Tutto su La nascita di Venere di Botticelli degli Uffizi

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Vi porto con me a scoprire tutto su La nascita di Venere di Botticelli degli Uffizi, una delle opere più famose del pittore fiorentino e del Rinascimento italiano. La potete ammirare all’interno della Sala 10-14.

Storia

La nascita di Venere di Botticelli è datata al 1485 circa e grazie all’edizione del 1550 delle Vite di Giorgio Vasari, sappiamo che si trovava all’interno della Villa medicea di Castello, nelle vicinanze di Firenze. Villa che Cosimo I de’ Medici aveva ereditato dal padre Giovanni delle Bande Nere. Era conservata nella stessa residenza anche l’altra opera celeberrima di Botticelli, La Primavera.

Ma torniamo un attimo a Giorgio Vasari, biografo e testimone fondamentale del suo tempo, nonché artista influente.  Nelle sue Vite cita così La nascita di Venere:

“Per la città (Firenze) in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai, delle quali oggi ancora a Castello, villa del duca Cosimo, sono due quadri figurati l’uno Venere che nasce, e quelle aure e venti che la fanno venire in terra con gli Amori, e così un’altra Venere che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera, le quali da lui con grazia si veggono espresse”.

Nell’inventario del 1598 la Venere di Botticelli è documentata nello stesso luogo, posizionata nella “Camera del Granduca terrena”. Vi rimase fino al 1761 e lo sappiamo grazie all’ultimo inventario della villa. Arrivò a Palazzo Pitti nel 1815 per volere del granduca Ferdinando III di Lorena. Infine approdò agli Uffizi.

Va detto che mancano testimonianze o documenti che ne accertino la destinazione originaria. E non conosciamo nemmeno il nome del committente. Quasi sicuramente però fu commissionata da un membro della famiglia Medici. Si deduce ciò anche dagli alberi di arancio presenti nel dipinto, da sempre simbolo legato alla famiglia, per l’assonanza con il nome con cui era conosciuta la pianta in passato, ossia mala medica.

Descrizione

La Nascita di Venere un dipinto imponente di 172 x 278 cm. La tecnica usata è quella della tempera magra su tela, che permette di ottenere un risultato simile all’affresco, grazie all’uso di colori opachi e liquidi.

La scelta della tela è singolare, anche perché solitamente Botticelli per questo tipo di dipinti preferiva la tavola. L’artista cucì due tele  e aggiunse un’imprimitura celeste, in modo da far risultare l’intera raffigurazione avvolta da una tonalità azzurra.  Particolare anche l’uso dell’oro, che dona una luminosità unica ai capelli della Venere. L’oro è usato anche sui tronchi degli alberi di arancio.

L’opera in realtà non rappresenta la nascita della dea, ma il suo arrivo a Cipro. La fanciulla è raffigurata mentre viene sospinta dal vento Zefiro e da una figura femminile a lui abbracciata, forse la ninfa Clori o il vento Aura.

la nascita di venere di botticelli

Sulla riva Venere è attesa da una delle Ore, le figlie di Giove. Sono il simbolo dell’alternarsi del tempo e delle stagioni e quella raffigurata nel dipinto, ha in mano un sontuoso mantello fiorito con il quale coprirà il corpo nudo della dea della bellezza e dell’amore.

La rappresentazione della fanciulla segue lo schema della Venere pudica, tipico nell’arte classica antica, in cui la dea si nasconde la nudità con le mani e, in questo caso, anche con i capelli. Inoltre il candore della pelle della dea, non può non far pensare alle splendide ed eleganti statue antiche.

Il chiaroscuro è quasi completamente assente e la vera protagonista de La nascita di Venere, come di tutta l’arte di Botticelli, è la linea, che delinea e dona fluidità alle immagini, separandole dalla realtà corruttibile.

Botticelli è il massimo rappresentante del neoplatonismo della corte di Lorenzo il Magnifico. Per questo la sua pittura ricerca costantemente un ideale di bellezza assoluta, che sia lontano dalla materia e dall’atmosfera.

