Eco-progettazione cos’è

Realizzare un prodotto secondo i principi dell’economia circolare, a partire dal suo ciclo di vita, è possibile grazie all’eco-progettazione. Vediamo come fare attraverso un esempio.

Il termine eco-progettazione indica come unire la progettazione di un prodotto alle esigenze dell’economia circolare. Possiamo trovare anche i termini sinonimi di design sostenibile o design ecologico. Nei documenti più tecnici si parla inoltre di Life Cycle Design (LCD) e di Design for Sustainability (D4S).

L’eco-progettazione è una metodologia tecnica che si applica nella fase di progettazione di un prodotto (ma anche di un servizio o di un intero processo produttivo) al fine di ridurre l’impronta ambientale e l’impatto ambientale del prodotto stesso.

Se siamo nella fase di progettazione di un nuovo prodotto è bene iniziare a pensarlo in un’ottica di economia circolare, anche se la tecnica dell’eco-progettazione può essere utilizzata per rendere più sostenibile ed ecologico un prodotto, servizio o processo già presente sul mercato.

Sappiamo che per avere uno sviluppo che sia veramente sostenibile occorre integrare sostenibilità economica, ambientale e sociale ad ogni livello produttivo. Le risorse naturali non sono infinite: le dividano infatti in risorse rinnovabili e non rinnovabili. Gli esseri umani consumano sempre più risorse naturali non rinnovabili. Molti materiali vengono utilizzati una sola volta e poi impiegano anni o decenni per essere degradati. Inoltre le varie fasi della produzione consumano calore ed energia, emettono anidride carbonica in atmosfera e scarichi nelle acque.

Oltre a pensare alle energie rinnovabili, come quelle del vento e del sole, occorre pensare ai materiali che vengono impiegati per realizzare un prodotto. Utilizzando un materiale riciclato stiamo adoperando una risorsa rinnovabile perché deriva da scarti o da riciclo di altri prodotti e processi industriali. Lo stesso discorso vale per le sostanze biodegradabili.

La scelta di utilizzare l’ecodesign per un prodotto è una scelta ecologica ed etica dato che:

  • conserva le risorse del nostro pianeta;
  • tiene conto del tipo di materie prime utilizzate;
  • consuma un giusto quantitativo di energia.

L’eco-progettazione è un percorso che permette di progettare e poi creare un prodotto studiando tutto il suo ciclo di vita nella prospettiva dell’economia circolare, risparmiando e ottimizzando l’uso delle risorse naturali. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Partendo dal LCA (Life Cycle Assessment)

L’analisi del ciclo di vita di un prodotto è chiamata LCA, Life Cycle Assessment. Si tratta di uno studio, una valutazione che viene fatta per un prodotto, servizio o ciclo produttivo. Prende in considerazione le cinque fasi del ciclo di vita che caratterizzano un prodotto. Quando parliamo di eco-progettazione, per ogni fase di questo ciclo dobbiamo tenere conto della sostenibilità ambientale.

Le cinque fasi del ciclo vitale di un prodotto sono:

  1. estrazione delle risorse e lavorazione;
  2. produzione;
  3. packaging e trasporto;
  4. utilizzo;
  5. smaltimento.

Per fare un esempio di eco-progettazione, immaginiamo di dover creare un mobile per le nostre abitazioni.

Per realizzare un prodotto di ecodesign, il nostro mobile ad esempio, mi serviranno delle materie prime che a volte occorre estrarre, come nel caso dei metalli. L’estrazione è un processo che richiede acqua ed energia, dunque consuma risorse naturali. Quando è possibile è meglio utilizzare prodotti naturali o provenienti da riciclo del materiale stesso. Se dobbiamo utilizzare la plastica, preferiamo quella riciclata, così come metalli e vetro di riciclo. Anche per i tessuti è meglio utilizzare materiali di origine naturale come cotone biologico, canapa o lino.

Nella fase di produzione del nostro mobile utilizzeremo acqua, corrente elettrica, energia. Per avere un prodotto di eco-design servirà ridurre al minimo l’impatto e l’impronta ecologica che si origina dal consumo di queste risorse naturali.

