Nuova legge Sabatini: che cos’è e come fare domanda

La nuova Legge Sabatini è un’agevolazione gestita dal Ministero dello Sviluppo economico che permette alle aziende di acquistare macchinari, attrezzature e software a condizioni vantaggiose. In questo articolo vedremo nel dettaglio le caratteristiche dell’agevolazione, il suo funzionamento e come fare per presentare domanda.

Nuova legge Sabatini: cos’è

La nuova legge Sabatini è un’opportunità di finanziamento dedicata alle piccole e medie imprese (PMI) che intendono investire nell’acquisto di “beni strumentali di impresa”.

La legge Sabatini prende il nome da Armando Sabatini, il deputato che la promosse nel 1965. Sì, avete letto bene: la prima legge Sabatini è entrata in vigore più di 50 anni fa. Si tratta probabilmente di una delle norme più longeve del nostro ordinamento, nata con l’obiettivo di favorire la modernizzazione tecnologica delle imprese attraverso l’acquisto di macchinari ed attrezzature.

Inizialmente la legge aveva un funzionamento molto più complesso, che prevedeva anche l’utilizzo di cambiali nei rapporti tra impresa e fornitore: nel corso degli anni, però, la normativa è stata notevolmente semplificata, fino ad arrivare alla sua forma attuale. La nuova Legge Sabatini, conosciuta anche come “Nuova Sabatini” è entrata in vigore nel 2014.

L’agevolazione permette alle piccole e medie imprese italiane di accedere ad un finanziamento agevolato per acquistare macchinari, attrezzature e impianti ad uso produttivo nuovi di fabbrica. Possono essere finanziati anche l’acquisto di hardware, software e tecnologie digitali. 

Il finanziamento, anche sotto forma di leasing, può coprire fino al 100% dell’investimento, ha una durata massima di cinque anni ed è compreso tra un minimo di 20.000 euro e un massimo di 4 milioni di euro. Possono presentare domanda le piccole e medie imprese di tutti i settori, ad esclusione di quelle operanti in ambito assicurativo e finanziario.

In cosa consiste l’agevolazione prevista dalla nuova legge Sabatini? Si tratta di un contributo a fondo perduto che riduce del 2,75% il tasso di interesse applicato dall’istituto di credito convenzionato al quale l’impresa si rivolge per ottenere il finanziamento necessario all’acquisto dei beni. La percentuale aumenta al 3,575% nel caso in cui l’azienda acquisti particolari macchinari o attrezzature tecnologicamente avanzati, elencati negli allegati 6/A e 6/B della circolare n. 14036, pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 15 febbraio 2017.

Oltre a comparire nei due allegati citati, perché l’azienda possa usufruire del contributo maggiorato tali macchinari devono essere:

  • a controllo numerico (CNC) e/o dotati di controllore logico programmabile;
  • interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica con controllo remoto e/o part program;
  • integrati in modo automatizzato con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • dotati di un’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva;
  • in linea con i più recenti criteri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro.

Come funziona la nuova Sabatini

Il funzionamento della nuova legge Sabatini prevede la collaborazione di tre soggetti differenti, oltre all’impresa che richiede il finanziamento:

  • Il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, l’ente che ha promosso (e più volte rifinanziato) l’agevolazione. È il Ministero a erogare il finanziamento a fondo perduto che riduce l’interesse del prestito bancario per l’acquisto dei beni.
  • CDP – Cassa Depositi e Prestiti: è l’istituto che mette a disposizione delle banche le risorse per erogare i finanziamenti nell’ambito della nuova Legge Sabatini.
  • Gli intermediari finanziari convenzionati: si tratta delle banche e delle società di leasing che hanno aderito alla convenzione firmata tra il Ministero per lo Sviluppo Economico l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa Depositi e Prestiti, rendendosi disponibili a erogare finanziamenti nell’ambito della nuova legge Sabatini. Le banche convenzionate includono i principali istituti di credito italiani, ma anche moltissime banche di media dimensione e piccole banche territoriali.

Nello schema di funzionamento della nuova legge Sabatini è coinvolto anche il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, che può emettere una garanzia a copertura dell’80% del finanziamento.

I ruoli di ciascun soggetto sono ben definiti all’interno delle procedure per ottenere l’agevolazione. L’iter inizia quando un’impresa presenta la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso al contributo a fondo perduto del MISE ad uno degli istituti intermediari convenzionati.

Prima di iniziare la procedura, è comunque sempre consigliabile contattare l’istituto, anticipare l’intenzione di richiedere un finanziamento nel quadro della nuova Sabatini e illustrare il tipo di investimento che si intende attuare.

La banca (o società di leasing) verifica che la domanda sia stata presentata in maniera corretta e completa, valuta il merito di credito dell’impresa, controlla che l’azienda richiedente sia effettivamente una piccola o media impresa e trasmette al MISE la richiesta di prenotazione del contributo.

Appena il MISE conferma la disponibilità delle risorse necessarie ad erogare il contributo, l’intermediario finanziario può deliberare il finanziamento. Il MISE, ricevuta la copia della delibera, adotta il provvedimento di concessione: l’atto indica l’ammontare dell’investimento e del contributo, oltre alle scadenze di pagamento e agli adempimenti obbligatori per l’impresa in tema di realizzazione e rendicontazione dell’investimento.

