Cammini sul mare in Italia da fare assolutamente

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cammini sul mare da fare assolutamente

Avete mai camminato sul mare con panorami mozzafiato? In Italia ci sono cammini sul mare da fare assolutamente almeno una volta nella vita. La nostra penisola ha più di 8 mila km di coste e, oltre alle splendide spiagge e lungomari, ci sono bellissimi percorsi in mezzo a una natura meravigliosa a strapiombo sul mare.

Camminare sul mare è un’ottima occasione per viaggiare con lentezza, seguire il ritmo dei propri passi, allontanarsi dal turismo di massa e scoprire angoli del paese in tranquillità. Dal Tirreno all’Adriatico, percorrendo le nostre coste, ci sono cammini sul mare da fare assolutamente.

Prima però di mettersi in cammino, ecco qualche consiglio utile:

  • informarsi bene prima di partire, contattando gli enti del turismo locali per avere conferma dell’apertura dei sentieri e delle strutture ricettive lungo il percorso;
  • scegliere l’itinerario secondo la propria preparazione fisica;
  • prestare sempre la massima prudenza e guardare dove si mettono i piedi;
  • seguire sempre i sentieri segnati e non avventurarsi a caso;
  • avere il giusto equipaggiamento (scarpe da trekking, 2 litri di acqua, cibo, cappello)
  • evitare, se possibile, la stagione estiva per godersi al massimo questi percorsi presi d’assalto dai turisti.

Vediamo insieme alcuni dei cammini sul mare da fare in Italia assolutamente.

Sentiero azzurro in Liguria

Il sentiero azzurro in Liguria è il famoso percorso che unisce i borghi delle Cinque Terre, da Riomaggiore a Monterosso. É lungo 12 km e percorribile in un paio di giorni, possiamo inserirlo tra i cammini sul mare in Italia da fare assolutamente perché:

  • è uno dei cammini dove il mare ci accompagna in tutto il tragitto;
  • i sentieri costeggiano meravigliosi uliveti, vigneti, terrazze coltivate e muretti a secco;
  • gli scorci a picco sul mare, dopo salite impegnative, regalano panorami mozzafiato;
  • dopo la grande fatica possiamo gustare la deliziosa focaccia ligure.

Per iniziare il sentiero azzurro, basta raggiungere in auto o in treno le stazioni di Monterosso o Riomaggiore dove inizia il percorso percorribile in entrambe le direzioni. Il sentiero è diviso in 4 tappe.

Il sentiero azzurro in Liguria
Foto di Dimitry Anikin su Pixabay

Partendo da Riomaggiore si imbocca il sentiero n. 531 ai piedi della montagna con la famosa Via dell’amore chiusa dal 2012. Questa via era un percorso pedonale scavato nella roccia, che negli anni venti veniva usata dai ferrovieri per spostarsi tra le due stazioni. In alternativa, si percorre un sentiero in salita in mezzo ai vigneti e si arriva alla Costa del Corniolo.

Da qui si imbocca l’antica Via Beccara che, tra scale e saliscendi, ci porta a Manarola. La distanza tra Riomaggiore e Manarola è 1 km e il dislivello è 200 metri circa.

Il secondo tratto del sentiero azzurro collega Manarola con la stazione di Corniglia ed è lungo 5,5 km con dislivello di 600 metri circa.

Da Manarola prendiamo un sentiero in salita fino ad arrivare a Volastra, piccolo centro abitato di epoca romana a forma di anfiteatro. In mezzo a vigneti sui terrazzamenti a picco sul mare, si arriva a Porcina.

Qui il percorso si affaccia sulle scogliere e lo splendido mare, ed è facile capire perché il sentiero azzurro sia uno dei cammini vista mare da fare assolutamente.

Attraverso una ripida mulattiera si arriva a Corniglia, meraviglioso borgo con le caratteristiche case colorate. Corniglia è l’unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare e è raggiungibile dalla grande scalinata “Lardarne” di 382 gradini.

Il sentiero prosegue verso Vernazza ed è lungo 3,5 km con un dislivello di 300 metri. All’inizio si attraversa la zona boschiva fino a Preso.

Poi, inizia una lunga scalinata tra uliveti e vigneti con pendii a picco sul mare. Si passa il piccolo villaggio di San Bernardino che svetta sulla cima del monte e poi si scende fino al bellissimo borgo di Vernazza.

