Cosa comprende il patrimonio finanziario

Il patrimonio finanziario è l’insieme di tutti i mezzi di pagamento come conti correnti e depositi, e l’insieme degli strumenti finanziari come ad esempio obbligazioni, titoli di Stato, azioni, sicav, fondi comuni d’investimento.

La parola patrimonio dal latino Patrimonium, deriva da “pater” padre e “munus” compito, cioè compito del padre. Volendo estendere il significato possiamo dire che il patrimonio finanziario è l’insieme di tutti le attività finanziarie con cui pianifichiamo la nostra vita finanziaria, al fine di soddisfare i bisogni nostri e quelli della nostra famiglia.

Sono sicura che anche tu in più di qualche occasione hai pensato a come gestire il tuo patrimonio. Patrimonio significa sicurezza e soddisfazione dei bisogni umani.

Già bisogni perché il primo fondamentale passo ancor prima di capire come gestire il patrimonio finanziario, è fissare nero su bianco quali obiettivi vogliamo raggiungere con il nostro patrimonio finanziario.

Una volta chiariti e fissati i tuoi obiettivi finanziari nel breve, medio e lungo periodo, sei già a buon punto per scegliere gli strumenti finanziari utili per realizzarli.

La scelta degli strumenti finanziari che compongono il tuo patrimonio finanziario dipendono non solo dagli obiettivi individuati in precedenza, ma anche e soprattutto dal tuo profilo di rischio.

Cosa significa profilo di rischio?  Devi sapere che nessun strumento finanziario è privo di rischi.

È certamente possibile individuare e scegliere strumenti con un rischio basso o elevato e ciò dipenderà dalla tua tolleranza al rischio, cioè dalla capacità di affrontare situazioni di incertezza. Questa varia da persona a persona, dall’età, cultura, lavoro e non ultimo la nostra emotività ovvero come reagiamo in situazioni di stress.

Conoscere la propria soglia di tolleranza del rischio significa essere consapevoli delle proprie scelte d’investimento. Se hai investito già il tuo patrimonio finanziario conoscerai senz’altro il questionario Mifid. Insieme al tuo consulente finanziario, rispondendo ad un questionario piuttosto dettagliato, hai valutato la tua: conoscenza, esperienza e preparazione economico finanziaria.

È una pagella? Assolutamente no, è un momento importante in cui fissi la tua tolleranza al rischio oltre la quale non ti sentirai di andare.

Ci siamo, una volta definito il tuo perché ovvero i tuo obiettivi d’investimento e fissata la tua tolleranza al rischio, sei pronto per comporre il tuo patrimonio finanziario con gli strumenti adeguati al tuo profilo.

Gli strumenti più utilizzati sono:

  • azioni;
  • pbbligazioni;
  • titoli di stato;
  • fondi comuni d’investimento;
  • sicav.

Una delle regole importanti da tenere sempre a mente è che il patrimonio finanziario deve essere diversificato.

Cioè composto da strumenti finanziari “non correlati” che hanno generalmente andamenti diversi, evitando di mettere “tutte le uova nello stesso paniere”.

Nell’arco della vita diventa fondamentale saper gestire bene il patrimonio finanziario, conservarlo e tutelarlo.

La conservazione del patrimonio passa necessariamente attraverso una buona pianificazione finanziaria. Mentre la tutela da chi e da che cosa te lo spiego nei prossimi articoli, per ora concentriamo sul patrimonio finanziario.

Se stai leggendo questo articolo e hai voglia di capire come e perché e di essere parte attiva in questo processo, seguimi e scopriamo insieme gli strumenti che compongono il patrimonio finanziario.

Azioni

Le azioni sono quote del capitale di una società.

Spesso le società decidono di finanziarie la propria crescita e il proprio sviluppo quotandosi in borsa. Parte del loro capitale potrà in questo modo essere sottoscritto da investitori qualificati e piccoli risparmiatori, i quali acquisiranno la qualifica di socio e parteciperanno alla distribuzione degli utili della società.

La questione vista dal punto di vista del piccolo risparmiatore è questa: le azioni rappresentano uno degli strumenti da poter utilizzare per diversificare i propri investimenti.

Il mercato azionario è piuttosto complesso e ci si deve approcciare con preparazione e soprattutto consapevolezza del rischio che in se porta. A guadagni potenzialmente infiniti si possono presentare perdite importanti o addirittura totali del capitale investito, qualora si presenti il fallimento della società in cui abbiamo investito.

Nell’investimento azionario non c’è alcuna garanzia né di restituzione del capitale investito né di rendimento minimo. Motivo per cui è bene scegliere con cura e analisi la società in cui si intende investire.

