Nuove imprese a tasso zero è l'agevolazione di Invitalia che aiuta giovani e donne a realizzare il loro progetto d'impresa. Finanziamenti agevolati fino a oltre un milione di euro.

Nuove imprese a tasso zero: un’opportunità per giovani e donne

Nuove imprese a tasso zero è un’opportunità di finanziamento che aiuta le donne e i giovani fino a 35 anni ad avviare un’impresa. In questo articolo vi parlerò delle caratteristiche dell’agevolazione, della normativa di riferimento applicabile e di quali voci del piano di investimento possono essere finanziate attraverso questo strumento.

Nuove imprese a tasso zero 2020

Nuove imprese a tasso zero è un incentivo che sostiene la creazione di nuove imprese costituite in prevalenza da donne di qualsiasi età o da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti. La misura di finanziamento è promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestita da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo.

Come appare evidente già dal nome, si tratta di un finanziamento a tasso zero per supportare gli investimenti collegati all’avvio di nuove imprese. Le spese inserite nel programma di investimenti possono arrivare fino a 1,5 milioni di euro e il finanziamento può coprire fino al 75% dei costi: il restante 25% dev’essere sostenuto dall’impresa proponente, attraverso proprie risorse o tramite un finanziamento bancario.

Quali tipi di iniziative imprenditoriali sono finanziabili? L’ambito di riferimento è piuttosto vasto e comprende diversi settori: la produzione di beni industriali e artigianali, la trasformazione dei prodotti agricoli, i servizi alla persona e alle imprese, il commercio, il turismo, le attività di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, i servizi per l’innovazione sociale. Non sono invece ammessi il settore agricolo e dell’allevamento e il settore della pesca.

La misura è attiva su tutto il territorio italiano e la sua attuazione coinvolge, oltre al Ministero dello Sviluppo Economico e ad Invitalia, anche alcune banche convenzionate. Gli istituti bancari, come vedremo nel dettaglio più avanti, possono fare da tramite per garantire la gestione efficace dei finanziamenti, facilitando l’erogazione delle somme concesse a favore dei beneficiari e assicurando il pagamento dei fornitori di beni e servizi attraverso un conto vincolato dedicato.

Nuove imprese a tasso zero è un’agevolazione introdotta per la prima volta a fine 2015: la misura, più volte rifinanziata, può essere considerata a buon diritto uno strumento consolidato nel sistema di incentivi e finanziamenti promossi dal governo italiano a sostegno della nuova imprenditoria.

Da gennaio 2016 ad oggi, Nuove imprese a tasso zero ha permesso l’avvio di 540 iniziative imprenditoriali, grazie all’erogazione di finanziamenti per 124 milioni di euro su un totale di 150 milioni di euro disponibili (dati Invitalia, giugno 2020). La maggior parte delle nuove imprese opera nel settore della produzione industriale o dell’artigianato; seguono le attività commerciali, le imprese attive nel settore del turismo e infine le aziende che offrono servizi alla persona.

Gli elementi da considerare, se si intende presentare una richiesta di finanziamento ad Invitalia, sono molti, a cominciare dai criteri di ammissibilità specificati nella normativa di riferimento.

Imprese a tasso zero: la normativa

I principali atti normativi che regolano la richiesta e l’erogazione dei finanziamenti nel quadro di Nuove imprese a tasso zero sono il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n.140 dell’8 luglio 2015 e la Circolare n. 75445 del 9 ottobre 2015. Quest’ultimo documento, in particolare, identifica i termini e le modalità di presentazione delle richieste di finanziamento.

Ai due provvedimenti citati fanno seguito diversi interventi di modifica e numerose specifiche ulteriori. La disciplina, dunque, è complessa e articolata: proviamo a semplificare i termini, concentrandoci su alcune delle caratteristiche principali dell’agevolazione.

Cominciamo dai beneficiari: chi può presentare domanda di finanziamento? La richiesta può essere presentata da imprese costituite da non più di 12 mesi che abbiano una compagine societaria composta per oltre la metà dei soci e delle quote di partecipazione da donne o da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti. Anche le persone fisiche possono richiedere il finanziamento, purché costituiscano un’impresa con le stesse caratteristiche entro 45 giorni dalla richiesta di finanziamento.

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I programmi di investimento, come già detto, possono avere un valore massimo complessivo di 1,5 milioni di euro: le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione e gli investimenti devono concludersi obbligatoriamente entro 24 mesi (è possibile una sola proroga di 6 mesi).

La presentazione della richiesta di finanziamento avviene online, attraverso una piattaforma dedicata collegata al sito di Invitalia. Oltre a compilare una scheda riepilogativa che riassume i principali elementi del progetto, alla domanda vanno allegati:

  • un piano d’impresa che presenti il progetto nel dettaglio, dando spazio alla descrizione dell’iniziativa, all’analisi di mercato, alla definizione del fabbisogno di risorse umane e a tutti gli aspetti economico-finanziari collegati al progetto;
  • i curricula aggiornati delle persone coinvolte nell’iniziativa;
  • alcune dichiarazioni e attestazioni formali da sottoscrivere.

La domanda deve’essere firmata digitalmente dal legale rappresentante della società che la presenta oppure, se l’impresa non è ancora costituita, dalla persona identificata come “referente di progetto”.

