Come leggere un bando di finanziamento

Imparare come leggere un bando di finanziamento è il primo passo per poter cogliere le opportunità che l’Unione Europea, i Ministeri, le Regioni e molti altri enti offrono per sostenere finanziariamente progetti e iniziative. In questo articolo vedremo quali sono gli elementi principali di un bando e impareremo a leggerlo correttamente.

I requisiti di un bando

I bandi sono documenti – guida che definiscono i requisiti per partecipare a una vera e propria competizione tra persone o progetti: ci sono i bandi di concorso emanati dagli enti pubblici, i bandi di gara per concorrere a un appalto, e infine i bandi di finanziamento. Quest’ultima tipologia, quella che ci interessa, riguarda i bandi che vengono pubblicati dall’Unione Europea, dai Ministeri, dalle Regioni, dalle fondazioni e da altri enti per scegliere progetti da sostenere attraverso contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati.

Nel testo del bando, l’ente finanziatore definisce le caratteristiche e i requisiti che un progetto deve avere per ottenere un finanziamento. Le risorse a disposizione, infatti, sono limitate e può essere finanziato solo un certo numero di iniziative. Di conseguenza, i progetti sono valutati non solo in base alla bontà dell’idea proposta, ma anche verificando il rispetto di alcuni requisiti necessari per accedere ai finanziamenti.

Questi requisiti – tutti – sono contenuti nel bando, che spesso è un documento lungo e complesso, pieno di descrizioni, cifre e tabelle. Uno scoglio insormontabile? No: per capire il testo in modo più rapido ed efficace basta seguire qualche orientamento alla lettura e fare un po’di pratica.

Se vogliamo imparare come leggere un bando di finanziamento, la prima cosa da fare è considerare i requisiti di base che un progetto e chi lo presenta devono avere per essere considerati ammissibili. Si tratta di elementi standard, comuni a quasi tutti i bandi, con poche eccezioni. Vediamoli insieme:

  • Soggetti partecipanti: comprendono sia il soggetto che presenta la proposta, sia i partner che collaborano con lui nella realizzazione delle attività da finanziare.
  • Attività ammissibili: sono tutte le attività che è possibile sostenere attraverso il finanziamento. Le risorse ottenute se il progetto viene approvato, infatti, non possono finanziare qualunque cosa, ma devono sostenere attività specifiche in linea con gli obiettivi del bando.
  • Spese eleggibili: si tratta di tutte le tipologie di costi che possono essere coperte attraverso il finanziamento. Sono collegate alle attività ammissibili, ma non sono la stessa cosa: più avanti vedremo qual è la differenza.
  • Allegati formali: sono i documenti da presentare a corredo della proposta di progetto per verificare il rispetto di alcuni criteri di eleggibilità contenuti nel bando.
  • Scadenza: è la data entro la quale bisogna presentare il progetto all’ente finanziatore. C’è in quasi tutti i bandi, con pochissime eccezioni.

Nei prossimi paragrafi esamineremo questi elementi uno per uno.

 

Soggetti partecipanti

Chi può partecipare ad un bando? Il primo elemento da cui partire per imparare come leggere un bando di finanziamento è capire chi è il soggetto principale che presenta il progetto da finanziare. Di solito, nel testo del bando è indicato come “proponente” o, più raramente, come “beneficiario”.

Il soggetto proponente è chi promuove il progetto, chi dà vita all’iniziativa per cui si cercano finanziamenti: a seconda della tipologia del bando, il suo identikit è diverso. Pensateci: se l’ente che eroga i finanziamenti stanzia risorse per sostenere progetti culturali, è probabile che il proponente debba essere un museo, una scuola di musica, un teatro o un altro soggetto attivo nel settore della cultura. Se invece i finanziamenti servono all’acquisto di macchinari, il soggetto principale che presenta la candidatura sarà un’azienda.

