Come creare partecipazioni di matrimonio green

Di qualsiasi colore sia la palette del tuo matrimonio, il verde della natura non stona mai. Se con le tue nozze vuoi strizzare un occhio all’ecosostenibilità, scopri come creare partecipazioni di matrimonio green.

Un matrimonio può essere una vera dichiarazione d’amore nei confronti del nostro pianeta: ricercare soluzioni a basso impatto ambientare, ormai, è diventato un imperativo quotidiano e anche le nozze possono essere organizzate in modo ecosostenibile, a partire dagli inviti.

C’è chi rompe gli indugi e la tradizione e invia partecipazioni digitali, ma c’è chi proprio non riesce a rinunciare al fascino della carta: come non comprenderlo?

Nonostante, però, la carta sia considerata un’alternativa ecologica, la realtà è ben diversa: la cellulosa è prodotta a scapito dell’ecosistema, contribuendo alla deforestazione con un forte impatto sul cambiamento climatico.

I dati sono impressionanti:

  • per la produzione di una tonnellata di carta servono 15 alberi;
  • un’industria cartiera di media grandezza utilizza circa 700 alberi al giorno;
  • per produrre una tonnellata di carta di prima qualità vengono impiegati 440.000 litri d’acqua.

La soluzione per avere partecipazioni di carta green, senza impattare negativamente sull’ambiente, esiste da tempo, ma fa storcere il naso a molte spose: la carta riciclata, così sciatta, così poco elegante, marroncina, giallognola o grigiastra, non sembra adatta ad attrarre “come si deve” gli invitati a una festa di nozze.

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La buona notizia è che anche la carta riciclata si è evoluta ed è oggi un’alternativa all’altezza di ogni situazione: se ne devono essere accorti in molti, tanto che la produzione mondiale di carta sta calando negli ultimi anni in favore dell’uso della carta da riciclo.

Inviti di matrimonio ecologici con carta riciclata

Se hai a cuore la salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti, puoi optare per inviti di matrimonio ecologici con carta riciclata: ti si presenterà davanti una vasta possibilità di scelta.

La carta riciclata è prodotta, in genere, grazie all’impiego della carta da macero, ossia quella che proviene dagli scarti industriali o dalla raccolta differenziata. Ma non solo.

La carta riciclata può provenire anche dallo scarto di altri elementi come:

  • il cuoio;
  • le alghe;
  • residui dell’industria alimentare;
  • le fibre tessili.

Sono tutte carte che contengono al loro interno residui di lavorazioni di prodotti di varia provenienza, integrate in varie percentuali con l’uso di carta di cellulosa riciclata.

La cosa interessante di queste particolarissime carte è che mantengono visibili nella loro trama piccole tracce dei prodotti da cui hanno preso vita. Molto affascinante il loro uso nel contesto di un matrimonio eco-friendly.

Ad esempio, per delle nozze in agriturismo, con una bottiglia di olio come bomboniera gourmet, si potrebbero abbinare delle partecipazioni con carta derivata dagli scarti della lavorazione dell’olio. Oppure, nel caso di nozze in cantina, molto di moda negli ultimi anni, il filo conduttore potrebbero essere inviti ecologici stampati su carta derivata dagli scarti dell’uva.

O, ancora, cosa ne diresti di utilizzare la carta d’alga per l’invito a un matrimonio green sulla spiaggia? Le carte di alga hanno un doppio effetto benefico sulla natura: da una parte, evitano l’uso di carta normale, dall’altra supportano la bonifica dell’ambiente marino dalle alghe infestanti.

Di carte riciclate ne esistono moltissime, non tutte sono però realmente ecologiche.

Soprattutto se desideri delle partecipazioni di matrimonio bianchissime, dovrai fare molto attenzione nella scelta: i processi di sbiancamento della carta riciclata, infatti, non sono tutti uguali e alcuni sono altamente inquinanti.

Da evitare, quindi, le carte sbiancate con il cloro, che ha un impatto elevatissimo sull’ambiente, per prediligere quelle trattate con ossigeno, prodotto molto più ecologico.

Se vuoi andare sul sicuro, meglio fidarsi delle certificazioni: Ecolabel, che è la certificazione ecologica ufficiale dell’Unione Europea, o FSC e TFC che garantiscono uno sbiancamento ecocompatibile.

Per contrastare la deforestazione, oltre a scegliere la carta riciclata, un’altra opzione per degli inviti ecologici è quella di rivolgersi a carte ecosostenibili come quelle cosiddette “tree free” che derivano dalla cellulosa di piante annuali, come ad esempio il bambù, il cotone o la canna da zucchero. In particolare, la carta ricavata dal bambù è molto liscia e morbida e garantisce elevate prestazioni di stampa.

Carta ecologica Algae
Per le tue partecipazioni ecosostenibili

Le partecipazioni da piantare

Le partecipazioni da piantare sono una novità degli ultimi anni e stanno riscuotendo sempre maggiore successo.

Che fine fanno le partecipazioni di matrimonio dopo essere state aperte e lette dagli invitati? Molto spesso sono buttate via, altre volte vengono dimenticate in qualche cassetto. Quelle con un più alto valore affettivo vengono conservate in una scatola dei ricordi… di cui nessuno si ricorda mai.

Ma dare nuova vita alle partecipazioni di nozze è possibile e lo si può fare utilizzando la carta da piantare.

