Come imparare l’inglese velocemente

Chi vuole imparare l’inglese velocemente ha l’obiettivo di diventare “fluent” nel minor tempo possibile. Cosa significa essere fluent? Abbiamo sentito questa parola tante volte soprattutto nei contesti lavorativi. E’ diventato quasi un modo non ufficiale per definire un livello di conoscenza della lingua. Spesso viene inserito addirittura nei curriculum in alternativa ad una certificazione linguistica. E’ la cosa che viene richiesta di più però per molti non è ancora chiaro cosa significhi esattamente. Parlare, va bene. Ma come?

Parlare in modo fluente quindi senza esitazioni nè interruzioni dirà chi cerca di dedurre, intuire il significato di questa parola. Si, anche questo è vero. Il vero significato però va un pò oltre: essere fluent significa essere autonomi dell’uso della lingua.

Cioè essere in grado di affrontare una conversazione senza l’uso del vocabolario. In altri termini parlare liberamente esprimendo tutti i concetti che vogliamo e capire bene il nostro interlocutore. Si può arrivare ad una tale “libertà” velocemente? Certo.

Si può se non si ambisce a raggiungere subito livelli di conoscenza della lingua troppo alti e soprattutto se si ha il modo e l’intenzione di lavorare duro ma soprattutto con costanza. Con un impegno quotidiano infatti si può arrivare velocemente ad essere fluent.

Per impegno quotidiano si intende impegno fisso quotidiano. Non ritagli di tempo, non uno studio fatto contemporaneamente o ad un’altra attività. Certo, inserire l’inglese nei tempo morti della giornata o in alcuni aspetti della nostra quotidianità è utilissimo ma non si può pretendere di imparare l’inglese velocemente, o anche solo di imparare l’inglese, solo con quello.

Fatta questa doverosa premessa vediamo quali sono alcuni dei modi che abbiamo per raggiungere il nostro obiettivo nel minor tempo possibile.

  • Leggere il più possibile in inglese

E’ importantissimo leggere in inglese. Molti, soprattutto se partono da un livello iniziale di conoscenza della lingua, si scoraggiano dopo le prime due , tre pagine ed abbandonano la lettura in lingua inglese. Questo accade quando si sceglie un libro che è scritto con un linguaggio non allineato con li nostro livello di conoscenza della lingua perchè complesso, ricco di termini tecnici. Per questo motivo è molto importante farsi aiutare nella scelta del libro da chi conosce entrambe le cose: sia il modo in cui noi parliamo in quel momento che il modo in cui è scritto il libro.  Può inoltre accadere anche che il libro scelto non sia abbastanza interessante. Un libro qualsiasi che ha attirato la nostra attenzione ma non ci piace tantissimo, in italiano lo finiamo di leggere. Magari ci mettiamo un po’ di tempo in più oppure lo affianchiamo ad un altro libro. In inglese no. Se si unisce lo sforzo di calarsi in un’altra lingua alla mancanza di interesse è la fine. Bisogna cercare qualcosa da leggere che ci interessi, che ci entusiasmi, che parli delle nostre passioni e ci invogli ad andare avanti. La lettura in lingua straniera deve essere parte di quell’ appuntamento fisso giornaliero di cui parlavamo sopra. Cosa utile da fare mentre leggiamo può essere prendere nota dei vocaboli che non conosciamo, delle costruzioni grammaticali che riconosciamo dopo averle studiate e di quelle nuove, che ci sembrano un pò insolite, per avere la possibilità di capirle ed approfondirle in un secondo momento.

