Il crowdfunding è una raccolta di fondi portata avanti sul web che permette di ricevere contributi o finanziamenti da un gruppo numeroso di persone interessate a sostenere un progetto.

Crowdfunding in Italia: tutto quello che devi sapere

Crowdfunding: tradotto letteralmente, “Finanziamento dalla folla”. Il termine indica una raccolta di fondi via web che permette di ricevere contributi o finanziamenti da un gruppo numeroso di persone interessate a sostenere un progetto. In questo articolo vedremo a chi può essere utile, esamineremo le principali tipologie di crowdfunding attivabili e parleremo delle piattaforme di crowdfunding in Italia.

Chi può usufruire del crowdfunding

Il funzionamento del crowdfunding è piuttosto semplice, almeno nelle sue linee generali: i progetti che cercano finanziamenti sono visibili su piattaforme web dedicate e chi vuole sostenerli può effettuare un versamento direttamente online.

Ho un progetto da finanziare: il crowdfunding è la soluzione che fa per me? Sono in molti a farsi questa domanda, attratti da uno strumento che permette di raccogliere finanziamenti per sostenere un progetto senza ricorrere alle banche. Non è facile definire a chi può essere utile il crowdfunding, perché le tipologie attivabili e le situazioni a cui possono essere applicate sono molto diverse tra loro.

Gli elementi principali da valutare per capire se il crowdfunding è un’opzione valida per finanziare un progetto specifico sono tre:

  • Quanto vuoi raccogliere: nelle forme più semplici di crowdfunding, il target di raccolta varia da poche migliaia a qualche decina di migliaia di euro. Per le tipologie di crowdfunding più strutturate, invece, si arriva anche ad importi che vanno dai 300.000 euro a oltre 2 milioni di euro.
  • Cosa sei disposto a offrire in cambio a chi finanzia la tua iniziativa: quasi tutte le tipologie di crowdfunding prevedono un ritorno per i finanziatori, in termini reali o finanziari: può trattarsi di un oggetto, di un servizio o di un ritorno economico sull’investimento.
  • Quanto tempo hai: le forme meno complesse di crowdfunding hanno un periodo di raccolta compreso tra uno e tre mesi, mentre quelle più articolate richiedono un tempo maggiore, perché il progetto deve essere prima valutato dal punto di vista della sostenibilità organizzativa e finanziaria.

Questi criteri servono a dare un primo orientamento a chi vuole prendere in considerazione il crowdfunding come strumento di finanziamento. Da soli, però, non bastano a far capire che tipo di progetti possono essere sostenuti: il modo migliore per spiegarlo è far riferimento ad alcuni casi concreti.

Il crowdfunding può supportare progetti personali: un viaggio in solitaria utilizzando mezzi di trasporto sostenibili per sensibilizzare sulle tematiche ambientali, ad esempio. Oppure un’iniziativa in ambito sportivo: sono molti i progetti proposti da atleti che si stanno preparando a battere un record e hanno bisogno di risorse economiche per acquistare le attrezzature o sostenere le spese di certificazione della prova.

Il crowdfunding è utile anche a chi deve finanziare un piccolo progetto in ambito sociale, culturale o sportivo: iniziative benefiche, eventi culturali, tornei. Ad esempio, aiutare una cooperativa sociale che vuole avviare un progetto agricolo, sostenere una palestra, raccogliere fondi per finanziare una produzione teatrale.

Fin qui, gli esempi si concentrano su progetti individuali o che interessano la comunità. Ma si può finanziare un’azienda con il crowdfunding? Certamente: anzi, conosco personalmente alcune attività che hanno sostenuto una parte dei costi di avvio di un’impresa attraverso questo strumento. Una pasticceria della mia città, ad esempio, ha acquistato parte delle attrezzature necessarie ad iniziare la produzione proprio grazie ad una raccolta fondi online.

