Feromoni del cane, come influenzano la comunicazione

La comunicazione attraverso la chimica è la forma di comunicazione più vecchia e semplice che si conosca. È quella su cui si basa il legame tra madre e cuccioli, grazie ai feromoni che si trovano disciolti nel liquido amniotico.La madre trasmette tranquillità ai cuccioli attraverso feromoni emessi durante l’allattamento.

Il maschio è in grado di capire quand’è il momento giusto per coprire la femmina, grazie ai feromoni emessi da quest’ulima. Uno specifico messaggio chmico segnala le pericolosità di una zona. Un altro permette di far conoscere la territorialità di un soggetto in una determinata area, e così via per altri segnali.

L’emissione di feromoni è la base della comunicazione chimica. Ed è un tipo di comunicazione che caratterizza tutte le specie animali, e di conseguenza anche il nostro cane. Abituati a sentir parlare di comunicazione verbale e non verbale, che interviene durante un’interazione tra due o più persone, la comunicazione di tipo chimico, racchiude in sé un che di affascinante e misterioso.

Studi e conoscenze in merito sono ancora limitati, ma sembra sia un tipo di comunicazione che appartiene anche all’uomo. Si tratta di una forma di comunicazione totalmente involontaria e innata, non è previsto apprendimento da parte del cane per poter comunicare attraverso i feromoni. Tutto avviene in modo naturale.

Il nostro cane entra in contatto con i feromoni fin dalla sua nascita e continua a riceverne ed emetterne durante tutta la sua vita. Quando un cane percepisce dei feromoni, questi provocano una risposta emozionale che induce a sua volta una risposta di tipo comportamentale.

Una particolarità della comunicazione chimica è che si tratta di un sistema di comunicazione rigido, che significa che per trasmettere un dato stato emotivo, il cane emetterà solo ed esclusivamente degli specifici feromoni.

Cosa sono i Feromoni

I feromoni sono delle molecole, di peso e dimensioni diverse, più o meno volatili. Funzionano in modo analogo a quello degli ormoni. Ma a differenza di questi, che agiscono all’interno dell’organismo, i feromoni vengono invece emessi all’esterno.

Sulla cute dell’organismo, in diversi punti, sono posizionate le ghiandole responsabili dell’emessione di feromoni, con lo specifico compito di portare un messaggio a chi ne verrà in contatto lo percepirà.

Ognuna di questa molecole ha delle sue caratteristiche specifiche in termini di peso, volatilità, idrosolubilità o liposolubilità, che potranno influenzare il modo in cui raggiungeranno il soggetto destinatario del messaggio. Alcuni feromoni molto volatili, possono trasportare il loro messaggio anche molto lontano. Quelli più pesanti resteranno maggiormente ancorati al suolo e trasmetteranno il loro messaggio solo a chi passa nella zona di emissione.

Quali tipologie di feromoni esistono

Ogni feromone porta uno specifico messaggio. È possibile quindi distinguere le seguenti categorie di feromoni:

  • feromoni di adozione
  • feromoni di appagamento
  • di delimitazione territoriale
  • feromoni di identificazione
  • di allarme
  • sessuali

Ad esempio i feromoni di adozione sono disciolti nel liquido amniotico e sono quelli che favoriscono l’attaccamento e di conseguenza le cure della madre verso i cuccioli. Feromoni di appagamento possono essere emessi dalle ghiandole sebacee della linea intermammaria e sono quelli che favoriscono l’attaccamento dei cuccioli alla madre ma anche la tranquillità e la serenità dei cuccioli in presenza della madre.

Quelli territoriali sono quelli usati per segnalare, come dice la parola stessa, la territorialità del nostro cane su una determinata area. I feromoni di identificazione sono adibiti al riconoscimento di membri di un certo gruppo a cui possono appartenere diversi soggetti, e possono portare informazioni in merito al loro relativo rango sociale.

I feromoni di allarme sono emessi allo scopo di segnalare un pericolo o una situazione di stress o paura. Da ultimo quelli sessuali possono ad esempio essere emessi dalla femmina per comunicare la disponibilità all’accoppiamento.

I messaggi emessi sono così molto precisi. Chi riceve questo messaggio è in grado di interpretarlo senza bisogno di alcun tipo di apprendimento. Ricezione e comprensione avvengono in maniera assolutamente istintiva.

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Come funzionano i feromoni

Come detto precedentemente, la comunicazione attraverso l’emissione di feromoni è una comunicazione di tipo chimico. Si tratta quindi di molecole con certe caratteristiche chimiche. Responsabili della loro emissione sono alcune ghiandole poste sul corpo dell’animale.

In particolare possiamo quindi distinguere alcune strutture secernenti:

  • Ghiandole anali, ghiandole perianali e sacche anali
  • Quelle sopra e sotto caudali, sulla coda
  • Ghiandole ceruminose, nel padiglione auricolare
  • Le podali, sui cuscinetti plantari e nella cute della zona interdigitale
  • Ghiandole periorali, nella zona del muso, delle labbra, delle vibrisse
  • Ghiandole sebacee, nel solco intermammario e a livello dei bulbi piliferi

Ad esempio, le ghiandole perianali hanno un ruolo estremamente importante nella comunicazione chimica e possono produrre diversi feromoni a seconda della situazione in cui il cane si trova e del tipo di messaggio che vuole lasciare: feromoni di allarme, di identificazione, sessuali e territoriali.

Se il nostro cane vuole lasciare un segnale di tipo territoriale potrà scegliere di emettere dei feromoni raspando il terreno e liberando quindi feromoni dalle ghiandole presenti sulle zampe, ma anche attraverso l’urina.