Le azioni non sono tutte uguali la principale differenza è tra quelle quotate nel mercato di borsa e quelle non quotate.

Le azioni quotate in borsa sono società con diversa capitalizzazione e grado di liquidità, aspetto molto importante quando si vuole vendere e rientrare in possesso della somma investita.

Azione quotata significa che ad ogni azione è attribuito un prezzo, che rappresenta il valore della società ed è visibile in borsa continuamente dall’apertura alla chiusura del mercato. Ciò significa che in ogni momento puoi decidere di acquistare o vendere la tua azione in modo trasparente e ad un prezzo continuamente aggiornato.

Le azioni non quotate invece non sono quotate in nessun mercato di borsa. Il prezzo delle azioni viene stabilito da una perizia indipendente ed esterna alla società, che stabilirà annualmente il prezzo dell’azione. Tale prezzo rimarrà valido per tutti gli scambi di quell’anno. Il grado di liquidità di queste azioni rispetto a quelle quotate è decisamente  diverso.

Rientrare il possesso del denaro investito può risultare molto difficile. In termini tecnici le azioni non quotate sono definite titoli illiquidi, cioè non facilmente liquidabili. Se infatti le normali azioni quotate possono essere vendute in qualsiasi momento, poiché il mercato di borsa garantisce l’incontro continuo tra acquirente e venditore, per quelle non quotate ciò non è possibile.

In caso di vendita, il socio dovrà rivolgersi alla società emittente o ad un compratore interessato. Purtroppo le azioni non quotate le abbiamo conosciute bene con i recenti fatti balzati alla cronaca che hanno coinvolto diverse banche tra cui Popolare Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

L’investimento in azioni ha un grado di rischio molto elevato, bisogna essere investitori consapevoli delle perdite potenziali e disposti ad accettarle.

Obbligazioni

Le obbligazioni rappresentano un prestito che la società emittente, che può essere una società privata o uno stato, chiede a risparmiatori privati o investitori istituzionali.

Le obbligazioni o Bond riconoscono al sottoscrittore in cambio del prestito, un interesse periodico chiamato cedola, e la restituzione del denaro ad una determinata scadenza generalmente medio e lunga.

Comunemente di distinguono in obbligazioni:

  • ordinarie, possono pagare un interesse fisso cioè stabilito a priori e mantenuto fino alla scadenza, oppure un interesse variabile cioè che varia in funzione a dei parametri fissati all’emissione dell’obbligazione;
  • strutturate, sono in genere molto più complesse e tale complessità deriva dalla struttura, che lega il pagamento degli interessi a una serie di parametri esterni come per esempio un indice di borsa, valute, cambi, ecc…

A differenza di quello che frequentemente l’investitore pensa, le obbligazioni non sono strumenti privi di rischio. Analizziamo insieme i rischi legati all’investimento.

  • Interesse: ovvero il rischio di detenere uno strumento con un tasso di interesse così detto fuori mercato. L’obbligazione per adeguare il proprio tasso di interesse a quello del mercato tenderà ad adeguare il suo prezzo.
  • Credito: è legato al fatto che la società emittente non sia in grado di restituire a scadenza il capitale investito dal risparmiatore oppure di non pagare le cedole.
  • Cambio: se si sceglie di investire in obbligazioni denominate in valuta estera, il cambio con l’euro potrebbe non essere favorevole determinando perdite importanti.
  • Liquidità: non è sempre detto che il risparmiatore riesca a vendere la sua obbligazione a mercato in qualsiasi momento, può accadere che sul titolo non ci siano compratori.

Nell’acquisto di uno strumento obbligazionario è fondamentale valutare: emittente, struttura, tasso d’interesse e durata.

Titoli di Stato

I titoli di stato sono obbligazioni, dette governative, e cioè emesse da uno stato. Da sempre sono lo strumento preferito dalla maggior parte delle famiglie italiane. Hanno durate diverse che possono partire dai pochi mesi, tre o sei  fino ai trent’anni e più. Sottoscrivendo obbligazioni governative il risparmiatore presta del denaro ad uno stato, e per lo stato rappresentano un debito a fronte del quale pagherà un interesse.

In Italia i titoli di stato si distinguono in:

  • Bot;
  • Ctz;
  • Cct/Ccteu;
  • Btp;
  • Btpeu;
  • Btp Italia.

I titoli di stato sono facilmente acquistabili e vendibili prima della scadenza su mercati regolamentati come la Borsa, al prezzo di mercato e in modo trasparente. L’acquisto può avvenire anche in asta cioè nel momento in cui il titolo viene offerto per la prima volta al risparmiatore.

