airbag da moto perchè preferirlo

Airbag da moto: perché preferirlo

L’airbag da moto è diventato uno dei dispositivi più all’avanguardia per la protezione della zona del tronco e della colonna vertebrale in caso di impatto. Ne esistono di meccanici e di elettronici e sono regolati da specifiche normative. In questo articolo ti spiegherò quali sono le caratteristiche che li differenziano, come funzionano e le normative che li regolano.

È nel 1995 che parte il primo progetto di airbag da moto grazie a Dainese, dopo che due gravi incidenti segnarono il mondo dello sport. Si comprese l’importanza di trovare un congegno adatto a proteggere in modo efficace le parti del corpo più sensibili e a rischio di lesioni gravi. Da allora lo scenario motociclistico ha esperito evoluzioni tecnologiche davvero notevoli.

Fino a quel momento era il paraschiena l’unico elemento di protezione usato sia in ambito sportivo che non, il quale è tuttora ritenuto indispensabile per la difesa del motociclista in ogni occasione.

La ricerca e l’innovazione in tal senso ha reso disponibile un prodotto come l’airbag che amplifica le potenzialità del cosiddetto “guscio” rendendolo ancora più efficace e affidabile, garantendo una risposta pronta nelle situazioni di pericolo.

A cosa serve e come funziona

Il sistema airbag è in grado di proteggere efficacemente le zone più importanti del corpo attivandosi in pochi millisecondi in situazioni di incertezza riconosciute come pericolose anche a basse velocità. Questo è importante in moto perché i traumi da caduta dipendono dall’ostacolo che si colpisce e non dall’andatura. Ne consegue che l’uso non è pensato solo alla pista o a livelli sportivi, ma in qualunque occasione, anche se stai viaggiando in città.

Il dispositivo serve a proteggere cervicale, schiena, coccige e in alcuni casi anche il torace, quindi copre gli organi vitali e limita le oscillazioni della testa. E questa è la sostanziale differenza rispetto al paraschiena, la cui area di distribuzione della forza dell’impatto è minore. Non solo, la capacità di assorbimento dell’urto di un airbag è nettamente più performante rispetto al tradizionale guscio.

Il livello di forza residua media trasmessa alla schiena di un airbag in caso di collisione è di circa quattro volte inferiore rispetto a quella del paraschiena limitando così i rischi di impatto meccanico in caso di caduta. Parliamo di massimo 2,5 kN nel primo caso e massimo 9 kN nel secondo se confrontiamo dispositivi classificati come livello 2 di omologazione (per chiarezza 1 kN corrisponde a circa 101,97 chilogrammi-forza). Minore è questo parametro, migliore è l’assorbimento d’urto da parte del protettore.

Il tempo di attivazione dell’airbag è rapido ma non immediato e avviene tra il momento della collisione del motoveicolo a quando il pilota si distacca dallo stesso, per poi essere completamente attivo prima dell’impatto. È una sequenza misurata in millisecondi, ciò vuol dire che all’occhio umano il gonfiaggio appare istantaneo ma non lo è. In quel frangente, la sacca airbag si aziona e resta attiva fino a un massimo di 60” dall’urto, dopodiché si sgonfia per permettere i soccorsi.

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Airbag meccanici o elettronici?

Sono due le tipologie di airbag disponibili in commercio: meccanico ed elettronico. Entrambi adempiono gli stessi scopi dal punto di vista della protezione e della distribuzione della forza di collisione; le differenze sono insite più che altro nelle caratteristiche tecniche di usabilità.

Se stai pensando quale di questi sia più adatto alle tue esigenze, ho messo a confronto due tra i modelli più conosciuti nelle rispettive categorie.

Airbag meccanici

Il sistema di riconoscimento è meccanico attraverso un cavo fisico agganciato al motoveicolo che innesca il dispositivo se sottoposto ad una certa trazione. Agisce con lo stesso principio delle cinture di sicurezza, il cui congegno è semplice e ancora oggi affidabile.

Motoairbag è l’azienda che nel 2000 ha brevettato la tecnologia ad esplosione fredda e ad oggi fornisce dispositivi efficaci sia per uso stradale che su pista.

Le peculiarità della versione da strada sono:

  • Aggancio manuale alla moto tramite un cavo collegato con un moschettone ad una cinghia fissata sotto la sella.
  • Si indossa come un gilet sopra la giacca da moto e allacciato tramite bretelle e cinture interne.
  • Va indossato come ultimo indumento, ciò vuol dire che non è possibile mettere zaini, giacche antipioggia o altri capi d’abbigliamento sopra l’airbag per non ostruire il corretto funzionamento.
  • Esiste nella doppia versione con protezione solo posteriore oppure completa e quindi anche toracica.
  • Sistema sempre attivo anche in caso di scivolata in quanto sono sufficienti 40 cm di distanza dalla sella perché entri in funzione, senza precludere i normali movimenti del motociclista.
  • Velocità di attivazione 80ms.
  • Se attivato senza impatto può essere ricaricato facilmente dall’utilizzatore tramite un kit di ricarica.
  • È prevista una revisione periodica ogni 4 anni o in base all’intensità di utilizzo e corretta applicazione del dispositivo.

Vantaggi: piuttosto leggero (max 1,3Kg), ricaricabile autonomamente se innescato senza impatto, di facile utilizzo, prezzo contenuto, sempre attivo.

Svantaggi: niente indumenti sopra il dispositivo, connessione necessaria al motoveicolo.