A differenza di quanto succede per altre agevolazioni, Nuove imprese a tasso zero dà la possibilità ai richiedenti di ricevere supporto dall’ente finanziatore già nella fase di preparazione della domanda. Invitalia, infatti, mette a disposizione un servizio di accompagnamento che offre assistenza per la compilazione del piano d’impresa, attraverso incontri one-to-one via web. In questo modo chi intende presentare una richiesta di finanziamento può rendersi conto già in questa prima fase dei punti di forza e delle carenze del progetto, valutando se proseguire o meno il percorso di selezione.

Una volta presentata la domanda inizia l’iter di valutazione: Invitalia prima verifica il rispetto dei requisiti formali per avere accesso ai finanziamenti e successivamente entra nel merito del progetto proposto. Un colloquio con i proponenti permette ai valutatori di approfondire i contenuti del piano d’impresa: se il colloquio e l’esame della documentazione prodotta hanno esito positivo, entro 60 giorni viene inviata la comunicazione di ammissione.

Successivamente, vengono acquisiti ulteriori documenti che testimoniano la sostenibilità degli investimenti previsti: preventivi di spesa, perizie tecniche, atti legali e notarili necessari all’avvio del progetto. Una volta completata tale fase, Invitalia esamina la documentazione e, se l’esito positivo è confermato, procede con la stipula del contratto di finanziamento.

Le spese ammissibili

Il finanziamento a tasso zero copre il 75% delle spese ammissibili: un bell’aiuto per chi intende avviare un’impresa o far crescere una società da poco costituita. Stiamo parlando di una somma che può arrivare a superare il milione di euro: sì, ma cosa si può fare con questi soldi?

Le spese ammissibili includono:

  • Costi per l’acquisto e la sistemazione del suolo aziendale, per un valore massimo pari al 10% del totale dell’investimento;
  • Costruzione di fabbricati, per una spesa massima pari al 40% del totale dell’investimento;
  • Acquisto e ristrutturazione di fabbricati, per un valore massimo pari al 40% delle spese se l’investimento riguarda il settore del turismo: per tutti gli altri settori, il tetto massimo sale al 70% del totale dell’investimento;
  • Costi per l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature, con una percentuale di spesa ammissibile che arriva fino al 100% del totale dell’investimento;
  • Spese per l’acquisto di programmi informatici, fino al 100% del totale dell’investimento;
  • Costi per l’acquisto di servizi informatici, brevetti, licenze e marchi: fino al 20% sul totale dell’investimento;
  • Spese per la formazione e per consulenze specialistiche: fino al 20% sul totale dell’investimento.

Non sono invece ammessi i costi relativi a:

  • Acquisto di beni appartenenti ad uno dei soci dell’impresa o a parenti fino al terzo grado;
  • Acquisto di beni in conto visione o leasing;
  • Investimenti di semplice sostituzione di macchinari e impianti;
  • Spese per l’acquisto di attrezzature e macchinari usati;
  • Costi di esercizio;
  • Spese notarili, tasse e imposte, IVA;
  • Automezzi;
  • Tutte le spese inferiori a 500 euro.

L’erogazione dei finanziamenti può avvenire in due modi: a Stato di Avanzamento Lavori (SAL) o attraverso un conto corrente vincolato. Nel primo caso l’impresa beneficiaria inoltra ad Invitalia la richiesta di erogazione, collegata alla presentazione di fatture quietanzate da parte dei fornitori. Possono essere presentate fino a 3 richieste di erogazione a SAL nell’arco del progetto: la prima non inferiore al 25% dei costi ammessi, l’ultima non inferiore al 10%.

Nel secondo caso, invece, l’erogazione avviene dietro presentazione di fatture di spesa non quietanzate. Entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta di erogazione e delle relative fatture, Invitalia verifica la regolarità dei documenti prodotti ed eroga il finanziamento su un conto corrente vincolato che l’azienda beneficiaria avrà aperto presso una delle banche convenzionate. La banca, su mandato irrevocabile dell’impresa, e dopo aver ricevuto il nulla osta di Invitalia, provvede al pagamento dei fornitori.

Per ulteriori specifiche si può consultare il sito di Invitalia, che propone video introduttivi, schede di approfondimento, webinar tenuti dagli esperti dell’agenzia.

Nuove imprese a tasso zero è senz’altro uno strumento di finanziamento complesso: l’assistenza offerta da Invitalia e un processo di valutazione che lascia spazio alla negoziazione diretta con l’ente finanziatore, tuttavia, lo rendono adatto ai giovani e alle donne che hanno già le idee chiare su come sviluppare la propria iniziativa imprenditoriale.

Patrizia e Maddalena, ad esempio, che nel loro pastificio artigianale producono pasta fresca realizzata con materie prime selezionatissime e ad alto potere antiossidante, come le farine di frutta. Oppure gli artisti che hanno da poco riqualificato uno storico cinema romano, facendolo rivivere come luogo di cultura e intrattenimento grazie ad un finanziamento di 100.000 euro.

E voi, avete un progetto d’impresa da sviluppare? Nuove imprese a tasso zero potrebbe essere lo strumento che fa al caso vostro.

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Laura Franceschi

Laura Franceschi

Ho una laurea in relazioni internazionali, un marito, due figli e una pericolosa tendenza a voler fare più cose contemporaneamente. Stratega a tempo pieno, corteggio da sempre il lato creativo del mondo: nel mio blog “Fatti Raccontare” racconto le storie di aziende e progetti nati dalla passione e dal lavoro di artigiani, creativi e imprenditori.

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