Molti associano il crowdfunding al finanziamento di piccole iniziative. Esistono però anche forme di crowdfunding più complesse ed evolute che nascono per sostenere la nascita e l’espansione di imprese e progetti strutturati: startup tecnologiche che vogliono lanciare sul mercato un nuovo prodotto o servizio, ad esempio, o iniziative di investimento in ambito energetico.

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Tipologie di crowdfunding

Per approfondire le diverse opportunità attivabili, in questo paragrafo esamineremo in dettaglio le quattro tipologie di crowdfunding principali e il loro funzionamento.

Donation-based crowdfunding

La prima tipologia da considerare è il donation-based crowdfunding: in questo caso la raccolta fondi serve a finanziare iniziative a scopo benefico e chi decide di donare il proprio denaro per sostenerle non riceve nulla in cambio.

Il donation-based crowdfunding è considerato da molti esperti (tra cui Gianluca Quaranta e Isabella Cultera) il primo modello di riferimento in ordine di tempo a livello globale. Senz’altro questa tipologia di crowdfunding ha contribuito a far conoscere il fenomeno sul web, ma attualmente non è la più diffusa: è stata infatti soppiantata dal reward-based crowdfunding, di cui ci occuperemo nel prossimo paragrafo.

La raccolta dei fondi avviene attraverso piattaforme web specifiche: i promotori caricano informazioni e documentazione sul proprio progetto, che viene reso visibile nella vetrina online delle iniziative finanziabili. I donatori possono scegliere liberamente a quale progetto contribuire, con una donazione che rientra a pieno titolo nell’ambito della beneficenza.

Spesso infatti sono le Organizzazioni senza scopo di lucro con finalità benefiche e le Associazioni di utilità sociale ad utilizzare il donation-based crowdfunding per finanziare i propri progetti. A questo proposito, va segnalato che i donatori possono beneficiare di alcuni sgravi fiscali, come la deduzione delle somme versate in sede di dichiarazione dei redditi (fino ad un certo limite, variabile da caso a caso).

Esistono anche piattaforme di crowdfunding nate per sostenere un progetto solo: ad esempio, dopo il terremoto che nel 2016 ha colpito le regioni del centro Italia, è stata attivata una piattaforma per raccogliere fondi destinati a portare un aiuto immediato alle popolazioni delle aree terremotate.

Reward-based crowdfunding

Nel reward-based crowdfunding, chi dona riceve una ricompensa in cambio della somma versata. La ricompensa è un prodotto o un servizio collegato al progetto che si intende sostenere e il suo valore economico cresce in proporzione al contributo ricevuto.

Quando i promotori inseriscono il progetto in una piattaforma di reward-based crowdfunding, non devono solo creare contenuti chiari e accattivanti capaci di attrarre donatori. Fin dall’inizio è importante definire anche:

  • Il target di raccolta, ossia l’ammontare della somma che si intende raccogliere.
  • Il periodo di raccolta: alcune piattaforme indicano un termine ultimo fisso entro cui il progetto può ricevere finanziamenti (ad esempio tre mesi dal caricamento del progetto), altre permettono di scegliere più opzioni. Si va da un periodo minimo di 15 giorni ad un massimo di un anno.
  • La ricompensa per ciascuna donazione: è necessario definire i prodotti, i servizi o i benefici che ogni finanziatore riceverà in base alla somma versata, identificando ricompense di valore crescente all’aumentare dell’importo.

Ci sono piattaforme che erogano la somma ottenuta solo se il progetto raggiunge o supera l’obiettivo di finanziamentoprevisto (sistema “all or nothing”), altre erogano l’importo raccolto indipendentemente dal raggiungimento del target di raccolta.

Infine, va considerato che le piattaforme trattengono una percentuale sulle somme raccolte ed erogate (tipicamente il 3 – 5% dell’importo): tale percentuale serve a remunerare i costi di gestione e le altre spese collegate.

Alcune piattaforme di reward-based crowdfunding offrono un servizio di tutoraggio, accompagnando i promotori in tutte le fasi di inserimento dell’idea progettuale. Inoltre, un numero crescente di portali sviluppa azioni di co-marketing per progetti ad elevato potenziale, attraverso servizi di promozione web e stampa.

