresa molto difficile per uno studente. L’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori (ER.GO) gestisce delle residenze universitarie: la domanda va fatta con anticipo e occorre dimostrare di possedere alcuni requisiti di merito e di reddito.

La voce relativa all’internazionalizzazione resta piuttosto alta (95/110), anche se la tendenza è quella a un leggero calo negli ultimi anni. L’università di Bologna mette a disposizione più di 600 università partner in paesi UE ed extra-UE.

Per quanto riguarda la qualità dei corsi di laurea triennale, Bologna tende a mantenersi nelle prime posizioni più o meno in tutti i campi. È prima per quanto riguarda le lauree di ambito economico, psicologico e linguistico. Anche nelle lauree biennali si mantiene generalmente in alto nella classifica, così come per le magistrali a ciclo unico, a parte rare eccezioni.

L’occupabilità, cioè il numero di studenti occupati a un anno dal conseguimento del titolo, si attesta sul 92/110.

2. Università di Padova

Al secondo posto troviamo il secondo ateneo più antico d’Italia, l’Università degli Studi di Padova.

Il punteggio generale è di 88,5/100.

Anche in questo caso, la voce più alta, con il punteggio di 101 è quella legata a comunicazione e servizi informatici, che torna a salire dopo un 2019 in discesa.

Se nelle altre voci scende leggermente rispetto a Bologna, l’ateneo di Padova supera la prima in classifica in due indicatori: i servizi (79) e l’occupabilità (96). In quest’ultima categoria, tra i mega atenei si posiziona al secondo posto dopo Milano.

Secondo i dati dell’Università di Padova, l’89% dei laureati magistrali risultano impiegati a 5 anni dalla laurea. L’università fornisce inoltre una serie di servizi di accompagnamento al lavoro: consulenze individuali di orientamento, seminari, tirocini, test di competenze.

I corsi di laurea per i quali l’università è più famosa, come Medicina e Chirurgia, Giurisprudenza o Psicologia, mantengono un buon punteggio a livello di didattica.  

In ogni caso, rimane un ateneo di indubbio prestigio, tra le migliori università italiane anche per i moltissimi anni di storia.

Sono molto interessanti gli interventi per il diritto allo studio, per i quali Padova si classifica al quarto posto tra i mega atenei.

Per l’anno scolastico appena iniziato, l’Università di Padova ha messo a disposizione 15 milioni di euro per alleggerire le rette degli studenti di famiglie meno abbienti e più provate dall’emergenza sanitaria del 2020. Offre interessanti contributi anche per garantire agli studenti una connessione internet, la possibilità di acquistare un computer a prezzi ridotti e contributi per l’abbonamento ai mezzi pubblici e all’affitto.

Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, Padova è il terzo ateneo italiano per numero di studenti partecipanti al programma Erasmus+, mentre più in generale nella classifica del Censis si posiziona subito sotto a Bologna tra i mega atenei, anche se leggermente in calo rispetto a due anni fa.

Vi sono anche diversi corsi completamente tenuti in inglese.

3. Università di Firenze

L’Università degli Studi di Firenze si piazza al terzo posto nella classifica dei mega atenei, con un punteggio di 86,2.

Come nei due casi precedenti, il punteggio specifico più alto è quello relativo alla comunicazione e ai servizi digitali.

Supera decisamente le prime due in classifica per quanto riguarda i servizi, dove ottiene un 86 (nonostante siano anche questi in leggero calo rispetto agli anni precedenti).

L’ente che si occupa dell’erogazione dei servizi di mensa e degli alloggi universitari è l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana. In concomitanza con l’emergenza sanitaria è stato migliorato anche il servizio “Cerco alloggio”, che aiuta gli studenti nella ricerca di una stanza in affitto nel privato e permette di visionare gli appartamenti online grazie a un’app specifica.

Non altissimo rispetto alle prime in classifica invece il punteggio per quanto riguarda le borse e i contributi agli studenti (69).

L’internazionalizzazione ottiene il punteggio di 84: l’ateneo dichiara oltre 480 accordi di collaborazione con università straniere in 95 paesi; dal 1999 è Centro d’Eccellenza Europeo Jean Monnet con l’obiettivo di coordinare e informare sulle attività di integrazione europea. Aderisce al programma Erasmus+ e offre anche la possibilità di accordi di collaborazione per studenti internazionali, perché possano seguire dei corsi singoli presso l’ateneo fiorentino.