L’ultima tappa del sentiero azzurro è il percorso tra Vernazza e Monterosso. É lungo 3,8 km ed è il più impegnativo per i continui saliscendi, ma la vista panoramica mozzafiato ripaga di tutta la fatica.

Visto che siamo in zona, non perdiamoci una visita approfondita delle Cinque Terre, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Sentiero di Stromboli in Sicilia

Uno dei cammini vista mare da fare assolutamente in Italia è sull’isola di Stromboli in Sicilia. Qui, oltre a camminare con la vista di un mare cristallino, è possibile fare trekking direttamente sul vulcano. Per chi non la conoscesse, Stromboli è una delle 7 isole dell’arcipelago delle Eolie, a nord della Sicilia e sull’isola c’è un vulcano ancora attivo, risalente a 160 mila anni fa, alto 926 metri con una profondità di circa 2000 metri sotto il livello del mare.

Camminare vista mare e vista vulcano è un’esperienza unica. Il vulcano è ancora attivo e le sue eruzioni sono continue. A causa di questa intensa attività, a partire dal 2019 la quota massima raggiungibile per le escursioni a piedi è 400 metri s.l.m. e solo con guida autorizzata. Non è quindi più possibile salire sulla sommità del cratere a 900 metri.

Sentiero quota 250

Il sentiero quota 250 è il più semplice e adatto anche a bambini e anziani. L’accesso è libero ed ha una durata di 1 ora e mezzo circa. Si parte dalla piazza della chiesa del paese di San Vincenzo, sulla costa orientale dell’isola e si imbocca Via Natoli che porta alla piccola stazione geologica. Da qui si imbocca uno splendido sentiero immerso nel verde della macchia mediterranea, nel giallo delle ginestre e nel blu del mare cristallino.

Poco dopo si arriva al “cimitero vecchio”, un piccolo gruppo di tombe risalenti ai primi anni del ‘900, ancora decorate con maioliche della zona. Si arriva infine alla balconata che si affaccia sulla sciara del fuoco, una scia di lava che parte dal cratere e arriva fino al mare.

Da un lato abbiamo il versante lavico della parete nera e arida dello Stromboli, dall’altro ci sono il paesino sottostante, il mare e le altre isole eoliane. Per godersi al massimo questo panorama mozzafiato, è consigliabile fare questa passeggiata all’ora del tramonto, quando il cielo si colora di mille tonalità e, se siamo fortunati, possiamo ammirare le esplosioni del vulcano, con i lapilli di lava proiettati in cielo e le fontane di luce gialla e rossa.

Il sentiero di Stromboli in Sicilia
Foto di Sergio Cima su Unsplash

Sentiero quota 400

Il sentiero quota 400 è un’escursione possibile solo con guida vulcanologica autorizzata. La partenza è nel tardo pomeriggio dalla chiesa di San Vincenzo e l’escursione dura circa 6 ore. E’ bene ricordare che non si tratta di una passeggiata in mezzo alla natura ma una salita impegnativa, faticosa e lunga. Se però stiamo bene, questo è uno dei cammini vista mare da fare assolutamente.

Camminare su sentieri neri coperti da cenere e lava solidificata è un’esperienza unica. Trovarsi all’ora del tramonto su un vulcano e osservare i lapilli, la colata lavica a testimonianza di cosa accada a 200 metri sotto terra è un’emozione difficile da spiegare con semplici parole. Bisogna provarla!

Prima d’iniziare la salita al cratere, la guida vulcanologica controlla la nostra attrezzatura e qualora non fossimo provvisti, è possibile noleggiarla in loco (a caro prezzo). Le guide forniscono caschetti protettivi e mascherine antipolvere.

Ricordiamoci di portare da casa:

  • scarponi da trekking, meglio se alti fino alla caviglia;
  • torcia frontale con batterie di ricambio (per il ritorno al buio);
  • indumenti leggeri per la salita (consigliato tutto lungo per proteggersi dal sole e dalla cenere) con ricambi;
  • giubbotto per vento in quota
  • 2 litri di acqua e cibo
  • macchina fotografica e cappello
  • occhiali da vista invece delle lenti a contatto per la grande quantità di polvere sollevata durante il percorso

Questo è il cammino sul mare che mi ispira di più. Camminare sulla lava solidificata di un vulcano ancora attivo in uno scenario mozzafiato è un’esperienza che devo fare assolutamente.