Vediamo meglio come funziona il meccanismo con un esempio, ispirato ad un caso reale. Una scuola di musica molto quotata vuole finanziare il tour in quattro date di uno spettacolo in cui si alternano sul palco alcuni tra i suoi migliori allievi:

  • Seleziona una piattaforma di reward-based crowdfunding, scegliendone una che applica il meccanismo “all or nothing”.
  • Identifica un obiettivo di finanziamento di 30.000 euro e un periodo di raccolta di 40 giorni.
  • Definisce le ricompense: chi donerà 10 euro vedrà il suo nome inserito tra quelli dei sostenitori, stampati sui pannelli di scena; chi donerà 25 euro avrà un biglietto per partecipare ad una data del tour; chi donerà 50 euro, oltre a ricevere il biglietto per la serata, potrà incontrare gli artisti nel backstage e così via.

Al termine dei 40 giorni, il progetto è riuscito a raccogliere 33.570 euro: l’obiettivo di finanziamento è stato raggiunto. La scuola di musica riceverà l’intera somma, al netto della percentuale trattenuta dalla piattaforma, e si attiverà per far arrivare le ricompense ai donatori.

Un elemento chiave per il successo di una campagna di crowdfunding, soprattutto nel caso del reward-based crowdfunding, è strutturare una buona strategia di comunicazione online e offline per dare visibilità al progetto. Detto in termini semplici: se hai caricato in piattaforma un progetto fantastico, ma lo sanno solo gli amici del quartiere, tua mamma e il cugino del giornalaio che ti fa il filo da una vita, le somme raccolte non saranno sufficienti.

Per far conoscere la tua iniziativa si possono usare i social, coinvolgere i giornali locali tradizionali e le testate online, sfruttare la capacità di attrazione di video e immagini: l’importante è essere coinvolgenti e spiegare chiaramente il progetto e i modi per sostenerlo attraverso il crowdfunding.

Lending crowdfunding

Il lending crowdfunding offre a privati e imprese la possibilità di ottenere finanziamenti a supporto di un progetto sotto forma di prestiti erogati direttamente dai potenziali investitori. In questo caso, gli investitori non sono solo privati cittadini, ma possono essere anche imprese, banche e istituti di credito, investitori istituzionali.

Il privato o l’azienda che ha necessità di raccogliere denaro per finanziare un progetto si rivolge alla piattaforma online. Chi gestisce la piattaforma esamina il progetto, valutando i rischi e la dell’iniziativa e la capacità del proponente di restituire il denaro ricevuto. Se l’esito della valutazione è positivo, il progetto viene inserito tra quelli finanziabili.

Diversamente dai casi precedenti, i finanziatori non sempre possono scegliere quale progetto finanziare: spesso si limitano ad investire una somma di denaro in cambio di un ritorno economico certo. Saranno poi i gestori della piattaforma a decidere come allocare i finanziamenti tra i diversi progetti, in modo da assicurare all’investitore il rendimento atteso.

Un elemento da considerare prima di ricorrere al finanziamento tramite lending crowdfunding è il tasso di interesse a cui viene prestato il denaro: nella maggior parte dei casi, si tratta di tassi più alti rispetto a quelli proposti dalle banche. E allora, quali sono i vantaggi del lending crowdfunding?

  • L’ accesso al credito è rapido: tra la presentazione del progetto alla piattaforma e la valutazione di ammissibilità passano non più di tre giorni. Il contatto di finanziamento viene poi firmato nel giro di una decina di giorni e il prestito viene erogato immediatamente.
  • Le somme richiedibili sono maggiori rispetto alle altre forme di crowdfunding: partono da qualche decina di migliaia di euro e possono arrivare anche a superare i due milioni di euro.
  • Il prestito richiesto non incide sulla centrale rischi.
  • L’iter di concessione è snello, senza adempimenti burocratici onerosi.
  • La durata del finanziamento è estremamente flessibile ed è compresa tra 12 mesi e 10 anni, a seconda dell’ammontare del prestito.

