Cammini sul mare in Italia da fare assolutamente

Avete mai camminato sul mare con panorami mozzafiato? In Italia ci sono cammini sul mare da fare assolutamente almeno una volta nella vita. La nostra penisola ha più di 8 mila km di coste e, oltre alle splendide spiagge e lungomari, ci sono bellissimi percorsi in mezzo a una natura meravigliosa a strapiombo sul mare.

Camminare sul mare è un’ottima occasione per viaggiare con lentezza, seguire il ritmo dei propri passi, allontanarsi dal turismo di massa e scoprire angoli del paese in tranquillità. Dal Tirreno all’Adriatico, percorrendo le nostre coste, ci sono cammini sul mare da fare assolutamente.

Prima però di mettersi in cammino, ecco qualche consiglio utile:

  • informarsi bene prima di partire, contattando gli enti del turismo locali per avere conferma dell’apertura dei sentieri e delle strutture ricettive lungo il percorso;
  • scegliere l’itinerario secondo la propria preparazione fisica;
  • prestare sempre la massima prudenza e guardare dove si mettono i piedi;
  • seguire sempre i sentieri segnati e non avventurarsi a caso;
  • avere il giusto equipaggiamento (scarpe da trekking, 2 litri di acqua, cibo, cappello)
  • evitare, se possibile, la stagione estiva per godersi al massimo questi percorsi presi d’assalto dai turisti.

Vediamo insieme alcuni dei cammini sul mare da fare in Italia assolutamente.

Sentiero azzurro in Liguria

Il sentiero azzurro in Liguria è il famoso percorso che unisce i borghi delle Cinque Terre, da Riomaggiore a Monterosso. É lungo 12 km e percorribile in un paio di giorni, possiamo inserirlo tra i cammini sul mare in Italia da fare assolutamente perché:

  • è uno dei cammini dove il mare ci accompagna in tutto il tragitto;
  • i sentieri costeggiano meravigliosi uliveti, vigneti, terrazze coltivate e muretti a secco;
  • gli scorci a picco sul mare, dopo salite impegnative, regalano panorami mozzafiato;
  • dopo la grande fatica possiamo gustare la deliziosa focaccia ligure.

Per iniziare il sentiero azzurro, basta raggiungere in auto o in treno le stazioni di Monterosso o Riomaggiore dove inizia il percorso percorribile in entrambe le direzioni. Il sentiero è diviso in 4 tappe.

Il sentiero azzurro in Liguria
Foto di Dimitry Anikin su Pixabay

Partendo da Riomaggiore si imbocca il sentiero n. 531 ai piedi della montagna con la famosa Via dell’amore chiusa dal 2012. Questa via era un percorso pedonale scavato nella roccia, che negli anni venti veniva usata dai ferrovieri per spostarsi tra le due stazioni. In alternativa, si percorre un sentiero in salita in mezzo ai vigneti e si arriva alla Costa del Corniolo.

Da qui si imbocca l’antica Via Beccara che, tra scale e saliscendi, ci porta a Manarola. La distanza tra Riomaggiore e Manarola è 1 km e il dislivello è 200 metri circa.

Il secondo tratto del sentiero azzurro collega Manarola con la stazione di Corniglia ed è lungo 5,5 km con dislivello di 600 metri circa.

Da Manarola prendiamo un sentiero in salita fino ad arrivare a Volastra, piccolo centro abitato di epoca romana a forma di anfiteatro. In mezzo a vigneti sui terrazzamenti a picco sul mare, si arriva a Porcina.

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Qui il percorso si affaccia sulle scogliere e lo splendido mare, ed è facile capire perché il sentiero azzurro sia uno dei cammini vista mare da fare assolutamente.

Attraverso una ripida mulattiera si arriva a Corniglia, meraviglioso borgo con le caratteristiche case colorate. Corniglia è l’unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare e è raggiungibile dalla grande scalinata “Lardarne” di 382 gradini.

Il sentiero prosegue verso Vernazza ed è lungo 3,5 km con un dislivello di 300 metri. All’inizio si attraversa la zona boschiva fino a Preso.

Poi, inizia una lunga scalinata tra uliveti e vigneti con pendii a picco sul mare. Si passa il piccolo villaggio di San Bernardino che svetta sulla cima del monte e poi si scende fino al bellissimo borgo di Vernazza.

L’ultima tappa del sentiero azzurro è il percorso tra Vernazza e Monterosso. É lungo 3,8 km ed è il più impegnativo per i continui saliscendi, ma la vista panoramica mozzafiato ripaga di tutta la fatica.

Visto che siamo in zona, non perdiamoci una visita approfondita delle Cinque Terre, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Sentiero di Stromboli in Sicilia

Uno dei cammini vista mare da fare assolutamente in Italia è sull’isola di Stromboli in Sicilia. Qui, oltre a camminare con la vista di un mare cristallino, è possibile fare trekking direttamente sul vulcano. Per chi non la conoscesse, Stromboli è una delle 7 isole dell’arcipelago delle Eolie, a nord della Sicilia e sull’isola c’è un vulcano ancora attivo, risalente a 160 mila anni fa, alto 926 metri con una profondità di circa 2000 metri sotto il livello del mare.