Allora, zaino in spalla! Siete pronti per salire su un vulcano di 160 mila anni, tra i più affascinanti del mondo?

L’anello di Portonovo nelle Marche

Uno dei cammini sul mare da fare assolutamente è l’anello di Portonovo nelle Marche. Questo percorso offre la vista di un mare cristallino, di spiagge caraibiche e del famoso scoglio della vela, simbolo del Conero. L’anello di Portonovo è un percorso facile e breve di 2,3 km percorribile in 1 ora, adatto a tutti e molto comodo perché la partenza e il ritorno sono a Portonovo, a sud di Ancona all’interno del Parco regionale del Conero.

Il percorso che parte da Portonovo è il sentiero n. 309 che, in mezzo ad una macchia mediterranea di lecci e corbezzoli, attraversa il promontorio sulle splendide spiagge della riviera del Conero dove mare e natura si fondono e i camminatori possono godersi panorami mozzafiato.

Partendo dalla piazza di Portonovo, la prima tappa è il lago Grande di acqua salmastra visto che in passato era collegato al mare. Oggi il lago è frequentato da molte specie di uccelli che trovano qui il luogo adatto per nidificare. Ci sono pannelli informativi sulle varie specie di uccelli che possiamo vedere in base alla stagione ed è presente anche una postazione per il birdwatching.

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Il percorso prosegue verso la baia e il molo di Portonovo che regala una vista mozzafiato sul mare e sugli Scogli delle due sorelle. La leggenda narra che i due magnifici faraglioni rappresentino il demone marino pietrificato e diviso in due. Questo demone si era alleato con una sirena che, con i suoi canti melodiosi, ammaliava i marinai e li attirava in una grotta per torturarli.

Questo cammino sul mare è una passeggiata tra storia, natura e mistero. Il monte Conero, infatti, con le sue grotte naturali, cunicoli, boschi fitti e rumori notturni ha alimentato l’immaginazione degli abitanti fino a far nascere vere leggende!

L'anello di Portonovo nelle Marche
Foto di Heike2hx su Pixabay

Superato il molo di Portonovo, facciamo un tuffo nel passato e troviamo, tra una fitta boscaglia, un esempio di architettura militare francese. Si tratta di un fortino militare eretto nel 1810 dal viceré d’Italia su ordine di Napoleone per difendere il fianco meridionale di Ancona dagli inglesi. Oggi il fortino è uno splendido hotel di lusso.

Continuiamo il nostro sentiero nel fitto bosco e raggiungiamo la Torre de Bosis o torre di guardia costruita nel 1716 per difendere il territorio dai continui attacchi via mare. La tappa successiva è la bianca e romantica chiesa di Santa Maria, gioiello di arte romanica a pochi passi dal mare cristallino, davanti alla stupenda spiaggia della Vela con la vista sul famoso scoglio. Questa chiesa è stata perfino citata da Dante nella Divina Commedia (Paradiso, XXII canto).

Superata la chiesa, troviamo il lago Profondo situato alle pendici del monte Conero. Questo lago è considerato molto pericoloso perché secondo la leggenda, sotto scorre un fiume tortuoso che in passato avrebbe fatto sprofondare animali, carri e persone per trascinarli in mare aperto. Si riprende dunque il sentiero 309 per ritornare alla piazzetta di Portonovo, nostro punto di partenza.

Cammino del Salento in Puglia

Spostandosi in Puglia, un altro cammino sul mare da fare assolutamente è il cammino del Salento. É un percorso di 138 km che parte da Lecce e arriva a Santa Maria di Leuca presso il Santuario de Finibus Terrae, dove finisce l’Italia. Siamo nel tacco dello stivale!

La prima tappa del cammino del Salento parte da Porta Napoli a Lecce e arriva a Sternatia. Questo tratto è lungo 22 km e si percorre in circa 5 ore. Sternatia è una località nota per il griko, antica lingua ellenica parlata ancora oggi dai locali. Stiamo camminando nella zona chiamata Grecia salentina. La seconda tappa va da Sternatia a Corigliano d’Otranto con un tempo di percorrenza di circa 7 ore per 27 km. Tramite strade di campagna, si raggiunge Cursi, passando vicino le cave dove si estrae la famosa pietra leccese.

In Salento non ci sono catene montuose né dislivelli importanti; ma camminare in questa zona piena di bellezze naturalistiche dove il mare è l’assoluto protagonista, è un’esperienza assolutamente da fare.

