Innovazione e sostenibilità: il caso Pemcards

Si può fare innovazione – e innovazione sostenibile – riesumando qualcosa che è stato “inventato” più di 150 anni fa?

Secondo Andrea Gambini e Geni Bigliazzi, fondatori della start up Emotion Srl, è assolutamente possibile. Ed è proprio quello che i due giovani imprenditori toscani hanno fatto con il progetto Pemcards, che ridà nuova vita alle tradizionali (e ormai date quasi per scomparse) cartoline postali facendole entrare di diritto nell’esperienza digital, senza peraltro rinunciare al loro straordinario potere emozionale.

Non è tutto: i due startupper hanno trasformato le cartoline in un efficace strumento di marketing per le aziende, e contemporaneamente in una buona azione verso l’ambiente.

Ma andiamo con ordine, e scopriamo cos’è e come è nato il progetto Pemcards.

Cosa è Pemcards

La prima cartolina postale per uso non militare (la classica “tanti saluti da…”) pare sia stata spedita in Svizzera nel lontano 1869. Da allora, e fino a prima dell’avvento degli smartphone, le cartoline sono state i principali e spesso unici certificatori di viaggi più o meno esotici, vacanze indimenticabili, affetti a distanza, emozioni da condividere e da ricordare.

Negli ultimi anni, complice l’avvento degli smartphone ma anche la difficoltà di reperire francobolli e cassette postali, le cartoline sembravano scomparse. Eppure, soltanto nel 2018, in Italia ne sono state spedite circa quaranta milioni, e in Francia oltre trecento milioni: segno che, per molte più persone di quante si possa pensare, le cartoline postali sono ancora un mezzo di comunicazione prezioso e amato.

Da questa considerazione sono partiti Andrea Gambini e Geni Bigliazzi, entrambi provenienti dal settore poste e telecomunicazioni, per fondare la loro start up a Cascina, alle porte di Pisa, e per lanciare l’applicazione Pemcards, che permette di inviare cartoline personalizzate direttamente dal proprio smartphone.

Con Pemcards non servono francobolli, e non è necessario stampare nulla. Una volta scaricata (gratuitamente) l’applicazione, basta selezionare un’immagine a scelta o comporla direttamente sull’app, inserire l’indirizzo del destinatario, scrivere il proprio personale messaggio, e inviare.

Il destinatario riceverà una vera e propria cartolina, del tutto simile a quelle tradizionali ma creata con una fotografia personale e unica.

Un gesto digitale, quindi, produce un oggetto fisico di grande valore emotivo e relazionale: qualcosa di più di una foto semplicemente condivisa sui social media o via whatsapp.

Il costo? Analogo a quello di una spedizione tradizionale, e anche meno acquistando un pacchetto di Pemcoins, ovvero crediti per l’invio.

Pemcards: le cartoline come strumento di marketing

Andrea e Geni, in realtà, hanno creato Pemcards come strumento di promozione per aziende, Comuni, Fiere e altro, che acquistano pacchetti di Pemcoins da ridistribuire ai propri clienti, interlocutori e persone d’interesse.

Queste possono inviare gratuitamente le cartoline personalizzate dal brand, che diventa una specie di aiutante magico – per dirla come Propp – nell’esperienza emozionale di chi scrive e di chi riceve il messaggio, ancorandosi nella memoria di un momento positivo.

Tutto molto romantico? In realtà, tutto molto concreto: è Geni Bigliazzi a citare, in un’intervista, la case history di un’agenzia di viaggi che, a fronte di un investimento di 1.200 euro per 600 Pemcards brandizzate regalate ai propri clienti, ha ottenuto l’invio di 342 cartoline. Ben 186 destinatari hanno richiesto un preventivo all’agenzia, che ha finito col vendere viaggi per ventimila euro, con un costo di circa 13 euro a lead.

Il primo ambito in cui i due imprenditori hanno sperimentato Pemcards è quello del turismo, ma l’app può essere utile a qualsiasi tipo di impresa che voglia procurarsi contatti e possibili clienti.

Geni Bigliazzi e Andrea Gambini con la collaboratrice Cristina Maranzano, da loro definita “la vera mente dell’impresa”.

L’impegno di sostenibilità di Pemcards

Nel sito dell’azienda campeggia una dichiarazione di Andrea Gambini:

“L’innovazione va applicata su processi e servizi, per ottenere maggior risultati e benefici, sia a livello sociale che ambientale. Tematiche come sostenibilità e ambiente rientrano nella mission di Pemcards

I due founder, infatti, si sono posti da subito il problema della sostenibilità del loro progetto.

Accantonata almeno per il momento l’idea di far stampare le card su carta riciclata (non ne esiste di grammatura tale da garantire che le cartoline arrivino sane e salve a destinazione), l’azienda ha scelto di utilizzare soltanto carta certificata a marchio FSC (Forest Stewardship Council), vale a dire proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Stanno inoltre lavorando all’organizzazione della produzione, per arrivare a distribuire le Pemcards in tutto il mondo riducendo al minimo l’impatto ambientale causato dal loro trasporto.

Soprattutto, però, Andrea e Geni hanno scelto di compensare l’impronta carbonica delle cartoline piantando alberi.

Con un albero si possono produrre mediamente diecimila cartoline. In collaborazione con un’altra start up innovativa a vocazione sociale, Up2You di Milano, i fondatori di Pemcards hanno deciso di piantare un albero ogni mille cartoline inviate: un saldo 10 a 1, decisamente positivo.

Per ogni primo acquisto di Pemcoins su Pemcards, inoltre, gli utenti hanno la possibilità di far piantare un albero dove vogliono: riceveranno anche un attestato a testimonianza della piantumazione, da condividere con le persone care.

Pemcards e LeROSA

L’attenzione per l’ambiente e soprattutto la centralità delle persone, con le loro storie, le loro relazioni e le loro emozioni, sono due scelte che accomunano la start up di Andrea Gambini e Geni Bigliazzi e il progetto LeROSA di Giulia Bezzi.

Per questa ragione, Pemcards sarà partner dell’eventoLeROSA Next, che si terrà online il prossimo 23 gennaio con il titolo “Energia in ogni passo”.

Sarà una mattinata dialoghi e formazione, con l’obiettivo di ricaricare le batterie in vista del nuovo anno e continuare insieme a generare benessere psicofisico ed economico, per le donne e per tutti.

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