In linea generale, le tipologie di proponente che si incontrano con più frequenza in un bando sono:

  • Imprese: a volte il bando specifica che le imprese proponenti devono esercitare un’attività specifica, facendo riferimento al codice ATECO dell’azienda. In altri casi, il bando è riservato alle Piccole e Medie Imprese: di conseguenza il proponente deve rispettare precisi limiti di fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti.
  • Enti di formazione: i bandi che finanziano progetti in tema di formazione e riqualificazione professionale, di solito, prevedono che il proponente sia un ente di formazione riconosciuto. Nei bandi regionali, possono essere richieste ulteriori specifiche e accreditamenti a livello territoriale.
  • Organizzazioni senza scopo di lucro: alcuni bandi sono riservati a soggetti senza finalità di lucro, come le ONLUS o alcuni tipi di associazione. Il caso più frequente è quello di bandi pubblicati da fondazioni nazionali o locali che finanziano progetti in tema sociale, culturale o ambientale.

L’elenco, ovviamente, non esaurisce tutte le casistiche possibili: le caratteristiche specifiche del proponente, dunque, vanno verificate di volta in volta facendo riferimento al testo del bando.

È possibile (e anche piuttosto frequente) che, oltre al proponente, ci siano altri soggetti chiamati a partecipare alla realizzazione delle attività previste dal progetto. In questo caso, si parla di partner di progetto. I partner possono avere le stesse caratteristiche del proponente oppure essere soggetti del tutto diversi: in molti bandi, ad esempio, enti di formazione e aziende collaborano per sviluppare iniziative di inserimento lavorativo.

Quando l’ente finanziatore valuta un progetto prende in esame anche le competenze dei soggetti coinvolti, il loro ruolo all’interno dell’iniziativa e l’efficacia con cui le attività del proponente e dei partner si integrano a vicenda. In un progetto ognuno ha un compito preciso, definito in base alla sua esperienza specifica.

Nella maggior parte dei casi anche i partner accedono ad una quota di finanziamento, perché contribuiscono a portare avanti le attività di progetto, sostenendo i costi collegati. La fetta di finanziamento che spetta ai partner è comunque minore rispetto a quella del proponente, perché minore è il loro coinvolgimento nell’iniziativa.

Detto in altri termini, gli oneri dei partner sono ridotti rispetto a quelli del proponente, sia in termini di impegno operativo sia per quanto riguarda gli adempimenti burocratici. Ecco perché un buon consiglio per chi si avvicina al mondo dei bandi di finanziamento è quello di iniziare come partner di progetto e non come proponente. Entrare con un ruolo minore in un’iniziativa promossa da altri è un modo per iniziare a capire i meccanismi di funzionamento di un bando, senza farsi carico di responsabilità poco sostenibili per un principiante.

Attività ammissibili

Le attività ammissibili sono il secondo elemento a cui prestare attenzione per imparare come leggere un bando di finanziamento in modo efficace.

Per attività ammissibili si intendono tutte le attività che possono essere finanziate grazie alle risorse messe a disposizione dal bando. Anche in questo caso, ovviamente, sarà necessario considerare qual è l’obiettivo del bando per capire cosa si può fare con i finanziamenti erogati. Per semplificare e far capire più chiaramente cosa intendo, svilupperò il tema con qualche esempio pratico.

Nei bandi dedicati alla formazione, di solito, una parte consistente delle attività riguarda la pianificazione e lo svolgimento del percorso formativo. Sono previste anche attività di orientamento, counselling e coaching per favorire il percorso di inserimento dei partecipanti alla formazione nel mondo del lavoro.

Nei bandi che sostengono investimenti per l’avvio o lo sviluppo di aziende e imprese, invece, è frequente che tra le attività ammissibili siano compresi gli interventi per migliorare o riqualificare gli spazi e le dotazioni dell’azienda: gli investimenti materiali in immobili e macchinari, ad esempio. Inoltre, possono essere previste attività preparatorie di pianificazione e progettazione degli interventi da realizzare, anche con la collaborazione di consulenti esterni.