Negli ultimi anni le emissioni di titoli di stato nel nostro paese sono state piuttosto frequenti, tutti noi abbiamo sentito parlare di Btp Italia. Sono titoli di stato emessi con durata variabile dai 4 ai 16 anni e caratterizzati dal fatto che sia il capitale che l’interesse si adeguano all’inflazione italiana.

Fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono considerati in genere, uno dei migliori strumenti di diversificazione del proprio risparmio.

Un fondo comune di investimento è una sorta di cassa comune, che raccoglie i capitali di risparmiatori, e li investe nei mercati finanziari. Ai sottoscrittori del fondo comune viene riconosciuta la proprietà di una quota del fondo, corrispondente all’importo investito.

Il fondo comune è creato e gestito da una Società di Gestione del Risparmio (SGR). L’Sgr si occupa della raccolta di capitali, degli investimenti nei mercati finanziari con lo scopo di diversificare e creare valore nel tempo.

Nota importante: il patrimonio del fondo comune è sempre separato da quello della SGR, e il capitale e i titoli del fondo rimangono sempre di proprietà degli investitori.

Come detto i fondi comuni di investimento sono strumenti tra i più diversificati, investono in diversi settori, aree geografiche e mercati, sono composti da una pluralità di titoli e per questo si distinguono in 5 categorie:

  • azionari;
  • bilanciati;
  • obbligazionari;
  • liquidità;
  • flessibili.

Ogni macro categoria si contraddistingue per l’ asset allocation ovvero la tipologia di investimento e le percentuali minima e massima di investimento azionario, obbligazionario e così via.

I fondi comuni sono detti strumenti a gestione attiva poiché le scelte di investimento vengono prese da un team di esperti che ne curano analisi e verifiche.

I fondi si distinguono principalmente in due categorie:

  • aperti, negoziabili in qualsiasi momento;
  • chiusi, cioè l’acquisto viene eseguito esclusivamente nel periodo di offerta e la vendita solitamente a scadenza del fondo.

I fondi comuni si possono sottoscrivere attraverso piattaforme in modo autonomo tuttavia, essendo questo un campo molto vasto, è preferibile essere accompagnati nelle scelte da un consulente finanziario che aiuti il risparmiatore a compiere delle scelte consapevoli sulla base:

  • degli obiettivi di investimento;
  • della situazione finanziaria;
  • del grado di rischio;
  • del tempo.

Sicav

Le sicav sono società per azioni a capitale variabile, e svolgono la stessa attività di investimento dei fondi comuni.  Sono società che hanno come unico oggetto l’investimento del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico dei risparmiatori di proprie azioni.

Dunque, le Sicav sono delle società che gestiscono e investono il denaro raccolto dai risparmiatori privati ed istituzionali, i quali acquisiranno la proprietà di un numero di azioni pari al controvalore investito.

Simili per molti versi ai fondi comuni di investimento, le Sicav rispetto ai “cugini” fondi hanno qualche vantaggio in più e qualche divergenza sostanziale.

Nei fondi comuni di investimento esiste una netta divisione tra il patrimonio del fondo e quello societario di chi lo gestisce. Nelle sicav invece è proprio il loro stesso capitale sociale ad essere investito.

Il patrimonio sociale della sicav, è rappresentato dai capitali raccolti presso gli investitori, e deve essere gestito in maniera trasparente, con rispetto delle norme previste da Banca d’Italia.

La custodia degli strumenti finanziari e delle disponibilità liquide sono affidate ad una banca depositaria. La quale si occuperà di accertare la correttezza delle operazioni di sottoscrizione e di rimborso delle azioni, nonché la determinazione del loro valore.

Le sicav sono strumenti che garantiscono un’elevata diversificazione investendo in più settori e mercati utilizzando diverse tipologie di titoli. Sono strumenti trasparenti e liquidi e il loro valore viene comunicato quotidianamente.

Prima di scegliere un qualsiasi fondo o sicav è importante leggere e comprendere il Kiid che riepiloga caratteristiche del fondo o della sicav, i costi di: entrata, gestioni, performance e uscita.

Un piccoli consiglio, potrete trovare tutte le informazioni come performance passate e documentazione di tutti i fondi comuni di investimento e sicav, semplicemente ricercandole in internet digitando il nome o il codice isin dello strumento che vi interessa conoscere.

Scegliere uno strumento finanziario è impresa tutt’altro che semplice. È necessario informarsi bene ma soprattutto avere chiaro il motivo per cui decidiamo di investire i nostri risparmi. Impariamo a domandarci tutte le volte che investiamo il perché di quell’investimento, quale obiettivo vogliamo raggiungere e in quanto tempo.

La scelta dello strumento che compone il nostro patrimonio finanziario, altro non è l’atto finale di una buona pianificazione finanziaria. Se non sai come fare chiedi aiuto al tuo consulente finanziario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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