  • Scrivere sempre i nuovi vocaboli imparati

Tenere traccia dei progressi fatti è un esercizio utilissimo sia per imparare la lingua che per ripassarla. E, cosa non meno importante, per tenere alta la motivazione. E’ importante infatti avere la possibilità di tornare indietro, vedere come quelle parole che erano nuove ed avevano un suono insolito siano diventate piano piano parte del nostro vocabolario base. E’ importante anche tornare su queste parole imparate per aggiungere i significati ulteriori che impariamo trovandole in altri contesti ed usandole nelle nostre conversazioni. Questo ci servirà anche per renderci conto di quali sono le parole che, a distanza di tempo, sono diventate davvero parte del nostro vocabolario e di quelle che invece sono rimaste indietro, dimenticate o semplicemente accantonate e quindi da riprendere. Se è vero che è molto utile scrivere i vocaboli nuovi, comunque non basta. Ogni vocabolo va infatti inserito in una frase e quindi nel suo contesto e va soprattutto usato! Il rischio che corriamo infatti è quello di fare delle liste lunghissime e bellissime di vocaboli che poi non riusciamo a portare nelle nostre conversazioni e che non diventando effettivamente parte del nostro vocabolario, vengono dimenticate. Utili in questo senso sono le flashcards. Ricopiare le parole che vogliamo imparare su questi cartoncini da portare con noi per ricordarci di usarle ogni volta che parliamo in inglese può essere molto utile.  

  • Prendere coraggio e parlare inglese con gli altri

Questa forse è la sfida più ardua. Tutti quelli che imparano l’inglese restando in Italia hanno lo stesso scoglio da superare: parlare in inglese con altri. Anche alcuni di quelli che seguono dei corsi in classe, usciti dal contesto di studio si ritrovano ad avere timore di parlare in inglese. Non sto qui ad esaminare quali possono essere i motivi per cui la maggior parte delle persone che studiano una lingua straniera si ritrovano di fronte a questa difficoltà. Non ho le conoscenze, nè le competenze adatte per fare una simile valutazione. Fatto sta che, indipendentemente dal motivo per cui questo succede, e succede a tanti, se vogliamo davvero imparare una lingua dobbiamo fare questo piccolo salto. Per prendere coraggio ed iniziare ad allenarci in questo senso potremmo cercare un “compagno di avventura”. L’ideale sarebbe trovare una persona che come noi sta studiando l’inglese e che ha un livello di conoscenza della lingua simile al nostro. In questo modo oltre a trovare il coraggio di parlare in inglese senza sentirci giudicati, potremmo anche confrontarci sulle cose che stiamo studiando e correggerci a vicenda. Non meno importante è l’aspetto emotivo: condividere le paure, i dubbi, le difficoltà gli errori ci aiuta non solo a correggerli ed a superali ma diventa davvero divertente. Se invece abbiamo la possibilità di partire ed andare all’estero tutto può essere ancora più semplice e più entusiasmante. In un paese straniero infatti, giustificati dal fatto di stare ancora imparando la lingua, protetti dall’anonimato e soprattutto con l’allegro spirito vacanziero che ci fa tendere ad una maggiore disinibizione, possiamo imparare a metterci in gioco in questo senso molto più spesso. La cosa importante però è, una volta tornati a casa, continuiamo a farlo regolarmente.    

  • Utilizzare il proprio smartphone in inglese

Quando si parla di ultilizzare il proprio smarthome in inglese molti intendono cambiare le impostazioni dall’italiano all’inglese. Pericolosissimo perchè rischiamo di impazzire col telefono prima e non imparare nulla poi anche perchè le parole che andremmo ad usare sarebbero sempre le stesse ed andremmo avanti meccanicamente. Più che utilizzare il proprio smartphone “in” inglese, è più corretto dire e il pensare di utilizzare lo smartphone “per” l’inglese e cioè utilizzarlo per fare in lingua inglese cose che faremmo solitamente in lingua italiana. Praticamente quello che diciamo sempre: far si che la lingua inglese diventi parte della nostra quotidianità. E quindi fare in lingua inglese tutto, ma proprio tutto quello che solitamente facciamo in italiano. Ci possono essere molti esempi utili: cercare una ricetta di cucina per esempio. Oppure leggere il giornale al mattino: si potrebbe optare per delle testate straniere anziche limitarci a quelle nazionali. Possiamo anche pensare di coltivare i nostri hobbies in lingua inglese, per esempio cercare quel tutorial che ci interessa tanto o unirci ad un gruppo di zumba. Rimane sempre attuale ed efficacissimo il consiglio di ascolatre la musica in lingua inglese. Le canzoni sono sempre lo strumento più valido per migliorare la pronuncia ed allargare il nostro vocabolario. Insomma, lo smarthphone è davvero il nostro alleato migliore per l’apprendimento veloce dalla lingua inglese.