L’occupabilità ottiene il punteggio di 93. Anche il Career Service dell’Università di Firenze offre servizi di orientamento e laboratori.

Tutti e tre questi atenei si trovano in bellissime città d’Italia, che offrono una ricca vita culturale: mostre, musei, cinema e teatri, bellezze artistiche. Un motivo certamente per sceglierle è la vita studentesca vivace, divertente, piena di stimoli, che renderà di sicuro indimenticabili gli anni di studio, tra un esame e l’altro.

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Grandi atenei

1. Università di Perugia

Al primo posto nella classifica delle migliori università italiane per quanto riguarda i grandi atenei troviamo l’Università degli Studi di Perugia.

Il punteggio generale è più alto rispetto a Bologna: 92,7.

La cura dei servizi informatici e di comunicazione è altissima: 110. Il sito universitario è navigabile in ben sette lingue diverse, compreso il Cinese. Dalla home page si raggiunge facilmente la spiegazione della filosofia di utilizzo dei social network da parte dell’Università, nonché una lista di fonti stampa autorevoli (agenzie stampa, giornali locali e nazionali) considerati autorevoli: un’attenzione apprezzabile in tempi di allarme da fake news.

L’internazionalizzazione ottiene un punteggio pari a 90. Oltre al programma Erasmus+, l’Università di Perugia ha stipulato accordi con molte istituzioni differenti per rendere possibili programmi di scambio di studenti, docenti e personale. Le modalità per gli studenti di trascorrere un periodo all’estero sono tre: il programma Erasmus+, gli accordi quadro e la mobilità per conseguimento di titolo doppio, multiplo o congiunto.

Alto anche il punteggio relativo a borse e contributi, 90/110, e quello dei servizi, 86. Gli studenti usufruiscono di diverse opzioni di scontistica sui trasporti pubblici, di residenze studentesche e servizi di supporto alla ricerca di alloggio, mensa e bar convenzionati.

Le strutture sono considerate molto adeguate e ottengono un punteggio pari a 95. Ci sono 12 biblioteche specializzate e diverse aule studio.

Riguardo la qualità nei corsi di laurea, per le triennali Perugia mantiene in generale punteggi piuttosto alti, in particolare si trova al primo posto per l’ambito di Scienze dell’Educazione e della Formazione e al secondo per le lauree umanistiche. Per le lauree magistrali, conquista il podio solo per quanto riguarda gli studi umanistici e scientifici. Buoni anche i punteggi delle lauree a ciclo unico.

L’occupabilità riceve un punteggio di 85/110.

Da notare che, a parte l’indicatore sulle borse e i contributi, tutti gli altri sono in ascesa o in una situazione di parità rispetto agli anni scorsi.

2. Università di Pavia

L’Università di Pavia approda al secondo posto tra i grandi atenei con un punteggio generale di 90,3.

In particolare, le voci più alte sono:

  • Comunicazione e servizi informatici: 96
  • Strutture: 97
  • Occupabilità: 98

Tutte le voci prese in analisi risultano in aumento rispetto allo scorso anno, eccetto quella delle borse e dei contributi, il cui punteggio, 90 nel 2019, scende bruscamente a 83 nel 2020.

Secondo i dati dell’Università, l’offerta comprende, tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico, ben 88 corsi di studio, di cui una decina in lingua inglese.

Una nota particolarmente interessante dell’Università di Pavia sono i suoi numerosi collegi universitari, che la rendono una sorta di “città-campus”: tra la sede di Pavia e quella di Cremona si contano una ventina di collegi, che sono residenze universitarie e spesso occasioni di integrazione formativa. Vi si accede tramite concorso e i costi variano a seconda del reddito.

Si tratta di un’esperienza di vita universitaria particolarmente interessante, dal sapore internazionale, che agevola le relazioni sociali tra gli studenti.

Secondo AlmaLaurea, l’Università di Pavia garantisce un alto tasso di occupazione post lauream, con un’alta percentuale di occupati a poco tempo dal conseguimento del titolo. Informazione sicuramente interessante per chi sta pensando al proprio futuro e sta cercando di scegliere oculatamente tra le migliori università italiane.

