Tutto su La Primavera di Botticelli della Galleria degli Uffizi

Scopriamo insieme tutto su La Primavera di Botticelli della Galleria degli Uffizi (Sala 10-14), una delle opere più famose del grande pittore fiorentino e del Rinascimento italiano.

Storia

Come testimonia Giorgio Vasari nell’edizione del 1550 delle Vite, La Primavera di Botticelli si trovava, insieme con La nascita di Venere, all’interno della Villa medicea di Castello, vicino Firenze.  Villa che Cosimo I de’ Medici aveva ereditato dal padre Giovanni delle Bande Nere.

Ma torniamo un attimo a Giorgio Vasari, biografo e testimone fondamentale del suo tempo, nonché artista influente. Nelle sue Vite cita così La Primavera:

“Per la città (Firenze) in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai, delle quali oggi ancora a Castello, villa del duca Cosimo, sono due quadri figurati l’uno Venere che nasce, e quelle aure e venti che la fanno venire in terra con gli Amori, e così un’altra Venere che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera, le quali da lui con grazia si veggono espresse”.

Non abbiamo però documenti o testimonianze che ne accertino la collocazione originaria prima del 1550. Non sappiamo nemmeno chi fu il committente, anche se sicuramente a commissionare l’opera fu un membro della famiglia Medici.

Nell’inventario del 1598 la tela è documentata nella medesima collocazione, posta nella “Camera del Granduca terrena”, e lì rimase almeno fino al 1761, data dell’ultimo inventario della villa. Arrivò a Palazzo Pitti nel 1815 per volere del Granduca Ferdinando III di Lorena e poi agli Uffizi.

Descrizione

La Primavera di Botticelli misura 203 x 314 cm. È datata 1478-80 circa. La tecnica usata è quella della tempera grassa su tavola, che rende il colore più viscoso, fluido e trasparente. Novità assoluta è la lettura della scena, che va fatta da destra e sinistra. Probabilmente perché la collocazione originaria per cui era stata commissionata richiedeva questo.

Da destra quindi troviamo il vento Zefiro che insegue la ninfa Clori, da lui fecondata e dalla cui bocca esce un ramo. Le due figure rappresentano metaforicamente la dimensione più terrena della narrazione.  La ninfa si trasforma in Flora/Primavera, la dea della fioritura e della giovinezza.

La vediamo ricoperta di ghirlande di fiori, pronta a spargere le rose che tiene in grembo e che sono il simbolo assoluto dell’ amore. Per questa raffigurazione Botticelli deve essersi ispirato alle Stanze per la giostra di Poliziano [I, 43-54], in cui si parla proprio di un “grembo pieno di rose”.

In particolare il passaggio si riferisce all’incontro tra Iulio (Giuliano de Medici) e Simonetta (Cattaneo Vespucci, musa ispiratrice di Botticelli e di altri artisti e poeti):

Banner la spa del business

Ell’era assisa sovra la verdura,

allegra, e ghirlandetta avea contesta

di quanti fior creassi mai natura,

de’ quai tutta dipinta era sua vesta.

E come prima al gioven puose cura,

alquanto paurosa alzò la testa;

poi colla bianca man ripreso il lembo,

levossi in piè con di fior pieno un grembo.

Al centro è Venere, con la testa reclinata e lo sguardo dritto verso di noi. In alto, sopra di lei, Eros, raffigurato come un putto alato, è impegnato a scoccare una freccia dell’amore verso una delle Tre Grazie danzanti.

Queste si tengono per mano, i loro sguardi si incontrano e i loro corpi sinuosi sono avvolti in morbide e sensuali vesti trasparenti. Meravigliose le chiome pettinate secondo le abitudini dell’epoca.

Ma vediamo insieme chi sono le tre figure femminili. Aglaia, dea dell’ornamento e dello splendore. Eufrosine dea di gioia e letizia. Talia dea della prosperità. Sono chiaramente la metafora della donna ideale tanto cara al Neoplatonismo, che incarna i principi di bellezza, castità e amore.

A sinistra intanto, Mercurio scaccia le nuvole minacciose con il caduceo. Lui è il mesaggero degli dei, nonché il protettore dei sogni. Indossa uno splendido mantello rosso, la spada, l’elmo e i calzari alati. A lui spetta il compito di mediare tra il volere degli dei e gli esseri umani.

la primavera di botticelli

L’ambientazione e la profondità spaziale sono appena accennate e la scena si compie in un bosco di aranci e alloro. Proprio grazie agli aranci possiamo dedurre con una certa sicurezza, che l’opera fu commissionata da un membro della famiglia Medici. Gli alberi di arancio infatti sono da sempre un simbolo legato alla famiglia, per l’assonanza con il nome con cui era conosciuta la pianta in passato, ossia mala medica.

Venere è il perno centrale e attorno a lei si dispongono le altre figure. Non c’è unità narrativa, ma formale e geometrica. Tant’è che unendo idealmente Cupido agli angoli in basso del dipinto, si forma un triangolo. Tutta la raffigurazione può essere scomposta in forme geometriche che conferiscono armonia all’insieme.