La quarta tappa va da Otranto a Santa Cesarea Terme. Ci sono 23 km e 6 ore  di cammino da percorrere immersi nella natura. Si passa dalla cava di bauxite, uno scenario naturale magnifico con il suo laghetto color smeraldo e la terra rosso fuoco.

Il cammino del Salento in Puglia
Foto di Clonart su Pixabay

La quinta tappa va da Santa Cesarea a Marina Serra. La natura qui prende il sopravvento all’interno di uno scenario che definire suggestivo è riduttivo. Il tratto è lungo 26 km e il tempo di percorrenza è di 7 ore. Si passa dalla cala dell’Acquaviva, Tricase porto che ha ottenuto il riconoscimento delle tre vele di Legambiente e si giunge a Marina Serra dove troviamo una bellissima piscina naturale.

La sesta e ultima tappa del cammino del Salento è da Marina Serra a Santa Maria di Leuca. Il tratto è lungo 22 km e si percorre in 6 ore su strade vicinali, giardini, arcate, torri costiere, grotte, cascate e falesie.

All’arrivo al santuario di Leuca si riceverà l’ultimo timbro sul Passaporto del Pellegrino, documento di viaggio con gli spazi per i timbri di ogni comune attraversato, spazi per i pensieri e convezioni per le strutture ricettive della zona.

Questo percorso alla scoperta del Salento più autentico è un viaggio lento che dal mare caraibico ci porta in zone poco conosciute nell’entroterra con aranceti, oliveti, tratturi e dove addirittura si parla un’altra lingua.

Cammino delle 100 torri in Sardegna

Il cammino delle 100 torri in Sardegna è un altro dei cammini sul mare da fare assolutamente. È un percorso di 1284 km che si snoda su spiagge, sentieri e strade asfaltate. Questo cammino percorre tutto il perimetro dell’isola ed è suddiviso in 8 grandi vie. Si può compiere in senso orario o antiorario e il tempo per tutto il cammino va dai 45 ai 60 giorni.

Prima di mettersi in marcia, è fondamentale informarsi bene sul sito ufficiale (https://www.cammino100torri.com) dove ci sono tutte le informazioni tecniche di ogni tappa con il grado di difficoltà, la lunghezza, la percentuale di spiaggia e asfalto, le strutture ricettive e gli alloggi disponibili. Ricordiamoci sempre di avere il giusto equipaggiamento e di portare cibo e acqua in abbondanza perché il cammino attraversa zone isolate dove non ci sono punti di ristoro.

Il cammino delle 100 torri è un viaggio alla scoperta della Sardegna più autentica che ci permette di incontrare 60 aree naturalistiche, 90 siti archeologici, 500 chiese campestri, 100 nuraghi e ben 108 torri costiere affacciate sugli scorci più suggestivi dell’isola. Le torri di avvistamento costruite nei secoli passati come difesa dell’isola dai Saraceni, poi diventate fortini durante la seconda guerra mondiale, adesso sono dei fari per i pellegrini in cammino.

La prima tappa del cammino delle 100 torri è via degli Angeli ed è lunga 62,4 km con partenza da torre della Scala vicino Cagliari e arriva a Villasimius. Durante questo percorso, è possibile osservare quasi tutte le torri costiere del golfo orientale di Cagliari.

La seconda tappa è via Sarcapos che si estende per 104 km e va da Villasimius a Arbatax. Il cammino passa attraverso la costa del Sarrabus, attraverso Castiadas, Muraversa, San Vito e Villaputzu, incontrando 16 torri. Si arriva poi a Sarcapos, l’antico scalo fluviale di origine punica, poi romana dove è presente ancora una necropoli.

La terza tratta è via Ogliastra, la più impegnativa del cammino delle 100 torri e va da Arbatax a Budoni ed è lunga 144 km. Qui il mare incontra la montagna e il percorso si alterna tra cale famose, falesie spettacolari, grotte da scoprire e vegetazione unica nel suo genere, attraverso sentieri tortuosi, fresche pinete, secolari boschi di leccio, archi, vecchi ovili e panorami mozzafiato.

