Come investono i millennials

Come investono i millennials, quali sono le loro abitudini di risparmio, come si avvicinano al tema dell’investimento, che mezzi usano?

I millennials o Generazione Y rappresentano il 40% della popolazione mondiale, il 25% di quella Europea. In Italia sono una minoranza rispetto ad adulti e anziani, ma negli Usa rappresentano una parte importante della demografia.

Tant’è che il mondo della finanza si interroga sempre più spesso sulle loro abitudini di investimento.

Nati tra gli anni ’80 e il 2000, sono i principali utenti della new economy, la prima generazione “connessa” e cresciuta nell’era digitale e dello smartphone. I millennials cercano soluzioni smart e flessibili, e sono abituati ad utilizzare servizi e applicazioni nella gestione della quotidianità, e nella ricerca di informazioni.

Quali sono le loro abitudini di risparmio, come investono i millennials?

Capacità di investimento dei millennials

Contrariamente al pensiero comune, i millennials sono abbastanza attenti al risparmio, questo è quanto emerge da una ricerca condotta da Bank of America negli USA.

Ciò che emerge nettamente da questo studio è che i giovani millennials negli Stati Uniti, pensano e programmano il futuro attraverso il risparmio.

E in Italia come investono i millennials?

La realtà che emerge confrontando i dati e molto diversa. Statistiche Assogestioni alle mano, evidenziano che la percentuale dei giovani investitori si è sensibilmente ridotta negli ultimi decenni passando dal 15% al 6%.

Vero è che i giovani Millennials sono economicamente più deboli rispetto ai loro genitori. Guadagnano molto meno, faticano a trovare il “posto fisso”, sono spesso disoccupati, e si sono trovati a dover fare i conti con un costo della vita rincarato del circa 25% in più rispetto alla generazione precedente.

In quanto ad obiettivi di investimento per i millennials di sicuro sono ben chiari:

  • Avere un patrimonio a disposizione in beve tempo, per acquistare una casa o per una famiglia;
  • Costruire un patrimonio per il futuro in ottica previdenziale.

Pochi soldi a disposizione. Causa alti tassi di disoccupazione giovanile, i Millennials si ritrovano spesso con disponibilità economiche insufficienti da investire. Nati e cresciuti in un periodo di elevata incertezza economica, sono finanziariamente più deboli rispetto ai loro genitori. Per questo spesso impegnati a far quadrare i conti tra ciò che possono risparmiare e le spese da sostenere. Questo li porta ad avere un atteggiamento conservativo privilegiando la preservazione del patrimonio rispetto al rendimento.

A chi si rivolgono per la gestione dei risparmi? Pur essendo una generazione interconnessa on line la maggioranza dei millennials, quando si tratta di scelte di investimento si affidano a consulenti finanziari, con i quali hanno bisogno di instaurare un rapporto basato sulla comunicazione, trasparenza, chiarezza e fiducia. Sono ancora pochi i paesi dove i millennials si affidano a piattaforme digitali, ma si prevedono in crescita man mano che accumuleranno ricchezza. 

E la tipologia di investimenti? In questo ambito i giovani millennials hanno le idee chiare: investire in strumenti semplici, poco costosi e soprattutto con valori etici.

Per i millennials infatti è molto importante che il loro risparmi vengano investiti in strumenti e società con solidi principi etici. In grado di produrre valore a livello sociale, ambientale e politico, con temi di investimento sostenibili che vanno dall’energia pulita, all’impatto climatico, alla conservazione dell’acqua, rispetto dell’ambiente etc.

Mercati azionari

Cautela e controllo sono le parole chiave. Pur essendo una generazione con grandi quantità di informazioni disponibili e reperibili in internet, i millennials percepiscono gli investimenti azionari come molto rischiosi. Secondo una ricerca di bankrate.com soltanto un millennials su tre investe in azioni, dopo le crisi finanziarie degli ultimi decenni. I millenials non si fidano più dei mercati e il loro profilo conservativo fa si che siano orientati alla protezione e preservazione del patrimonio.

Fondi pensionistici

Il loro occhi sono molto attenti al futuro e uno dei loro obiettivi d’investimento è costruirsi una rendita integrativa per la pensione. Iniziare presto a progettare il futuro questo è il motto, piccoli sacrifici per mettere da parte qualcosa che li renderà più sereni un domani.

In Italia i millennial sono i maggiori risparmiatori in fatto di pensione dedicando il 14,6% delle proprie risorse finanziarie. Più di quanto faccia sia la Generazione X ,cioè i nati tra la metà degli anni 60 e la fine degli anni 70 che non superano l’11,5%, che i Baby Boomer cioè i nati nel dopoguerra, che dedicano alla pensione integrativa in media il 9,7% del proprio reddito.

Investimenti a lungo termine

Secondo una ricerca di GOBankingRates, circa il 69% dei millennials americani ha meno di mille dollari sul proprio conto. E il 34% non ne ha neppure uno.

In Europa la situazione non è molto diversa, la giovane età, le difficoltà economiche e professionali ne sono la spiegazione. Ma non è l’unica: i millennials sembrano essere molto concentrati sul presente mentre, ed eccezione fatta per la pensione integrativa, molto meno sulla pianificazione finanziaria di medio-lungo periodo.

Al contrario del pensiero comune, i Millennials non sono propriamente cicale ma formiche, e sono investitori molto più consapevoli di ciò che si pensa.

Il complesso scenario economico e sociale in cui ci troviamo, certamente non è loro favorevole, e come tutte le generazioni precedenti hanno necessità di essere aiutati e guidati, nel raggiungimento dei loro obiettivi soprattutto di lungo periodo.

I giovani millennials nei prossimi 10 – 20 anni saranno gli attori protagonisti di un passaggio generazionale di ricchezza senza eguali. Per questo vanno stimolati in tema di investimenti, spronati ad accrescere velocemente la loro cultura finanziaria, guardando a loro e alle loro capacità con fiducia.

In fin dei conti se vogliamo capire come cambierà il mondo nei prossimi anni non servono sfere magiche, basta alzare lo sguardo ed osservare loro: la generazione Millennials.


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