Quando il cane sceglie di lasciare un segnale chimico attraverso l’urina, questa diventa il vettore dei feromoni prodotti dalla mucosa dell’apparato urinario e, l’emissione del segnale, sarà abbinata a una marcatura in genere fatta su una superficie verticale, così da essere più facilmente trovata e “letta” dagli altri cani. Questo è anche il motivo per cui i nostri cani sono attratti da eventuali macchie che si trovano su superfici verticali e non.

Un altro esempio, quando capita il nostro cane si spaventa, emetterà dei feromoni di allarme, legati alla paura o allo stress che sta provando in quel momento. Possono essere così coinvolte diverse ghiandole tra cui le ghiandole sebacee poste sull’epidermide del nostro cane.

Quello che noi possiamo notare è che nel nostro cane avviene il fenomeno della piloerezione, cioè il pelo, soprattutto della schiena del cane, si solleva grazie all’azione dei muscoli erettori del pelo. Contemporaneamente il cane emette il feromone di allarme. Questi ultimi possono essere emessi anche attraverso le ghiandole perianali e le ghiandole poste sulle zampe durante il raspamento del terreno.

Ricezione e interpretazione dei Feromoni

Ogni feromone trasmette uno specifico segnale ad un altro o a più cani. Tale messaggio può avere una rilevanza per chi emette il segnale o per chi lo riceve.

Ad esempio un  feromone sessuale emesso da una femmina può avere una rilevanza, per il soggetto  che lo emette, per segnalare la sua disponibilità alla riproduzione. Un feromone territoriale ha valore soprattutto per chi lo emette per segnalare il territorio in cui si sente di appartenere. Un feromone di allarme può essere utile a chi lo riceve perché riceve cosi l’informazione che il luogo in cui sta entrando è potenzialmente pericoloso.

Quindi, come in ogni forma di comunicazione, anche nella forma di tipo chimico, possiamo distinguere un soggetto che emette un segnale e un soggetto che lo riceve. Chi emette il segnale, come visto sopra, utilizza delle specifiche ghiandole che permettono di produrre feromoni. Chi lo riceve sarà dotato delle strutture necessarie per la decodifica del segnale.

L’olfatto, senso di recezione dei feromoni

I segnali di tipo chimico sono segnali di tipo olfattivo, l’organo adibito alla loro recezione è l’organo dell’olfatto e, più nello specifico, l’organo vomero-nasale. Questo organo è formato da due piccoli canali che si aprono sul palato appena dietro gli incisivi e che terminano nella cavità dei seni nasali. Quest’organo contiene i recettori per i feromoni e per la loro trasformazione da segnale chimico a segnale elettrico interpretabile poi dal cervello del ricevente.

Quello che succede è che il cane che percepisce dei feromoni, mette in atto un comportamento caratteristico detto Flehmen. Si tratta dell’arricciamento e del sollevamento del labbro superiore, con la bocca semiaperta e una abbondante produzione di saliva.

Si ha l’impressione che il cane voglia “assaggiare” l’odore che percepisce. Il cane infatti diluisce l’odore nell’eccesso di saliva prodotta e successivamente, con la lingua, lo spinge nell’organo vomero-nasale. In questo modo va a mettere in contatto i feromoni con i recettori dell’organo vomero-nasale e permette poi l’attivazione del nervo olfattivo di quest’organo che porta così il segnale chimico, trasformatosi in segnale elettrico, direttamente al cervello.

Il segnale raggiunge il cervello che lo interpreta immediatamente, ne segue la simultanea risposta emotiva da parte del cane. Il segnale arriva al cervello e il cervello induce la risposta emotiva dell’organismo.

Come curare il cane con i feromoni

Da ultimo, una curiosità per tutti quei cani che soffrono di vari problemi comportamentali, ma in particolare per quei soggetti che hanno difficoltà a stare soli o che vivono con stress e ansia la separazione dagli altri membri del loro branco famiglia.

Alcuni feromoni, in particolare l’apaisina, feromone di appagamento, vengono prodotti anche sinteticamente. Li potete trovare in commercio come strumento per poter aiutare soggetti ansiosi a trovare calma e tranquillità in situazioni per loro non serene.

Se avete un cane che vive certi momenti con stress e ansia, potete pensare di proporre loro questi feromoni di sintesi, la loro risposta positiva dipenderà dal fatto che effettivamente, in quella situazione, quel feromone in quella forma è ciò di cui hanno bisogno e che li può aiutare. Al contrario, se non è quello ciò di cui hanno bisogno, potreste riscontrare un’inefficacia del prodotto.

Si tratta comunque di un prodotto che non ha effetti collaterali negativi, per cui, se pensate che il vostro cane possa beneficiare di questa forma di feromoni di sintesi, potete provare ad aiutarlo a superare la situazione di ansia in cui viene a trovarsi, non dimenticando però di abbinare comunque anche un percorso educativo e di recupero comportamentale, così da risolvere in modo definitivo il problema del vostro cane e permettergli di vivere serenamente quei momenti, che ora gli creano malessere.

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Fiorenza Merati

Fiorenza Merati

Da sempre appassionata di ambiente, natura, animali e di cani in particolare. Lavoro coi cani da oltre 15 anni. Ho seguito e seguo corsi e stage sulle diverse tematiche della cinofilia. Ma ciò che più mi interessa e appassiona é la parte emozionale, relazionale e di comunicazione coi cani. Amo lavorare sulla comprensione della parte emozionale del cane, che è quella che sta alla base della relazione con il proprietario. Tutto questo mi ha portato ad avvicinarmi allo studio e alla pratica del metodo della zoofarmacognosia applicata. Un metodo basato sulla PsicoAromaterapia che, attraverso l'uso di oli essenziali e altri rimedi, aiuta il cane nella sua parte più emozionale e ne migliora il benessere.

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