Offerta
“Uffizi”
La Galleria degli Uffizi è uno dei musei più importanti del mondo. Leggi la guida ufficiale

La vera protagonista de La Primavera di Botticelli è la linea, perché isola le forme dalla realtà per elevarle ad un piano di bellezza assoluta, lontana dalla materia corruttibile. Il linearismo di Botticelli è inconfondibile. E anche il colore, così brillante, amplifica il distacco della scena dal fondo scuro.

Sul significato de La Primavera si discute ancora oggi. Sono tante le teorie, alcune più convincenti altre meno. Personalmente sono d’accordo con l’interpretazione secondo cui il dipinto raffigura la metafora dell’amore irrazionale e terreno che diventa ideale e spirituale grazie alla mediazione di Venere. Il tutto sotto l’attento controllo di Mercurio, mediatore tra divino e terreno. Ricordiamoci infatti che Botticelli è stato il massimo interprete degli ideali neoplatonici in auge alla corte di Lorenzo il Magnifico.

Altre opere di Botticelli

La Primavera è strettamente legata a La nascita di Venere. Insieme erano collocate nella Villa di Castello, poi a Palazzo Pitti e infine le ritroviamo, oggi, entrambe nella medesima Sala 10-14 degli Uffizi.

Nel museo fiorentino sono conservate altre importanti opere del pittore:

  • Pallade e il Centauro
  • La calunnia
  • Madonna del Magnificat
  • Madonna della melagrana
  • Annunciazione di San Martino alla Scala
  • Adorazione dei Magi
  • Fortezza
  • Annunciazione di Cestello
  • Ritorno di Giuditta a Betulia
  • Ritratto di uomo con medaglia di Cosimo I il Vecchio
  • Madonna della Loggia
  • Pala di San MArco
  • Madonna del Roseto
  • Madonna in gloria di serafini
  • Scoperta del cadavere di Oloferne

E ancora vi elenco altre opere fondamentali del catalogo di Botticelli:

  • Adorazione del Bambino, Basilica di Santa Maria Novella, Firenze
  • Sant’Agostino nello studio, Chiesa di Ognissanti, Firenze
  • Affreschi nella Cappella Sistina, Città del Vaticano
  • Ritratto di Dante, Collezione Privata, Ginevra
  • Venere e Marte, National Gallery, Londra
  • Adorazione dei Magi, National Gallery, Londra
  • Ritratto di giovane, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze
  • Natività mistica, National Gallery, Londra
  • Madonna col Bambino e San Giovanni Battista, Museo del Louvre, Parigi
  • Madonna Raczyński, Gemäldegalerie, Berlino
  • Ritratto di Esmeralda Brandini, Victoria and Albert Museum, Londra

La Primavera: curiosità e aneddoti

Osservando il caduceo di Mercurio, conosciuto anche come bastone di Esculapio, vi sembrerà sicuramente di averlo visto altrove e con una certa frequenza anche. Se vi è familiare è normale, perché lo troviamo nelle farmacie, sulle ambulanze e negli studi medici. È infatti uno dei simboli più usati e rappresentativi in ambito medico.

la primavera di botticelli il caduceo di mercurio

Tra le tante interpretazioni sul significato del dipinto, cito l’interessante lettura data dalla studiosa Mirella Levi d’Ancona. Secondo lei LA Primavera di Botticelli sarebbe stata realizzata nel 1477-78, in previsione della nascita del figlio di Giuliano de’Medici, Giulio, futuro papa Clemente VII. Sappiamo però che Giuliano morì nella Congiura dei Pazzi proprio nel 1478. Per questo è probabile che il dipinto sia stato preso dal cugino Lorenzo di Pierfrancesco de’Medici, detto Il Popolano.

Un’altra curiosità che dovete sapere per conoscere proprio tutto su La Primavera di Botticelli della Galleria degli Uffizi, è legata alla botanica. Nel dipinto infatti sono raffigurate oltre 500 specie di piante e fiori. Il merito della loro identificazione va a Guido Mocci, direttore dell’Orto Botanico di Firenze. Molte erano presenti realmente nei giardini delle ville medicee fiorentine e in parte lo sono ancora.la primavera di botticelli piante e fiori

Tra le tante specie riconosciamo facilmente la rosa, l’iris, i garofani, i fiordalisi, le margherite, i narcisi e le violette. E voi quali altre specie riuscite a riconoscere?

Galleria degli Uffizi di Firenze: informazioni per vedere l’opera

La Primavera di Botticelli merita di essere ammirata e analizzata con cura. Il momento migliore per una visita è sicuramente durante i giorni feriali, magari al mattino presto o nelle ore centrali della giornata, quando la Sala 10-14 è meno affollata. In ogni caso le dimensioni e la disposizione garantiscono sempre una buona visibilità.

Apertura museo: dal martedì alla domenica, dalle ore 8.15 alle 18.30. Consiglio vivamente di prenotare l’ingresso e scegliere l’orario. Potete farlo sul portale B-ticket o chiamando il numero +39 055 294 883.

Proseguite con me questo viaggio alla scoperta dei capolavori dell’arte mondiale. Continuate a seguirmi e non esitate a contattarmi per collaborazioni e proposte professionali. Sarò ben lieta di leggervi.

 

 

 

 

 

 

Carriereit_Banner_01
Pin
0 Condivisioni