Il lending crowdfunding è dunque una strada consigliata a chi ha bisogno di denaro in tempi rapidi senza passare dalle banche. I tassi di interesse più alti di quelli bancari sono però uno svantaggio da considerare, soprattutto nel caso in cui la somma richiesta sia elevata.

Equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è la forma di crowdfunding utilizzata dalle imprese per sostenere la fase di avvio delle attività o gli investimenti necessari alla loro espansione. Si tratta del modello che vede la crescita maggiore nel nostro paese: nel 2019 le piattaforme di equity crowdfunding in Italia hanno raccolto 65,6 milioni di euro, finanziando startup e piccole e medie imprese (dati CrowdBuzz). Rispetto all’anno precedente, in cui la cifra raccolta era pari a 36 milioni, si è registrato dunque un incremento dell’82%.

L’equity crowdfunding permette alle aziende di raccogliere risorse offrendo in cambio agli investitori quote del capitale d’impresa e, di conseguenza, la possibilità di partecipare agli utili. Diversamente dai casi precedenti, le piattaforme devono essere autorizzate dalla CONSOB, l’organo di controllo del mercato finanziario italiano.

Le piattaforme online sono gestite da esperti in materia di economia e finanza e sono spesso compartecipate da banche e istituti di credito. Prima di essere inserita in piattaforma, una proposta di progetto verrà esaminata nei dettagli, valutando il business plan collegato, le competenze dei promotori, l’attività aziendale pregressa e molti altri elementi (processo di “due diligence“).

La ragione è semplice: si tratta di un’iniziativa da proporre ad investitori che rischiano insieme all’azienda. Se l’impresa fallisce e non è in grado di restituire la somma ricevuta, assicurando anche un margine di profitto adeguato, gli investitori perdono l’intero capitale investito: ecco perché serve una due diligence iniziale con i controfiocchi.

Anche in questo caso, le piattaforme trattengono una percentuale sul totale delle quote raccolte, che può variare indicativamente dal 3% al 6%. Alcune chiedono al proponente anche una somma fissa per sostenere i costi legati al processo di analisi del progetto.

Quali sono i vantaggi dell’equity crowdfunding?

  • L’ammontare del finanziamento: gli importi che si possono raccogliere sono decisamente più alti rispetto ad altre forme di  crowdfunding.
  • L’assistenza fornita nel processo di diffusione e comunicazione dell’idea: quando un progetto è inserito tra le iniziative da finanziare, i gestori della piattaforma si attivano direttamente con campagne web e social, roadshow ed eventi per promuoverlo presso potenziali investitori.
  • Una maggiore probabilità che, una volta inserito in piattaforma, un progetto di avvio o sviluppo d’impresa raggiungerà il target di raccolta previsto.

Per contro, l’equity crowdfunding è un modello decisamente più articolato e complesso rispetto alle altre tipologie. Va quindi preso in considerazione quando si hanno le idee estremamente chiare non solo sulla struttura organizzativa del progetto da finanziare, ma anche sul business plan collegato e sul ritorno offerto ai potenziali investitori.

Quali piattaforme sono disponibili in Italia

Dopo aver esaminato i quattro modelli principali di crowdfunding, in questo paragrafo vi presenterò in estrema sintesi alcune delle piattaforme di crowdfunding italiane, suddivise per tipologia.

Iniziamo con le piattaforme di donation-based crowdfunding, elencandone alcune tra le più uilizzate:

  • 1 Caffé: è una piattaforma che sostiene un diverso progetto di solidarietà ogni settimana. I progetti sono collegati alle attività di associazioni no-profit italiane e straniere e le donazioni sono molto piccole. Tra i fondatori della piattaforma c’è anche Luca Argentero.
  • Io Dono: uno dei primi portali creati in Italia, permette di donare somme di denaro piccole e meno piccole alle organizzazioni no-profit che presentano i propri progetti attraverso la piattaforma.
  • GoFundMe: è una piattaforma lanciata in America nel 2010 e ora diffusa in tutto il mondo, Italia compresa. Sostiene progetti personali, raccolte di fondi per pagare spese mediche o spese per l’istruzione, donazioni a supporto di attività di volontariato o sportive.