I bandi rivolti alle associazioni possono prevedere, ad esempio, attività di sensibilizzazione e comunicazione su tematiche specifiche, scambi di buone pratiche ed esperienze, organizzazione di eventi, seminari e laboratori che coinvolgano la cittadinanza.

I bandi dedicati al settore turistico comprendono spesso attività di ammodernamento degli immobili, investimenti per dotare le strutture di strumenti, attrezzature e software più moderni, creazione di reti di collaborazione sul territorio e attività di promozione e comunicazione.

La lista potrebbe continuare, perché la casistica è molto ampia. Il suggerimento pratico più utile da seguire è quello di individuare subito la sezione del bando dedicata alle attività ammissibili, cercando nel testo proprio le parole “attività ammissibili” o “attività eleggibili”. Una volta arrivati qui, troveremo la spiegazione dettagliata di quali attività inserire in una candidatura di progetto perché possano essere incluse tra quelle finanziabili.

Attenzione: subito dopo le attività eleggibili, nel bando di solito vengono specificate le attività non ammissibili. È bene considerarle con attenzione, per essere sicuri di non inserirle tra quelle previste: i soggetti promotori possono anche decidere di svilupparle al di fuori del progetto, ma le spese ad esse collegate non verranno sostenute dalle risorse messe a disposizione dal bando. Quest’ultimo argomento ci porta a considerare il tema delle spese eleggibili.

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Spese eleggibili

Strettamente collegate alle attività ammissibili, le spese eleggibili di un bando sono tutti quei costi che è possibile sostenere grazie ai finanziamenti ricevuti. In altri termini, rappresentano la controparte economico – finanziaria delle attività ammissibili.

Se, per esempio, le attività ammissibili prevedono investimenti per il miglioramento tecnologico dell’impresa, le spese eleggibili possono includere i costi per l’acquisto di macchinari, hardware e software ma anche i costi per pagare consulenti e professionisti esterni che orientino l’azienda nel suo percorso di sviluppo tecnologico.

Tra le spese ammissibili con più frequenza nei bandi figurano, ad esempio:

  • Costi di personale: costi delle risorse umane interne impiegate per realizzare le attività previste.
  • Investimenti in macchinari e attrezzature: spese per acquistare macchine, attrezzi, beni strumentali.
  • Costi per l’acquisto di hardware e software.
  • Spese di viaggio e sussistenza, se il progetto prevede spostamenti e trasferte: di solito si tratta di importi standardizzati.
  • Spese per servizi di consulenza, quando è necessario l’intervento di professionisti esterni.

Considerare le spese eleggibili di un bando vuol dire anche confrontarsi con i due elementi principali di un budget di progetto: limiti del finanziamento erogabile e copertura percentuale delle spese.

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I limiti di finanziamento indicano l’ammontare minimo e massimo di risorse che un progetto può ottenere se finanziato. Tipicamente, per definirli, il testo del bando utilizza espressioni quali: “sono eleggibili i progetti di ammontare compreso tra 50.000 e 150.000 euro“. Oppure “il finanziamento per ciascun progetto dovrà essere compreso tra 120.000 e 300.000 euro”.

La percentuale di finanziamento sulle spese ammissibili, invece, indica la parte dei costi coperta dall’ente finanziatore. Nella grande maggioranza dei casi, infatti, le risorse del bando non coprono totalmente le spese a carico del proponente e dei partner. Sia per i finanziamenti a fondo perduto che per molti finanziamenti agevolati, il promotore del progetto e i partner devono contribuire in parte con risorse proprie.

Ad esempio, alcuni bandi finanziano il 50% delle spese eleggibili, altri l’80%. A volte può anche capitare che costi differenti siano finanziati in percentuale diversa: 50% per i costi del personale, 30% per i macchinari, 100% per le consulenze e così via, in percentuale variabile da bando a bando.