Per quanto riguarda la valutazione della didattica, Pavia mantiene generalmente buoni punteggi nei corsi di laurea di tutte le tipologie, trovandosi spesso nelle prime posizioni soprattutto per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico.

3. Università di Parma

Al terzo posto troviamo l’Università degli Studi di Parma con un punteggio generale di 90/100.

Sorprendentemente alta la valutazione delle strutture: 105 punti su 110, in costante aumento dal 2017. L’Università conta 17 biblioteche e ampi spazi didattici e aule studio.

La voce occupabilità è stata valutata al 96/110: secondo gli ultimi due rapporti di AlmaLaurea, non a caso, il tasso di occupazione dei laureati all’Università di Parma è piuttosto alto rispetto alla media nazionale e gli ex studenti si dicono molto soddisfatti della loro scelta.

L’internazionalizzazione ottiene un punteggio pari a 86. L’Università aderisce al programma Erasmus+ ma ha anche un proprio programma di mobilità con paesi extra-UE, chiamato Overworld. Le Università partner hanno stipulato accordi bilaterali con l’Università di Parma per la mobilità degli studenti o, in alcuni casi, per il conseguimento di una doppia laurea.

Non esistono corsi di laurea triennale svolti completamente in inglese: vi sono tuttavia dei singoli insegnamenti in inglese all’interno di alcuni corsi di laurea in italiano. Per quanto riguarda invece le lauree magistrali, alcuni corsi sono interamente tenuti in inglese, in particolare nel dipartimento di Ingegneria.

Come abbiamo visto spesso anche nei casi precedenti, la voce riguardante le borse di studio e i contributi agli studenti è in calo rispetto agli ultimi due anni. Le borse di studio sono erogate da Er.Go, ma sono previste comunque delle agevolazioni sul pagamento delle tasse universitarie in base al reddito, nonché delle riduzioni per merito e dei premi di laurea.

Nella didattica, l’Università di Parma si classifica al primo posto per le magistrali di ambito agrario/forestale/veterinario.

Non dimentichiamo queste migliori università italiane

1. Trento nella classifica dei medi atenei statali

L’Università di Trento ottiene un punteggio generale molto alto che la rende prima tra i medi atenei statali con 98,7/100.

Interessante è il punteggio insolitamente alto della voce relativa alle borse di studio e ai contributi: 103/110. L’Opera Universitaria eroga borse di studio in base all’ISEE per i residenti in provincia di Trento. Sul sito dell’università inoltre una pagina dedicata consente di visionare facilmente un elenco di borse e premi di studio di vario genere.

Alto anche il punteggio per le strutture universitarie (100), in discesa invece quello riguardante i servizi. Riguardo l’alloggio, l’Opera Universitaria mette a disposizione degli studenti fuori sede 1300 posti, mentre per quanto concerne il vitto offre un servizio mensa.

Il Collegio Bernardo Clesio offre sia un alloggio che ulteriori servizi didattici di eccellenza. Vi possono accedere, previa selezione, gli studenti che si iscrivono per la prima volta ad un corso di laurea triennale o magistrale. 

Molte sono le possibilità di trascorrere un periodo all’estero per gli studenti dell’Università di Trento. Oltre ai programmi Erasmus+ per studio e tirocinio, sono attivi numerosi accordi bilaterali per la mobilità studentesca e un numero elevato di doppie lauree. L’ateneo aderisce anche a tre corsi in double degree tramite il programma Erasmus Mundus, al programma Fulbright per Master e Corsi di dottorato ed eroga borse di studio per mobilità per ricerca tesi, lasciando molta libertà anche nella scelta dell’Università di destinazione.

Infine, molto alto è anche punteggio alla voce occupabilità: 103/110.

Nella didattica Trento si posiziona al primo posto per le triennali in scienze informatiche e per l’ambito scientifico. È prima anche per le magistrali in ambito psicologico.

2. Camerino per i piccoli atenei

Tra i piccoli atenei, il primo posto come migliore università italiana spetta all’Università di Camerino, in provincia di Macerata, con il punteggio generale di 93,5/100.

