Educazione digitale per la scuola dell’infanzia

Le tecnologie sono in continua evoluzione e per essere dei cittadini digitali consapevoli ci viene richiesto un continuo aggiornamento delle nostre competenze digitali, grazie all’educazione digitale possibile sin dalla scuola per l’infanzia.

Erroneamente in molti pensano che sia sufficiente imparare a usare una nuova applicazione o un nuovo dispositivo.

Utilizzo reso sempre più comprensibile dalla facilità con cui questi vengono pensati, progettati e realizzati.

Perché di fatto si tratta di strumenti caratterizzati sempre più dalla semplicità di utilizzo. La stessa che del resto ha rappresentato la vision di Apple e che gli ha consentito di ottenere l’interesse immediato degli acquirenti. Seppur si tratti di prodotti costosi.

Siamo certi di comprendere le opportunità e rischi di Internet e delle Tecnologie? Sappiamo usarle in modo consapevole e sicuro?

Sappiamo trasmettere queste competenze ai nostri bambini per aiutarli in questa scoperta del digitale?

L’educazione digitale, fin dalla scuola per l’infanzia, nasce per fornire gli strumenti necessari a vivere al meglio questa trasformazione digitale.

Per dare una risposta concreta a tutte queste domande.

Perché l’educazione digitale nella scuola per l’infanzia

Abbiamo iniziato a chiamare le nuove generazioni nativi digitali, proprio perché vediamo la straordinaria capacità che anche i più piccoli hanno ad utilizzare gli strumenti digitali.

Siamo nell’età della scoperta della musica, dei colori, delle forme e degli animali. Dove i piccoli non sanno ancora chi sono e cosa fanno nel mondo ma sanno usare uno smartphone.

Ecco perché si rende necessario iniziare ad insegnare l’educazione digitale fin dalla scuola per l’infanzia. Favorendo prima una riflessione attorno ai dispositivi digitali e solo in un secondo momento la pratica.

A tal fine è sicuramente utile avvalersi della didattica ludica, orientata all’utilizzo di fumetti, storie e giochi divertenti (anche in app dello smartphone).

Continuando a interrogarsi su come il bambino vive emotivamente questa sua cattura dallo schermo e accompagnandolo a comprendere la differenza tra l’essere in un gioco (e in futuro in Rete) ed essere nella vita reale.

Un percorso da fare tutti insieme, comunità educante e genitori.

Dove si richiede agli adulti di essere coerenti, di mettere delle regole e di intervenire qualora i limiti imposti vengano oltrepassati, di imparare tutti gli strumenti teorici e pratici necessari per consegnarli ai più piccoli e consentirgli di essere sempre più autonomi e responsabili.

Le app di gioco per bambini

Molte le app di gioco disponibili sugli store online, alcune free e altre a pagamento.

I consigli per una scelta ponderata in realtà non si discostano molto dai criteri di scelta che applichiamo nei negozi di giocattoli fisici:

  • prestare attenzione alla fascia di età di utilizzo;
  • sfogliare la descrizione della app;
  • guardare le immagini di anteprima per capire cosa contiene e prediligere interfacce semplici e colorate, intuitive, poco invasive e coinvolgenti;
  • ove possibile verificare la qualità dell’audio. Evitare jingle e musica di sottofondo in loop, che creano monotonia, e verificare se disponibile il pulsante “off” per escludere l’audio;
  • condividere con il bambino quale desiderio o curiosità deve soddisfare questa nuova app;
  • iniziare con giochi creativi e non necessariamente competitivi.

A queste aggiungiamo le opportunità e i rischi dell’online da tenere presenti durante la scelta:

  • leggiamo le recensioni degli utenti;
  • verifichiamo con attenzione i potenziali pericoli che potrebbero essere insiti nella app: acquisti in-app, pubblicità, notifiche push (grazie alla quale il messaggio di chat perviene al destinatario senza che questo debba effettuare un’operazione di scaricamento), link a contenuti esterni, raccolta di dati personali (dati di geolocalizzazione, foto, ID del dispositivo…);
  • non essenziale ma utile, la disponibilità di una sezione dedicata ai genitori, in cui si illustrano gli aspetti educativi, si spiega come sfruttare al meglio i contenuti dell’app e come utilizzarla insieme ai propri figli.

Se la app non è adatta al bambino oppure è l’ennesima versione di un gioco che già ha, non verrà utilizzata e lo porterà a fare zapping tra le app disponibili, proprio come in televisione.

Infine evitiamo di fargli utilizzare app pensate per gli adulti (come gli stessi social network Facebook ed Instagram oppure Youtube e Whatsapp) e impostiamo da smartphone dei limiti sul tempo di utilizzo.

L’educazione digitale tramite le storie

La narrazione e l’illustrazione sono da sempre coinvolgenti occasioni di apprendimento, occasioni per parlare di tematiche importanti come anche l’educazione digitale.

Disponibili sul mercato format diversificati e inclusivi, che includono audiolibri animati, booklet, fumetti, risorse multimediali interattive, guide di approfondimento con schede da colorare e attività da completare.

Tra le novità sicuramente meritano di essere menzionati i podcast, un servizio che permette di ascoltare in rete contenuti digitali. Un’esperienza che passa attraverso l’ascolto, senza immagini o video a supporto.

Normalmente si compongono di diverse puntate che possono essere ascoltate in rete in qualsiasi momento della giornata e che hanno come filo conduttore un argomento comune.

Si tratta di uno dei fenomeni in costante crescita in Italia, con canali rivolti anche a bambini e ragazzi e che raccolgono fiabe, favole e argomenti come ad esempio scienza e tecnologia, musica e salvaguardia dell’ambiente.

Laboratori per l’educazione digitale

È attraverso coinvolgenti attività di gruppo che i bambini potranno approcciare temi fondamentali del proprio processo di crescita, come la valorizzazione dei talenti, il rispetto delle differenze, la forza dell’unità e della condivisione, l’autonomia.

Tra queste sicuramente da non trascurare i laboratori teatrali dove mettere in scena famosi personaggi animati protagonisti di libri e cartoni animati per l’infanzia.

Giochiamo, sperimentiamo e ridiamo insieme al bambino durante queste attività.

Solo così lo aiuteremo a predisporsi al digitale con la giusta attitudine e atteggiamento.

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