La quarta via è via Gallura che va da Budoni a Castelsardo ed è lunga 240 km. Questa via attraversa i territori di Olbia, Tempio Pausania, Arzachena, Santa Teresa di Gallura, Palau, Golfo aranci, Badesi, San Teodoro, Budoni e molti altri piccoli comuni. Il sentiero giunge nel cuore della costa Smeralda, fronteggiata da numerose isole, tra cui Tavolara e l’arcipelago della Maddalena.

La quinta tappa è via Catalana, è lunga 238 km e costituisce uno dei tratti più lunghi del cammino delle 100 torri. Il sentiero va da Castelsardo a Bosa e passa per ampie spiagge e borghi medievali come Casteldardo, Alghero e Bosa. Lungo questo percorso, incontriamo 24 torri costiere e meraviglie naturalistiche come l’area marina protetta di Capo Caccia, l’isola Piana, il golfo di Porto Conte e il golfo dell’Asinara.

La sesta tratta è via dei Giganti e va da Bosa marina e Artus. E’ lunga 130 km e si snoda lungo la costa che va dall’antica Cornus, antica città stato della Sardegna a Neapolis, passando per il sito archeologico di Tharros nel comune di Cabras.

La settima tappa è via delle miniere e attraversa la costa sud occidentale della Sardegna da Arbus a Portoscuso ed è lunga 94 km. In questo tratto c’è il primo parco geominerario riconosciuto patrimonio dell’Unesco. Sulla via delle miniere, vi aspetto più avanti con un paragrafo dedicato.

L’ottava e ultima tappa è via del Martirio, chiamata così per i siti del martirio di Sant’Antioco e Sant’Efisio. Il percorso va da Portoscuso a Cagliari e si estende per 205 km. Per raggiungere Cagliari, il sentiero passa da Chia, Pula e Nora.

Il cammino delle 100 torri è molto impegnativo, sia per la lunghezza che per la totale assenza, in alcuni tratti, di punti di ristoro. Ma è un cammino che, pur rimanendo sempre vicino al mare, offre ai pellegrini un patrimonio nascosto all’interno della Sardegna autentica e poco conosciuta.

Costa delle miniere in Sardegna

Rimaniamo in Sardegna e ci dirigiamo nella parte sud occidentale in provincia di Cagliari dove si trova la costa delle miniere. Qui è possibile fare un trekking lungo 60 km divisi in 5 tappe giornaliere da Portoscuso a Piscinas, in mezzo a spiagge dorate, falesie sul mare, promontori granitici modellati dal vento, miniere e gallerie. La costa delle miniere deve il suo nome alla presenza di monumenti di archeologia industriale mineraria come gallerie, palazzotti dei dirigenti, tratti di strade ferrate e abitazioni dei minatori. E proprio il recupero dei cammini dell’epoca mineraria di questa zona ha permesso di creare un itinerario su uno dei litorali più belli e selvaggi della Sardegna.

La prima tappa del cammino sulla costa delle miniere è da Portoscuso a Plagemesu ed è lunga 13 km. Qui si segue la costa alta e rocciosa in un paesaggio di natura vulcanica, dove nel sottosuolo c’è il più importante giacimento carbonifero d’Italia.

La seconda tratta va da Plagemesu a Masua ed è lunga 14 km. Questo è uno dei tratti più suggestivi, grazie al Pan di Zucchero, un faraglione di 133 metri a strapiombo sul mare, considerato lo scoglio più grande del Mediterraneo. A Masua ci sono ancora le tracce del passato minerario con i resti della miniera Calligaris, con i vagoncini gialli arrugginiti, gli ex edifici degli operai e i binari abbandonati.

La terza tappa va da Masua a Cala Domestica ed è lunga 12 km. In questa tappa una strada sterrata, che un tempo era una piccola ferrovia mineraria, conduce alla ex miniera di Porto Flavia, una spettacolare costruzione industriale aggrappata a una falesia a strapiombo sul mare. Si arriva poi a Cala Domestica, incastonata tra le bianche falesie calcaree, con le sue dune di sabbia bianca in uno scenario mozzafiato.

La quarta tappa va da Cala Domestica a Portixeddu ed è lunga 13 km.  Dal parcheggio di Cala Domestica si attraversa un tratto di dune sabbiose e si arriva verso la caletta sinistra (Portu Casu) dopo aver percorso una suggestiva galleria realizzata dai vecchi minatori. Dall’alto si può vedere da lontano la bellissima e lunghissima spiaggia di San Nicolò fino al porticciolo di Portixeddu e il promontorio di Capo Pecora.