Camminare vista mare e vista vulcano è un’esperienza unica. Il vulcano è ancora attivo e le sue eruzioni sono continue. A causa di questa intensa attività, a partire dal 2019 la quota massima raggiungibile per le escursioni a piedi è 400 metri s.l.m. e solo con guida autorizzata. Non è quindi più possibile salire sulla sommità del cratere a 900 metri.

Sentiero quota 250

Il sentiero quota 250 è il più semplice e adatto anche a bambini e anziani. L’accesso è libero ed ha una durata di 1 ora e mezzo circa. Si parte dalla piazza della chiesa del paese di San Vincenzo, sulla costa orientale dell’isola e si imbocca Via Natoli che porta alla piccola stazione geologica. Da qui si imbocca uno splendido sentiero immerso nel verde della macchia mediterranea, nel giallo delle ginestre e nel blu del mare cristallino.

Poco dopo si arriva al “cimitero vecchio”, un piccolo gruppo di tombe risalenti ai primi anni del ‘900, ancora decorate con maioliche della zona. Si arriva infine alla balconata che si affaccia sulla sciara del fuoco, una scia di lava che parte dal cratere e arriva fino al mare.

Da un lato abbiamo il versante lavico della parete nera e arida dello Stromboli, dall’altro ci sono il paesino sottostante, il mare e le altre isole eoliane. Per godersi al massimo questo panorama mozzafiato, è consigliabile fare questa passeggiata all’ora del tramonto, quando il cielo si colora di mille tonalità e, se siamo fortunati, possiamo ammirare le esplosioni del vulcano, con i lapilli di lava proiettati in cielo e le fontane di luce gialla e rossa.

Il sentiero di Stromboli in Sicilia
Foto di Sergio Cima su Unsplash

Sentiero quota 400

Il sentiero quota 400 è un’escursione possibile solo con guida vulcanologica autorizzata. La partenza è nel tardo pomeriggio dalla chiesa di San Vincenzo e l’escursione dura circa 6 ore. E’ bene ricordare che non si tratta di una passeggiata in mezzo alla natura ma una salita impegnativa, faticosa e lunga. Se però stiamo bene, questo è uno dei cammini vista mare da fare assolutamente.

Camminare su sentieri neri coperti da cenere e lava solidificata è un’esperienza unica. Trovarsi all’ora del tramonto su un vulcano e osservare i lapilli, la colata lavica a testimonianza di cosa accada a 200 metri sotto terra è un’emozione difficile da spiegare con semplici parole. Bisogna provarla!

Prima d’iniziare la salita al cratere, la guida vulcanologica controlla la nostra attrezzatura e qualora non fossimo provvisti, è possibile noleggiarla in loco (a caro prezzo). Le guide forniscono caschetti protettivi e mascherine antipolvere.

Ricordiamoci di portare da casa:

  • scarponi da trekking, meglio se alti fino alla caviglia;
  • torcia frontale con batterie di ricambio (per il ritorno al buio);
  • indumenti leggeri per la salita (consigliato tutto lungo per proteggersi dal sole e dalla cenere) con ricambi;
  • giubbotto per vento in quota
  • 2 litri di acqua e cibo
  • macchina fotografica e cappello
  • occhiali da vista invece delle lenti a contatto per la grande quantità di polvere sollevata durante il percorso

Questo è il cammino sul mare che mi ispira di più. Camminare sulla lava solidificata di un vulcano ancora attivo in uno scenario mozzafiato è un’esperienza che devo fare assolutamente.

Allora, zaino in spalla! Siete pronti per salire su un vulcano di 160 mila anni, tra i più affascinanti del mondo?

L’anello di Portonovo nelle Marche

Uno dei cammini sul mare da fare assolutamente è l’anello di Portonovo nelle Marche. Questo percorso offre la vista di un mare cristallino, di spiagge caraibiche e del famoso scoglio della vela, simbolo del Conero. L’anello di Portonovo è un percorso facile e breve di 2,3 km percorribile in 1 ora, adatto a tutti e molto comodo perché la partenza e il ritorno sono a Portonovo, a sud di Ancona all’interno del Parco regionale del Conero.

Il percorso che parte da Portonovo è il sentiero n. 309 che, in mezzo ad una macchia mediterranea di lecci e corbezzoli, attraversa il promontorio sulle splendide spiagge della riviera del Conero dove mare e natura si fondono e i camminatori possono godersi panorami mozzafiato.

Partendo dalla piazza di Portonovo, la prima tappa è il lago Grande di acqua salmastra visto che in passato era collegato al mare. Oggi il lago è frequentato da molte specie di uccelli che trovano qui il luogo adatto per nidificare. Ci sono pannelli informativi sulle varie specie di uccelli che possiamo vedere in base alla stagione ed è presente anche una postazione per il birdwatching.

