soft skill e donne

Soft skills: alleate perfette per le donne in cerca di lavoro

Sempre più spesso si sente parlare di soft skills e di quanto queste siano diventate importanti, molto più di quanto non lo fossero un tempo, nel mondo del lavoro. In questo post vediamo cosa sono esattamente, in cosa differiscono dalle hard skills e, soprattutto, come fare leva sulle innate caratteristiche femminili per aumentare le soft skills capaci di aiutare le donne in cerca di lavoro.

Cosa sono le soft skills

Il termine inglese soft skills viene tradotto in italiano con competenze trasversali, per indicare che si tratta appunto di caratteristiche che non riguardano una specifica mansione o lavoro ma qualcosa di cui c’è bisogno in modo trasversale rispetto al tipo di professione e anche rispetto alla specifica gerarchia aziendale.

Sono soft skills la capacità di ascoltare, l’abilità di entrare in empatia con il proprio interlocutore, una predisposizione all’organizzazione di persone e processi, l’abilità di creare gruppi di lavoro che funzionano, la capacità di sostenere lo stress o quella di saper svolgere più attività contemporaneamente (senza perdere pezzi, ovviamente).

Risulta chiaro anche ad una prima lettura di queste liste, che la maggior parte delle soft skills sono in realtà abilità piuttosto innate o facilmente sviluppate nell’arco della vita di una donna, in particolare dopo la maternità.

A confermare l’impressione immediata ci sono anche gli studi di diversi scienziati che confermano, visto come è strutturato il cervello della donna, la femminile predisposizione a lavorare con i due lobi contemporaneamente: la parte emotiva con quella cognitiva. Mentre l’uomo, per predisposizione genetica, o usa la nozione o l’empatia.

E non dimentichiamo che sempre più statistiche economiche  lo riconfermano. L’annuale report Diversity Matters di McKinsey su oltre 300 aziende nel mondo mostra che la relazione tra soft skills e l’aumento di profittabilità aziendale è certificata: quando ai vertici dell’azienda c’è una percentuale importante di donne, la performance economica migliora dal 20% al 40% nei parametri rilevanti.

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Soft skills e hard skills: differenze

Soft skills quindi sono le competenze trasversali, di natura più tipicamente relazionale, organizzativa e umanistica. E le hard skills?

Sono tutte le competenze tecniche specifiche che ti permettono di svolgere il tuo lavoro. Rientrano in questa parte delle competenze tutto quello che conosci tecnicamente del tuo lavoro, quello che hai studiato, quello che hai imparato materialmente sul campo. Sono hard skills per esempio la tua conoscenza delle lingue straniere, di programmi e/o pacchetti informatici o l’utilizzo di macchinari e strumenti della produzione. Rappresentano una certificazione di hard skills i certificati di frequenza di corsi formativi o di master specialistici, oltre che ai titoli di studio.

In poche parole le hard skills sono competenze che possono essere facilmente insegnate e facilmente misurate, a differenza delle soft skills che sono difficili da insegnare e ancor più difficili da misurare.

Soft skills: come valorizzarle

Sembrerebbe tutto facile, dunque: le soft skills sono trasversali alle professioni e alle mansioni, quasi naturali nella maggior parte delle donne – soprattutto quelle che attraversano la maternità – e la presenza di percentuali più alte di donne in azienda migliora i risultati e le performance.

Come mai però allora si parla ancora così tanto di gender gap? Tra l’altro una differenza fra uomini e donne che riguarda non solo i guadagni (stando alle statistiche le donne a parità di ruolo guadagnano sensibilmente meno degli uomini) ma anche la felicità. In un precedente articolo di questa rubrica infatti, Il paradosso della declinante felicità femminile, abbiamo visto che anche in fatto di felicità le donne hanno molto da invidiare agli uomini, soprattutto superati i famosi e temuti ‘anta’.

Stando a quanto dicono gli analisti, una parte importante del gender gap potrebbe essere abbattuta se si lavorasse su due fronti: da una parte abbattere la percezione aziendale che una donna- mamma è un debito piuttosto che un grande valore aggiunto.

Dall’altra lavorando sulla percezione che una donna ha di sé stessa e del suo valore, valorizzando le proprie caratteristiche trasversali in modo adeguato. Il che presume che tu le conosca e ne sia consapevole!

Ecco quindi alcuni brevi consigli sul come valorizzare le tue soft skills:

  1.  Se sei mamma leggiti il delizioso volume “MAAM La maternità è un master”. Ti farà radicalmente cambiare il tuo punto di vista in merito al tuo ruolo di mamma che, come vedrai, è molto più simile a quello di manager che di donna di servizio – come ancora purtroppo molti uomini pensano!
  2. Se stai cercando lavoro, valuta di chiedere aiuto ad un professionista esperto per fare un analisi dettagliata delle tue competenze trasversali ma, soprattutto, per comunicarle in modo chiaro attraverso tutti gli strumenti di ricerca lavoro che puoi avere a tua disposizione oggi, non solo nel curriculum vitae.

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Erica Zuanon

Erica Zuanon

Ho unito le mie opposte esperienze di vita come ingegnere e pianista per creare una terza esperienza lavorativa, qualcosa che oltre al lavoro mi rendesse felice. Aiuto lavoratori e professionisti a chiarire e realizzare i loro obiettivi di carriera così da migliorare economicamente ed avere una vita professionale più soddisfacente.

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