Passando invece alle piattaforme di reward-based crowdfunding, ecco quelle che si sono affermate con maggior successo in Italia:

  • Eppela: nata nel 2011, permette di raccogliere fondi per progetti in diversi ambiti tematici. Tra i settori più gettonati troviamo arte e cultura, sviluppo di impresa, tecnologia, editoria e iniziative a scopo sociale. Queste ultime possono ricevere l’intera somma raccolta anche se non viene raggiunto il target di finanziamento atteso: negli altri casi, la piattaforma applica il meccanismo “All or Nothing”. Eppela mette a disposizione dei promotori di progetto un servizio di assistenza dedicato.
  • PDB – Produzioni dal Basso nasce per finanziare progetti in ambito artistico e culturale. Con il passare degli anni evolve, fino a diventare una piattaforma generalista che supporta progetti in tutti i settori. È il promotore di progetto a scegliere se utilizzare il meccanismo “All or nothing” o raccogliere in qualunque caso l’intera somma.
  • Be Crowdy: è una piattaforma tematica molto nota che finanzia solo progetti in ambito artistico e culturale.

Le piattaforme di lending crowdfunding sono le meno diffuse in Italia. A inizio 2019 se ne contavano solo cinque, tra cui:

  • Borsa del Credito: piattaforma specializzata nei finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese.
  • Prestiamoci: la piattaforma di lending crowdfunding forse più nota in Italia. I prestiti sono compresi tra 1.500 euro e 25.000 euro, hanno una durata non superiore ai sei anni e un tasso di interesse che va dal 3,7% al 6,6% (Fonte: Prestiamoci).
  • October: è la più grande piattaforma di lending crowdfunding europea, con una sede anche nel nostro paese, a Milano.

Infine, per completare il quadro, ecco alcune delle principali piattaforme italiane di equity crowdfunding:

  • CrowdFundMe è la prima piattaforma di equity crowdfunding in Italia per numero di investitori. È stata anche la prima a quotarsi in borsa e le sue campagne di finanziamento hanno un tasso di successo superiore al 70% (Fonte: Money.it). La maggior parte delle imprese finanziate appartiene al settore tecnologico.
  • MamaCrowd: finanzia progetti di imprese innovative, start-up e green economy. È la piattaforma che nel 2019 ha registrato la crescita maggiore, più che raddoppiando il suo volume di affari rispetto all’anno precedente, con 16 campagne finanziate e 14 milioni di euro raccolti.
  • Ecomill è una piattaforma di equity crowdwunding che finanzia progetti nel settore ambientale. Nata poco più di un anno e mezzo fa, si occupa di investimenti in energie rinnovabili, biotecnologie e mobilità sostenibile.

Le cifre sul volume di raccolta del crowdfunding in Italia mostrano che il fenomeno è in piena crescita. Secondo i dati del report “Il Crowdfunding in Italia” presentato da Starteed, nel 2019 le varie piattaforme di crowdfunding hanno raccolto complessivamente quasi 163 milioni di euro, con un aumento del 59% rispetto all’anno precedente.

Non è facile orientarsi tra i differenti modelli applicabili, tenendo conto di tutti gli elementi strategici da considerare: questo articolo è stato pensato proprio per offrire a chi vuole conoscere meglio il crowdfunding la possibilità di avvicinarsi all’argomento con le idee un po’ più chiare.

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Laura Franceschi

Laura Franceschi

Ho una laurea in relazioni internazionali, un marito, due figli e una pericolosa tendenza a voler fare più cose contemporaneamente. Stratega a tempo pieno, corteggio da sempre il lato creativo del mondo: nel mio blog “Fatti Raccontare” racconto le storie di aziende e progetti nati dalla passione e dal lavoro di artigiani, creativi e imprenditori.

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