Tutto ruota attorno alla linea e all’eleganza delle figure. Basta osservare i capelli di Venere, delineati uno ad uno, per capire lo stile unico di Botticelli! E notate la malinconia, altra caratteristica dell’arte botticelliana, come è evidente negli occhi di Venere, nel suo ripiegarsi su se stessa e nelle espressioni dei Venti.

la nascita di venere di botticelli descrizione

Non è questo il racconto di una scena trionfale, ma la presa di coscienza della caducità delle cose. Fate attenzione però, perché ne La nascita di Venere assistiamo all’inizio di quella profonda crisi spirituale e artistica che colpirà il pittore alla morte di Lorenzo de’ Medici. L’avvento di Girolamo Savonarola poi, sarà un colpo durissimo per lui. Influenzato infatti dalle teorie rigide del frate, Botticelli arriverà persino a bruciare alcuni suoi dipinti in uno dei “falò delle vanità”, con cui i seguaci di Savonarola distruggevano tutto ciò che era ritenuto sacrilego.

Sicuramente vi starete chiedendo da cosa si intuisce nel dipinto questa crisi. La si scorge in particolare nell’esecuzione del paesaggio e nello spezzarsi della linea, che in alcuni punti non è più così fluida. Ad esempio nei corpi dei Venti, nelle onde del mare poco reali e nella veste dell’Ora.

Altre opere di Botticelli

Il dipinto, la cui storia passata e attuale, si incrocia con La nascita di Venere, è La Primavera. Entrambe frutto dell’abile mano di Botticelli, si trovavano nella Villa medicea di Castello. Oggi fanno mostra della loro bellezza nella medesima Sala 10-14 degli Uffizi.

Nel museo fiorentino sono conservate altre importanti opere del pittore, oltre a La Nascita di Venere:

  • Pallade e il Centauro.
  • La calunnia.
  • Madonna del Magnificat.
  • Annunciazione di San Martino alla Scala.
  • Adorazione dei Magi
  • Fortezza.
  • Annunciazione di Cestello.
  • Ritorno di Giuditta a Betulia.
  • Ritratto di uomo con medaglia di Cosimo I il Vecchio.
  • Madonna della Loggia.
  • Pala di San Marco.
  • Madonna del Roseto.
  • Madonna in gloria di serafini.
  • Scoperta del cadavere di Oloferne.

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E ancora non perdetevi altre opere importanti del corposo catalogo di Botticelli. In particolare, vi segnalo:

  • Adorazione del Bambino, Basilica di Santa Maria Novella, Firenze.
  • Sant’Agostino nello studio, Chiesa di Ognissanti, Firenze.
  • Affreschi nella Cappella Sistina, Città del Vaticano.
  • Ritratto di giovane, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze.
  • Venere e Marte, National Gallery, Londra.
  • Adorazione dei Magi, National Gallery, Londra.
  • Natività mistica, National Gallery, Londra.
  • Ritratto di Esmeralda Brandini, Victoria and Albert Museum, Londra.
  • Madonna col Bambino e San Giovanni Battista, Museo del Louvre, Parigi.
  • Madonna Raczynski, Gemaldegalerie, Berlino.
  • Ritratto di Dante, Collezione Privata, Ginevra.

La nascita di Venere: curiosità e aneddoti

Per conoscere proprio tutto su La nascita di Venere di Botticelli degli Uffizi, dovete sapere che la musa ispiratrice in questa e in molte altre opere del grande pittore fiorentino, fu Simonetta Cattaneo Vespucci, nobildonna genovese, o almeno così vuole la tradizione.

Era la moglie di Marco Vespucci, cugino di Amerigo, il grande navigatore fiorentino. Ma Simonetta è ricordata anche per essere stata l’amante di Giuliano de’Medici, l’adorato fratello di Lorenzo il Magnifico. Giuliano purtroppo perse la vita nella famigerata Congiura dei Pazzi avvenuta nel 1478 a Firenze.

Simonetta era “la sans par”, la senza paragoni. Così la definivano a Firenze artisti e poeti. Nessuna era bella e affascinante come lei. Morì nel 1476, a 23 anni, di tisi e fu sepolta nella chiesa di Ognissanti, la stessa dove Botticelli volle essere sepolto, proprio ai suoi piedi.