La quinta e ultima tappa va da Portixeddu a Piscinas ed è lunga 16 km. Si parte da Portixeddu che si affaccia sulla lunga spiaggia dorata incastonata tra i calcari bianchi dove si intravede il paesino minerario di Buggerru. Il sentiero passa poi dalla tomba dei giganti fino a proseguire lungo le spiagge di Scivu e Piscinas, dove ci sono le meravigliose dune di sabbie, le più alte d’Europa.

Il cammino sulla costa delle miniere è un viaggio in scenari naturali selvaggi e sempre diversi: dagli ambienti pastorali, alle tracce della civiltà nuragica, dalle lunghissime spiagge con alte dune e strapiombanti scogliere, a calette e bianche scogliere di unica bellezza. Oltre a essere un cammino sul mare  di una bellezza straordinaria, questo percorso è un’esperienza naturalistica, storica e archeologica in una natura ancora incontaminata circondata da panorami mozzafiato da non perdere.

Sentiero degli Dei in Campania

Un altro cammino sul mare da fare assolutamente è il sentiero degli Dei in Campania. Si tratta di un breve percorso di 9 km sulla costiera amalfitana che va da Agerola a Positano con un tempo di percorrenza di circa 4 ore. Il consiglio è quello d’imboccarlo in questa direzione in quanto è meno impegnativo rispetto alla direzione opposta.

Come tutti i cammini, è bene mettersi in viaggio la mattina presto per evitare le ore più calde, avere l’equipaggiamento giusto e una buona scorta d’acqua. Il percorso è adatto a tutti, tranne a chi soffre di vertigini per i tratti a strapiombo sul mare. È importante non confondere il sentiero degli Dei con la via degli Dei, che invece collega Firenze a Bologna, tagliando a metà gli Appennini. Sono entrambi percorsi ricchi di storia e di fascino che richiamano migliaia di pellegrini in cammino.

Il sentiero degli Dei in Campania permette di scoprire con lentezza la costiera amalfitana, lontano dalla folla, all’insegna di una natura incontaminata di castagni, lecci, ontani e corbezzoli. La partenza del sentiero degli Dei è da Bomerano, frazione del comune di Agerola situata a 650 m s.l.m. Si prosegue poi, attraverso una ripida discesa, verso la grotta Biscotto, una cavità a 528 m sul livello del mare, che regala meravigliosi scenari su precipizi e dirupi. Oltrepassando la grotta, ci sono dei villaggi rupestri, antichi insediamenti dell’epoca saracena, scavati direttamente nella roccia, che sembrano sospesi a picco sul mare.

Sentiero degli dei in Campania
Foto di MonikaP da Pixabay

Continuando il sentiero, si arriva al passo Colle la Serra, situato a 578 m s.l.m., tappa intermedia del percorso, raggiungibile anche da Praiano. Qui il paesaggio cambia decisamente con viste sull’isola di Capri, sulla penisola sorrentina, sui monti Lattari e sugli isolotti dei Galli.

L’ultimo tratto è caratterizzato da un percorso ricco di saliscendi che termina alla frazione di Nocelle, un piccolo borgo rurale. Qui il sentiero degli Dei diventa un vero percorso naturalistico, tra paesaggi rocciosi, macchia mediterranea e boschi di leccio. Prima di raggiungere Positano attraversiamo un’incredibile successione di pareti e grotte, terrazzamenti coltivati e ruderi di antiche abitazioni, tratti boscosi e belvedere sospesi sulla costa. Il cammino in questo tratto è unico al mondo. Da Nocelle è possibile raggiungere Positano con un bus locale oppure scendere una scalinata di 1500 scalini che porta prima alla spiaggia di Arienzo e dopo 1,5 km arri va a Positano.

Visto che siamo in una zona bellissima, non perdiamoci altre cose da vedere in Campania.

Campania cosa vedere

Sentiero l’Infinito in Liguria

Un altro dei cammini sul mare da fare assolutamente è il sentiero l’Infinito in Liguria, considerato uno degli itinerari più belli del mondo. Qui la bellezza della costa ligure con gli scorci sulle cinque terre si fonde con un territorio di terrazzamenti, vigneti e ulivi rendendo uno scenario magnifico. Il sentiero l’Infinito è lungo 15 km e collega Riomaggiore con Portovenere. È un percorso abbastanza faticoso ma si può percorrere a tappe oppure in giornata. Volendo, è possibile dividere l’escursione in due tappe e scegliere il paese di Campiglia come punto di arrivo e/o partenza. Il dislivello totale è di 500 metri ma se siete allenati potreste percorrerlo in 6 ore.