  • Imparare inglese ascoltando podcast e film

Una parte fondamentale dell’apprendimento di una lingua straniera è l’ascolto. I podcast ed i film sono certamente il modo migliore di allenare le nostre capacità di ascolto ma anche di comprensione ed un modo efficacissimo per esendere e consolidare il nostro vocabolario. L’ascolto però ha bisogno di tempo e concentrazione. Il rischio dei podcasts in lingua inglese è quello di farli partire mentre facciamo altro e quindi distrarci a pochi minuti dal loro ascolto. L’ideale per tenere alta la concentrazione è ascoltarli in macchina ad un volume non troppo basso oppure quando siamo fermi, sdraiati sul divano o nella nostra poltrona preferita. Riguardo ai film il discorso è diverso. Qui si pone il dubbio dei sottotitoli. L’ideale sarebbe guardarli senza sottotitoli perchè già le immagini ci aiutano a comprendere. Se proprio ci rendiamo conto che non siamo pronti a guardarli senza allora possiamo aggiungere i sottotitoli in inglese. In questo secondo caso però cerchiamo di assicurarci che i sottotitoli corrispondano davvero ai dialoghi che stiamo ascoltando in inglese perchè a volte non c’è una corrispondenza molto affidabile. Ultima e poco consigliata l’opzione di guardare i film in inglese con i sottotitoli in italiano. Se proprio volete farlo, fatelo soltanto dopo aver passato almeno una decina di minuti a guardare il film con i sottotitoli in inglese.

  • Andare spesso all’estero

Viaggiare ci piace e va anche tanto di moda. Se questo significa anche imparare una lingua straniera che ci può tornare utile per situazioni di lavoro e di studio meglio ancora. Ma quand’è che andare all’estero diventa davvero un’occasione per imparare una lingua straniera? Imparare una lingua straniera viaggiando dipende davvero dalla frequenza di questi viaggi, dalla loro durata o dal modo in cui si fanno? E’ un pò un equilibrio che dobbiamo cercare. Innanzitutto se si vuole imparare una lingua straniera all’estero si deve prevedere di restare nel paese che abbiamo scelto almeno un paio di settimane. Poi, nel caso in  cui non si decida di seguire un corso di lingua bisogna cercare un altro contesto in cui poter parlare il più possibile. Mi spiego meglio, andare all’estero con un gruppo di amici italiani ed usare la lingua solo per fare il check-in in hotel ed un pò di shopping è divertentissimo ma ci farà tornare a casa con un paio di espressioni nuove e nulla di più. Quindi, se proprio non vogliamo partire da soli, dobbiamo almeno cercare di vivere il più possibile a contatto con la gente del posto ed essere coinvolti nelle loro attività. Tenendo come cardini questi due punti allora si, andare spesso all’estero aiuta sicuramente velocizzare l’apprendimento della lingua.

  •  Chiedete agli amici di parlare in inglese con voi

Parlare in inglese con i nostri amici può diventare una divertente abitudine. A primo impatto, se pensiamo di chiederglielo però, immaginiamo i nostri amici che divertiti e stupiti si rifiutano di farlo sorridendo pensando ad un gioco o ad uno scherzo. L’ideale per rompere il ghiaccio in questo senso sarebbe partecipare a delle serate in lingua straniera o, se non ce ne sono nel posto in cui viviamo, organizzarne qualcuna. Sono abbastanza diffuse nelle città più grandi d’Italia ma anche facilmente organizzabili in centri piccoli e riscuotono sempre un grande successo. Si tratta di serate a tema quindi, in cui la regola è parlare solamente in inglese e farlo per tutta la sera. Un modo simpatico di praticare la lingua ma anche di conoscere persone che l’hanno già imparata e che quindi possono darvi dritte su come superare i vostri ostacoli. Sicuramente un contesto rilassante ed allegro come quello di un aperitivo tra amici in lingua straniera ci renderà anche meno timidi e più propensi a parlare in inglese nonostante le nostre incertezze. Questo tipo di serata inoltre, è spesso frequentato oltre che da gente che parla la lingua a vari livelli, anche da stranieri e madrelingua. Quindi un’ottima opportunità per abituare l’orecchio a vari tipi di accento e pronuncia. E sicuramente i nostri amici una volta tornati a casa, accetteranno volentieri di continuare a parlare in inglese con noi.

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Petra Rovitti

Petra Rovitti

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