Anche Lorenzo il Magnifico le dedicò alcuni versi dopo la sua prematura morte:

“O chiara stella che co’ raggi tuoi

Togli alle tue vicine stelle il lume,

Perché splendi assai più del tuo costume?

Perché con Febo ancor contender vuoi?

Forse e begli occhi, quali ha tolto a noi

Morte crudel, che omai troppo presume,

Accolti ha in te: adorna del lor nume,

El suo bel carro a Febo chieder puoi.

O questo o nuova stella che tu sia,

Che di splendor novello adorni il cielo,

Chiamata esaudi, nume, e voti nostri:

Leva dello splendor tuo tanto via,

Che agli occhi, c’han d’etterno pianto zelo, 

Senz’offension lieta ti mostri”.

Sicuramente la leggenda di Simonetta è affascinante, poetica, romantica ma dobbiamo anche essere realistici e basare il commento di un’opera artistica affidandoci alle fonti e ai documenti esistenti. Non abbiamo, ad oggi, nessun autoritratto che ci mostri le vere sembianze di Simonetta, nè abbiamo testimonianze scritte che accertino che la donna abbia mai posato per Botticelli o altri artisti.

Certo è innegabile quanto il fascino intramontabile del mito di Simonetta Cattaneo Vespucci ci faccia sognare e questo non ci dispiace affatto. Ma mi raccomando, non confondiamo mai le storie romanzate che fanno bene al cuore, con l’analisi di un’opera d’arte, che deve essere fondata su certezze.

L’ispirazione per l’opera deriva da le “Stanze per la giostra” del poeta Agnolo Poliziano. Qui si descrive la nascita di Venere con i seguenti versi:

una donzella

non con umanità volto

da zefiri lascivi spinta a proda

gir sopra un nicchio

Una curiosità dei giorni nostri è invece legata alla moneta da 10 centesimi di Euro. Avrete notato sicuramente che vi è inciso il volto della Venere di Botticelli.

Galleria degli Uffizi di Firenze: informazioni per vedere l’opera

Ora che conoscete veramente tutto su La nascita di Venere di Botticelli, dovete organizzarvi per ammirarla con attenzione e scoprirne ogni dettaglio. Il momento migliore per una visita è durante i giorni feriali, magari al mattino presto o nelle ore centrali della giornata, quando la sala è meno affollata. In ogni caso le dimensioni e la disposizione garantiscono sempre una buona visibilità.

Apertura museo: dal martedì alla domenica, dalle ore 8.15 alle 18.30. Consiglio vivamente di prenotare l’ingresso e scegliere l’orario. Potete farlo sul portale B-ticket o chiamando il numero +39 055 294 883.

Oggi abbiamo fatto un bel viaggio per scoprire tutto su La nascita di Venere di Botticelli degli Uffizi. Ma continuate a viaggiare insieme a me alla scoperta dei capolavori dell’arte mondiale. Seguitemi qui sul blog. E per collaborazioni contattatemi pure, sarò lieta di rispondervi.

Irene Tempestini

Laureata in Lettere, Storica dell'Arte e Critico d'Arte. Giornalista iscritta all'Ordine dei giornalisti. Dal 2014 Founder e Direttore Responsabile di ZestToday, testata giornalistica che si occupa di cultura a 360°. Dal 2008 impegnata in uffici stampa e comunicazione on e off line. Nel frattempo, mi sono appassionata al mondo SEO e digital, che studio costantemente per piacere personale e per lavoro. Da un anno e mezzo collaboro anche con l'academy di un'amica che vive tra la Florida e il Messico. Insegniamo lingua e cultura italiana a studenti americani e organizziamo viaggi in Italia. Amo scrivere, leggere, informarmi e restare sempre connessa con il mondo che cambia. Sono innamorata pazza della musica, delle arti, della creatività, dei viaggi, dell'ironia, della natura e della libertà. Mi definisco un' entusiasta a tempo indeterminato, perché credo fermamente che ci sia sempre qualcosa di bello e importante da scoprire, nella vita professionale e personale. Se cercate una professionista appassionata e in costante evoluzione, contattatemi! Sarò lieta di ascoltare i vostri bisogni e felice di valutare nuove collaborazioni!

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