Come il famoso sentiero azzurro in Liguria, di cui abbiamo parlato sopra, che unisce tutte le cinque terre, anche il sentiero l’Infinito è un percorso che regala panorami mozzafiato. Chi ama camminare a piedi potrà godersi a ritmo lento, antichi tratti sperduti nella macchia mediterranea e attraversare paesini e falesie senza tempo a picco sul mare.

La partenza del sentiero l’Infinito è da Riomaggiore dove è consigliabile arrivare in treno dalla Spezia. Dopo aver lasciato l’auto al parcheggio della stazione di La Spezia, il tragitto in treno in treno fino a Riomaggiore dura dieci minuti.

Sentiero L'infinito in Liguria
Foto di user32212 da Pixabay

Arrivati a Riomaggiore, dalla stazione imbocchiamo un sentiero in salita che dopo 1 ora di cammino fatto di scale, porta al santuario della Madonna di Montenerozza a 340 metri di altezza, dove è possibile ammirare le isole di Palmaria, Tino e Tinetto immerse nel blu. Si riesce perfino ad avere una bellissima vista anche sulle cinque terre. Dal santuario di prosegue verso Colle Telegrafo che è il punto più alto del percorso. Il sentiero si arrampica in salita all’interno della vegetazione ed è privo di scale. Questo è senza dubbio uno dei tratti più impegnativi del trekking da Riomaggiore a Portovenere.

Colle Telegrafo si trova a 500 metri di altezza e segna la metà del sentiero dell’Infinito.  Da qui si prosegue per l’antico abitato di Lemmen con i suoi ruderi, terrazzamenti e muretti a secco e si arriva a Campiglia. In questo tratto è possibile avere nuovamente la vista sulla costa ligure con il promontorio di Portovenere mentre, dal lato opposto, su La Spezia con le Alpi Apuane sullo sfondo.

Campiglia è un piccolo borgo ligure che viene considerato come il punto d’accesso alle cinque terre. Per i camminatori è importante sapere che Campiglia è l’unico punto dove poter acquistare cibo e acqua ed è servita da un autobus urbano in direzione di Portovenere e La Spezia.

Il tratto da Campiglia a Portovenere è il più scenografico e il più selvaggio. Si cammina a picco sul mare, in alcuni punti la via è piuttosto stretta e priva di protezioni. Proseguendo tra la vegetazione della macchia mediterranea lungo la parete rocciosa del monte Castellana, si sbuca poi all’altezza della Sella di Derbi.  Da qui, scendendo verso il mare, si raggiunge S. Pietro a Portovenere, la splendida chiesa a picco sulle scogliere. La discesa finale verso Portovenere offre la vista, oltre della chiesa di S. Pietro, anche del castello Doria e dell’isola Palmaria.

Come per tutti i cammini, è fondamentale avere un abbigliamento adeguato con particolare attenzione alle scarpe e alle scorte d’acqua. Prima d’iniziare questo sentiero, informarsi bene sul sito ufficiale del parco delle cinque terre http://www.parconazionale5terre.it/rete-sentieristica.php dove è indicata la situazione aggiornata della rete sentieristica, la chiusura di alcuni tratti, il grado di difficoltà e tutte le informazioni utili per il nostro trekking.

E ora che siamo arrivati alla fine sarei curiosa di sapere quale cammino sul mare, che ti ho proposto, da fare assolutamente in Italia imboccherai.

Francesca G.

Sono nata a Firenze e sono perdutamente innamorata della mia città e della mia splendida regione. Animata da una grande curiosità, ogni fine settimana vado in giro a scoprire posti nuovi o a visitare angoli già visitatiti in altre stagioni. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto e di scoprire paesi che mi hanno veramente stupito. Sono mamma di due ragazzi, abituati a viaggiare fin da piccoli, a cui cerco di trasmettere la cultura del viaggio come libertà, esplorazione e avventure. Mi piace organizzare le nostre fughe in autonomia, un po' all'ultimo minuto, disegnare itinerari fai da te e lasciarmi ispirare dai racconti di viaggio. Ho un blog di viaggi con ragazzi dove racconto le nostre esperienze.

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