A questo punto, banca (o società di leasing) e impresa stipulano il contratto di finanziamento: l’azienda (o il fornitore, in caso di leasing), riceverà il denaro entro trenta giorni dalla data di consegna del bene. Tutti gli investimenti previsti devono essere completati entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Abbiamo visto come si sviluppa nelle sue linee generali l’iter di richiesta dell’agevolazione: nel prossimo paragrafo esamineremo nel dettaglio come fare per presentare la domanda.

Come fare domanda per la nuova legge Sabatini

La domanda per richiedere le agevolazioni previste dalla nuova legge Sabatini si presenta compilando un modulo in pdf scaricabile dal sito del MISE. Nella prima parte del modulo vanno indicati alcuni dati generali: ad esempio, il nome e l’indirizzo di posta elettronica certificata dell’intermediario finanziario a cui si presenta la richiesta, i dati anagrafici dell’impresa e del legale rappresentante che firmerà digitalmente la domanda, l’indirizzo dell’azienda, la persona di contatto interna che fa da riferimento per la pratica, la sede aziendale dove avverrà l’investimento.

La sezione successiva chiede di specificare l’ammontare totale dell’investimento e quello del finanziamento richiesto, suddivisi tra investimenti ordinari ed investimenti tecnologicamente avanzati. Devono essere indicati anche la data di inizio e la data di fine previste per la realizzazione degli investimenti.

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Nell’ultima parte del modulo l’azienda deve dichiarare di soddisfare alcuni requisiti formali necessari all’ottenimento del finanziamento. Il primo riguarda la dimensione dell’impresa: l’azienda deve essere una piccola o media impresa (PMI), secondo i parametri della definizione europea di piccola e media impresa. Per essere considerata una PMI un’azienda:

  • Deve avere meno di 250 occupati, calcolati considerando le ULA – Unità Lavorative Annue. Nel calcolo, i dipendenti assunti con contratti a tempo parziale vengono considerati come “frazione di ULA”: ad esempio, un lavoratore con un part-time a 4 ore equivale a 0,5 ULA.
  • Deve avere un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro oppure un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, secondo i dati dell’ultimo bilancio approvato.

L’azienda richiedente inserisce le informazioni utili a verificare il rispetto dei requisiti dimensionali in una specifica sezione del modulo di domanda. Per un’impresa che partecipi al capitale sociale di un’altra azienda, per un’impresa partecipata o per un’azienda appartenente ad un gruppo che redige un bilancio consolidato, il calcolo si complica. In tutti questi casi, al modulo di domanda dev’essere allegato un prospetto con alcune tabelle che permettono di determinare i parametri di riferimento corretti.

L’impresa deve anche dichiarare se ha richiesto o ricevuto altre agevolazioni per gli stessi beni oggetto della domanda. In tal caso, si dovrà verificare che l’intensità di aiuto non superi i limiti del regolamento “de minimis“: una normativa europea che sancisce che l’importo totale massimo dei contributi di piccola entità ottenuti da un’impresa non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre anni.

La procedura di calcolo del “de minimis” è complessa, anche perché spesso nella somma totale non si computa l’intero ammontare di ciascun contributo. Solitamente le aziende che si trovano in una situazione per la quale si renda necessario verificare questo elemento si fanno assistere dal proprio commercialista. Negli ultimi anni, tuttavia, è stato istituito il registro per la trasparenza, un registro online che riepiloga i contributi “in regime di de minimis” ricevuti da ogni impresa: questo semplifica notevolmente le procedure.

Oltre all’eventuale prospetto per il calcolo delle dimensioni di impresa già menzionato, se il contributo richiesto è superiore a 150.000 euro al formulario di domanda vanno allegate anche alcune autocertificazioni che attestano il rispetto della normativa antimafia da parte dell’impresa.

Nel modulo compare anche una sezione dove è necessario inserire il numero identificativo di una marca da bollo da 16 euro, a conferma dell’avvenuto pagamento dell’imposta di bollo: l’impresa dovrà annullare con una sigla o un timbro la marca da bollo originale e conservarla presso la propria sede. Una volta completata quest’ultima formalità, il modulo e i suoi allegati (in formato pdf) devono essere firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa e inviati via posta elettronica certificata alla banca o alla società di leasing.

La procedura per la richiesta di finanziamento a questo punto è conclusa. Rispetto ad altre agevolazioni, si tratta di un procedimento relativamente semplice e veloce e di solito, anche i tempi di delibera del finanziamento sono abbastanza rapidi: forse è anche per questo che la Nuova legge Sabatini è una delle agevolazioni più utilizzate dalle imprese.

I dati del Ministero per lo Sviluppo Economico aggiornati a maggio 2020 indicano infatti che, dal 2014 ad oggi, le imprese hanno presentato quasi 95.000 domande e che solo nel 3% di casi l’istituto finanziario di riferimento ha rifiutato la concessione del finanziamento.

La nuova legge Sabatini si adatta bene alle esigenze delle aziende, consentendo di ricevere finanziamenti di importo variabile: uno strumento agile e flessibile che permette alle imprese italiane di realizzare investimenti strategici per crescere e diventare più competitive sul mercato.

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