La carta piantabile e seminabile è prodotta utilizzando carta riciclata a cui vengono aggiunti semi di piantine aromatiche o fiori di campo: una volta esaurito il suo scopo, può essere messa in terra e innaffiata.

Le partecipazioni da piantare sono al 100% ecologiche e possono essere realizzate negli stili più disparati, a seconda dei gusti degli sposi e della richiesta di un prodotto più elegante o più rustico.

Sì, perché bisogna sfatare il pregiudizio che gli inviti in carta riciclata seminabile siano troppo semplici e grossolani: esistono moltissimi tipi di carta piantabile e, ognuno di questi, consente la realizzazione di partecipazioni che rispecchino lo stile scelto dagli sposi per le loro nozze.

La carta piantabile è deliziosa da vedersi: la trama irregolare, dai colori naturali, appare quasi ricamata grazie a semi e piccoli petali colorati.

I vantaggi delle partecipazioni da piantare sono molti:

  • realizzate con carta riciclata, evitano l’impatto ambientale della carta normale;
  • sono completamente green, sia prima che dopo il loro utilizzo;
  • evitano sprechi di risorse;
  • rinascono dando vita a fiori colorati e profumate erbe;
  • hanno una lavorazione artigianale;
  • sono originali e a prova di effetto wow sugli invitati.

La lavorazione artigianale, in particolare, assicura l’unicità del prodotto.

Alcune carte piantabili, inoltre, hanno un altro nobilissimo fine. Essendo composte di semi di fiori melliferi, diventano nutrimento per le api, contribuendo alla salvaguardia di questa utilissima specie oggi così minacciata.

Inviare una partecipazione in carta seminabile significa, innanzitutto, regalare un insieme di emozioni: dapprima lo stupore, segue l’ammirazione che lascia spazio alla curiosità, per poi arrivare alla soddisfazione nel veder sbocciare i primi germogli.

Le partecipazioni in carta da piantare sono anche un simbolo perfetto per il matrimonio: lasciano il segno di qualcosa che sta per germogliare e crescere, parlano di cura e di attenzione, sussurrano tutto l’amore sprigionato dagli sposi.

Oltre che per le partecipazioni, la carta piantabile può essere utilizzata per la realizzazione di tutto il coordinato grafico:

  • tag per bomboniere;
  • tableau de mariage;
  • menu.

Cosa scrivere sulle partecipazioni di nozze

Anche gli inviti di matrimonio green devono rispettare una rigorosa etichetta: vediamo allora cosa scrivere sulle partecipazioni di nozze.

Innanzitutto, andranno comunicati i dati essenziali per consentire agli invitati di conoscere tutti i dettagli del matrimonio:

  • nome e cognome della sposa e dello sposo;
  • la data e l’ora del matrimonio (compreso il giorno della settimana);
  • luogo e indirizzo della cerimonia;
  • luogo e indirizzo del ricevimento;
  • indirizzi e numeri telefonici degli sposi.

Altri dettagli utili ma non indispensabili possono riguardare lo stile del matrimonio, il dress code richiesto agli invitati o le indicazioni per un’eventuale lista nozze o viaggio: ma è più elegante relegare questi particolari a un cartoncino a parte.

Il testo potrà essere formale o più informale, a scelta degli sposi, fino ad arrivare alle soluzioni più originali e che rompono con la tradizione.

Un tempo il galateo prevedeva che l’annuncio del matrimonio fosse fatto dai genitori degli sposi: oggi è una formula in disuso, anche perché la maggior parte dei futuri sposi non vive più con la famiglia d’origine.

È, quindi, più frequente che gli sposi stessi annuncino le loro nozze: questo può essere fatto con un classico “annunciano il loro matrimonio” o si può ricorrere a frasi personalizzate.

A questo punto, la domanda più frequente: come scrivere i nomi degli sposi? Il galateo prevede che il nome dello sposo vada a sinistra e quello della sposa a destra.

In fondo all’invito, in bella vista, un “R.S.V.P.”: questa sigla riprende la formula francese “repondez s’il vous plaît” (rispondete per favore) ed è un modo elegante di richiedere una conferma di partecipazione. Può, comunque, essere sostituita da un cordiale “è gradita gentile conferma”.

Un altro dubbio che attanaglia molte coppie riguarda l’intestazione delle partecipazioni di matrimonio e quello che occorre scrivere sulla busta. Anche riguardo a questo il galateo è preciso e gli indirizzi sulle buste vanno scritti a mano: ma, se i fidanzati non hanno una bella grafia, nemmeno il galateo vieta di ricorrere a parenti, amici o esperti calligrafi per non fare brutte figure!

Sulla busta, davanti al nome degli ospiti, severamente vietato inserire qualifiche accademiche o professionali, a meno che non si tratti di gradi militari o titoli nobiliari: Gent.mo, Gent.ma o Gent.mi saranno formule più che sufficienti a onorare il destinatario.

Per quanto riguarda i nominativi da inserire, nel caso in cui l’invito sia destinato a una coppia coniugata senza figli, potranno essere inseriti i nomi di entrambi o la meno moderna dicitura “Paolo Rossi e Signora”. Se la coppia ha figli e ad essere invitata è tutta la famiglia andrà benissimo un “Famiglia Rossi”.

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