Airbag elettronici

Il sistema è definito anche stand alone in quanto le dinamiche di funzionamento si attivano in modo autonomo senza dispositivi meccanici legati al motoveicolo. La rilevazione delle condizioni di incidente avvengono tramite algoritmi che monitorano costantemente i movimenti del motociclista grazie a giroscopi, accelerometri e una centralina che comunica con i sensori posti nel dispositivo tramite una connessione wireless e/o GPS.

Dainese ha elaborato nel corso del tempo prodotti sempre più all’avanguardia per ottimizzarne la resa sia per l’uso in pista che stradale. Tra questi ho analizzato le caratteristiche dell’airbag denominato D-air per l’uso in strada.

Ecco le principali.

  • Si installa direttamente all’interno della giacca appositamente progettata che va tenuta chiusa con la zip frontale per non risultare pericoloso in caso di attivazione.
  • All’interno del paraschiena è posizionato il GPS e la centralina elettronica attraverso cui vengono rilevati i dati dei sensori 1000 volte al secondo.
  • L’algoritmo riconosce le diverse dinamiche di caduta frontale, di sbalzamento o di rotolamento, attivandosi prima dell’impatto.
  • È una protezione “invisibile” che dona confort ed ergonomia.
  • È consentito l’uso di zaini o altri capi di abbigliamento posti al di sopra della giacca.
  • Il sistema funziona grazie a una batteria ricaricabile in massimo 4 ore tramite un caricatore USB, con un’autonomia di 8 ore se in uso e fino a 26 ore in stand-by. La ricarica non può avvenire durante l’utilizzo.
  • Il corretto funzionamento è monitorabile attraverso un’interfaccia LED posta sull’avambraccio che segnala lo stato della carica e il segnale GPS.
  • Il dispositivo deve essere acceso e connesso al segnale GPS prima di poterlo utilizzare.
  • Il tempo di gonfiaggio può variare a seconda della condizione di pericolo rilevata e dell’intensità dell’evento, ma non si attiva al di sotto dei 10 km/h oppure nel caso in cui il segnale GPS non sia disponibile.
  • Può prevedere parti di ricambio ma una volta attivato deve essere sostituito presso un rivenditore ufficiale.
  • È previsto un controllo manutentivo o l’eventuale revisione dei componenti soggetti a usura ogni 5 anni.

Vantaggi: nessuna connessione alla moto, leggero, confort totale perché completamente integrato, nessuna limitazione nell’indossare capi al di sopra del dispositivo, algoritmo costantemente aggiornato.

Svantaggi: il dispositivo va acceso e l’utilizzo è legato alla carica della batteria, non funziona in caso di segnale GPS assente anche momentaneo, non può essere utilizzato da portatori di pacemaker o apparecchi elettromedicali, economicamente più dispendioso.

Certificazioni e normativa

I protettori da impatto, come gli airbag da moto sono sottoposti a Certificazione di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) da un Organismo Notificato il quale attesta la conformità di un prodotto ai requisiti essenziali di salute e sicurezza della Direttiva/Regolamento di riferimento.

La verifica dei requisiti avviene attraverso test specifici sul prodotto e controllo della relativa documentazione tecnica come ad esempio schede tecniche, istruzioni d’uso e marcatura CE. All’esito positivo della valutazione, viene emesso un Certificato in base ai requisiti di legge.  

Esiste una specifica norma tecnica europea che stabilisce i requisiti di sicurezza e i metodi di prova atti a garantirne il buon funzionamento, l’affidabilità, le caratteristiche ergonomiche, prestazionali e qualitative.

Nel caso degli airbag da moto meccanici, la norma di riferimento europea è EN 1621-4 e specifica caratteristiche e metodi di prova per tutti i protettori gonfiabili attivati meccanicamente sia essi incorporati negli indumenti per motociclisti che utilizzati separatamente.

Per quanto riguarda quelli ad attivazione elettronica, la normativa tecnica che li regola è EN 1621-2 riferita agli indumenti di protezione contro l’impatto meccanico per motociclisti, ovvero i paraschiena, la quale specifica la copertura minima fornita, i requisiti di prestazione, dimensionali, ergonomici, nonché di innocuità. Al momento non è prevista una certificazione dedicata agli airbag ad innesco elettronico per la difficoltà di stabilire un sistema che assicuri l’affidabilità dei test.

In ogni caso, indipendentemente dal tipo di innesco, l’airbag da moto resta un prodotto altamente efficace e frutto di ricerca e sviluppo continui, se pur più costoso di un protettore tradizionale.

Sono una fan della sicurezza in moto e non smetterò mai di sottolineare l’importanza di salvaguardare la propria incolumità in qualunque circostanza. Personalmente ho scelto di usare l’airbag dopo aver valutato i benefici e il livello di protezione che ne derivano, e non tornerei mai indietro.

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Ester Memeo

Ester Memeo

Content creator e autrice di due podcast, La Gabbia e Zampe in Famiglia. Milanese dall’animo inquieto, si diverte a scoprire ciò che ancora non sa di essere. La sua natura curiosa e intraprendente la porta a evolvere la sua carriera professionale buttando anima e cuore nella comunicazione. Dopo un master in Digital Marketing e un corso di Narrazione e Storytelling, sceglie la scrittura per il web come SEO copywriter e i contenuti multimediali come podcaster indipendente. In LeRosa scrive di Motociclismo e Podcasting.

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