Una volta realizzato, il nostro arredo dovrà essere trasportato. Ecco che consumeremo altra energia: meglio utilizzare veicoli elettrici o a basso consumo ambientale. Per il packaging, la scelta migliore sarebbe quella della carta e del cartone da riciclo o plastica riciclata.

Il nostro mobile arriverà nelle case delle persone e sarà utilizzato per lunghi anni. Per questo motivo nell’eco-progettazione occorre pensare di ridurre al massimo l’uso di coloranti e sostanze tossiche che il mobile rilascerà nell’atmosfera domestica. Anche questi sono passaggi che portano ad avere un prodotto eco-sostenibile.

Quando il mobile si sarà rotto e non sarà più utilizzabile, occorre pensare al suo smaltimento. Realizzandolo già in varie componenti che potranno essere suddivise e smontate si faciliterà il suo trasporto e smaltimento nelle discariche e isole ecologiche delle nostre città.

Per collegare il design alla sostenibilità ambientale

Come abbiamo visto, l’eco-progettazione è quella metodologia che permette di pensare a un prodotto che rispetti i criteri dell’economia circolare dalla progettazione a tutto il suo ciclo di vita.

In ogni fase del ciclo vitale di un prodotto occorre tenere conto della protezione ambientale e dell’eco-sostenibilità. Risparmiare e ottimizzare al meglio le risorse sono i criteri fondamentali da seguire.

Nel campo dell’ecodesign, i materiali più utilizzati sono:

  • il legno;
  • il vetro;
  • la carta;
  • il ferro.

Vengono scelti perché sono materiali di riciclo, ricavati dalle raccolte differenziate e il loro impatto ambientale è minore rispetto ad altre materie prime.

Si sente parlare spesso di design monomaterico, ovvero utilizzare per un oggetto un unico materiale in modo da ridurre al massimo gli sprechi. Una maggiore efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia riguarda anche lo smaltimento del prodotto: meno materiali da suddividere, significa meno emissioni per lavorare i rifiuti e meno energia consumata.

Quando parliamo di eco-progettazione teniamo anche conto della durabilità di un prodotto. Il prodotto dev’essere pensato e realizzato per vivere il più a lungo possibile. Questo per non ricadere nel consumo di risorse ed evitare l’eccessivo consumismo che danneggia l’uomo e l’ambiente.

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La salute umana è un fattore importante nel mondo della eco-progettazione: chi progetta prodotti per le case e gli uffici utilizza sempre più di frequente materiali bio-based, di origine naturale, realizzati e colorati con tinture non tossiche e con colori spesso neutri che richiamano la natura: dall’avorio, al beige, al verde chiaro.

L’eco-progettazione è una scelta che riguarda chi lavora nel progettare, realizzare e smaltire un prodotto. Ma anche noi consumatori possiamo fare la nostra parte, informandoci e scegliendo i prodotti che rispettano la natura, l’ambiente, la nostra salute.

Gli esempi di eco-progettazione sono numerosi negli arredi di case ad uffici. Ma anche altri prodotti come le calzature o gli accessori derivando da studi di ecodesign.

Molti sistemi che regolano le nostre case saranno realizzati in base ai criteri della eco-progettazione:

  • controllo della temperatura domestica;
  • riscaldamento dell’acqua;
  • gestione dell’illuminazione;
  • apparecchi elettrici ed elettrodomestici.

Quando acquistiamo un prodotto, è importante farci delle domande:

  • i materiali che lo compongono sono biodegradabili o riciclabili?
  • che tipo di energia è stata utilizzata per produrlo, energia rinnovabile?
  • contiene sostanze tossiche per l’uomo e l’ambiente?
  • potrò facilmente scomporre questo oggetto e riciclarlo in modo corretto?

Nel futuro il mondo del design sarà sempre più orientato verso i criteri della eco-progettazione. Iniziamo a conoscere questi prodotti e processi, informiamoci per scegliere ciò che è più adatto a noi, rispettando l’ambiente e la natura.

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