Dopo aver acquisito un po’di familiarità con l’applicazione dei suggerimenti su come leggere un bando di finanziamento, molto probabilmente le sezioni relative a limiti e coperture saranno tra le prime che andremo ad esaminare. Perché? Ora vi svelo un piccolo trucchetto. In queste sezioni di solito è specificato anche l’ammontare totale delle risorse disponibili.

Ipotizziamo che un ente finanziatore metta a disposizione 500.000 euro per finanziare progetti di ammontare compreso tra 100.000 e 200.000 euro, con una percentuale di copertura pari all’80% dei costi. Facendo un paio di calcoli, questo significa che probabilmente verranno finanziati tra i tre e i cinque progetti, dato che quasi nessuno presenta un progetto per ottenere il minimo del finanziamento.

Sta al promotore valutare se la sua proposta può essere così competitiva da battere la concorrenza di altri progetti. È una valutazione che ha a che fare con il rischio d’impresa: se abbiamo dei dubbi sulla bontà della nostra iniziativa e il bando che stiamo considerando finanzia pochi progetti, forse è meglio lasciar perdere.

Quando invece la nostra idea ci sembra buona e coerente con i requisiti del bando, allora lavoriamoci, facciamole le pulci a dovere e poi presentiamola: se convince noi, convincerà anche l’ente finanziatore.

Allegati formali

Per concludere questa lunga spiegazione, passiamo all’ultimo elemento da considerare per capire come leggere un bando di finanziamento: l’esame degli allegati formali richiesti, da presentare in formato cartaceo o, sempre più spesso, online con firma digitale.

Si tratta di tutti quei documenti che il bando chiede di allegare al formulario di candidatura che descrive il progetto per dimostrare che il proponente e il partner possiedono tutti i requisiti di ammissibilità. Vediamone alcuni tra quelli richiesti con maggior frequenza:

  • Domanda di candidatura: è il documento in cui il legale rappresentante del soggetto proponente chiede di essere ammesso a partecipare al bando. Di solito si tratta di un modello standard da compilare.
  • Carta d’identità del legale rappresentante del proponente, valida e non scaduta.
  • Dichiarazione sulla dimensione d’impresa: è un documento particolarmente importante per i bandi a cui possono partecipare solo le Piccole e Medie Imprese. Va compilato con i dati numerici che permettono di verificare la dimensione dell’azienda.
  • Lettere di partenariato: sono le dichiarazioni con cui i partner si impegnano a partecipare al progetto, specificando il proprio ruolo e approvando la propria quota di budget.
  • Visura camerale del soggetto proponente: serve a verificare la correttezza dei dati anagrafici inseriti dall’azienda proponente nel formulario di candidatura.
  • Bilanci depositati degli ultimi due o tre anni: servono a verificare la solidità finanziaria del proponente.
  • Autocertificazioni di vario genere: sono modelli standard diversi da bando a bando.

Anche in questo caso, per rendere le cose più semplici, ho utilizzato una lista esemplificativa: la buona notizia è che si tratta di una lista abbastanza completa, e che a volte è sufficiente presentare un numero minore di allegati.

Manca un elemento, rispetto alla lista del primo paragrafo. Non abbiamo parlato della scadenza, per una ragione molto semplice: non c’è molto da dire. La scadenza per presentare i progetti esiste ed è obbligatorio rispettarla: per questo è importante pianificare bene i tempi quando ci si prepara a presentare una candidatura.

Concludo con un suggerimento pratico molto efficace per chi vuole imparare come leggere un bando di finanziamento: scorrete fin da subito l’indice del documento. In questo modo, potrete individuare immediatamente le sezioni più significative da considerare per capire se il bando fa al caso vostro.

Provateci, seguendo le indicazioni di questa piccola guida operativa: vedrete che la struttura e i contenuti del testo vi sembreranno subito un po’più comprensibili.

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