L’offerta di questo ateneo è divisa in cinque scuole: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei prodotti della salute, Scienze e Tecnologie. Con queste sezioni ottiene discreti punteggi a livello di didattica con alcune eccellenze (ad esempio il secondo posto per le lauree triennali di ambito scientifico, subito dopo Trento).

Il punteggio maggiore spetta alla voce relativa a comunicazione e servizi informatici, con un punteggio di 99/110.

Borse di studio e contributi ottengono un punteggio pari a 92/110. Sono previste diverse borse di studio per gli studenti che si immatricolano all’Università di Camerino per la prima volta con un punteggio alla maturità superiore a 80/100, di valori diversi a seconda della fascia di voto. Anche l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio eroga delle borse di studio in riferimento all’ISEE dello studente.

Gli studenti possono accedere anche alla Scuola di Studi Superiori Carlo Urbani, che garantisce agli studenti selezionati vitto e alloggio gratuiti, l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie e un programma didattico aggiuntivo, mantenendo dei requisiti di merito specifici.

L’Ente Regionale per il Diritto allo Studio (ERDIS) mette a disposizione degli studenti cinque strutture abitative a Camerino. Lo stesso ente eroga anche il servizio ristorazione. 

L’internazionalizzazione ottiene una valutazione di 95/110. L’ateneo aderisce al programma Erasmus+, al quale affianca la possibilità di doppie lauree, borse di perfezionamento all’estero per laureati e programmi di mobilità di tre mesi in università partner.

Buona valutazione anche per l’indice di occupabiltà, che riceve un punteggio di 90/110. Il 71,5% dei laureati magistrali dell’ateneo risulta occupato ad un anno dalla laurea; a cinque anni la percentuale aumenta fino all’87,7%, leggermente superiore alla media nazionale.

3. Milano, come miglior politecnico

Il Politecnico di Milano ottiene il primo posto tra le migliori università italiane nella categoria dei politecnici con il punteggio generale di 94,3/100.  Gli altri posti sono occupati, nell’ordine, dall’Università IUAV di Venezia, dal Politecnico di Torino e da quello di Bari.

I valori più bassi sono attribuiti alle voci Strutture (83/110) e Servizi (81/110).

Il Politecnico è formato da sette campus: Milano Bovisa, Milano Leonardo, Como, Cremona, Lecco, Mantova e Piacenza. In ogni Campus è presente almeno una biblioteca, aperta nel fine settimana e di sera.

Il Politecnico dispone di diverse residenze universitarie, a cui si può accedere pagando la tariffa intera oppure a tariffa agevolata, partecipando allo specifico bando di assegnazione. Gli indicatori valutati sono il reddito e il merito.

La voce riguardante le borse di studio ottiene un punteggio di 94/110. Sono previste alcune riduzioni della retta universitaria sulla base del reddito ISEE e vi sono anche alcune possibilità, partecipando a diversi bandi, di ottenere borse e premi di laurea.

Sia il valore relativo alla comunicazione e ai servizi digitali, sia quello dell’internazionalizzazione si attestano al 99/110.

Numerose sono infatti le possibilità di arricchire il proprio curriculum con un periodo di mobilità all’estero.

È attivo il programma Erasmus+, insieme a diverse altre opzioni, come doppie lauree e programmi di mobilità extra-UE. Vi sono inoltre alcuni progetti che coinvolgono nello specifico le università tecniche, come il progetto ATHENS, e una doppia laurea che nasce da un accordo tra il Politecnico e l’Università Cinese Tongji di Shanghai.

Impressionante infine la voce relativa all’occupabilità, che ottiene il massimo punteggio: 110/110. Secondo le ultime indagini interne svolte dal Career Service di ateneo, il 95% dei laureati magistrali del Politecnico è occupato a un anno dalla laurea: 89% degli architetti, 91% dei designer, 97% degli ingegneri (l’indagine prende in considerazione i laureati nel 2018).

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Camilla Grandi

Camilla Grandi

Ho 27 anni e vivo accanto a Venezia, dove sono nata e dove ho studiato Filosofia all'Università. Oggi sono una volontaria per il Servizio Civile Universale. Sono appassionata di teatro e di giornalismo e per LeROSA mi occupo di temi che riguardano il mondo giovanile.

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