Il cane Spotty

Il cane Spotty

Spotty è uno dei personaggi ricorrenti della letteratura per l’infanzia più conosciuti al mondo ed è amatissimo dai bambini tra i 0 e i 2 anni.

Da anni ha un ruolo strategico nel processo di creazione dei piccoli lettori, al pari di altri personaggi seriali che popolano gli albi illustrati rivolti a questa fascia d’età.

Ma che caratteristiche ha Spotty e che importanza riveste nella formazione dei lettori in erba?

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Chi è Spotty

Spotty è il simpatico cagnolino giallo con le macchie marroni (spot) nato nel 1980 dalla penna dell’illustratore anglosassone Eric Hill.

Il personaggio appare per la prima volta nell’albo illustrato “Where’s Spot?” in cui la mamma di Spotty lo cerca per tutta casa e alla fine lo trova e mangiano insieme la loro pappa.

Una storia semplicissima, ma rivoluzionaria al tempo stesso!

Ci racconta perché l’autore.

Quando, ormai oltre trent’anni fa, ho creato “Dov’è Spotty?”, non pensavo alla pubblicazione; era solo un passatempo divertente inventato come lettura della buonanotte per mio figlio Christopher, che aveva allora due anni. Una storia semplice, a tema “nascondino”, ma con colpi di scena. Il divertimento stava tutto nell’idea delle alette, che invogliava Chris ad avere una parte attiva nella ricerca di Spotty. Quello che si nascondeva sotto le alette era una sorpresa assolutamente eccentrica e di inaspettato impatto visivo. Non c’erano limiti! Un pianoforte rosa? Certo! Una pendola barocca? Perché no? Creare questo libro fu un vero divertimento e spero che anche voi lettori possiate divertirvi altrettanto. Buona lettura!

“Where’s Spot?” è, quindi, il primo libro con le finestrelle ad apparire sul mercato editoriale e fu un successo travolgente!

I libri interattivi di Spotty  

“Where’s Spot?” inaugurò la serie di libri interattivi per bambini piccolissimi perché da allora Spotty divenne il protagonista di numerose altre avventure del quotidiano.

I bambini ritrovarono Spotty alle prese con gli animali della fattoria, i compagni di scuola, la nascita della sorellina e altre situazioni del tutto ordinarie ma rese buffe e divertenti grazie all’inserimento delle alette.

In seguito Spotty fu protagonista di altre linee editoriali: albi illustrati e libri tattili, spesso venduti insieme ai peluche che lo raffiguravano.

I libri di Hill hanno venduto oltre 60 milioni di copie nel mondo, con traduzioni in 16 lingue e distribuzione in 30 nazioni. In Italia i cartonati e i libri con le finestrelle continuano a essere ristampati da Fabbri Editori, che ha ancora a catalogo una trentina di titoli

Perché Spotty piace ai bambini

Spotty è un cucciolo socievole, curioso, allegro. I suoi genitori sono affettuosi e lo spronano a curiosare, a sperimentare, a fare. Insieme alla sorellina e agli amici vive mille avventure del quotidiano in modo leggero e rassicurante. E’ quindi un personaggio assolutamente positivo, senza ombre, prevedibile, del tutto ordinario.

I bambini piccolissimi amano Spotty perché si identificano in situazioni che anche loro possono vivere e scoprono attività in ambienti a loro conosciuti: il parco, la scuola, la spiaggia, la città.

La storie, inoltre, sono estremamente semplici: il testo è ridotto al minimo e le illustrazioni sono essenziali. Lo sfondo è sempre bianco e le figure dai colori vivaci e contornate da un bel bordo nero sono immediatamente riconoscibili.

Vi lascio con il video di Eric Hill che legge l’albo illustrato in occasione dei 30 anni della nascita del personaggio.

Se volete conoscere altri personaggi seriali protagonisti di storie divertentissime da leggere ai vostri bambini, vi rimando all’articolo dedicato agli animali umanizzati nei libri per bambini più amati.

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Francesca Fughelli

Francesca Fughelli

Sono una bookblogger, con la passione per il web e i social network. Per anni mi sono occupata della Sala Ragazzi di una biblioteca pubblica e contemporaneamente ho realizzato siti web per biblioteche, musei e istituzioni culturali. Da quell'esperienza è nato il mio blog di libri per bambini e ragazzi "Libringioco". Attualmente sono responsabile della comunicazione online e social media manager della Biblioteca Universitaria di Bologna, dell'Archivio storico Unibo e del Centro Internazionale "Umberto Eco".

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