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Il percorso prosegue verso la baia e il molo di Portonovo che regala una vista mozzafiato sul mare e sugli Scogli delle due sorelle. La leggenda narra che i due magnifici faraglioni rappresentino il demone marino pietrificato e diviso in due. Questo demone si era alleato con una sirena che, con i suoi canti melodiosi, ammaliava i marinai e li attirava in una grotta per torturarli.

Questo cammino sul mare è una passeggiata tra storia, natura e mistero. Il monte Conero, infatti, con le sue grotte naturali, cunicoli, boschi fitti e rumori notturni ha alimentato l’immaginazione degli abitanti fino a far nascere vere leggende!

L'anello di Portonovo nelle Marche
Foto di Heike2hx su Pixabay

Superato il molo di Portonovo, facciamo un tuffo nel passato e troviamo, tra una fitta boscaglia, un esempio di architettura militare francese. Si tratta di un fortino militare eretto nel 1810 dal viceré d’Italia su ordine di Napoleone per difendere il fianco meridionale di Ancona dagli inglesi. Oggi il fortino è uno splendido hotel di lusso.

Continuiamo il nostro sentiero nel fitto bosco e raggiungiamo la Torre de Bosis o torre di guardia costruita nel 1716 per difendere il territorio dai continui attacchi via mare. La tappa successiva è la bianca e romantica chiesa di Santa Maria, gioiello di arte romanica a pochi passi dal mare cristallino, davanti alla stupenda spiaggia della Vela con la vista sul famoso scoglio. Questa chiesa è stata perfino citata da Dante nella Divina Commedia (Paradiso, XXII canto).

Superata la chiesa, troviamo il lago Profondo situato alle pendici del monte Conero. Questo lago è considerato molto pericoloso perché secondo la leggenda, sotto scorre un fiume tortuoso che in passato avrebbe fatto sprofondare animali, carri e persone per trascinarli in mare aperto. Si riprende dunque il sentiero 309 per ritornare alla piazzetta di Portonovo, nostro punto di partenza.

Cammino del Salento in Puglia

Spostandosi in Puglia, un altro cammino sul mare da fare assolutamente è il cammino del Salento. É un percorso di 138 km che parte da Lecce e arriva a Santa Maria di Leuca presso il Santuario de Finibus Terrae, dove finisce l’Italia. Siamo nel tacco dello stivale!

La prima tappa del cammino del Salento parte da Porta Napoli a Lecce e arriva a Sternatia. Questo tratto è lungo 22 km e si percorre in circa 5 ore. Sternatia è una località nota per il griko, antica lingua ellenica parlata ancora oggi dai locali. Stiamo camminando nella zona chiamata Grecia salentina. La seconda tappa va da Sternatia a Corigliano d’Otranto con un tempo di percorrenza di circa 7 ore per 27 km. Tramite strade di campagna, si raggiunge Cursi, passando vicino le cave dove si estrae la famosa pietra leccese.

In Salento non ci sono catene montuose né dislivelli importanti; ma camminare in questa zona piena di bellezze naturalistiche dove il mare è l’assoluto protagonista, è un’esperienza assolutamente da fare.

La quarta tappa va da Otranto a Santa Cesarea Terme. Ci sono 23 km e 6 ore  di cammino da percorrere immersi nella natura. Si passa dalla cava di bauxite, uno scenario naturale magnifico con il suo laghetto color smeraldo e la terra rosso fuoco.

Il cammino del Salento in Puglia
Foto di Clonart su Pixabay

La quinta tappa va da Santa Cesarea a Marina Serra. La natura qui prende il sopravvento all’interno di uno scenario che definire suggestivo è riduttivo. Il tratto è lungo 26 km e il tempo di percorrenza è di 7 ore. Si passa dalla cala dell’Acquaviva, Tricase porto che ha ottenuto il riconoscimento delle tre vele di Legambiente e si giunge a Marina Serra dove troviamo una bellissima piscina naturale.

La sesta e ultima tappa del cammino del Salento è da Marina Serra a Santa Maria di Leuca. Il tratto è lungo 22 km e si percorre in 6 ore su strade vicinali, giardini, arcate, torri costiere, grotte, cascate e falesie.

All’arrivo al santuario di Leuca si riceverà l’ultimo timbro sul Passaporto del Pellegrino, documento di viaggio con gli spazi per i timbri di ogni comune attraversato, spazi per i pensieri e convezioni per le strutture ricettive della zona.

Questo percorso alla scoperta del Salento più autentico è un viaggio lento che dal mare caraibico ci porta in zone poco conosciute nell’entroterra con aranceti, oliveti, tratturi e dove addirittura si parla un’altra lingua.

E ora che siamo arrivati alla fine sarei curiosa di sapere quale cammino sul mare, che ti ho proposto, da fare assolutamente in Italia imboccherai.

 

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